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Editoriale: I tempi cambiano…

| 18 novembre 2013 | 6 Comments

I tempi cambiano…
Editoriale Beccacce che Passione 6-2013

Abbiamo già sottolineato sulle pagine di questa rivista come la caccia di selezione, che richiede una formazione specifica ai cacciatori, si sia rivelata uno strumento gestionale vincente e un mezzo efficace per ottenere consensi tra l’opinione pubblica meno intransigente circa l’attività venatoria. Ai cacciatori di selezione, infatti, è generalmente riconosciuta una corretta cultura ambientale e un ruolo significativo nella gestione faunistica.
La caccia di selezione, con i suoi rigori, le regole, la richiesta di formazione continua e di impegno in numerose attività ambientali, ha certamente contribuito a sdoganare una nuova immagine del cacciatore. Quello che però ci preme di più, nel corso di questa breve riflessione che introduce alla lettura di questo nuovo numero di Beccacce che Passione, è sottolineare che l’effetto più importante che ha introdotto non è un’immagine nuova dei seguaci di Diana (per quanto fatto socialmente rilevante), né tanto meno il concetto – assolutamente errato – che attraverso questa forma di prelievo si selezioni la fauna selvatica (si lasciano i migliori e si tolgono i peggiori, migliorando le popolazioni selvatiche… eresia!). Piuttosto il fatto che, prima di tutto, ha “selezionato” i cacciatori. Ha selezionato quelli che, motivati a imbracciare una carabina, hanno prima “subìto” l’onere di dover frequentare nuovi corsi, superare esami, dare la propria disponibilità per le attività di monitoraggio e così via, per poi accettarlo di buon grado, del tutto convinti che questo sia l’unico percorso possibile per continuare a praticare la caccia.
I tempi cambiano e se una volta, imbracciando un fucile, tutto (o quasi) era concesso, oggi paghiamo le conseguenze di un ambiente depauperato delle proprie ricchezze. Tra le cause di ciò, non ultima l’eccessiva pressione venatoria, condotta senza tenere nella giusta considerazione il fatto che l’ambiente e la fauna non sono risorse illimitate.
Troviamo quindi “originale” che spesso venga puntato il dito contro cacciatori che in passato si sono limitati a fare quanto era loro concesso, ma che, con il senno di poi, la conoscenza, lo studio e l’impegno, hanno oggi ben compreso l’importanza di misure a tutela di un prelievo commisurato allo status delle popolazioni cacciate.
Si sono adeguati ai tempi e soprattutto hanno capito che ha creato un danno la superficialità con cui in passato non si è tenuto conto delle conseguenze. Certo, c’è chi persevera nell’errore, c’è chi “santo” non è, c’è chi non è in buona fede, ma guardare sempre il peggio e non il meglio sa tanto di incapacità di rinunciare a ciò che è troppo comodo…
E’ nostra convinzione, invece, che migliorando si ha il diritto di ottenere di più.
Molti beccacciai, la maggior parte, hanno sicuramente già dimostrato la volontà di impegnarsi in questo senso, mettendosi a disposizione e dedicando il loro tempo a una serie di attività che hanno aiutato a raccogliere importanti informazioni sulla Scolopax rusticola e sull’ambiente che la ospita. Oggi, come è già accaduto in Abruzzo, dimostrano anche la volontà di accrescere le proprie conoscenze e competenze.
Si parla in maniera sempre più concreta che quella alla beccaccia possa diventare una forma di caccia specialistica. Non vogliamo che la specializzazione diventi un’ulteriore misura restrittiva, ma un’opportunità che, insieme agli oneri, porti anche onori (ad esempio la possibilità, per i cacciatori abilitati alla caccia specialistica alla beccaccia, di prolungare i tempi di caccia oltre i normali periodi previsti dal calendario per la specie) a tutti coloro che fanno rinunce e sacrifici per garantire un futuro alla regina.
La caccia specialistica migliora i cacciatori. Anche per questo, oltre che per le emozioni uniche che questo meraviglioso migratore ci regala, dobbiamo ringraziare la beccaccia.

La redazione
Beccacce che Passione 6-2013

 

 

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Category: Beccaccia, Libri/Riviste

Comments (6)

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  1. Springer scrive:

    “”….Si sono adeguati ai tempi e soprattutto hanno capito che ha creato un danno la superficialità con cui in passato non si è tenuto conto delle conseguenze…””
    ______________________________________________________________
    I cacciatori sono cacciatori e si sono limitati a fare quello a loro concesso ( prelevare e basta ) ….Sono stati i loro rappresentanti a non essere in grado di capire ” per tempo ” che quella non era la strada da percorrere , cosi’ come e’ stato fatto in tantissime Nazioni che vantano un numero di cacciatori decisamente superiore al nostro e parallelamente un’attivita’ venatoria di gran lunga piu’ soddisfacente della nostra . Adesso all’alba del 2014 ce ne siamo accorti…meglio tardi che mai penso…Come penso che recuperare tutto il tempo perduto sara’ una bella impresa…
    Che la specializzazione selezioni ” in meglio ” i cacciatori questo e’ fuori di ogni dubbio e la cosa mi trova favorevole…Ma dopo decenni in cui il cacciatore e’ stato tenuto a crogiolarsi nel suo brodo fatto di convinzioni ( prendo la licenza…pago e vado a caccia a tutto quello per cui ho pagato e stop )  vaglielo a dire che di punto in bianco deve studiare…partecipare alle attivita’ di monitoraggio e ricerca per poter cacciare quello che prima poteva cacciare senza fare una beata fava di nulla —?  :wink: 
    La ” selezione ” del cacciatore bisognava iniziarla tanti ma tanti anni fa quando eravamo ancora tanti inserendo gradualmente regole che lo portassero naturalmente a ” evolversi “. Quelli che ne capivano l’importanza e rimanevano erano la base su cui poter costruire la Caccia del 2000…Oggi che numericamente siamo ai minimi storici quanti capiranno e resteranno…?  :wink:

  2. Giacomo scrive:

    Nell’essere d’accordo con lo Springerone :-D  vorrei dire anche la mia : stiamo attenti piuttosto che dalla nuova finanziaria non si approvi il raddoppio della tassa di concessione, altrimenti la selezione al posto di farla con la caccia alla beccaccia la si fa con il beccacciaio e tutta la categoria compresa. Morale della favola è che, quando resteranno quei pochi che si possono permettere la caccia i coyotes troveranno terreno fertile per chiuderla. Secondo il mio modesto avviso quelli che bisognerebbe specializzare sono i ricercatori, quelli cioè che bisogna assumere a pagamento per fare questo lavoro di ricerca sulla specie beccaccia o altra specie e che abbiano voce in capitolo a livello Europeo per far cambiare le leggi, tipo quella che avete messo voi sul piatto per allungare i tempi (immagino fino a fine Febbraio) e non solo, visto che attualmente sta cambiando il clima e la migrazione che da qualche anno ritarda di un mese ! :twisted:  Uno studio anche su questo per allungare i tempi di caccia non farebbe male, sia alla caccia che ai cacciatori. La selezione deve servire solo per mantenere un selvatico nei limiti di tolleranza della sua crescita numerica, come per esempio gli ungulati, mentre per i migratori basta chiuderla o darla in deroga a quella specie in diminuzione accertata ed il gioco è fatto. Per finire vorrei dire che il beccacciaio è già un cacciatore aggiornato e autodidatta ( intendo la vera caccia con il cane) altrimenti questa caccia non la potrebbe fare o la farebbe male nel senso che di beccacce ne vedrà ben poche con le benedizione di scolopax.  Ma forse a qualcuno che ha sempre il proprio interesse in primo piano ancora non è chiaro ! Chi vuole aggiornarsi o specializzarsi lo potrebbe fare di sua spontanea volontà tirando fuori dalla tasca gli Euri che ci vogliono e non facendo imposizioni a tutta la categoria. Io cosi la vedo del resto ogni mondo è paese, anche quelli dove non si bada ne a giorni ne a numeri ci capi da abbattere.  :-?  Salutiaaamo    
     

  3. Ezio scrive:

    Mi sono ormai convinto che le INUTILI masturbazioni mentali di alcuni cacciatori saranno ciò che decreterà la FINE della caccia.
    Ora spendo 635 euro …euro più, euro meno… per poter cacciare sostanzialmente solo bekke per due giorni e mezzo a settimana da quanto arrivano, verso metà ottobre, sino al 31 dicembre, salvo nevicate precoci che interrompono la stagione venatoria o la riducono.
    Il carniere legale piemontese è di due bekke al giorno e 10 per stagione.
    Vorrei capire a quale ulteriore PRESA PER I FONDELLI dovrei ancora sottostare per sentirmi a posto con la coscienza.
    Nel frattempo, stante la perseverante situazione di NON SENSO italica…e purtroppo non solo per la questione caccia…. mi sono procurato la licenza di caccia, almeno per quest’ultima cerco di trovare nuove soluzioni, in uno stato estero europeo.
    Con 125 euro a stagione caccio, ora poco ma spero un giorno definitivamente,  LONTANO dalle FUMOSITA’ italiche.
    Ah, in quei luoghi il carniere legale giornaliero è di 10 bekke ad uscita, per ciò che concerne questo selvatico, tutti i giorni della settimana fino al termine di febbraio, senza alcun limite stagionale.
    Credo che ulteriori commenti siano inutili…almeno per me.
     

    • Springer scrive:

      Gestione di una specie :
      O a livello europeo ci si uniforma al ribasso su modello italiano …o al rialzo ( per noi ) o si trova una via di mezzo COMUNE ( che per noi sarebbe comunque al rialzo ) . Certe disparita’ sono illogiche se si vuol parlare di COMUNITA’ europea….e gestione COMUNITARIA di una specie…. :wink:  

  4. Renzo scrive:

    PER FAVORE ! NESSUNO MI PARLI PIU DI COMUNITA’ EUROPEA . L’Italia NON è in EUROPA. L’Italia è un paesuncolo di FURBI che pensano solo e soltanto al proprio orto e si bevono la parola Europa per proprio tornaconto salvo tradirne il significato quando va contro gli interessi personali . Siamo considerati spaghettari ,mafiosi, e mandolinisti a piena ragione . Personalmente aggiungo altri epiteti che non scrivo perche verrei giustamente bannato e non sarebbe educato per qualcuno; ma sono dentro i miei pensieri e ormai ci vorrebbe un’altra vita per cancellarli o almeno offuscarli . Basta guardare la TV e ci se ne accorge immediatamente . E la caccia è solo l’ultimo dei casi nel cassetto delle stupidità italiche . Non riesco più a gridare viva l’Italia . Mi dispiace . 

    • Ezio scrive:

      Caro Renzo, “lo dice l’Europa” è solo l’ultimo alibi che utilizzano i nostri manovratori del vapore per continuare a spremerci come limoni.
       

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