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I gatti inglesi uccidono troppi uccellini

| 17 dicembre 2013 | 1 Comment

gattoI gatti inglesi uccidono troppi uccellini

Il noto naturalista e divulgatore scientifico inglese David Attenborough mette in guardia il Regno Unito sulle abitudini dei gatti domestici, troppo amanti della caccia selvatica. L’uomo ha rilasciato un’intervista all’inglese Radio Times, consigliando i proprietari dei mici di munirli di collare con sonaglio. Secondo il naturalista, i piccoli felini di casa sfrutterebbero il periodo invernale per fare man bassa di uccellini: pettirossi, passerotti, merli e capinere sarebbero preda facile, perché più esposti durante la ricerca di cibo.

A causa del freddo di stagione, fonte di ghiaccio e magari neve, troverebbero poco nutrimento e con grande difficoltà. Questo costringerebbe i volatili a violare gli spazi di sicurezza, avvicinandosi a case e abitazioni divenendo quindi facili prede della caccia felina. La scelta consapevole di un sonaglio rumoroso appeso al collare del gatto farebbe la differenza, salvando la vita ai piccoli uccellini di stagione. Del resto esemplari come il pettirosso da tempo hanno imparato a socializzare con altre specie, uomo compreso. La necessità di cibo li rende più spavaldi, ma meno attenti alle insidie domestiche.

Secondo la teoria di Attenborough, la continua deforestazione sarebbe la causa primaria di questi spostamenti verso i centri abitati. Meno alberi e spazi verdi coinciderebbe con meno possibilità di cibo e risorse per gli uccelli selvatici. Questo però inciderebbe sulla sopravvivenza della specie, sempre più esposta ai pericoli da giardino e centri abitati. Una stima sottolineerebbe come 55 milioni di uccelli perderebbero la vita ogni anno.

Una caratteristica che accomuna il Regno Unito agli USA, dove i gatti sono considerati degli adorabili serial killer. Per impedire questa moria, oltre al collare con sonagli, sarebbe utile appendere il cibo agli alberi o alle tettoie in modo da rendere complesso l’accesso al gatto. Magari bastoncini ricoperti di graniglie e becchime, o piccole gabbiette aperte con all’interno pane secco e mangime per uccellini, che possa aiutarli senza metterli in pericolo.

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Category: Curiosità

Comments (1)

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  1. Bartoccini Mario scrive:

    Spero proprio che i dirigenti delle nostre Associazioni venatorie prendano atto di quanto avviene in natura!
    Soprattutto laddove la cultura animalista teorizza “la riscoperta della selvaticità sopita” in merito ai gatti abbandonati, randagi ed inselvatichiti.
    Mentre contestualmente accusa i cacciatori di “sparare a tutto ciò che si muove” e di procurare gravi squilibri faunistici.
    Oltre 60.000 gatti randagi ed inselvatichiti in Umbria, sono un vero flagello per le specie selvatiche di piccole dimensioni, ma come al solito la nostra voce viene ignorata dai “papaveri” con la tessera di partito (gli stessi che s’ingozzano di cinghiali predati nelle ZRC, di rimborsi chilometrici, di danaro che proviene dalle tasche dei cacciatori e forse anche di mazzette sulla selvaggina di ripopolamento).
    Intanto in Umbria ogni anno “spariscono” circa 60 milioni di essere viventi e, tra questi, la maggior parte sono nidiacei tra gli otto e i quindici giorni di vita.
    Considerazione finale: se la cultura onnivora non pone riparo alle scemenze animaliste, il nostro futuro sarà foriero di cibi sinteticamente elaborati!
    Cordialità. 

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