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Insieme per il futuro della beccaccia

| 13 novembre 2013 | 34 Comments

Insieme per il futuro della beccaccia

L’incontro di Lazise sul Garda, che si è svolto lo scorso maggio, ha disegnato l’architettura della caccia specialistica alla beccaccia. La base è stata gettata dalle due associazioni specialistiche Club della Beccaccia e Beccacciai d’Italia, che hanno deciso di intraprendere passi congiunti per un’azione concreta alla tutela della specie e alla sua caccia sostenibile

Il futuro della specie Beccaccia è nelle mani dei cacciatori. E’ stato ribadito anche in occasione del convegno La beccaccia oggi, nella constatazione realistica che la beccaccia conta i suoi nemici proprio all’interno della caccia.

BeccacciaAlcuni, purtroppo, sono ancora inconsapevoli del valore strategico della specie come simbolo di biodiversità; così, per ignoranza, ingordigia o semplice maleducazione praticano attività di bracconaggio alla specie. Altri invece, pur riconoscendo il valore beccaccia, sono ancora restii a fornire il proprio contributo alla ricerca scientifica. E’giunto il momento quindi di selezionare i cacciatori stessi, poiché se il mondo della caccia vuole presentarsi veramente alla società italiana con le ragioni della sostenibilità, deve sapersi rinnovare culturalmente, prendere le distanze dalle pratiche venatorie illegali e procedere verso un futuro di estrema serietà. La specie di riferimento necessita di un’attenzione e di una conoscenza tali, ovunque in Europa, da considerare la sua caccia come attività specialistica.

Il Convegno tenutosi a Lazise sul Garda lo scorso 12 Maggio ha disegnato l’architettura della caccia specialistica alla beccaccia. La base è stata gettata dalle due associazioni specialistiche Club della Beccaccia e Beccacciai d’Italia che hanno deciso di intraprendere passi congiunti per un’azione concreta alla tutela della specie e alla sua caccia sostenibile. Biologia, habitat, cinofilia e caccia ragionata è stato il titolo dell’incontro, con un denominatore comune: tutti i relatori, ognuno con il proprio ruolo, erano e sono cacciatori: veri beccacciai. Non perché più bravi o esperti: veri poiché appassionati, preoccupati, sinceri.

Il convegno è stato introdotto da Giangaetano Delaini, padrone di casa ed organizzatore dell’evento con il prezioso supporto di Giorgio Tonolli, presidente dell’Associazione Beccacciai Trentini-ABT. L’apertura di Delaini, asciutta e concreta come nel suo stile, ha consegnato da subito alla platea il senso della doverosa e concreta collaborazione fra Club della Beccaccia (CDB) e Beccaccia d’Italia (BDI) per progettare la nuova caccia alla beccaccia in Italia.

I due presidenti Alberto Pellegrini (CDB) e Paolo Pennacchini (BDI) hanno introdotto i valori etici della nuova intesa fra i due sodalizi e fissato i punti della collaborazione.

Il convegno si è svolto analizzando quanto svolto fino ad oggi sul campo della ricerca scientifica da parte di tutti i cacciatori coinvolti nei diversi territori italiani. Le difficoltà intrinseche alla biologia e all’etologia della specie mettono il mondo scientifico nelle condizioni di chiedere ai cacciatori una continua collaborazione. I dati provenienti dai monitoraggi e dal prelievo sono la base della ricerca e quindi della tutela della specie, oggi e in futuro.

Giancarlo Bravaccini ha illustrato il ruolo dell’ausiliare nelle attività di caccia e di monitoraggio, e la necessità, attraverso una corretta selezione e competizione, di promuovere soggetti evoluti, intraprendenti e precisi nella ricerca della regina.

Gianni Castellani ha ricordato le attività di monitoraggio (organizzate dal Club della Beccaccia) in fase di svernamento, svolte con il cane da ferma nei parchi; dati molto interessanti per la fenologia della specie ai quali Giuseppe Raho ha affiancato quelli ricavati dai monitoraggi sui territori liberi, in particolar modo nel Salento, effettuati da BDI fino alla fine di marzo, necessari alle valutazioni sulle effettive ripartenze della migrazione pre-nuziale.

Gianluigi Gregori ha parlato di habitat, del suo decadimento (specie di quello appenninico) connesso ai cambiamenti climatici e alle pratiche di taglio invasive (vedi alto fusto coetaneo), spiegando le caratteristiche ideali del sottobosco in relazione alle necessità alimentari della specie. Quest’ultimo aspetto è da mettere in precisa relazione con la necessità di chiusura temporanea della caccia in caso di ondate di gelo, argomento approfondito sempre da Gregori attraverso l’analisi del Protocollo Ondate di Gelo in vigore in Europa.

I dati provenienti dal prelievo attraverso la lettura delle ali, l’andamento del peso ed altri indicatori biometrici sono stati proiettati da Paolo Pennacchini, che ha sottolineato come la raccolta congiunta delle due associazioni abbia consentito la raccolta di oltre 3.000 ali nella stagione 2012-13. E’ giunta la conferma che la caccia alla beccaccia con il cane da ferma è pratica venatoria pienamente sostenibile, sostenuta dalla percentuale dell’Age ratio sempre sopra il 70% (rapporto fra giovani e adulti). Purtroppo il prelievo illegale effettuato con la posta incide ancora in maniera sconosciuta sulla specie, impedendo un’esatta valutazione della popolazione prelevata ogni stagione nella penisola.

Alberto Pellegrini, in tal senso, ha illustrato alcuni punti relativi alle misure di contrasto alla posta che sono enunciati nel documento congiunto Caccia specialistica e contrasto della posta: una necessità per la tutela della beccaccia. Le proposte del Club della Beccaccia e di Beccacciai d’Italia che sarà presentato all’ISPRA per opportuna valutazione. Tra questi spicca la richiesta di modificare gli orari di aperture di tutte le cacce dal 1° novembre al 31 gennaio, stabilendo orari certi per una tutela effettiva della specie:

Dal 1° novembre al 31 gennaio tutte le forme di caccia, ad esclusione di quelle agli ungulati selvatici e fatta eccezione per quelle condotte da appostamento fisso all’interno di aree tabellate, iniziano alle ore 8 e terminano alle ore 16.
La pratica della caccia d’appostamento (posta) alla beccaccia comporta, in aggiunta alle sanzioni previste dalle leggi vigenti, la sospensione immediata del tesserino venatorio regionale per la stagione venatoria corrente e per quella successiva (NB: azione deterrente che si affianca a quella insufficiente della sola sanzione pecuniaria).

Il documento congiunto è stato introdotto in tutti i suoi aspetti da Giovanni Giuliani, autore di una brillante e convincente illustrazione dei punti chiave inerenti la formazione dei cacciatori di beccacce attraverso corsi di specializzazione obbligatori per la caccia nel mese di gennaio e per partecipare ai monitoraggi invernali e primaverili della specie.

A corollario degli interventi tecnici sono stati premiati da Giangaetano Delaini i due presidenti dei Comprensori Alpini Ferrara di Monte Baldo e San Zeno di Montagna (Verona), i quali hanno già adottato e applicato gli orari anti-posta enunciati nel documento.

Il convegno si è concluso con un’eccezionale proiezione video di un nido di beccaccia rinvenuto in Trentino a fine aprile, grazie all’impiego di un cane monitoratore. Individuato il nido, i membri dell’Associazione Beccacciai Trentini ABT hanno installato una fototrappola che ha permesso di riprendere costantemente mamma beccaccia intenta a covare le quattro uova, portate brillantemente a termine con la schiusa dei suoi pulcini. Trattasi di un documento unico, frutto della passione e della bravura di veri beccacciai.

Un libro sulla beccaccia a sostegno della ricerca scientifica per la ricerca sul cancro

Giangaetano Delaini e David Stocchi sono gli autori del libro Beccacce e cinofilia – Immagini ed emozioni. Il volume può essere acquistato inviando una e-mail a info@rosagallo.it o telefonando al 345 4833139. Il costo del volume è di 30,00 euro + spese postali da pagare in contrassegno al ricevimento dello stesso (c/c postale n° 87205738). Il ricavato sarà devoluto alla Fondazione Rosa Gallo (www.rosagallo.it) e contribuirà a sostenere la ricerca scientifica sui tumori intestinali.

La beccaccia, da sempre, è fonte di ispirazione per poeti e pittori, e oggetto di ricerca spasmodica di appassionati cacciatori cinofili che ne hanno fatto motivo di esistenza della caccia stessa.

L’autunno, i colori del bosco, la magia delle albe, la gioia liberatoria di un vento intriso di pioggia, l’odore del muschio mescolato al rarefatto scampanio del cane, hanno fatto nascere un sentimento, un legame solido, un amore per questo folletto che ha coinvolto una folla di amanti, facendola diventare un simbolo, l’essenza del nostro essere cinofili cacciatori.

La straordinaria mutevolezza dei suoi comportamenti, delle sue abitudini, così difficili da decifrare, hanno arricchito il suo fascino di regina impenetrabile, così dolce, così perversa, così cara, così ostinatamente riluttante a qualsiasi vezzeggiamento.

Oggi capiamo di amarla, di doverla difendere dall’incuria, dai maltrattamenti, dai tanti che la offendono e la vogliono violentare.

Questo innamoramento ha fatto crescere, in modo smisurato e inopportuno, le proposte di caccia in Paesi idilliaci e l’offerta di “cani da beccacce” che ci vengono propinati da una cinofilia commerciale che ha il solo fine di un pronto guadagno. È questo il momento di valorizzare la cinofilia seria, fatta di competizioni giudicate da esperti giudici cacciatori che pongano, come fine ultimo delle prove, la segnalazione di soggetti idonei alla riproduzione.

Se prenderemo questa strada, dovremmo riuscire a creare una mentalità fatta di “ricerca dell’armonia cinofilo-venatoria” che non è altro che la convinzione che cinofilia, caccia, rispetto del selvatico e dell’ambiente debbano essere il senso della nostra peregrinazione nei boschi.

Giangaetano Delaini – David Stocchi

L’articolo è stato pubblicato sul n°4 di Beccacce che Passione 2013.
a cura di BdI, foto David Stocchi – CdB

http://www.caffeditrice.com

 

 

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ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute.
La redazione del sito www.ilcacciatore.com, non necessariamente avalla il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti accreditate e/o aventi titolo.
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Category: Beccaccia, Incontri/Dibattiti

Comments (34)

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  1. luigi scrive:

    Tutto esatto, ma una cosa non è stata detta: in Italia a causa dei Parchi parecchi cacciatori non possono più praticare questa caccia e poi all’estero si fanno stragi di beccacce: inutile preoccuparci qui in Italia, queste precauzioni devono essere prese in tutti i Paesi europei, se no gli italiani e i francesi vanno dappertutto e quello che noi proteggiamo in Italia viene ammazzato altrove.

  2. Baghy scrive:

    “E’ giunto il momento di selezionare i cacciatori” bravi, continuate su questo tema, ma vi è mai passato per la testa che dovete istruire i cacciatori in primis a non andare all’estero per fare stragi e poi ritornare in Italia a predicare  etica venatoria? Dalle mie parti è una guerra tutti i giorni, la beccaccia è mia , l’ha scovata prima il mio cane, no l’ha trovata il mio, non devi sparare alla posta, ci vogliono gli orari, ecc,ecc, ma andate a …………… Baghy

  3. alberto scrive:

    cosa vuoi Baghy……………..solo loro sono cacciatori seri   ma che vadano a quel paese

  4. eltega scrive:

    Si bravi si spara dalle 8, che con il cambio dell’ora viene chiaro alle 6 e mezza…e io a capanno temporaneo cosa ci faccio per un’ora e mezza, fotografo i tordi, i merli o i sasselli e poi metto lo sviluppo tra na foia de salvia e una fetta di pancetta?? o se voglio farmi un giro prima di andare al lavoro aspetto all’osteria l’ora fatidica??   sta storia ricorre troppo spesso per i miei gusti…chissà dove l’ho già sentita, abbinata ad una raccolta firme…Baghy, che dici???

    • Baghy scrive:

      Cosa vuoi che dica caro  tega, questi beccaccia vorrebbero avere tutto il territorio a loro disposizione dimenticando che ci sono loro colleghi che della beccaccia manco gliene frega un bel cavolo con due zeta compreso il sottoscritto. Baghy 

  5. Bekea scrive:

    Ma scusate, qui si ritorna alla solita questione DIVIDERE I CACCIATORI IN CATEGORIE. I° cat. chi mettiamo i beccacciai o i lepraioli. II° fagianisti lepraioli. Ultimi i capannisti, che dovrebbero sottostare alle disposizioni di orari e tempi fatte dai primi della classe, e guardacaso sponsorizzate dalla solita federcaccia. Che poi ( federcaccia ) continua a predicare di voler l’unità ma con la classificazione dei cacciatori in categorie e sottocategorie. Ma per piacere finiamola e impariamo a rispettare le leggi che regolano la caccia che per il momento mettono tutti cacciatori sullo stesso livello.

  6. ross scrive:

    si dovrebbero chiamare con il loro vero nome v……..i
    forse loro non ci sono mai stati in croazia o giù di là a farne delle balle piene !!
    che si informino!!! prima di dire ca…te !!
    io vado a tordi alle 8 sono passati… amen…
    dimenticavo… ho un breton fenomenale per le beccacce ma lo uso per il riporto!

  7. Giacomo scrive:

    Ideatore del calendario venatorio Europeo il grande Ezio Cardinale :
    Art. 1) – E’ possibile cacciare detta specie esclusivamente in caccia vagante in non più di due persone per un periodo annuale continuativo e complessivo massimo di mesi TRE, che dovrà essere individuato da ogni stato aderente all’UE, che a sua volta potrà rideterminarlo secondo le richieste delle regioni che lo compongono.
     
    Art. 2) – Si potrà cacciare tre giorni a scelta a settimana, con un carniere massimo giornaliero consentito di capi quattro ed uno stagionale complessivo non superiore a trentacinque capi.
     
    Art. 3) – E’ fatto obbligo versare una somma pro-capite di euro “X” all’UNICA fondazione europea per la tutela della specie, che avrà l’obbligo di impiegarla, per non meno dell’85% dell’intero importo ricevuto annualmente, ai fini dello studio/monitoraggio della specie e della conservazione degli habitat di nidificazione e svernamento della stessa. Nonchè il cacciatore che abbatta detta specie dovrà inviarne un’ala alla citata detta fondazione, previo compilazione di un modulo informativo generale inerente il capo prelevato, gratuitamente ottenibile sia tramite web o richiedendolo direttamente al nr. verde XXXXXXXXXX. Le spese di spedizione sono a carico della Fondazione.
     
    Art. 4) – E’ possibile effettuare l’addestramento cani su detta specie nei periodi in cui non risulti cacciabile e in periodi, individuabili da ogni stato appartenente all’UE, in cui non si arrechi disturbo alla riproduzione della restante fauna selvatica.
     
     at. 5) – Chi viola gli articoli di cui sopra incorre nella sospensione della licenza di caccia per anni cinque.
     
    :-?  :wink: 
     
     

    • Baghy scrive:

      Per tutta la stima che nutro per Ezio forse è meglio che non mi esprima su queste proposte. Baghy

      • Ezio scrive:

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        Baghy scusa ma quella mia proposta…che ovviamente non verrà mai presa in considerazione dato il “peso” insignificante che ho nel mondo venatorio, in mano a ben più potenti personaggi che decidono del nostro destino… riguarderebbe comunque chi intende esercitare in modo specialistico quella forma di caccia.
        Da loro mi aspetto sicuramente critiche o controproposte.
        Per gli altri cosa cambierebbe?? E soprattutto, per chi della beccaccia non gliene importa nulla, che gliene dovrebbe importare di come intendono cacciarla quelli che invece non ci dormono la notte solo a pensarla?? :roll:

  8. Giacomo scrive:

    Ezio chiedo venia ma non ce l’ho fatta a non pubblicarlo.
    :wink:  :-D   Salutiamo

  9. claudio ge scrive:

    Bravo Bekea (up)

  10. cacciatore senese scrive:

    bekea, premesso che hai pienamente ragione sulle categorie, giusto per onestà, dove la vedi la sponsorizzazione di federcaccia qui sopra? Beccacciai d’italia e club della beccaccia con Tedeschi e la sua associazione che collabora con fidc credo nemmeno si parlino….
    via, non volerla infilare per forza sempre anche dove non è…

    • Bekea scrive:

      Il mio riferimento è alla raccolta di firme fatta allo stend delle federcaccia,alla fiera di Vicenza nel 2011.Si raccoglievano firme per la proposta di cominciare a cacciare alle 8, per tutte le forme di caccia, migratoria compresa, con la scusante di far sì che nessuno andasse alla posta della beccaccia.Già lo stabilisce la legge 157 art. 18 n° 8, quindi bisogna modificare la legge si si vogliono cambiare orari o altro.

      • Ezio scrive:

        Dalle mie parti la stessa proposta è venuta da alcuni segugisti che in tal modo impedirebbero di cacciare la lepre nei filari al mattino presto senza cane. E’ comunque questa, pur essendo una pratica antisportiva, non è vietata dalla legge, mentre la posta alla bekka lo è.
        In quanto  a chi la vuol fare da padrone sul territorio, sempre  nelle “mie” zone, non sono certo i 4 gatti di beccacciai ma piuttosto i cinghialai.
        E mi pare che ci riescano pure bene!
        Il mondo è vario, molto vario.

  11. Ezio scrive:

    La posta alla bekka è già vietata dalle normative italiane. E’ sufficiente farla rispettare quella norma. E per una volta voglio rivolgermo, anche se so che forse  sarà inutile, ai quei pochi cacciatori che tirano alla bekka alla posta. Finitela!! Che per colpa VOSTRA ci rimettono tutti gli altri!! Sappiamo bene come funziona il “sistema”.  Non si vuole o non si può sanzionare chi non rispetta le regole ed allora si complica ulteriormente la vita a chi le rispetta. E fosse solo per la questione caccia sarebbe pure il male minore :(

  12. Alessandro Cannas scrive:

    (dw) (dw)
     

    • Alessandro Cannas scrive:

      Sona amenita cio’ che affermano e cio’ che vorrebbero fosse imposto al mondo venatorio per un ipotetico reato commesso di posta…Dovrei rinuciare alla posta alle anatre o ai tordi allo spollo..Questi stanno fuori di testa…

      • Ezio scrive:

        Il “bello” è che adottano la classica “procedura” italica di chi ha le leve del vapore in mano su tutto.
         
        Non si beccano o puniscono gli evasori?? (evadere le tasse è un reato) ed allora si aumentano le tasse a chi già le paga…e così via per tutto.
         
        Siamo al culmine del non senso!!

  13. Ezio scrive:

    Comunque essere cacciatore è molto più che sparare ad un selvatico. La caccia, qualsiasi forma di caccia, va fatta in un certo modo. Il modo è spesso anche sostanza in tutte le azioni umane. Per ciò che riguarda la caccia, il rispetto per il selvatico è la prima cosa ed è fondamentale. Altrimenti non ci si definisce cacciatori ma sparatori. Ci sono leggi e norme scritte, più o meno giuste,  che possono essere cambiate e che cambiano nell’arco degli anni.
    Ci sono regole non scritte, tramandate nei decenni, che valgono sempre.
    Non si tira alla lepre al covo, non si spara alle pernici o ai fagiani o ai volatili in genere a terra ma solo al volo, non si spara a selvatici immaturi o alla madre di una covata, non si taglia la strada ad altri cacciatori, il selvatico è del cane che lo ha scovato e non del cacciatore che lo ha abbattuto, si scarica il fucile quando si incontrano altre persone e magari ci si ferma a fare due chiacchiere, e così via…
    Queste sono alcune delle regole che ho appreso dai miei avi e che cerco di mettere in pratica e di insegnare ai giovani cacciatori che conosco.
    Di quello che pensano gli altri ho sempre pieno rispetto e considerazione, di quello che pensa la mia coscienza di me non posso farne a meno per vivere sereno.
    In bocca al lupo a tutti SEMPRE e chi può, io per quel poco che conta lo farò, facciamo in modo che certe proposte assurde e penalizzanti per molti cacciatori non diventino mai LEGGE ma che rimangano indicazioni per chi, VOLONTARIAMENTE, le vorrà osservare.

  14. giannirm scrive:

    Se vogliono tutelare la beccaccia la togliessero dalle specie caccibili e smettono di cacciarla, la trasformano in animale particolarmente protetto e se vogliono possono cercarla coi cani fino ad aprile, così finiscono queste belle idee per questo orticello, che va avanti da decenni. (:-p)

  15. Giacomo scrive:

    Gianluigi Gregori ha parlato di habitat, del suo decadimento (specie di quello appenninico) connesso ai cambiamenti climatici e alle pratiche di taglio invasive (vedi alto fusto coetaneo), spiegando le caratteristiche ideali del sottobosco in relazione alle necessità alimentari della specie.
    —————————————————————————————–
    Questo è quello che si deve fare per proteggere qualsiasi selvatico compresi quelli che maggiormente vivono di quello che gli passa il suo habitat preferito, nel caso della beccaccia, la montagna ed il bosco. E’ inutile star li a menarla solo per dividere e non per unire. Mi dispiace per quelli che ci cascano in questi argomenti dannosi per noi cacciatori principalmente, (dopo che abbiamo detto mille volte che in Italia la beccaccia è ultra protetta già con i parchi che ci sono dove in molte reioni hanno preso il miglior territorio appenninico ) ,,che non siamo come i vescovi a difesa della chiesa ma siamo quelli che alla parrocchia portiamo e vogliamo a suo tempo anche prendere finchè gli studi scientifici in Europa e non solo in Italia ce lo consentono. E se questi studi lo consentono ognuno preleva come può e come vuole nel rispetto della leggi che già ci sono, punto !  :-?  Salutiamo

  16. Springer scrive:

    Capisco il ” perche’ ” di questa proposta…pero’ non la condivido perche’ penalizzarebbe tanti onesti cacciatori che alla Beccaccia non sparano alla posta per etica venatoria o piu’ semplicemente perche’ non rientra nel ” carniere ” che ricercano.
    La specializzazione…? Credo sia una buona cosa a livello di cultura personale ( es. : Vuoi poter cacciare ANCHE ( non solo ) la Beccaccia…? Beh…devi OBBLIGATORIAMENTE conoscerla molto bene e devi partecipare all’attivita’ di ricerca attraverso i censimenti e/o l’invio delle ali altrimenti ti dedichi ad altro ), e un modo di  formare  il cacciatore diverso da come e’ stato formato fino a oggi frequentando un corso improntato piu’ a far conoscere genericamente la Caccia , le regole che la compongono e i selvatici che poi andra? a cacciare. Io penserei piuttosto a : decidi PRIMA  cosa vuoi cacciare e in che modo… In base alla tua decisione frequenti all’interno del corso ” base ” un corso di specializzazione in cui ti vengono spiegate in dettaglio le caratteristiche della o delle specie stesse e della caccia che poi andrai a fare… Un po’ come e’ per la caccia di selezione , corso a cui ho partecipato e che mi ha fatto capire l’importanza di conoscere una specie ” nei minimi dettagli ” piuttosto che in maniera generica sapendo che a quella specie potevo ” sparare “perche’ rientrante nelle specie consentite. Frequentandolo ho capito quante cose non sapevo e l’importanza di conoscerle , oppure mi erano state dette in maniera erronea ( da cacciatori, non da esterni al nostro mondo ) e mi si e’ spalancato un mondo fatto di nozioni che dovrebbero OBBLIGATORIAMENTE  rientrare nel bagaglio culturale di un moderno cacciatore. Decidi poi che da capannista cacciatore di Turdidi vuoi diventare cinghialaio o lepraiolo oppure dedicarti alla stanziale da penna…? Ne frequenti un altro e ti specializzi pure in quello…
    Conoscere vuol dire anche poi rispettare la specie che si caccia , divulgare un’immagine positiva all’esterno ( societa’ )  come all’interno del nostro ambiente , contrastare mentalita’ che oggi piu’ che mai dovrebbero non trovare spazio fra noi cacciatori, essere in grado di partecipare alla raccolta di dati a tutela della o delle specie cacciabili stesse anche , cosa secondo me importante , poter essere da stimolo ai vari comitati di gestione degli ATC proponendo modelli di gestione adeguati senza doverli subire perche’ non ci capisci un tubo:wink:
    Un discorso poi andrebbe fatto sulle sanzioni… Fermo restando che e’ stato dimostrato che la semplice sanzione pecuniaria non ha NESSUN effetto deterrente su chi commette atti illegali a caccia , bisogna necessariamente affiancare a questa giornate di sospensione del tesserino venatorio….Piccola infrazione paghi piccola multa e ti vengono tolte/i poche giornate o giorni.  Grande infrazione multa piu’ sostanziosa e piu’ giorni . di penalizzazione Il tuo tesserino va in Provincia e lo vai a ritirare quando hai ” scontato ” la pena…
    D’incanto spariranno o si ridimensionera’ molto il numero di chi si ” dimentica ” di segnare la giornata….di quelli che si ” dimenticano ” di segnare il capo abbattuto, dei furbetti della penna biro che si cancella….i 20 fagiani o le 7/8 Lepri dell’apertura e giorni immediatamente successivi a questa…Del Cinghialaio che spara al Capriolo…di quello che fa la posta alla Beccaccia…etc.etc.etc.
    E’ ora che queste cose spariscano se si vuol essere credibili all’esterno . E per gli onesti e ligi alle regole poter andar a caccia in maniera soddisfacente…  :wink:
     

  17. Ezio scrive:

    Forte! Inserisco prova e va, metto il post e non me lo accetta.
    Ora riprovo:

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    Baghy scusa ma quella mia proposta, che ovviamente non verrà mai presa in considerazione anche dato il “peso” insignificante che ho, giustamente,  nel mondo venatorio, in mano a ben più potenti personaggi che decidono del nostro destino, riguarderebbe comunque chi intende esercitare in modo specialistico quella forma di caccia.
    Da loro mi aspetto sicuramente critiche e/o controproposte.
    Per gli altri cosa cambierebbe?? E soprattutto, per chi della caccia alla beccaccia non gliene importa nulla, che gliene dovrebbe importare di come intendono cacciarla quelli che invece non ci dormono la notte solo a pensarla?? :roll:
     

  18. laser scrive:

    Tutti hanno ragione…..
    Ma la storia delle 08.00 e delle 16.00 fa davvero pieta’.
    Va’ detto che per chi(come me) cerca quasi esclusivamente la beccaccia con il cane da ferma, e’ un selvatico unico, l’unico che ancora puo’ essere veramente cacciato con il cane da ferma.
    Per chi fa fossi a tordi con cani da cerca(spaniel) o aspetta tordi allo “spollo” o al rientro è quasi(solamente) un pezzo in piu’, pregiato ma solo un pezzo in piu’; allora proporrei che possa essere cacciata solo con cani da ferma, e che negli altri casi ne venga sanzionato il possesso, quindi aumentare effettuare controlli senza, penalizzare tutti quanti.
    Saluti a tutti. 

    • Renzo scrive:

      Cacciare la beccaccia alla posta è già vietato, ma i controlli su questo sono irrisori. Sanzionare chi viene trovato in possesso anche  di un solo esemplare di becca e senza cane che potrebbe averla fermata, va da sè che crea molti dubbi su come è stata catturata ; la sanzione però, anche se sacrosanta e giusta, sarebbe molto difficile da accettare . E se uno trova per caso una beccaccia morta da poco e persa da un altro perche magari solo ferita due ore prima ? Come si decide che chi la possiede sia anche l’uccisore ? E’ necessario cambiare radicalmente la cultura di chi va a caccia. Ci si deve fermare al raggiungimento della quota, non si deve cacciare ,in questo caso , la beccaccia aspettandola al passaggio serale o alla levata mattutina stando alla posta . Ripeto : è già vietato dalla legge ! 

      • sergio scrive:

        Renzo.  Attento a forza di cercare il pelo nell uovo si finisce di perdere l’uovo ed anche la gallina.
        Scusa, se uno viene trovato con delle sostanze vietate addosso, se gli dice che non sono sue e che le ha trovate in terra, non viene sanzionato? 
        Se non rispetti le condizioni per cacciare la beccaccia non la puoi neanche detenere se lo fai lo fai a tuo rischio. Punto e basta.

  19. Ezio scrive:

    Rimane il fatto che la proposta dell’orario di caccia così come proposto dai summenzionati club è inapplicabile perchè di fatto impedirebbe la caccia ad altri selvatici, come anatidi e turdidi, ad esempio.
    Lo posso capire come provocazione per far si che la si finisca con la posta alla bekka, diversamente non ha alcun significato se non voler dividere ulteriormente i cacciatori in serie “A”, “B” ecc ecc
    Come se non ce ne fossero già abbastanza di divisioni!!

    • Giacomo scrive:

      Lo posso capire come provocazione per far si che la si finisca con la posta alla bekka,
      ——————————————————————————————
      Ezio, quelli di sopra non scherzano con l’orario delle 8, a loro basterebbe vederla, per loro è già motivo di soddisfazione. Comunque tanto di rispetto anche per il loro punto di vista anche se sbagliato per molti di noi e secondo me anche per la protezione della bekka. In Campania la bekka si caccia già dalle 7,30 fino alle 16 mentre nella stessa Campania nelle ZPS dalle 7 fino alle 12 e anche  questo sta a significare molto su quelli che prendono certe decisioni in materia di caccia. Basterebbero solo 20 minuti dopo l’alba e la beccaccia è salva dalla posta mattutina così anche al tramonto. Io sono è sarò sempre per un calendario venatorio Europeo da fare al più presto possibile per togliere ogni dubbio sulla protezione di questo selvatico e anche degli altri se vogliamo.  :-?  :wink:  Salutiamo    

  20. dardo scrive:

    ma le guardie…non girano a beccare i postaioli???? tanto anche se concedete l’apertura della caccia alle 08:00 il bracconiere la prende ugualmente, ci vogliono le presenze sul territorio delle guardie! questi continuano con le limitazioni, ma che cazzo, si va a caccia alle otto se loro limitano il carniere ad una beccaccia a settimana, ci state o la cintura vi sopprime i coglioni, se volete dell’italia una grande riserva si chiude e basta, poi andate a fare stragi nei così detti stati europei…

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