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Verona: cinghiali azzannano 4 segugi

| 22 novembre 2013 | 12 Comments

Verona: Allarme cinghiali nella Bassa. Hanno azzannato quattro cani
I segugi sono stati sottoposti ad un intervento di quattro ore L’Ulss 21 teme ora per le sorti dei suini di 130 allevamenti

cinghiale neveAllarme cinghiali nella Bassa. I primi esemplari di mammiferi selvatici, simili ai maiali ma più pericolosi e temuti dei primi sia per la stazza che per l’aggressività, hanno fatto la loro comparsa a Villa Bartolomea e nella zona a sud di Legnago. Cacciatori ed autorità sanitarie si sono quindi allarmati per la presenza di questi animali, proliferati negli ultimi anni in Lessinia e sulle colline che circondano Verona.
È stato Antonio Donella, presidente dell’Associazione Cacciatori Veneti di Villa Bartolomea, ad avere di recente un incontro piuttosto ravvicinato con un cinghiale maschio adulto nella zona a sud del paese. «Stavo effettuando con i miei quattro cani una battuta di caccia alla lepre in località Anguanin», racconta il cacciatore, «quando i segugi hanno fiutato qualcosa in mezzo ad un campo di mais. C’è stato un gran trambusto tra le piante: i cani ne sono usciti con gravi ferite al muso, alla gola ed agli arti posteriori». Donella ha quindi trasportato i propri animali da un veterinario, dove hanno trascorso quattro ore sul tavolo operatorio. «Il medico ha certificato che non si trattava di ferite causate da nutrie o altri esemplari della zona, bensì da un cinghiale». La conferma che si trattava del grosso animale selvatico il cacciatore l’ha poi avuta nel pomeriggio. «Sono tornato sul terreno dove avevo effettuato la battuta ed ho notato nel fango le inconfondibili impronte delle zampe», afferma mostrando le foto scattate sul luogo della sfortunata caccia.
«È stata una brutta sorpresa perché il cinghiale ha provocato tagli profondi sul muso dei cani». Donella ed altri colleghi cacciatori escludono che l’animale fosse fuggito da qualche allevamento: «Dalle impronte si tratta chiaramente di un esemplare selvatico, superiore al quintale. Perciò, ho segnalato l’accaduto alla Polizia provinciale, competente in materia». Il cacciatore osserva: «Altri cinghiali sono stati avvistati di recente pure a Vigo di Legnago». La presenza di questi animali può costituire un pericolo per la circolazione stradale. «I miei cani», aggiunge Donella, «sono stati azzannati in una zona poco lontana dalla superstrada Transpolesana. Avere queste bestie che scorrazzano libere per le nostre campagne non è il massimo perché, se si sentono minacciate, possono caricare i possibili aggressori».
Secondo gli esperti,i la migrazione dei cinghiali nella pianura veronese potrebbe essere avvenuta attraverso gli argini dei corsi d’acqua principali, come l’Adige o addirittura il Po. «Recentemente», evidenzia Donella, «ho appreso della presenza di questi mammiferi anche nel Rodigino». «È molto probabile», sottolinea Giuliano Bronzato, direttore del Servizio veterinario Sanità animale dell’Ulss 21, «che alcuni esemplari presenti nella zona pedemontana veronese siano emigrati a sud, arrivando fino in pianura». Per l’Ulss 21 tutto ciò costituisce un motivo di preoccupazione e di rischio sanitario per i 200mila capi presenti nei 130 allevamenti suini di tipo intensivo sparsi nei 25 Comuni della Bassa.
Infatti, secondo Bronzato: «Tra le malattie di cui i cinghiali selvatici potrebbero essere portatori c’è la classica peste suina. Per l’uomo, inoltre, esiste il pericolo di contrarre la leptospirosi». Per questo il responsabile sanitario auspica: «Un intervento efficace da parte della Provincia a cui spetta intervenire per arginare il pericolo. Un cinghiale adulto può raggiungere i 200 chilogrammi. Le femmine sono inoltre molto prolifiche. Durante gli spostamenti invernali, per la ricerca di cibo, questi mammiferi potrebbero piombare all’improvviso in mezzo ad una strada trafficata, metetndo a repentaglio la circolazione e causando incidenti».

Fabio Tomelleri

http://www.larena.it

 

 

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Category: Cinghiale, Veneto

Comments (12)

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  1. Marco C scrive:

    Sono arrivati gli extraterrestri? in umbria sono trent’anni che conviviamo con i cinghiali e tutte queste catastrofi non le abbiamo ancora subite, anzi….quanto son buone pappardelle e spezzatino di cinghiale, saluti

  2. franc scrive:

    Se leggete bene l’articolo dalle dichiarazioni del protagonista emerge che era a caccia da solo con 4 segugi mentre la LR Veneto 51/93 ammette al massimo 2 cani per cacciatore.  Il primo a non aver rispettato le norme è proprio colui che si lamenta. Per sua fortuna non è intervenuta la Polizia Provinciale altrimenti sarebbe stato di sicuro sanzionato.

    • Springer scrive:

      Ne sei sicuro…? Mi sembra strano ci sia tale obbligo per la caccia alla Lepre con segugi. Una muta composta da solo due di questi che muta e’….?  :roll:

    • Ladron scrive:

      E se erano in tre cacciatori non era in regola, poi cosa te ne fotte se va con due o tre cani!!!!!!!!!!!!!!!!!!!penza ai c…tuoi

      • franc scrive:

        x Ladron
        Il cacciatore per primo deve rispettare le norme se vuole a sua volta essere rispettato. Se tutti ci mettiamo a fare quel c… che vogliamo come dici tu dove andremo a finire? Le regole sono state fatte per vivere civilmente tutti quanti in armonia e non come tu sostieni x essere infrante dal più furbo.
        Perché proprio a causa dei più furbi che ci si rimette tutti quanti. Allora è molto meglio per tutti appena si incontra un furbo essere noi stessi che lo blocchiamo, onde evitare di andare a risarcire i danni che inevitabilmente questo crea. Come quei furbi che in una stagione venatoria prelevano più lepri rispetto a quanto previsto dal carniere stagionale, danneggiando tutti gli altri cacciatori che pur pagando la stessa quota di atc  e quindi avendo gli stessi diritti, non trovano più la loro preda in quanto già prelevata da questi furbetti.

        • niki scrive:

          Guarda  franc, che le regole le debbano rispettare tutti è giustissimo, ma l’articolo dice altro.
          Il pericolo cinghiali esiste, ce ne sono troppi, bisogna risolvere in qualche modo questo problema, ma non ci deve scappare il morto prima di iniziare. Se ci sono gli animalisti che rompono le palle, ci mandiamo loro a catturare i cinghiali e gli permettiamo anche di portarseli a casa .
          Mi dispiace molto per quei cani così strazziati, speriamo guariscano in fretta.

        • franc scrive:

          x Niki
          Se leggi bene il mio commento era rivolto a quanto affermato da Ladron e non all’articolo in se stesso.
           

  3. grillo parlante scrive:

    ……….e sì, sara’ colpa di Berlato, ma i cacciatori veneti vivono davvero in un  altro pianeta…………..

  4. franc scrive:

    Articolo 18, comma 5, LR Veneto 50/93.
     
    5. Durante la stagione venatoria, l’uso dei cani da caccia è consentito nel limite massimo di due per singolo cacciatore.
     

  5. Renzo scrive:

    Non c’è niente da fare ! Siamo Italiani

  6. ennio scrive:

    …non conosco la L.R veneta…da noi tre cacciatori possono portare massimo sei cani,di qualsiasi razza o miticci.Il singolo cacciatore massimo due cani.

  7. fedeli massimo scrive:

    2 o 4 o una muta intera quando incontrano un verro dagli 80 kg in su sono dolori x i cani, noi di feriti nè abbiamo in ogni battuta e purtroppo anche deceduti sul posto .

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