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Siena: i selecontrollori non ci stanno

| 9 ottobre 2013 | 0 Comments

Selezione Daino CaprioloCoordinamento Provinciale per la caccia di selezione di Siena.

Dopo decenni di onorata attività venatoria, che aveva portato la gestione dei cervidi in Provincia di Siena ad essere indicata quale esempio di qualità indiscussa, stiamo oggi precipitando nel caos e nell’inconcludenza assoluta.

Purtroppo la caccia di selezione, per chi non la pratica, resta un mistero cervellotico.

Mentre tutti capiscono la differenza tra braccata e girata per quanto riguarda il cinghiale, non riusciamo a far comprendere le difficoltà che si incontrano ad attuare i piani di abbattimento con i vincoli e le limitazioni posti dall’odierno calendario venatorio e disciplinare.

Da quando il prelievo da conservativo è divenuto limitativo, ci sono stati chiesti sforzi sempre maggiori sul piano degli abbattimenti, ma allo stesso tempo c’è stata limitata la possibilità dello sparo.

Questa incongruenza iniziò dalla stesura del nuovo disciplinare, che comunque alla luce dei nuovi fatti è già obsoleto.

Mentre venivano introdotte zone a consistenza zero, eradicazione del capriolo, allo stesso tempo il disciplinare era ancora più limitante del precedente: l’impossibilità di abbattere il piccolo di capriolo al posto del maschio giovane nel periodo estivo, l’assegnazione del sesso per il piccolo di capriolo nel periodo invernale ecc.

Successivamente si è cominciato a procedere solamente dopo aver chiesto il parere dell’ISPRA, parere che, come scrive lo stesso Istituto in calce ad ogni suo documento, non è affatto vincolante; lo dimostra anche una sentenza del TAR.

Riteniamo ci si debba muovere in una sola direzione: se l’emergenza danni riguardo ai cervidi non esiste dobbiamo dimostrare che i gridi di allarme e le minacce di richieste di rimborsi stratosferici sono solo campati in aria.

Ma se siamo davvero in difficoltà, chi gestisce ha il dovere di accollarsi delle responsabilità anche esose se necessario.

E se l’unico modo di provare la nostra buona volontà è di essere bersaglio di ricorsi, che così sia, almeno avremo dimostrato senso di responsabilità verso i cittadini.

Con l’attuale calendario venatorio biologico non è possibile realizzare i piani di abbattimento se non in minima parte, di questo dobbiamo essere tutti coscienti.

Inoltre dobbiamo essere in condizione di gestire tutto il territorio, comprese le zone non vocate alla caccia, anche in art. 37 se non in altro modo.

A seguito di questo chiediamo la possibilità di gestire la caccia di selezione direttamente, come avviene da tempo ad Arezzo.

Il modello Aretino, ricordo, ha portato in passato i danni da cervidi pari a zero.

Seguono suggerimenti migliorativi per il Disciplinare Provinciale:
1. Rivedere il libretto delle uscite per renderlo più logico.
2. Delegare alle C.S.O. di distretto la valutazione ed il controllo dei capi abbattuti, da fare con cadenze determinante, con consegna alle ATC delle relative schede di abbattimento;
3. Consentire in quei distretti dove è praticata la caccia alla cerca la possibilità di spostarsi (alla cerca appunto) con l’arma fuori dal fodero. Anche in quei distretti dove si caccia da appostamento lo spostamento dei 100 metri dovrebbe essere consentito con arma libera. Tutto questo ovviamente nel rispetto delle norme di pubblica sicurezza sulle distanze da abitazioni e da strade, come pure nel rispetto della distanza fra appostamenti.
4. Inserire nel calendario venatorio la caccia ai seguenti animali per classi di sesso e di età:
dal 1° giugno prevedere la possibilità di tirare a Caprioli, MA, MG, FG e Daini FG;
dal 15 agosto prevedere la possibilità di tirare a Caprioli MA, MG, Piccoli e Daini FG, Piccoli e Maschi Fusoni.
Valutare l’opportunità di aprire la caccia al Daino balestrone e palancone da Gennaio anziché da Novembre.

Responsabile CP per l’ATC 17 Claudio Calusi
Responsabile CP per l’ATC 18 Alessandro Semplici
Responsabile CP per l’ATC 19 Lanfranco Saveri

 

 

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Category: Capriolo, Cervo, Toscana

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