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Terni: bufera sull’ATC 3, indagata 49 persone

| 8 ottobre 2013 | 16 Comments

soldi-buttatiRimborsi, regali di Natale e assunzioni ingiustificate, bufera nella caccia ternana Indagate 49 persone dell’Atc3
Indagine della Guardia di finanza per conto della Corte dei Conti, stimato un danno erariale di un milione e 200 mila euro

Sotto la lente degli investigatori del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Terni sono finiti 49 soggetti, fra presidente e vari componenti del comitato di gestione dell’associazione Ambito territoriale di caccia 3. Avrebbero causato un danno erariale quantificato in 1.200.000 euro.

Ad essere contestate alla Procura regionale della Corte dei Conti di Perugia una serie di irregolarità poste in essere dall’Atc3 Terni – Orvieto, una Associazione deputata alla gestione della caccia sul territorio provinciale e finanziata, prevalentemente, con contributi Regionali e Provinciali.

Di varia natura, stando al comunicato delle Fiamme gialle, le irregolarità riscontrate fra il 2007 ed il 2011: dalle spese per 600.000 euro, “indebitamente” sostenute per assumere personale con contratti a tempo indeterminato – in palese violazione al regolamento regionale – alla nomina di 4 consulenti esterni (nonostante la normativa regionale preveda la possibilità di nominare uno solo) assunti con contratti di collaborazione o a progetto che si rinnovavano tacitamente, come fossero, di fatto, dipendenti a tempo indeterminato ed erogando, in tal modo, a loro vantaggio compensi per un totale di circa 450.000 euro; ed ancora, essersi l’associazione “arbitrariamente” avvalsa, per il raggiungimento dei propri scopi, dell’opera di un’altra associazione di volontariato, appositamente creata per sostenere spese finanziate dalle casse della stessa Atc3 e creando, in tal modo, “una ingiustificata quanto inutile duplicazione di costi pari a circa 120.000 euro”.

“Per non considerare i rimborsi richiesti dal presidente dell’Atc3 per spese di viaggio, che non hanno trovato giustificazione in alcun tipo di documentazione o altre risorse finanziarie utilizzate per rimborso delle spese di gestione non inerenti all’attività dell’associazione, specie sotto il periodo natalizio, quando con evidente generosità venivano effettuati, con soldi pubblici, spese per regali di natale, acquisti di profumi vari, strenne natalizie, ricariche telefoniche e simili”, si legge ancora nel comunicato

Un presunto ingente ed ingiustificato sperpero di denaro pubblico, insomma, venuto alla luce tramite lunghe indagini che hanno evidenziato condotte non in linea con i principi di sana e corretta gestione amministrativa e per le quali viene oggi richiesto un rimborso a vantaggio delle casse dello Stato.

http://www.giornaledellumbria.it

 

 

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Category: Umbria

Comments (16)

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  1. peppol@ scrive:

    ecco la gestione all itaGGliana ed il vero scopo degli ATC che, come la parcomania serve a sottrarre soldi per fini personali…

  2. peppol@ scrive:

    denaro pubblico ?

  3. fedeli massimo scrive:

    Botte …giù botte ….in galera ! :mrgreen:

  4. peppol@ scrive:

    se indagassero per benino non so quanti ATC si salverebbero

  5. dardo scrive:

    ma chi ha voluto gli atc?, chi ha voluto fortemente la legge 157/92?  due delle nostre associazioni venatorie, e non sto a ripetere quali sono , due associazioni allegate al clan pd, cosa pensavate che dove vi sono politici non vi fosse il magna magna, la colpa è nostra, ogni anno giù di corsa a pagare danari alle aavv ed agli atc, quando prenderemo coscienza che non si deve pagare più atc ed aavv tutti uniti, allora forse …..si arriverà a qualche soddisfazione nostra personale, comunque è solo questione di tempo oramai ogni anno sempre meno cacciatori fino alla nostra esrtinzione……….. 

  6. franc scrive:

    Danno erariale???
    Caso mai sarà stato un danno verso i soci cacciatori.

  7. segugio scrive:

    finalmente……ecco perchè non si facevano ripopolamenti per mancanza di euro, e due anni fa hanno anche raddoppiato la quota di iscrizione all’atc……se il tutto si rivelasse vero dovrebbero sparire dalla circolazione. 

  8. Bekea scrive:

    Ma la regione Umbria non aveva intenzione di aumentare il numero degli Atc??? Forse avevano molti politici trombati da sistemare nei consigli  di questi nuovi carrozzoni mangiasoldi a scapito dei cacciatori  e della comunità.

  9. Renzo scrive:

    Il solito schifo Italiano. La caccia deve ritornare ad essere una attività senza confini, a parte quelli nazionali si intende . E non mi venga a dire nessuno la storia del “”nomadismo venatorio “” parolona che evidentemente piace ripetere . Se uno è in un luogo non può essere in  contemporanea in un altro, a meno che non si voglia attribuire ai cacciatori anche il dono /colpa dell’ubiquità . Gli ATC sono creati per rompere le uova nel paniere ; soprattutto per mangiarci sopra alla grande, da parte di cacciatori e ambientalisti , anche …….Questa ne è la palese dimostrazione  oww oww

  10. Bartoccini Mario scrive:

    La prospettiva si poneva davvero “invitante”:
    NON PIU’ “CACCIA DI RAPINA” …
    MA INVECE “CACCIA DI GESTIONE”!
     
    In Umbria dal 2000 ad oggi
    35 MILIONI DI €URO PRATICAMENTE “RAPINATI” DALLE TASCHE DEI CACCIATORI!
     
    Di fatto, con la Legge 157/92 e la distorsione gestionale degli ATC,
    “RAPINATORI”
    sono diventati soltanto quei sozzi figuri in arte leccaculo!
     
    Spero proprio che … “sia la volta buona”! 

  11. Marco scrive:

    Credo che la scelta di raddoppiare la quota dell’Atc fatta lo scorso anno gli si sia ritorta contro, con tutte le proteste che ci furono evidentemente qualcuno a deciso di andare a vedere il perchè di tutti quegli strali….

  12. Cacciator cortese scrive:

    Ma scusate Signori, ma come sono composti gli ATC in Umbria? Quanti rappresentanti dei cacciatori ci sono in un ATC Umbro? Cosa fanno questi? Come vengono nominati? A chi rispondono?
    Ci sono troppe cose che non quadrano nell’articolo….. a cominciare dal danno erariale. Gli ATC sono Enti pubblici di diritto privato …..
    Il danno non lo patiscono le casse dello stato ma semmai la comunità venatoria che aderisce all’Ente (un ATC non è un associazione, altro errore del giornalista) con il versamento della quota.
    8-O 8-O 8-O
     

    • Evandro Caiello scrive:

       Gentilissimo C.c sei un uomo dei boschi oppure?Dove pratichi questa nobile passione? A Terni il C. di G. dell’ATC 3 è formato da persone che come si legge lavorano con la caccia e non per la caccia  rappresentando associazioni e istituzioni (Venatorie,Ambientaliste,Agricole,comuni, Provincia).Queste persone dovevano gestire la CACCIA m aaaaaa…… :twisted:Il Presidente è nominato dalla POLITICA,facendo resoconti di gestione alla Provincia che è organo di CONTROLLO,ma se nessuno CONTROLLA. . . . .  (:n)
       

  13. dardo scrive:

    noi italiani ci limitiamo ai commenti, anche esagitati ma commenti, certi ladri politici, che non andranno mai in galera, vanno levati fisicamente di mezzo, si portano in un bosco, ci si da 20 minuti per andare, poi si libera i dogo e pitbull, e si inizia la caccia, ……certi cancri vanno estirpati dalla socetà a qualunque costo.!

  14. ennio scrive:

    speriamo che tali indagini si allarghino ad altri ATC e in altre  Regioni……finalmente !!

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