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Terni: La replica dei vertici dell’Atc 3

| 10 ottobre 2013 | 11 Comments

cacciatore fucileTerni, indagine Atc-3. La replica dell’associazione: «Nessuna irregolarità accertata. Nostra gestione oculata»
Il comitato di gestione non ci sta. Giovanni Eroli: «La Provincia conosce tutti i nostri bilanci»

Il comitato di gestione dell’ambito territoriale di caccia numero 3, ternano-orvietano, replica alle contestazioni mosse dalla guardia di finanza di Terni.

La risposta «Nessuna irregolarità è stata ancora accertata – afferma Giovanni Eroli, presidente uscente dell’Atc3 -. Sulla base delle indagini della guardia di finanza, a cui abbiamo offerto la massima disponibilità, la magistratura contabile ha inviato degli inviti a dedurre, ovvero delle richieste di spiegazioni, ai consiglieri dell’Atc3. Una volta ricevuti i dovuti chiarimenti, la magistratura contabile dovrà decidere se archiviare il tutto o aprire un procedimento di fronte alla corte dei conti. Siamo di fronte a una semplice ipotesi investigativa, attualmente priva di riscontro probatorio».

Contestazioni L’ipotesi delle fiamme gialle è che nel quinquennio 2007-2011, l’attività dell’Atc3 abbia prodotto un danno erariale pari a 1,2 milioni di euro. In base al rapporto stilato dai militari, la procura regionale della corte dei conti ha inviato 49 inviti a dedurre ad altrettanti consiglieri ed ‘ex’ del comitato di gestione dell’associazione, in pratica una larga parte del mondo venatorio locale.

«Gestione oculata» In un comunicato, i consiglieri dell’ambito di caccia ternano si dicono «convinti di aver sempre operato nel rispetto delle norme vigenti e in osservanza dei principi di oculata gestione dell’ente. In questo senso – aggiungono – siamo fiduciosi che i giudici della corte dei conti non potranno che confermare il corretto operato del comitato di gestione». Intanto i rappresentanti dell’organismo hanno dato mandato ad un legale di curare la difesa nel merito. La legge prevede sette mesi di tempo, dall’ultima notificazione, per presentare le memorie difensive.

«Organizzazione necessaria» Concetti ribaditi direttamente dal presidente Giovanni Eroli nel corso della conferenza stampa: «L’ipotesi del danno erariale è a nostro giudizio insussistente. Attraverso la gestione di quello che è un ente privato con finalità pubbliche, riteniamo anzi di aver prodotto un risparmio. I costi ci sono e sono legati al fatto che l’Atc3 gestisce il 90% dell’attività faunistica e venatoria del territorio provinciale: dagli aspetti burocratici che interessano 10 mila cacciatori a quelli legati all’allevamento e all’immissione di selvaggina, fino alla gestione di 24 zone di ripopolamento e cattura, l’accertamento e la liquidazione dei danni prodotti dagli animali selvatici, i piani di prevenzione e molto altro ancora. L’organizzazione è necessaria e ha un costo che peraltro siamo riusciti a contenere».

La politica Fra i consiglieri della Provincia di Terni, c’è chi ha chiesto il commissariamento dell’ente o l’istituzione di una commissione per approfondire la situazione. «Non devo rispondere a ciò che fa la politica – replica Giovanni Eroli -. Il consiglio provinciale di Terni era perfettamente al corrente delle attività condotte dall’Atc3. L’assemblea ha potuto verificare i nostri bilanci consuntivi e preventivi, peraltro sempre in attivo, e nessuno ha mai eccepito qualcosa in merito». Di recente il comitato di gestione dell’ATc3 è stato rinnovato e a breve si dovrebbe giungere all’elezione del nuovo presidente.

di F.T.

http://www.umbria24.it

 

 

***

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La redazione del sito www.ilcacciatore.com, non necessariamente avalla il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti accreditate e/o aventi titolo.
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Category: Umbria

Comments (11)

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  1. segugio scrive:

    senza pudore!!

  2. Marco Efisio Pisanu scrive:

    Dovrebbero abolirli tutti questi …zzo di ATC!
     

  3. Marco scrive:

    Più  che eliminare gli Atc, dovrebbero modificare il sistema delle nomine dei rappresentanti, i quali non sono individuati per le loro specifiche capacità, ma per le correnti politiche che in altri ambiti della società hanno manifestato. Risultato: incapacità manifesta su argomenti tecnici, ambientali, economici e di gestione della cosa pubblica e totale sudditanza ai voleri della politica di basso livello che vede gli Atc solo come un serbatoio di voti da controllare.
    Cordialità

  4. Stefano Tacconi scrive:

    ANLC Umbria: No all’aumento dell’ATC
     
    Daniele | 17 maggio 2011 | 10 Comments
     
     
    Da una nota diramata dall’Ufficio di Presidenza dell’A.T.C. 3 Ternano-Orvietano apprendiamo che la Provincia di Terni è in procinto di deliberare l’aumento della relativa quota di iscrizione, sia come residenza venatoria, che come ulteriore Ambito, passando dagli attuali 25,82 a 51,65 euro.
    Nel ritenere immotivata e intempestiva la richiesta, scaturita forse nel corso dell’incontro fra Provincia di Terni e A.T.C. 3 tenutosi sabato 14 maggio, comunichiamo di aver già rivolto immediato invito alla Provincia di Perugia affinché non si lasci trascinare in un gioco al rialzo delle “tariffe”, viste le difficoltà nelle quali si dibatte attualmente il mondo venatorio e gli elevati costi sostenuti attualmente dalla categoria in, cambio di gestioni qualitative della selvaggina assai scarse, se non nulle.
    Ci adopereremo affinché la decisione sia annullata, presentando in sede di Comitato di Gestione dell’A.T.C. 3 formale protesta, con l’auspicio che le altre Componenti Venatorie facciano altrettanto.
     
    Esecutivo Regionale A.N.L.C. Umbria
     
    Questa la posizione della Libera Caccia in merito al raddoppio della quota di iscrizione all’ATC Ternano Orvietano.
    Pubblicheremo  le nostre posizioni in merito agli altri argomenti contestati dalla Corte dei Conti.
     
     
     

  5. Stefano Tacconi scrive:

    Umbria: La legge non e’ uguale per tutti
     
    Daniele | 25 luglio 2011 | 10 Comments
     “La Provincia di Terni, con Delibera di Giunta n° 135 del 27 luglio 2011, comunica che la quota d’iscrizione all’A.T.C. 3 Ternano-Orvietano per i cacciatori residenti in Umbria, a partire dalla stagione venatoria 2011/2012, è fissata in € 51,65“.
    Con questo scarno comunicato, inviato per conoscenza alle Associazioni venatorie, il Presidente dell’A.T.C. 3 ci “prega” di girare la gradita notizia agli iscritti, con la raccomandazione altresì di far effettuare il versamento integrativo a coloro che, nel rispetto dei termini fissati per legge, la “vecchia, cara e insufficiente quota ” l’avevano già pagata.
    Le Istituzioni hanno quindi il potere di chiedere il rispetto delle leggi promulgate, ma hanno il privilegio di interpretarle a soggetto e modificarle “d’ufficio” a seconda della convenienza.
    Non a caso, e per puro e inutile dovere d’informazione, citiamo l’articolo 11, comma 6, della L.R. 14/94, sostituito con L.R. 7/2002, che recita testualmente “La partecipazione economica (intesa come quota d’iscrizione agli Ambiti) è determinata d’intesa fra le Province, sentiti i Comitati di Gestione degli A.T.C.
    L’Umbria ha due sole Province e tre soli A.T.C. (per nostra fortuna) e nonostante la “mancata intesa” fra Istituzioni e Comitati di Gestione degli Ambiti Territoriali di Caccia, ognuno, a dispetto e disprezzo delle leggi, è libero di fare impunemente come vuole.
    La proditoria decisione di Provincia e A.T.C. ternani provocherà, ne siamo certi, analoga risposta di Provincia e A.T.C. perugini, costringendo pertanto i cacciatori residenti anagraficamente a Terni a pagare € 51,62 anche per iscriversi negli A.T.C. 1 e 2, lo stesso importo quindi richiesto a un cacciatore residente anagraficamente a Perugia per iscriversi nell’A.T.C. 3 Ternano-Orvietano.
    La Libera Caccia dell’Umbria, da convinta Associazione integralista, si è opposta con voto contrario al non necessario aumento della quota, le posizioni sul tema delle altre Consorelle non sta a noi riferirle e giudicarle…ci pensino i rispettivi iscritti!!!
    Ufficio Stampa ANLC Umbria

  6. tortoioli claudio scrive:

    Il problema  è molto grave, per valore numerico del danno erariale e di un andazzo   vessatorio irrispettoso dei cacciatori delle regole di trasparenza.
    E sopratutto di un totale menefreghismo del gruppo dirigente del Comitato Ternano verso chi sosteneva economicamente la struttura, sempre i cacciatori.
    Qualunque sia la conclusione delle indagini, i 19 consiglieri delle diverse sigle: agricole, ambientali, venatorie ed istituzionali si sono dimostrati a dir poco inadeguati.
    Assolutamente più rigorosa deve essere la selezione dei dirigenti delle associazioni venatorie, che si dimostrano quasi sempre non adeguati.
    Infatti i più avveduti  ed onesti come Il Dott. Sergio Gunnella hanno sempre preso le distanze dall’andazzo del Presidente, denunciando pubblicamente tette le distorsioni.
    Basta politici, in questo caso mi sembra che fosse del PD, i dirigenti degli ATC se si decide di mantenerli devono essere designati dai cacciatori, basta decisioni verticistiche che non rappresentano la base del mondo venatorio.
     
     

  7. peppol@ scrive:

    Beh c è un ambito, dove sono socio che fa pagare 50 euro come quota base a tutti, residenti compresi (51 euro)…piu, 101 euro di spese di gestione per i NON residenti…siccome li governano i rossi va bene

    • Marco scrive:

      il fallimento degli tac umbri ( secondo me ) non è economico, ma qualitativo.
      Non c’è un programma di gestione con analisi delle criticità , obbiettivi ed individuazione di risultati a breve e lungo termine.
      pur nel grave momento economico che ci attanaglia, il problema principale non sono i soldi, sono i risultati.
      Avete visto volare qualcosa?

  8. Bartoccini Mario scrive:

    Non vi sono dubbio: i “rossi” governano attraverso “fantocci” con la sindrome del mangiaufo;
    tutti gli altri politici, ben conoscendo l’incapacità tecnica, accettano il vero e proprio sperpero di danaro in cambio di cosa?
     
    Non vi sono dubbi: tutte le associazioni venatorie e del tempo libero riconosciute, hanno avuto propri rappresentanti all’interno degli ATC dell’Umbria!
    Rassegnazione al malgoverno?
    Intanto gli ATC umbri, dal 2000 ad oggi, hanno amministrato ben 35 milioni di €uro!
    Qualcuno ci spieghi se erano presenti consiglieri “buoni” e consiglieri “cattivi”?  e possibilmente facciano anche nomi e cognomi!  e aggiungano pure il perché non hanno condiviso con noi del Club “Le Torri” le “denunce” morali e quelle legali!  e … ci spieghino pure, se si erano accorti del declino venatorio dell’Umbria, della scomparsa degli equilibri faunistici, della gestione delle ZRC da parte di “famiglie”, della grave crisi delle biodiversità, sopraffatta anch’essa dalle specie parassitarie “politicamente” forti, del mercanteggio dei cinghiali e dei luoghi di selezione.
    Alziamo la voce perché in tanti conoscono l’impegno volontaristico del Club (con una buona base tecnica), che di fatto da quasi trenta anni, ogni anno, raddoppia l’importo del tesseramento annuale per acquistare allevaggina di buona qualità a scopo di ripopolamento. Ripopolamento alla mercé di tutti i cacciatori.
    Vale sempre … cordialità.    

  9. tortoioli claudio scrive:

    Il tentativo Di Eroli ex presidente ATC Terni e vergognoso e doppiamente grave ed offensivo anche nei confronti delle istituzioni e degli organi investigativi.
    Anche nell’articolo sulla stampa di ieri,  si coglie il chiaro tentativo di sminuire la gravità del suo operato preparando la possibile soluzione all’italiana.
    Detto chiaramente la sostanza è questa: IO NEGO TUTTO, E VOI POTETE PASSARE TUTTO COME UNA GRANDE ESAGERAZIONE
    SONO STATO CHIARO, DI COSA SI PARLA
    NON SOLO VERGOGNA          
    PIENA FIDUCIA NELLE INDAGINI,  SALUTI AMARI

  10. tortoioli claudio scrive:

    Il tentativo Di Eroli ex presidente ATC Terni e vergognoso e doppiamente grave ed offensivo anche nei confronti delle istituzioni e degli organi investigativi.
    Anche nell’articolo sulla stampa di ieri,  si coglie il chiaro tentativo di sminuire la gravità del suo operato preparando la possibile soluzione all’italiana.
    Detto chiaramente la sostanza è questa: IO NEGO TUTTO, E VOI POTETE PASSARE TUTTO COME UNA GRANDE ESAGERAZIONE
    SONO STATO CHIARO, DI COSA SI PARLA
    NON SOLO VERGOGNA          
    PIENA FIDUCIA NELLE INDAGINI,  SALUTI AMARI

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