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Pistoia: valorizzare filiera corta per carni di selvaggina

| 17 ottobre 2013 | 0 Comments

Pappardelle al cinghialeFauna selvatica: valorizzazione della filiera corta delle carni di selvaggina

L’esperienza pistoiese dei punti di controllo e raccolta carni sarà sviluppata nell’ambito di un progetto regionale, che coinvolge anche le Province di Pisa e Firenze
La Provincia di Pistoia è stata la prima a livello toscano, e finora l’unica, ad attuare la filiera prevista nell’ambito degli abbattimenti per danni all’agricoltura dalla legge regionale toscana n.3/94 sulla caccia (art. 37 comma 6 ter della L.R. 3/94).

Si tratta di abbattimenti che si svolgono sotto il controllo e il coordinamento della Polizia Provinciale e la loro finalità è quella di ridurre e prevenire i danni della fauna selvatica alle colture agricole. A tal scopo, anche su richiesta delle aziende agricole, gli abbattimenti possono essere svolti al di fuori dei periodi ordinari di prelievo venatorio e in aree a divieto di caccia.
Le attività si concentrano nelle aree non vocate, cioè quelle dove si deve tendere all’eradicazione delle specie ungulate per l’evidente incompatibilità con le colture agricole.

Negli ultimi anni gli abbattimenti per danni all’agricoltura sul territorio provinciale hanno contato circa 250 cinghiali e 150 cervi.

I punti di controllo, istituiti dall’ ATC 16 e dalla Provincia di Pistoia ai sensi del regolamento sulla gestione del cervo del comprensorio ACATER, dove ogni cervo viene valutato e misurato da personale abilitato, sono diventanti anche punti di raccolta per le carni, destinate a un centro di lavorazione della selvaggina riconosciuto (così come previsto dalle normative europee in materia, Reg. CE n. 853/2004).

Una modalità questa che, puntando allo sviluppo di una filiera corta delle carni di selvaggina, ha consentito di vendere una parte della carne (il 70%), tramite apposito bando di gara e convenzione con il soggetto affidatario, e di destinarne un’altra (circa il 30%) agli agricoltori che ne avevano fatto richiesta e avevano subito i danni. Il ricavato è stato destinato all’acquisto di materiale per la prevenzione dei danni all’agricoltura da parte delle specie ungulate.

L’esperienza pistoiese è stata acquisita dalla Regione Toscana, che sta predisponendo un apposito progetto per la valorizzazione e la filiera corta delle carni di selvaggina abbattuta, coinvolgendo, insieme alla nostra Provincia, anche quelle di Pisa e Firenze.

Per sviluppare l’attività di filiera la Provincia di Pistoia, oltre ai due punti esistenti (Chiesina Montalese, a Pistoia, e il Corniolo, a Sambuca Pistoiese) nel Piano Faunistico Venatorio provinciale, in via di definitiva approvazione, ha previsto altri due centri di raccolta e controllo: uno nella Valdinievole e uno nella zona di San Marcello Pistoiese o Cutigliano, da gestire in collaborazione con l’ATC Pistoia 16.

Provincia di Pistoia

http://met.provincia.fi.it

 

 

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Category: Cervo, Cinghiale, Curiosità, Toscana

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