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Un prima area Wilderness in Molise

| 17 dicembre 2013 | 0 Comments

UNA PRIMA AREA WILDERNESS IN MOLISE!
Nuovo successo della politica ambientalista ragionevole dell’AIW

wildernessAnche il Molise si aggiunge alle già 9 Regioni italiani in cui sono presenti delle Aree Wilderness. Il Comune di Conca Casale (Isernia), forse uno dei più piccoli della Regione Molise, accogliendo una proposta dell’Associazione Italiana per la Wilderness ha autonomamente tutelato 500 ettari delle proprie montagne, impegnandosi, con una deliberazione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, a preservarle nello stato ambientale e paesaggistico in cui oggi si trovano.
Il merito di questa scelta è dovuta alla lungimirante visione del giovane sindaco di Conca Casale, il Dott. Luciano Bucci, che più che alla sua poltrona ha pensato al bene futuro del suo paese, in ciò trascinato dalla sua passione ed amore per tutto ciò che è storia, natura e cultura.
L’Area Wilderness Monte Corno Vettese, come è stata denominata, costituisce il secondo settore di quella che si spera possa divenire la grande Area Wilderness Monte Sammucro, il cui primo settore fu deliberato dal quasi limitrofo Comune di S. Pietro Infine (Campania), a tutela di uno scenario di montagne che, per chi conosce l’alta valle del Fiume Volturno, è notorio per la sua spettacolarità: un baluardo spartiacque tra la Campania, il Lazio ed il Molise. Luoghi, appunto, ricchi di storia, antica e moderna, quella storia che proprio il bravo Sindaco Luciano Bucci con un gruppo di amici ha concentrato in una Mostra permanente dedicata al fronte “Winter Line” che durante l’ultima guerra vide uno scontro tenace tra l’esercito tedesco invasore e quello Alleato che lo costrinse a ritirarsi fino alla resa.
Oggi queste montagne sono il primo settore di Area Wilderness nella Regione Molise; un altro tassello che l’Associazione Italiana per la Wilderness ha piantato ad esempio di una politica ambientalista che tanti luoghi potrebbe proteggere senza scontrarsi con le collettività locali come invece avviene in tutte le aree protette “ufficiali”, siano esse nazionali o regionali. Nell’Area Wilderness, alla severità della tutela paesaggistica si abbina la preservazione ed il rispetto di tutte le antiche tradizioni agresti, pastorali, forestali e venatorie che per millenni le hanno caratterizzate, permettendo anche la formazione di quella biodiversità di cui oggi tanto si parla, ma per la cui protezione si richiedono vincoli d’imperio quasi sempre vessatori per le collettività locali e che certe volte divengono anche negative proprio per la stessa biodiversità.
La decisione e scelta culturale del Comune di Conca Casale è quindi oggi un esempio che si spera presto anche i limitrofi Comuni di Venafro e San Vittore del Lazio possano fare proprio, affinché l’Area Wilderness Monte Sammucro possa presto racchiudere tutto ciò che di selvaggio è rimasto di queste montagne e possa assumere quella fisionomia che merita e che già possiede almeno di fatto, a beneficio di tutti i cittadini affinché ciò che resta del loro antico mondo pastorale e rurale non debba sparire per sempre.
Il maggiore valore naturalistico di quest’area è certamente racchiuso nelle parti cacuminali. Tutta la lunga cresta fino al Monte Corno ed al più lontano e svettante Sammucro può considerarsi una vera e propria isola biogeografica d’alta quota per la varietà floristica che la caratterizza. Dal punto di vista vegetazionale sono presenti diverse rare specie di fiori, tra i quali l’Iris di Monte Cesima e l’Orchidea di Lacaite, ma interessante è anche quella del Carpino orientale con formazioni avviate quasi all’alto fusto (caso estremamente raro per questa pianta), ma anche di alcuni tratti di faggeta con esemplari d’alto fusto. Per quanto riguarda la fauna su questi monti fino a pochi anni or sono era ancora presente una popolazione autoctona di Coturnice appenninica e di Lepre appenninica, mentre ancora nidificanti sono i falconiformi Pellegrino e Biancone. Dal punto di vista geologico è da citare una formazione calcarea in località “Portella”, dove esiste una strettoia di probabile origine tettonica (cedimento o spaccatura di un crinale), caratteristica insolita e di particolare bellezza scenografica.
Ciò senza voler ignorare gli aspetti più strettamente culturali legati alla storia ed all’occupazione umana e religiosa, di cui è impregnato ogni luogo di queste montagne sebbene ancora poco note, come l’integro tratto di un’antichissima strada sannitica, luoghi di culto sannitici e cristiani, come i ruderi di Santa Domenica, valori storici e/o archeologici che meritano di essere preservati nei loro siti e negli scenari circostanti originari.

Segretario Generale dell’AIW

F.to Franco Zunino
Murialdo, 16 Dicembre 2013

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Category: Molise, wilderness

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