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Terni: adesso rifondiamo la caccia.

| 11 ottobre 2013 | 1 Comment

Sergio GunnellaTerni: adesso rifondiamo la caccia.

Non ci sono parole per giustificare i danni causati da certi imbroglioni! Giocando a rimpiattino con la parte migliore degli Uomini dei Boschi, costoro ne offendono la dignità, le aspirazioni e perfino la passione, finendo col barattarne l’ onestà intellettuale con un piatto di lenticchie!
Quasi sempre questa schiera di ignavi ci fa credere nel miracolo dell’ altruismo e del rispetto delle regole, mentendo – ahimè – sul fatto che Madrenatura riserva tale privilegio solamente a pochissimi eletti destinati a governare i propri simili. Sono arrivati a fregarsene altamente di tutto e di tutti, pensando solo a se stessi e al proprio tornaconto. Come se la missione affidata loro dalla legge e dagli uomini, rappresentasse per ciascuno di questi felloni la maniera più comoda per rimpinguare le proprie tasche e la propria ingordigia. Incapaci, capaci di tutto.
Nel caso di Terni, se quanto sortito dalle indagini promosse dalla Guardia di Finanza risultasse censurabile, a gioirne non sarebbe soltanto l’ erario, ma soprattutto la parte migliore del palinsesto legato al mondo della ruralità, delle tradizioni e della biodiversità.
A questo punto del viaggio, mi sia concessa, amici, una sosta. Ripetere l’ andante ormai logoro della mia ‘rinuncia al gettone di presenza e ai rimborsi spesa di qualsiasi natura’ dichiarata fin dalla prima delle uniche tre riunioni del C. di Gestione dell’ ATC Ternano/Orvietano alle quali ho avuto l’ avventura di partecipare nell’ estate del 2011, sarebbe perfino troppo facile. Così come sarebbe banale ricordare ai colleghi delle altre associazioni venatorie che gestiscono l’ Ambito fin dal suo esordio, che l’ unico voto contrario al raddoppio della quota d’ iscrizione all’ ATC n° 3 fu quello espresso dal sottoscritto. Che dire delle due paginette propositive consegnate al presidente, le quali – fatalmente – denunciavano le stesse difformità gestionali contestategli oggi dalla Corte dei Conti? Esse non furono mai lette, né tantomeno discusse. Alla mia apparizione fui immediatamente e pubblicamente ‘diffidato’ dal presidente dal divulgare il bilancio dell’ Ente e di portare fuori ciò che si diceva all’ interno delle quattro mura monastiche. Per far inserire tali affermazioni nella copia del verbale, fui costretto a rivolgermi al Difensore Civico. Ma sto ancora aspettando.
Tuttavia, il mio nome – paradosso megarico e per certi versi incomprensibile – appare accanto a quello di coloro che contesto da sempre e con i quali non condividerei neppure un calzino bucato! Un atto dovuto, mi rassicura un amico che ne sa di diritto. La mano giusta della Magistratura farà il resto. Altrimenti, a cosa sarebbe servito promuovere – come ho fatto io in regione Umbria – la richiesta di commissariamento dell’ ATC n° 3 assieme ad altri 607 volonterosi? E pubblicare decine e decine di articoli che denunciavano i disagi e le contrarietà subite dalla gente comune che, come unico difetto, ha quello della passione per la caccia?
A qual pro avanzare progetti di per sé innovativi per vederseli poi scippare dalle mani come ha fatto in questi anni il sottoscritto? Di una cosa mi rallegro: a qualche appassionato ho ridato la speranza di poter ‘rifondare la caccia’. Soprattutto quella tradizionale alla migratoria e quella con l’ ausilio del cane. Ecco perché qualcuno, regalandomi la sua fiducia, ha scelto di non abbandonare. Gli stessi che oggi mi fermano per strada invocando la propria soddisfazione per quanto è accaduto o sta per accadere. Ma attenzione, amici; gioire della sconfitta della legalità e della certezza del diritto sarebbe un errore imperdonabile per tutti. Dobbiamo riflettere e proporre strade nuove per ridare speranza ai cacciatori. Prendiamoci per mano e penalizziamo una buona volta chi ha tradito la nostra fiducia per il becero prezzo di una tessera. Diamo invece un premio a coloro che, proprio perché fuori dal palazzo, hanno avuto il coraggio di denunciarne per primi la protervia e il malaffare. Le associazioni di categoria che dovevano fare non hanno fatto e le amministrazioni pubbliche che dovevano vigilare non hanno vigilato. Togliamo loro la fiducia.
Questa volta, se davvero lo vogliamo, abbiamo l’ occasione per mandare a casa gli ignavi e gli imbroglioni e scegliere chi veramente merita la nostra tessera e il nostro voto. Costruiamo il nuovo con consapevolezza e serenità d’ animo. In attesa che a trionfare sia finalmente la giustizia, serriamo le fila e riprendiamoci ciò che ci hanno sottratto con l’ inganno: rifondiamo la caccia.
Sergio Gunnella

 

 

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Category: Umbria

Comments (1)

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  1. Pietro Pirredda da Arzachena (Sardegna) scrive:

    Bravo Sig. Gunnella, rifondiamo la caccia! Si faccia una nuova legge nazionale che elimini quelle aziende a scopo di lucro, comunemente chiamate ATC! Cosi cadranno anche i più assidui feudatari e le associazioni venatorie, forse avranno un nuovo inizio dove si occuperanno finalmente, di caccia, cacciatori e di seria gestione venatoria, demandando agli organi a ciò preposti le gare di skeet-trap-percorso “caccia” e anche le gare cinofile CHE CON LA CACCIA NULLA HANNO A CHE VEDERE.
     

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