Scarica l'opuscolo Sicurezza a Caccia

Siena: fauna selvatica, le norme attuali non sono piu’ adeguate

| 16 ottobre 2013 | 2 Comments

Siena: Allarme fauna selvatica, le Province al fianco della Regione per uscire dall’emergenza e cambiare passo

Ass. Anna Maria BettiLe norme e i regolamenti in materia di gestione della fauna selvatica non sono più adeguati alla situazione attuale e non consentono di mantenere densità sostenibili e giusto equilibrio fra le specie, con l’ambiente circostante e con l’attività agricola. L’appello della Regione, che chiama in causa lo Stato, conta sul sostegno della Provincia di Siena e delle Province toscane, pronte a dare il loro contributo per affrontare in maniera concreta l’emergenza”. Con queste parole Anna Maria Betti, assessore all’agricoltura e caccia della Provincia di Siena e coordinatore UPI Toscana interviene sulla gestione della fauna selvatica a supporto del grido di allarme lanciato nei giorni scorsi dall’assessore regionale Gianni Salvadori.

“Il quadro in cui ci troviamo ad operare su questo tema – continua Betti – è caratterizzato da un complesso intreccio di norme nazionali e regionali, disposizioni e direttive comunitarie, strumenti di pianificazione e linee guida spesso distanti e contraddittori fra loro. Il rischio maggiore è quello di scaricare gli effetti di tutto ciò su chi opera sul campo e di allontanare, piuttosto che favorire, l’obiettivo di una gestione equilibrata e sostenibile della fauna selvatica, materia divenuta, ormai, terreno fertile per ricorsi sempre più numerosi ai Tar e alla Corte Costituzionale, a Siena come in Toscana e in Italia, creando paralisi, inefficienza e incertezza”.

“Negli ultimi anni – dice ancora Betti – la Provincia di Siena e tutte le altre Province toscane hanno fatto ogni sforzo possibile, insieme agli ATC e ai tanti soggetti coinvolti, per arginare il fenomeno, segnalando la crescente difficoltà di gestire un patrimonio faunistico che da ‘bene comune’ è diventato una vera e propria emergenza. Lo abbiamo fatto con il senso di responsabilità di chi ogni giorno è chiamato a confrontarsi con problemi sempre più severi, dagli incidenti stradali ai danni all’agricoltura e ai boschi, vedendo, però, ridursi sempre di più i margini di intervento”.

“Oggi la Regione chiama in causa lo Stato – continua l’assessore provinciale – con un appello che trova tutto il nostro apprezzamento e sostegno, oltre che la consueta collaborazione, mettendo a disposizione conoscenze ed esperienze maturate nei nostri territori. In gioco non c’è solo la qualità dell’impianto gestionale e di programmazione toscano, ma anche la sopravvivenza di equilibri vitali per territori a matrice rurale come i nostri.
La Provincia di Siena ha una percentuale di superficie agricola e forestale pari a circa il 95 per cento, costituito per quasi un quarto da aree a tutela ambientale con indici di biodiversità fra i più elevati d’Italia. L’organizzazione territoriale e colturale vede nell’alternanza fra bosco e coltivato, pressochè senza soluzione di continuità, la matrice di un paesaggio di grande valore che, unito alle produzioni agricole di pregio, consente reddito e sopravvivenza a un’agricoltura di qualità che è un asset strategico dell’economia locale.
Partendo da questo grande patrimonio da tutelare, denunciamo da tempo l’insostenibilità della gestione della fauna selvatica con l’attuale quadro normativo, segnalando ingenti danni all’agricoltura che accanto alle perdite di produzione annuale portano danni strutturali a vigneti e a oliveti, oltre che sui rimboschimenti; il proliferare di costose recinzioni che chiudono territori ‘aperti’ e sottraggono paradossalmente spazi di movimento agli animali; incidenti stradali; criticità per gli argini dei fiumi e uno squilibrio fra le specie e nell’ecosistema che ci preoccupa e che dovrebbe preoccupare quanti hanno ruolo e titolo per intervenire, a partire dallo Stato, ‘proprietario’ della fauna”.

“Consapevoli di una situazione sempre più critica e interpretando il sentimento dei colleghi assessori provinciali – conclude Betti – propongo all’assessore Salvadori di convocare un incontro operativo per definire ogni iniziativa utile ad affrontare l’emergenza, una sorta di tavolo di crisi aziendale perché ambiente, uomini, animali e piante sono l’azienda più grande della nostra terra, un’azienda che sta soffrendo pesantemente e di cui non possiamo né vogliamo fare a meno”.

Ufficio Stampa Provincia di Siena

http://www.provincia.siena.it

 

 

***

ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute.
La redazione del sito www.ilcacciatore.com, non necessariamente avalla il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti accreditate e/o aventi titolo.
***

 

Tags: , , , , , , , , , ,

Category: Capriolo, Cervo, Cinghiale, Toscana

Comments (2)

Trackback URL | Comments RSS Feed

  1. Giacomo scrive:

    ogni iniziativa utile ad affrontare l’emergenza, una sorta di tavolo di crisi aziendale perché ambiente, uomini, animali e piante sono l’azienda più grande della nostra terra, un’azienda che sta soffrendo pesantemente e di cui non possiamo né vogliamo fare a meno”.
    ————————————————————————————–
    E speriamo che riusciate a fare qualcosa di concreto con tutta l’opposizione che questa gestione ha contro la cose lampanti serie e utili da fare per l’ambiente e di questa grande azienda. Una grande azienda dove i componenti sostenitori sono in primis cacciatori e agricoltori. Sono anni che lo stiamo dicendo ! Abbiamo dato indicazioni e programmazione di come salvare capre e cavoli e sicuramente in coscienza non l’abbiamo fatto solo per l’utilità della caccia, ma soprattutto per l’ambiente che comprende flora e fauna. Io spero vivamente  che il processo distruttivo che si è creato non abbia ad essere irreparabile. Bisogna mettere mano al risanamento ambientale nel più breve tempo possibile, le risorse i cacciatori ve le danno ogni anno con il pagamento di tasse molto salate per praticare la nostra passione, ma tant’è !  Salutiamo 

  2. BEPPE scrive:

    articolo PUBBLICATO SULLA NAZIONE dell’ANLC

    CONTENIMENTO UNGULATI
    Il “politichese” è un linguaggio che non si addice al variegato mondo venatorio, che predilige concetti diretti, semplici e facilmente comprensibili lasciamo agli Onorevoli (?) Parlamentari l’onere di “affrontare qualunque argomento e in qualunque contesto pubblico senza in realtà dire alcunché”, ricercando “convergenze parallele” prima di stilare programmi da condividere con forza e determinazione.
    Ho seguito con interesse, da cacciatore, aspettando con impazienza un programma per punti e obiettivi da “incarnierare” a favore della gestione sui contenimenti , un programma che puntasse dritto al recupero anche parziale di ciò che i cacciatori e agricoltori si sono visti progressivamente sottrarre e ricollocasse ,l’amministrazione Pubblica, nel suo effettivo ruolo di organismo legislativo, senza invasioni di campo,oggi troppo piagnucolose. Mi ritrovo invece nel 2013 a leggere ancora inviti in “politichese”, conditi da velati rimproveri elargiti da amministrazioni troppo “intimorite” da garantire la certezza di diritto.
    Sento parlare di “caccia sostenibile”  e cittadini che ne capiscano il senso, cittadini-cacciatori che capiscano il valore della ruralità in una biodiversità condivisa con l’agricoltore, che sappiano essere responsabili e attenti ai valori delle tradizioni e delle costumanze locali,concetti condivisibili che mi danno però la sensazione che questi siano il solo e unico spirito guida all’appello alla gestione territoriale.Un messaggio chiaro che suona come un ultimatum a difesa del settore agricolo: cinghiali e altri ungulati sono troppi , gli strumenti odierni non bastano,e servono interventi piu’ incisivi. A rischio non c’è solo l’attività di migliaia di agricoltori, che portano avanti con orgoglio l’eccellenza dell’agroalimentare italiano, ma addirittura l’equilibrio ambientale di tutto il territorio per i problemi di natura idrogeologica e forestale causati dal sovrannumero degli animali.
     
     E’ l’esempio emblematico  delle contraddizioni inaccettabili che si registrano, c’e’ la necessita di recuperare realismo e buon senso. Gli accadimenti dei  giorni passati, da Grosseto a Siena, fortemente imbevuti del fondamentalismo animalista, rischiano di provocare la paralisi della gestione faunistica in Toscana. Il rischio  e di avere conseguenze molto pesantiche avrebbero un impatto sociale di vaste proporzioni e che neanche gli interventi di ordine pubblico riuscirebbero a risolvere. “A meno che i vari gruppi animal-ambientalisti non vogliano loro farsi carico delle operazioni gestionali,  a partire dal controllo degli ungulati e del risarcimento dei danni alle coltivazioni.  Speriamo di non dover più assistere a vicende come questa, talmente strumentalizzata che la stessa Legambiente senese, pur nella ricerca, di una mediazione fra le diverse posizioni, aveva con forza preso le distanze da chi cerca di far disattendere o boicottare la normativa vigente con l’unico scopo di ottenere l’abolizione della caccia e la paralisi del territorio.

Leave a Reply


3 + = 10

oww :wink: :twisted: :roll: :oops: :mrgreen: :lol: :idea: :evil: :cry: :arrow: :?: :-| :-x :-o :-P :-D :-? :) :( :!: 8-O 8) -o- (y) (up) (n) (f) (dw) (:n) (:i) (:-p)


Nota Bene: E' nostra intenzione dare ampio spazio a un libero confronto purche' rispettoso della persona e delle altrui opinioni. La redazione si riserva pertanto il diritto di non pubblicare commenti volgari, offensivi o lesivi o che non siano in tema con l'argomento trattato. Inoltre i commenti inviati, con il solo scopo di provocare, offendere o anche semplicemente dileggiare la caccia e i cacciatori, verrano cancellati d'ufficio. E' fatto divieto inoltre divulgare (all'interno dei commenti) email, articoli, etc. senza disporre dell'esplicito consenso dell'autore.


Avviso: LEGGERE ATTENTAMENTE
Ciascun partecipante si assume la piena responsabilita' penale e civile derivante dal contenuto illecito dei propri commenti e da ogni danno che possa essere lamentato da terzi in relazione alla pubblicazione degli stessi. La redazione del sito www.ilcacciatore.com si riserva il diritto di rivelare l'IP dell'autore di un commento e tutte le altre informazioni possedute in caso di richiesta da parte delle autorita' competenti, nell'ambito di indagini od accertamenti di routine o straordinari. La redazione del sito www.ilcacciatore.com non puo' in alcun modo essere ritenuta responsabile per il contenuto dei messaggi inviati dagli utenti e si riserva il diritto di cancellare e/o editare discrezionalmente e senza preavviso qualsiasi messaggio sia ritenuto inopportuno o non conforme allo spirito del sito senza tuttavia assumere alcun obbligo al riguardo.