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Passo: Continua l’assenza della cesena

| 2 dicembre 2013 | 3 Comments

ANUUContinua l’assenza della cesena

Nel recente incontro di Parigi del gruppo di studio dell’AECT/Associazione Europea Cacce Tradizionali e di FACE MED si sono esaminate, fra l’altro, le problematiche relative all’anomala migrazione che ha caratterizzato quest’ultimo autunno. Sono emerse, innanzitutto, due considerazioni.
La prima riguarda la migrazione influenzata dalla meteorologia, che deve essere sempre attentamente studiata. A tal proposito va sottolineato, però, che le Cesene, i Tordi sasselli ed altre specie che sovente giungono nei nostri lidi in questa stagione, a detta degli osservatori del nord Europa, sono ancora residenti in buon numero nei luoghi di nidificazione poiché ricchi di cibo. Inoltre, l’ultima brutta primavera, lo ripetiamo ormai da diverso tempo, ha influenzato negativamente la nidificazione di molte specie che hanno dimostrato un passaggio migratorio ridotto numericamente.
Poche specie hanno mantenuto la loro discreta presenza, ossia la Capinera, la Balia nera e, in questi periodi, la Beccaccia. Gli anatidi vedono una buona presenza, come avviene da tempo, dell’Alzavola.
Pavoncelle, Beccaccini ed altre specie acquatiche si osservano in numero sufficiente.
La seconda considerazione, invece, riguarda la gestione del territorio che in quest’ultimo decennio, giorno dopo giorno, sta subendo cambiamenti epocali dovuti all’insensibilità dell’uomo, che sta riducendo il territorio naturale a discapito della vita selvatica degli animali.
È stato richiesto a tutti noi, durante il summit di Parigi, ogni più concreto sforzo per evitare questi disastri, che non dipendono certo dai cacciatori e dal loro prelievo venatorio, sempre se rimane controllato, programmato e sapientemente gestito. In estrema sintesi, secondo i principi del Consiglio d’Europa, se viene praticata una caccia sostenibile.
Nel corso della settimana appena trascorsa abbiamo avuto le prime gelate e sabato 30 novembre abbiamo visto la prima neve dell’inverno a bassa quota.
Sono bastati questi pochi giorni e già il ghiaccio ha mostrato i suoi effetti negativi sugli uccelli. Le temperature basse rendono difficile la vita agli uccelli.
D’altra parte, questo è l’andamento logico e normale di ogni inverno: per un piccolo passeriforme, infatti, non c’è motivo di rimanere nel nostro clima freddo e umido quando, con poche ore di volo, può raggiungere l’area mediterranea, magari attraverso una diversa linea migratoria.
Situazione che, quest’anno, si è verificata con i Tordi e probabilmente si sta verificando anche ora con altre specie appartenenti all’avifauna del Paleartico.

Lunedi 02/12/13

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Comments (3)

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  1. Giacomo scrive:

    l’ultima brutta primavera, lo ripetiamo ormai da diverso tempo, ha influenzato negativamente la nidificazione di molte specie che hanno dimostrato un passaggio migratorio ridotto numericamente.
    ————————————————————————————-
    Non sono d’accordo con quello che sicuramente è solo un vostro punto di vista, ma vorrei dire : ma dall’inizio del secolo ad ora quante primavere sono state brutte ? Allora secondo la vostra tesi a quest’ora la maggior parte dei selvatici dovrebbero stare in via di estinzione, ma non è così. Innanzitutto bisognerebbe vedere a quali luoghi vi riferite per la brutta primavera, e poi per secondo forse voi vi dimenticate che gli uccelli migratori di cui si parla hanno le ali e dove incontrano brutto tempo durante la migrazione pre nuziale a mio avviso non si fermano, cambiano i siti nidificando la dove trovano condizioni favorevoli, per cui mi sa che la vostra tesi fa acqua da tutte le parti. Sono d’accordo sul fatto che essendo cambiato il clima gli uccelli non si spostano dai siti di nidificazione fin quando non sopraggiungono condizioni di freddo con temperature di alcuni gradi sotto zero che vorrebbe dire ghiaccio a gogò, come forse sta succedendo quest’anno che secondo me riferendomi alla beccaccia queste ancora non si sono spostate nei nostri areali definitivamente, visto che nel Nord-Est le temperature fino ad ora si sono mantenute al di sopra dello zero, anche di molti gradi. Un tempo in Norvegia tanto per fare un esempio ad Ottobre le temperature stavano già al di sotto di zero gradi fino a quasi -10 gradi mantenendoli per tutto l’inverno fino a Febbraio, Marzo.  Questo logicamente comportava una migrazione che possiamo dire normale secondo la nostra esperienza di anni di caccia, o forse non è chiaro ? Comunque come noi in Italia diamo esempio di protezione così dovrebbe essere in tutta Europa se proprio vogliamo proteggere in modo da mantenere sempre il capitale di selvatici di qualsiasi specie. Sul fatto poi degli habitat che da noi si stanno restringendo e non sono curati avete colto nel segno, sono d’accordissimo ! Solo che sono anni che ormai lo diciamo e tutto resta solo in chiacchiere, abbiamo trovato la malattia ma per la cura niente da fare, si pensa di curare il tutto chiudendo la caccia con parchi e parchetti e limitazioni varie, ma su questo ci sarebbe molto altro da dire,  mi sono scocciato.  :-?  Salutiaaamo
      
     

  2. Ezio scrive:

    Sabato scorso, prima che iniziasse a nevicare, ho visto il primo branchetto xdella stagione. saranno state una decina.

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