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Pavia: Lite tra cinghialai e guardie per una fescetta

| 17 dicembre 2013 | 18 Comments

Pavia: Scontro tra cacciatori del “Papavero” e le guardie venatorie. Intervengono i carabinieri, scatta richiesta di danni

CinghialeBORGO PRIOLO. Lite tra cacciatori e guardiacaccia per un cinghiale (morto) sequestrato e conteso. Tutta colpa di una fascetta attaccata nel posto sbagliato dell’animale.
E’ finita con la richiesta di un maxi-risarcimento da 18 mila euro all’ambito territoriale di caccia 5, quello di Varzi. A presentare la richiesta è stato l’avvocato Ugo Leonetti per conto della squadra di cinghialisti «Papavero» di Borgo Priolo.

I fatti risalgono alla mattina dell’11 dicembre. La squadra Papavero è in località Bozzola del comune di Valverde. Uno dei cacciatori viene fermato da una persona che si qualifica come guardia dell’Atc5 e che a detta degli stessi cinghialisti non esibisce alcun documento per dimostrare la propria identità e ruolo. La guardia esamina un cinghiale morto trasportato sull’auto di uno dei cacciatori e contesta un’irregolarità: la prevista fascetta identificativa è stata attaccata al naso invece che al tendine d’achille della zampa. A quel punto compila un verbale e annuncia il sequestro dell’animale.
I cacciatori protestano vivacemente, e si rifiutano di firmare il verbale che secondo loro è stato compilato in modo irregolare: tanto che dopo tre ore di contestazioni devono intervenire sul posto addirittura i carabinieri di Varzi, chiamati dalla guardia dell’Atc 5. A quel punto i cacciatori davanti ai carabinieri accusano la guardia di «abuso di potere e di appropriazione indebita del cinghiale».

La squadra Papavero ha potuto riprendere la battuta di caccia solo nel pomeriggio, quando il branco di cinghiali che avevano preso di mira si era ormai dileguato. In un esposto inviato al dirigente del settore faunistico provinciale, i cinghialisti sostengono che il dipendente dell’Atc5 era in realtà solo una guardia giurata e quindi non poteva effettuare alcun sequestro.

Nell’esposto i cacciatori sostengono che «non esiste una norma che obbliga l’apposizione delle fascette al tendine sotto pena di una sanzione pecuniaria. E non esiste una norma che preveda il sequestro del capo abbattuto». I componenti della «Papavero», sostenendo di avere subito un abuso e di avere perso una giornata di caccia per colpa della guardia, hanno chiesto un risarcimento di 18 mila euro.

di Paolo Fizzarotti

http://laprovinciapavese.gelocal.it

 

 

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Category: Cinghiale, Curiosità, Lombardia

Comments (18)

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  1. Renzo scrive:

    Al naso invece che al tendine di Achille… ma non era lo stesso cinghiale ? Il buon senso si è perduto da molto, molto tempo . 18 mila euro ? Sono pochi !  (:n) (:n)

    • Springer scrive:

      Hai ragione…..su queste cose ci si potrebbe passar sopra. Pero’ io mi domando e chiedo : Ma se la legge dice che devi apporlo al tendine d’achille ( perche’ la legge dice questo ) ….perche’ tu lo attacchi al naso…?
      Ci sara’ stato un’eccesso di zelo da parte del guardiacaccia…ma anche una bella dose di pirlaggine da parte dei componenti della squadra…. :wink:

      • Renzo scrive:

        eh va bhe’, ma allora dovrebbero togliere la macchina a tutti quelli che posteggiano in divieto di sosta , che mettono UNA ruota sulle strisce parcheggiando, che passano a 55 all’ora anche se il limite è a 50. Insomma sarà anche vietato , non dico di passare su tutto, ma castigare inesorabilmente l’errore , anche se fatto in buona fede è estremamente eccessivo e denota una categorica voglia di persecuzione , soprattutto in QUESTO, RIGUARDANTE LA CACCIA. Insomma in altre parole, si caccia legalmente il cinghiale, già non vedo il motivo di apporre fascetta ( ignoranza mia, lo ammetto ) ma si deve anche PRETENDERE che sia affissa nel punto preciso dell’animale ? E perche? Esiste un motivo valido che non conosco oppure è la solita fregola politichese ? Sono semplici domande che faccio anche perche bisognerebbe ascoltare tutte le campane e mi piacerebbe ,per mia semplice  curiosità, saperne di più . Altrimenti rimango della mia idea : persecuzione bella e buona ed eccesso di zelo e abuso d’uffico 

        • Springer scrive:

          Sono d’accordo con te per l’eccesso di zelo…resta comunque la domanda: se la legge dice che devi apporlo al tendine d’achille ( e lo sanno tutti perche’ sia il capocaccia che i componenti devono frequentare apposito corso e superare un esame per poter far parte di una squadra di cinghialai ) , perche’ lo attacchi al naso…?  :lol:

  2. tortoioli claudio scrive:

    Bravi i cacciatori della squadra del Papavero, quasi tutte le guar.die volontarie sono provocatori e abusano della buona fede di molti cacciatori, cordiali saluti

  3. Roberto scrive:

    le fascette Renzo vanno sistemate sul tendine o sull’orecchio e servono per sapere quanti cinghiali sono stati abbattuti dalla squadra , che da noi ha come quota 65 , te ne danno un tot e quelle che rimangono ritornano all’ATC , se non si raggiunge il numero ti fanno fare battute di contenimento . Per quanto riguarda il caso del naso , sono dello stesso tuo parere ,ECCESSO DI ZELO E ABUSO DI POTERE 
     

  4. fausto scrive:

    bravi, se un cacciatore commette un abuso/irregolarità rischia anche la revoca del porto d’armi lo stesso deve accadere a chi ha un cappello in testa credendosi Napoleone.
    buone feste

  5. Totò scrive:

     Io dico, ma le Guardie Volontarie o Effettive, non dovrebbero essere in divisa? e minimo due? quando stanno effettuando servio Venatorio, e comunque mi risulta che si devono identificare che siano in divisa oppure nò (almeno qui nel Bresciano e Così). Saluti a tutti i lettori e buone Feste.- (:n) (:i)
     
     

  6. Totò scrive:

    Rettifico:-volevo dire Servizio Venatorio.-

  7. Ugo scrive:

    Quale cacciatore membro della squadra Papavero premetto che ci battiamo per il rispetto delle regole da parte di chi è tenuto a fare i controlli e poco ci interessa di un cinghiale.
    Per quanto concerne il fatto di cui si discute, come cacciatore che ha assistito ai fatti, nonchè avvocato che ha formulato la richiesta danni, vi significo che le questioni giuridiche sottese al nostro caso sono molto più complesse di quello che sembra e di sicuro interesse per tutti i cacciatori.
    1) La guardia intervenuta non era in divisa e non si è qualificata!
    2) Ha redatto un verbale di contestazione omettendo di verbalizzare le contestazioni del cacciatore!
    3) Ha effettuato il verbale di sequestro su di un foglio bianco senza darne lettura, senza sottoporlo all’interessato per la sottoscrizione e senza neppure rilasciarne copia.
    4) Ha effettuato un sequestro “conservativo” che non poteva fare. Rammento che le guardie volontarie, anche se qualificabili come pubblici ufficiali, non hanno poteri di polizia e non possono effettuare sequestri o perquisizioni. E’ pur vero che possono effettuare il sequestro amministrativo ossia procedere al sequestro cautelare delle cose destinate ad essere confiscate, ma nel nostro caso non esiste una norma che prevede la confisca del cinghiale in caso di erronea applicazione della fascetta.
    Ma la cosa più grave è che la maggior parte delle sanzioni irrogate ai cacciatori cinghialisti sono illegittime.
    Infatti, la Provincia, in tema di caccia, ha solo poteri amministrativi e di vigilanza e può irrogare le sanzioni ex art. 34 L. reg. 26/93, ma non ha poteri di stabilire cosa è lecito e cosa è vietato. Insomma non ha poteri di stabilire quali comportamenti del cacciatore vanno puniti ed in quale misura!
    Ciò vuol dire che le sanzioni per la violazione del Regolamento per il prelievo degli ungulati sono illegittime (a parte i casi in cui sono la stessa violazione trovi sanzione anche in una legge statale o regionale). Non si può stabilire cosa deve essere sanzionato amministrativamente con un regolamento provinciale.
    Faccio un esempio: se un cacciatore viene trovato con carabina avente caricatore da 5 colpi viene sanzionato per violazione art. 14 regolamento prelievo ungulati – a loro dire- in base al richiamo contenuto nell’art. 51 comma 1 L. Reg. 26/93. Ma ciò non è possibile perchè l’art. 1 della L. 689/1981 prevede una riserva di legge, ossia stabilisce che solo per legge possono essere introdotte delle sanzioni, mentre nel nostro caso la specifica condotta illecita risulta essere stata introdotta con regolamento.
    Mi riservo di darvi notizia dell’esito del procedimento di impugnazione che andremo a fare allorquando l’illustre PU ci avrà notificato il verbale di contestazione e sequestro.
    La richiesta danni di euro 18.000,00 (solo euro 1.000,00 per ogni componente la squadra) è stata quantificata in misura molto esigua se si considera che la squadra ha dovuto sospendere la battuta per almeno 3 ore, si è vista portare via un cinghiale illegittimamente, ha dovuto subire l’arroganza e l’abuso di potere di un PU.
    Buone feste a tutti.
    Avv. Ugo Leonetti

    • Antoine scrive:

      avvocato ottima e autorevole enunciazione, chi veste la divisa non deve coprirsi con la corazza dell’arroganza, perché mai sono intervenuti i carabinieri di Varzi distanti più di 15 km e non quelli di Zavattarello distanti a qualche chilometro e competenti per territorio? ne chieda conto in sede giudiziaria, distogliere due carabinieri dal controllo del territorio della città di Varzi per simili bazzecole con spese di carburante ai danni dei contribuenti;tanto paga Pantalone. Credo che Lei saprà dare una sobria lezioncina a chi crede che l’arroganza possa trovare posto nella aule giudiziarie. Se avessi bisogno in campo venatorio non esiterò a contattarLa. Saluti a tutti coloro che non tollerano i soprusi facendo valere i propri diritti.

  8. beppe scrive:

    Le GGVV delle AAVV dovrebbero fale il loro servizio di educazione e prevenzione, devono essere in divisa o, perlomeno mostrare il tesserino di riconoscimento, io penso che la fascetta messa al naso potrebbe sembrare una presa x il  c..o, ma la GGVV doveva secondo me solo reguardire il capo squadra, anche se la normativa prevede che la fascetta sia messa in altro posto, lo scopo dell’applicazione della fascetta non cambia.

    • ugo scrive:

      Concordo perfettamente. Bisogna far capire a quelle persone che abusano della loro posizione di P.U. che i cacciatori non sono dei delinquenti o barboni. Facciamo tutti parte di una grande famiglia.
      Molti ignorano che, in base al codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni (Decreto 28/11/2000 della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica)  il PU è tenuto per legge ad agire con serietà, senso di responsabilità, tenere un comportamento improntato alla massima correttezza, rispetto e cortesia nei confronti dei cittadini.
      Il PU è tenuto a svolgere il servizio con senso di responsabilità in modo da riscuotere la stima, la fiducia ed il rispetto della collettività;
      Il PU è tenuto ad avere un comportamento improntato alla massima correttezza, imparzialità e cortesia, mantenendo una condotta irreprensibile, votata alla propria deontologia professionale;
      Il PU è tenuto al saluto nei confronti dei cittadini con cui vengano a contatto per ragioni di ufficio;
      Il PU è tenuto ad avere particolare cura della propria persona e dell’aspetto esteriore, al fine di evitare giudizi negativi incidenti sul prestigio e sul decoro dell’Amministrazione che rappresenta;
      Resitere, resistere, resistere. (up)
       

  9. Totò scrive:

    Dott.Ugo, secondo il mio punto di vista, resto del parere che Alcune GGVV di varie Associazioni, non sanno casa sia un P.U. e i suoi Doveri da svolgere. Ai illustrato molto bene alcuni doveri del P.U., (con la speranza che qualcuno legga e faccia capire come si devono Comportare nei confronti dei Cacciatori “che non sono dei ricercati”), le faccio i miei complimenti e non sia buono con loro, come loro fanno con noi(GIURIDICAMENTE).  Tanti Auguri di Buon Natale e un Felice Anno Nuovo a Tutti i Cacciatori e non. Salutiamo. (up) (dw)

    • Antoine scrive:

      ho visto sul tg di telepavia del 27.12.13 che la vostra squadra ha denunciato per minaccia altri due agenti venatori che vi hanno “sequestrato” il cane bloccando di fatto la battuta di caccia. Vien da pensare che questi due agenti siano venuti per darvi una lezione per aver denunciato giorni prima un loro “collega”. Come dire, una specie di rappresaglia, un peccato deontologico a quanto pare finito male. Probabilmente hanno calcolato male le coordinate venatorie e hanno trovato una squadra che conosce bene i propri diritti e sa farli valere. Una parabola poco edificante per chi dovrebbe far rispettare le regole invece di violarle, c’è da augurarvi che l’Ente da cui dipendono non si attivi a forgiagli lo scudo, chi usa metodi inaccettabili e una disinvolta violazione delle regole sfregia l’Ente con questi atteggiamenti. Complimenti alla “Papavero”. Fate sapere buone nuove.

  10. Renato scrive:

     Per fortuna che c’è qualcuno che oppone resistenza agli abusi altrimenti sarebbe la fine dei cacciatori! Forza “Papavero”. (:i)

  11. Verdelli scrive:

    Concordo perfettamente, a volte lo sdegno davanti ad atti ingiusti impone di rispondere anche quando le speranze di vincere sembrano esigue, bisogna agire pur nell’indifferenza dei più, anche se lottare a volte espone a certi pericoli. In certe persone  lo sdegno contro atti inaccettabili le spinge a difendere i propri diritti anche nei momenti difficili anche quando, purtroppo, i molti si rassegnano a certe oppressioni. I problemi della “Papavero” sono quelli di molte altre squadre, ed essa ha avuto l’effetto di incoraggiare altri a seguire l’esempio, a non arrendersi e a volte si potranno avere soddisfazioni insperate. Intendo contattare il vostro caposquadra per avere notizie specifiche e preziosi consigli.
    hasta luego.

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