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Sedicisti si nasce e … si diventa

| 21 gennaio 2014 | 7 Comments

SEDICISTI SI NASCE E  ….. SI DIVENTA

Il Dott. Riccardo Ceccarelli ha dato il la, fondando il Club Calibro 16, ma in tanti lo stanno seguendo in quello che più che un Club potremmo definire un “movimento di passione”.

Riccardo Ceccarelli, imprenditore nel mondo della comunicazione e consulente di Web Marketing potrebbe esser considerato un moderno manager, come tanti altri. Ma come tanti altri non lo è affatto, almeno nella sfera passionale; è un appassionato ed etico cacciatore ed un sedicista, non per nascita ma per evoluzione. Talmente legato oggi al calibro sedici da aver maturato l’idea due anni fa di fondare il Club Calibro 16. Lo incontriamo nel suo paese natio, sulle rive del Lago Trasimeno, di ritorno da una uscita agostana di allenamento cani, per parlare un pò di calibro 16.

La prima domanda sorge spontanea.

riccardo16Perché calibro 16? “A dir la verità non c’è un vero e proprio perché, non certo per tradizione di famiglia a parte uno zio che oggi non c’è più che utilizzava a caccia una doppietta Liegi a cani esterni. L’unico fucile della sua vita, che lo ha servito per 70 stagioni venatorie. Forse a pensarci bene c’è quasi un istinto di ribellione ad un settore, quello produttivo delle armi che ha tentato di relegare il calibro 16 nella storia della caccia. Ma nella caccia il passato, anche lontano, si fonde col presente e col futuro e in quest’ultimo il 16 continuerà ad esserci.”

Ha detto in pratica che i produttori lo hanno escluso dai loro cataloghi, questo secondo quale “tesi” industriale? “Presto detto. E’ un semplice concetto di razionalizzazione industriale ove è stato schiacciato tra il 12 ed 20 e si è ritenuto che non era più necessario produrlo, medesima sorte toccata al 24 ed al 32. Ma io sono per la biodiversità, non ci sto. A dire il vero alcune aziende medio piccole lo hanno sempre mantenuto a catalogo, cito Fausti, Rizzini, FAIR ed altre italiane e straniere, anche se alcune preferivano non dirlo”.

Quello che Lei ha fatto, ossia fondare un Club che intende tutelare il calibro 16, può essere considerato pionieristico? “Bè intanto diciamo una cosa, il calibro 16 si tutela da solo per le indubbie qualità balistiche. Io pioniere? Ma forse lo siamo un pò tutti, quando abbiamo qualcosa dentro che ci spinge in una direzione, ma se lo sono non sono affatto solo, ma uno dei tanti che nel Club hanno trovato una casa. Persone splendide, volitive ed appassionate che si impegnano per invertire una tendenza che si era istaurata nella caccia moderna, ossia il declino del calibro 16″.

E ci stanno riuscendo riuniti nel Club Calibro 16? “Direi proprio che la risposta non può che essere affermativa. Molti sono gli indicatori a tale riguardo. Alcune aziende hanno riproposto questo calibro nei loro cataloghi, nelle armerie l’usato buono va a ruba, altri produttori quali RFM o Effebi per esempio lo propongono per la prima volta; Maurizio e Fabio i rispettivi proprietari, sono due imprenditori seri e preparati, capaci di cogliere in anticipo il segno dei tempi che cambiano anche nella caccia”.

Perché dice questo? Si può affermare che il calibro 16 è il segno dei tempi che cambiano? “In un certo senso si. La caccia attuale è molto meno quantistica di quella degli anni settanta in termini di carnieri e numero di cacciatori. In quell’epoca la richiesta, anche massiva, era per fuciloni sparatutto. Oggi si va alla ricerca dell’emozione e il 16 è perfetto per regalartela”.

Perché perfetto? “Semplice, non è un calibro esasperato, non è magnum, non va in mano a persone che vogliono abbattimenti a distanze siderali a qualunque costo, ti riporta ad una sfida più equilibrata con i selvatici, va solo in mano a gente sobria, rispettosa dell’ambiente in cui cacciamo e dei selvatici; dovremmo essere tutti così, ma la maggior parte indipendentemente dal calibro preferito lo sono. La ridotta quantità di munizioni in commercio – ma anche queste stanno aumentando di nuovo – ha riportato molti di noi verso un altro aspetto sacrale della caccia che fu; la ricarica domestica, una passione nella passione. Da molti dimenticata ed oggi felicemente riesumata”.

Insomma tante situazioni positive, ma in concreto il Club Calibro 16 cosa ha fatto in questi due anni? “Ha fatto vedere che c’era e non è poco; sono orgoglioso o meglio, siamo orgogliosi di quello che siamo riusciti a fare sinora e di quello che faremo. Fondando il Club senza nessuna risorsa, l’unico strumento per dire al mondo che c’eravamo era il sito internet (www.calibro16.it) che ha subito raccolto il favore degli appassionati, permesso di condividere gli obiettivi e le idee e il tesseramento in numero sempre crescente. Così con calma abbiamo creato uno zoccolo duro di persone che amano il 16 e si danno da fare per il Club, perchè come detto, la considerano la loro casa. Le cito alcuni perché lo devo a loro: Benvenuto Drogo, Donato Cisternino, Roberto Fontanazza, Marino Chiantini, Claudio e Fabio Volpi, Aureliano Franchi, Giulio Piccioni, Giovani De Angelis, Maurizio Mastrocola. Se il Club continua la sua crescita molto del merito è loro, anche se poi vai a chiderglieo direbbero che il merito è mio. Ma tu non ci credere. Poi abbiamo iniziato ad organizzare qualcosa per stare assieme, qualcosa di goliardico e istruttivo. Abbiamo iniziato nel 2012 con una gita “sociale”, a Verghereto per fare visita al maestro armaiolo Plinio Poccioni che del 16 ne sapeva molto e che purtroppo è mancato quest’anno con tutto il suo immenso sapere. Ci mancherà!…… Poi a distanza di un mese abbiamo organizzato a Todi in Umbria una cacciata di appassionati che abbiamo chiamato Calibro 16 Day. Altro momento memorabile sono arrivati sin dalla Puglia per parteciparvi. Poi ciliegina sulla torta del 2013 è stata l’organizzazione di un seminario a Caccia Village – la Fiera di caccia di Bastia Umbra – dove si sono confrontati sedicisti e produttori di armi e munizioni. Molto istruttivo per tutti tanto è vero che alcuni produttori li presenti, hanno iniziato a darmi la loro disponibilità per il rilancio del calibro con iniziative di prodotto. Ma in questo anno abbiamo continuato con le attività di visita alle aziende. Da pochi giorni siamo stati all’armeria Danesi, in Casentino, sempre una gita “sociale”, a vedere come funziona una linea di caricamento munizioni, ed imparare i segreti di pressioni, velocità ed efficacia della cartuccia da caccia. Gente preparata da generazioni sulla materia e giornata veramente interessante.

Prima ha parlato di iniziative di prodotto; cosa intendeva? “Intendo che alcune aziende si sono messe in moto per realizzare armi in calibro 16 specialistiche, non le classiche armi che la storia della caccia ci ha proposto, ma cose un po’ particolari. Anticipo solamente che con ogni probabilità le vedremo esposte a Caccia Village 2014.”

Già 2014, quali i programmi del Club? “Intanto far terminare con calma la stagione venatoria a tutti, me compreso. Poi ci saranno alcune novità che ritengo importanti per far crescere ancora il Club. Inizieremo con la nomina di delegati regionali, quindi il Club avrà in alcune regioni la sua viva presenza, utile perché sul territorio possono essere prese iniziative locali altrimenti impossibili dal livello nazionale. I delegati regionali conoscono le armerie a cui appoggiarsi e da coinvolgere e possono avere autonomia organizzativa elevata. L’esperienza pilota la faremo con 5 regioni: Umbria, Toscana, Marche, Lazio e Puglia, con persone di comprovata capacità comunicativa. Poi ovviamente non rinunceremo alla annuale cacciata del calibro 16 Day che non sarebbe male far organizzare ad una delegazione regionale se le avremo attivate in tempo con il supporto del nazionale ovviamente. Sicuramente ancora su una regione centrale quale Toscana o Marche. Sto cercando di mettere a punto un nuova significativa presenza a caccia Village 2014, con uno stand tutto nostro ove magari i produttori possano esporre le loro armi in calibro 16. E se riusciamo ad organizzare lo stand, può darsi che riusciamo a portarci una sorpresa gradita a tutti i visitatori. Ma non svelo nulla. E’ invece ancora tutta da pensare la gita sociale, ma nel Club c’è gente che macina idee, non mi preoccupo affatto. Poi, ma qui siamo ancora in embrione, stiamo studiando la possibilità di organizzare un trofeo annuale di tiro in percorso di caccia, meglio se itinerante, con monocolpo. Si monocolpo, anche in questo vogliamo distinguerci dai due colpi classici, anche in senso economico permettendo l’acquisto di armi a bassissimo costo. Forse lo chiameremo Mono16Gun o qualcosa del genere. Ma è tutto da pensare ancora. L’importante è creare coesione e occasioni per stare insieme, più lo facciamo più idee e programmi possono essere condivi per il bene del Club e del calibro

Poi cosa non da poco c’è il sito internet in ricostruzione. Tu mi dirai che il sito internet è un cosa che non rientra negli obiettivi di un Club è solo uno strumento. Io invece ti dico che è un obiettivo fondamentale, quello che ci ha permesso sino ad ora di essere un gruppo. Il nuovo sito sarà compilato anche dai delegati regionali – ossia più penne che scrivono e fanno cultura – e interattivo per tutti. Inoltre li pubblicheremo le convenzioni con le aziende per sconti e le armerie potranno vedere in area riservata l’effettivo stato di tesseramento per realizzare lo sconto. Tutto telematico, tutto finalizzato al servizio all’associato “.

Ma torniamo al calibro 16, quelli che lo utilizzano lo fanno da sempre o il Club ne avvicina di nuovi? “Chiariamo un punto. Oggi non è più come cinquant’anni fa, il cacciatore non ha un solo fucile e generalmente più fucili e più calibri, anche per vezzo se vogliamo. Io stesso ne ho 5 in alcuni calibri. Tra gli altri i 16. Quindi il cacciatore moderno può avere tra gli altri il 16 ed averlo come arma prediletta. Credo che non esista il sedicista assoluto, penso invece che esistano molti cacciatori che hanno il loro calibro di elezione pur avendone molti. Diciamo molti sono come il mio caso; il 90% del tempo dedicato alla caccia lo fanno col calibro 16. Il Club certamente ne avvicina di nuovi potrei citarti molti casi, lo fanno per provare, per sentirsi parte di un gruppo affiatato – il Club – e partecipare agli eventi, salvo poi scoprire un calibro che non lasceranno più nella loro predilezione”.

Ma perché il Club affascina così tanto da attrarre gente che il fucile in 16 se lo deve a volte ancora acquistare? “Ci ho pensato anche io e li per li non capivo, poi ho realizzato. Il Club è un qualcosa di associativo che si rivolge ai cacciatori, esattamente la stessa cosa che fanno le associazioni venatorie, ma lo facciamo in modo diverso. Non parliamo di politica venatoria, ne di contrasti con gli ambientalisti o di calendari venatori, il Club non è la sede giusta, Qui si parla di armi, vecchie e nuove, di come recuperare le armi del nonno all’antico splendore, di come reperire informazioni storiche, di come caricare le cartucce, di come interloquire con le aziende; i temi fanno capo a la passione pura, per questo affascina anche chi il 16 non lo ha mai preso in mano, E alcuni lo fanno grazie al Club e agli interessi che produce, una belle soddisfazione direi”.

Quale armi nuove si trovano nei cataloghi delle aziende? “Ti rispondo delle aziende italiane, perché mi piace pensare alle nostre che tra l’altro sono le migliori. Essenzialmente doppiette e sovrapposti di ottima fattura; direi un buon assortimento fornito dai marchi Leader che ho citato prima ma anche da altre aziende. Poi monocanna e qui vorrei dire una cosa. Non intendiamoli solo come fuciletti da capanno, io ne uso uno al quagliodromo, e col cane da ferma e il fatto di sfidare un selvatico col cane ferma con un solo colpo, magari riduce il carniere ma ti assicuro che è affascinante. Semiautomatici in produzione non ce ne sono, c’è solo usato per Browning e Regminton, rari spesso datati e costosi. E’ uno dei crucci di molti inscritti al Club che lo vorrebbero, ma per adesso nessun produttore industriale ci ha pensato anche se qualcuno le orecchie leha  alzate. Il primo che lo realizza fa bingo, nel mondo sarebbe l’unico e anche se il 16 ha una ridotta fetta del mercato mondiale. i numeri sono interessanti, specialmente in certi paesi”.

Insomma, è convinto che sia stata una buona idea la fondazione del Club nonostante l’impegno che assorbe? “Sono convinto, pardon siamo convinti, siamo un Club, rispondo a nome di tutti”!!

La giornata volge al termine e il nostro ospite continua a carezzare il suo setter anziano come ha fatto per tutta l’intervista. Si guardano e si intendono loro, fors’anche il vecchio cane sotto sotto è un sedicista. Il Club ci sembra proprio in buone mani.

Teresa Renda

 

 

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Category: Armi e Munizioni

Comments (7)

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  1. Renzo scrive:

    Grande Riccardo ! Non ho mai avuto l’occasione di provare il 16, ma ,  non nascondo che mi piacerebbe assai . Sai che padelle combino ?  :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

    • Riccardo Ceccarelli scrive:

      Intanto ringrazio Marino, esagera sempre nei miei meriti, ma è talmente piacevole che dopo averlo conosciuto ogni tanto sento la necessità di sentirlo. Comunque il calibro risorgerà ve lo confermo, il Club ha messo su un bel polverone, e ci sono persone che tirano veramente la carriola. Un salutone a Renzo e vorrei che ti tranquillizzassi, il primo anno passando dall’automatico 12 alla doppietta 16 è stato un gran bel padellare, poi presaci la mano, aver dentro 28 grammi o 34 cambia poco e ti assicuro che il 16 per le tue scarpinate liguri sarebbe un bel fare. Ti aspetto nel Club e siccome sei quanto sei conivolgente ti assicuro che il posto da delegato regionale ligure del Club è tutto tuo. Un salutone, Riccardo

  2. fausto baggi scrive:

    posseggo 2 doppiette del 16 a cani esterni: una era di mio padre, l’altra è stato il mio primo fucile. ogni tanto le uso  anche per caccia alle allodole ed è sempre un piacere. Per me sarebbero l’ideale per qualsiasi forma di caccia.
    Fausto 

    • Renzo scrive:

      Sì è veramente un gran bel calibro , soprattutto sportivo, molto più del 12 che a confronto è un cannone . Pesa poco ed è un gran bell’oggetto. Ma in mano mia presumo ci sarebbe da ridere , padello già con il 12  :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

  3. Giacomo scrive:

    Caro Pippo  8-O   per la caccia ci vorrebbe proprio un bel “sedici” portafortuna ! 
    :wink:   :-D    Salutiaaamo

  4. Mari scrive:

    Cari ragazzi, io ho il privilegio di conoscere il grande Riccardo Ceccarelli sin dal primo momento di questa grande idea di fondare e rilanciare questo grandissim calibro, se questo calibro ripartira’ ed io ne sono certissimo tutto questo si deve alla tenacia e al coraggio di Riccardo, quindi da parte mia avrai sempre il mio appoggio e il mio aiuto….. Vai caro Riccardo vedrai che con la tenacia tua e di tutti gli amici del club questo nostro calibro risorgera’ dalle ceneri in cui e’ stato ingiustamente relegato.
    Un caro grazie da parte mia e un saluto
    Marino Chiantini

  5. franco scrive:

    il calibro 16 in doppietta è utilizzabile in tutte le cacce

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