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Intervista a Dall’Olio: la caccia non e’ hobby o sport ma cultura

| 24 ottobre 2013 | 9 Comments

«La caccia non è un hobby o uno sport, è una cultura. Oggi penalizzata da leggi incerte e ambientalisti»
Intervista a Gian Luca Dall’Olio, presidente di Federazione Italiana della Caccia: «Ogni anno bisogna pagare allo Stato dai 173 ai 500 euro. Ma poi come vengono usati questi soldi?»

Gianluca_dallolio«La caccia non è un hobby o uno sport, un modo per riempire il tempo libero. La caccia è cultura, come l’agricoltura e la pastorizia. Purtroppo oggi i cacciatori sono penalizzati dall’incertezza del diritto». A fare chiarezza a tempi.it sulla situazione dei circa 700 mila cacciatori italiani è Gian Luca Dall’Olio, presidente di Federazione Italiana della Caccia, la più rappresentativa fra le associazioni dei cacciatori italiani. In molte Regioni la stagione comincia in ritardo e finisce in anticipo a causa delle nuove normative e dei ricorsi presentati da tante associazioni ambientaliste al Tar.

Come si stabilisce il cosiddetto “calendario venatorio”?
La normativa di riferimento per l’Italia è ancora la 157/92, che fissa anche i tempi e le specie che possono essere cacciate ma nel 2010 è cambiato tutto.

Perché?
Nel 2010 è cambiata la legge comunitaria ed è stato modificato l’articolo 18, secondo cui durante la migrazione prenuziale degli uccelli non si può cacciare. Così è stato sovvertito un compromesso equilibrato che durava da 18 anni per le specie previste. Allo stesso tempo, l’Ispra ha emanato delle linee guida anticipando per alcune specie la data di chiusura della stagione di caccia al 31 dicembre, invece che a fine gennaio, e posticipando l’apertura per altre, applicando un principio di cautela in mancanza di dati scientifici certi.

Da dove derivano i problemi?
Il parere dell’Ispra non è vincolante, molte volte invece gli ambientalisti lo usano per impugnare i calendari venatori davanti al Tar. Ad avere valore, invece, è la “direttiva Uccelli” di cui parlavo prima, accompagnata da una Guida interpretativa che ha forza e valore di statuto sovranazionale essendo emanazione della Commissione europea. Ed è quella che le associazioni venatorie, Federcaccia compresa, hanno posto come riferimento all’attenzione delle Regioni. La realtà oggi è che c’è un’evidente incertezza del diritto che penalizza la caccia, molti cacciatori e l’attività stessa delle Regioni.

Che cosa chiedono i cacciatori?
Vogliamo certezze, una disciplina certa. Chiediamo quindi che il legislatore intervenga, anche attraverso un processo di concertazione fra le parti se necessario. Ma dobbiamo tornare a un quadro normativo che dia certezze alla caccia, ai cacciatori e alle pubbliche amministrazioni.

Perché c’è così tanta diffidenza nei confronti della caccia?
Perché è un fenomeno poco conosciuto. Ma anche tutto il sistema caccia deve far conoscere di più la materia dal punto di vista di ambiente, biodiversità, specie selvatiche e stato di conservazione. Servono dei dati precisi su questi temi. La caccia poi è una pratica che si dovrebbe recuperare, non ostacolare, prestando più attenzione alla biodiversità e alla sostenibilità ambientale. Che è molto diverso dall’ambientalismo di certe associazioni.

Quanti sono i cacciatori nel nostro Paese?
Negli anni Ottanta erano 1 milione e 700 mila, oggi sono scesi a 700 mila gli iscritti alle associazioni venatorie, più un’altra percentuale non iscritta. Lo Stato che ha il numero più alto di cacciatori invece è la Francia, con 1 milione e 300 mila persone.

Quanto costa la licenza di porto fucile per uso caccia?
La tassa governativa da pagare ogni anno, per esercitare attività venatoria, costa 173,16 euro. A questa si assommano le concessioni regionali, le iscrizioni a uno o più Atc, fino ad arrivare in alcune regioni anche a circa 500 euro. Il problema non sono tanto le spese, anche negli altri paesi c’è una licenza da versare allo Stato, il problema è che mentre gli altri paesi usano questi importi per l’organizzazione e gestione di ambiente, fauna e biodiversità, da noi non si sa come vengano spesi. Forse dovremmo preoccuparci di questo aspetto.

Elisabetta Longo

http://www.tempi.it

 

 

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Category: Federcaccia

Comments (9)

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  1. franc scrive:

    ‘… il problema è che mentre gli altri paesi usano questi importi per l’organizzazione e gestione di ambiente, fauna e biodiversità, da noi non si sa come vengano spesi. Forse dovremmo preoccuparci di questo aspetto.’
    Ma come la più grande associazione italiana dopo più di 20 anni di applicazione della legge da loro voluta non sa ancora dirci come vengono spese le tasse che noi paghiamo.
    E’ meglio che incominciate a preoccuparvi seriamente… si ma in fretta e non fra altri 20 anni.

  2. Giacomo scrive:

    500 Euro di tasse x 1.000.000 milione di cacciatori sono 500 ( cinquecento) milioni che lo stato, regioni ecc. hanno perso in circa 10 anni per cui fino ad ora si sono persi 5 miliardi !  8-O  Quantw cose si potevano fare per l’ambiente, la fauna e la flora ? :-?  Bravo presidente ! Salutiamo

  3. tortoioli claudio scrive:

    Belle intervista e giuste le argomentazioni del Presidente Dall’Olio, e proprio vero dal 2010 con la comunitaria sono iniziati i veri problemi per i calendari venatori.
    Le responsabilità più grosse,  io conservo  documenti e dichiarazioni di quel periodo inverno 2010, sono della sinistra ha fatto di tutto per fare questo disastro e spezzare le simpatie nate tra cacciatori e centrodestra.
    Una dichiarazione del deputato Verini del PD eletto in Umbria diceva: sconfitta la deregulesciu   sulla caccia, è prevalso il nostro buonsenso, (della sinistra) ancora : siamo contrari alla caccia tutto l’anno.
    Pensate di cosa sono capaci questi individui, anziche adeguare la caccia Italiana all’Europa con calendari rispettoso dei tempi biologici  reali della diversa selvaggina hanno voluto restare anche in questo dietro tutti i Paesi comunitari.
    Saluti Claudio Tortoioli Associazione Venatoria Ambientale NATA LIBERA PERUGIA
     
     

    • Maurizio scrive:

      Lui e la sua associazione dichiararono dopo l’approvazione della Comunitaria di essere “moderatamente soddisfatti”, per cui, lasciamo perdere va….. Al tavolo degli stakeholders chi era seduto? Chi ha sempre osteggiato la revisione della 157/92 di Orsi? Ma mi faccia il piacere, il sig. Dall’Olio dovrebbe avere la compiacenza di stare zitto, dopo tutto quello che lui, FIDC e le altre AAVV, NON hanno fatto per anni. Quello che sta capitando il Liguria e la storia degli appostamenti fissi in Veneto ed ora anche in Toscana, sono sotto gli occhi di tutti. Solo proclami ed interviste son capaci di fare.

      • Giacomo scrive:

        Se il presidente della grande Fidc deve stare zitto, chi presidente deve parlare, dicendo cose incisive che possono contare ed essere prese in considerazione da chi di dovere ? :-?  Salutiaaamo

        • Luigi da Sorrento scrive:

          Giacomo per una volta non siamo d’accordo…anche io ho creduto nella FIDC quando e’ scesa in campo,a parole, contro varie ingiustizie….salvo poi non dar seguito agli altisonanti proclami..anche lo SVI ha fatto qualcosa di simile…sul problema che ci interessa in Campania: l’ATC Salerno 2, ti risulta che qualcuno stia facendo qualcosa?….nemmeno ne parlano…io sono molto deluso. Un esponente provinciale federcaccia addirittura si era proposto per risolvere il problema dell’ambito A di Matera…hai saputo qualcosa? Fra l’altro a Matera e’ proprio la Federcaccia che non vuole i cacciatori extra regionali…e noi voglismo parlare di unita’ di intenti???

  4. Pietro Pirredda da Arzachena (Sardegna) scrive:

    Il presidente che fa parte dell’associazione venatoria che più volle cambiare il modo di andare a caccia, (insieme all’altra associazione pro-atc ….parlo dell’ARcÌ-caccia) unitamente ai politici sinistri di allora che ci regalò la 157 facendo della caccia un’Azienda per via degli ATC ……..ora sembra che in parte faccia marcia indietro…..
    Ma per cortesia Dall’Oglio….
    Si rifaccia la legge sulla caccia, eliminando gli atc (autentico fallimento) dando ed in questo sono d’accordo una certezza di diritto a tutte le parti in causa!
     

  5. luigi da sorrento scrive:

    IO RICORDO LE PAROLE DELL’ALLORA PRESIDENTE FEDERCACCIA ON. ROSINA, RIPORTATE SU IL PERIODICO IL CACCIATORE ITALIANO, ALL’INDOMANI DELL’APPROVAZIONE DELLA 157/92: FINALMENTE ABBIAMO FATTO LA LEGGE CHE PERMETTERA’ AI CACCIATORI DI ANDARE A CACCIA…..L’ATTUALE PRESIDENTE DOVREBBE PARTIRE DA QUELL’AFFERMAZIONE E FARE UN MEA CULPA LUNGO 20 ANNI….VERGOGNA (:n) (:n) (:-p)

  6. niki scrive:

    Sig. Dall’Olio, i suoi cani l’aspettano per fare la solita passeggiatina, ma mi raccomando non porti il fucile, perché pesa, sà alla sua età bisogna viaggiare leggeri.
    Se ha bisogno di compagnia, si porti pure il sig. Giacomo, così non sta più sul computter a scrivere stupidaggini.
     

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