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Alessandria: cinghiali, freno turismo e fragello per le colture

| 20 gennaio 2014 | 1 Comment

Castelletto Merli
Un animato pomeriggio a parlare di cinghiali
Un’ottantina di persone ha partecipato all’incontro promosso sabato, a Castelletto Merli dall’Associazione Io Vivo Castelletto sul delicato problema della presenza degli ungulati, freno al turismo, pericolo per la circolazione e flagello per le colture

CinghialeCASTELLETTO MERLI – I cinghiali non sono un problema legato alla caccia ma una vera e propria emergenza ambientale perché la loro presenza in ambiente rurale destabilizza l’equilibrio ecologico. Ma non finisce qui perché gli ungulati sono anche un gravame notevole che, oltre a ridurre la percezione di sicurezza per i residenti, è un freno allo sviluppo del turismo. Queste sono alcune delle considerazioni che Ugo Bertana, presidente dell’associazione Io Vivo Castelletto, ha fatto nell’incontro “Cinghiali, la faccenda si fa seria” che si è tenuto nel pomeriggio di ieri, sabato, nella sala consigliare di Castelletto Merli.
La giornata piovosa non ha impedito che ci fossero un’ottantina di persone (a dimostrazione di quanto il problema sia sentito in zona) tra cui 3 parlamentari – i deputati Cristina Bargero e Fabio Lavagno, e il senatore Daniele Borioli – l’assessore provinciale alla caccia ed agricoltura Lino Rava ed i rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole. La presenza degli ungulati in zona è notevolmente cresciuta negli anni al punto che Mauro Rosmino, presidente dei cacciatori castellettesi, l’ha quantificata in centinaia di unità sul solo territorio comunale, tra animali stanziali e in transito.
Quali sono allora le soluzioni, tenuto conto che ci sono norme sulla caccia al cinghiale complesse e non omogenee per tutti i territori, anche solo prendendo a paragone le realtà provinciali confinanti di Alessandria e di Asti ? Lino Rava ha evidenziato che oggi la Provincia di Alessandria si è dotata di un nuovo regolamento e che occorre l’accordo con i cacciatori per formare la squadre necessarie, tenuto conto che da novembre a gennaio la caccia è aperta e, negli altri mesi, si procede con gli abbattimenti controllati. Il mondo agricolo, dal canto suo, ha ritenuto la normativa non sufficiente (Cia) e richiesto maggiore incisività da parte dei cacciatori (Coldiretti), suscitando una reazione abbastanza rumorosa da parte delle “doppiette” presenti. Per quanto riguarda il mondo politico, i 3 parlamentari si sono sostanzialmente detti d’accordo nella necessità di una approvazione celere della legge nazionale che, soprattutto, non porti ad applicazioni differenti su territori omogenei.

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Category: Cinghiale, Piemonte

Comments (1)

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  1. fausto scrive:

    sono anni che sostengo la gestione della caccia per comprensori e non per confini provinciali/regionali con 2 max 3 zone così come ha fatto madre natura.

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