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Cpa – Sardegna: le richieste di modifica al calendario venatorio

| 8 ottobre 2013 | 3 Comments

cpaRichiesta rettifica art. 12 Cal. Ven. 2013/2014 e ripristino della giornata del 1° Novembre.

Gentilissimo Assessore,
presumo che Lei sia già a conoscenza del malumore manifestato da tantissimi cacciatori in merito alla prima stesura del Calendario venatorio 2013/2014, inasprito ulteriormente dall’ennesima beffa avvenuta con l’annullamento sancito dall’Ordinanza del TAR n° 303 del 17/09/13 e dal successivo calendario pubblicato sul Buras n° 43 del 20 Settembre 2013.

Spiace ricordarLe che in un incontro informale avuto tra alcune AA.VV., e i rappresentanti degli armieri, avvenuto a Cagliari l’8 maggio 2013, alla quale partecipò anche il sottoscritto, Lei disse che quest’anno, avendo un anno di esperienza in più avrebbe stilato un calendario venatorio più consono alle esigenze dei cacciatori sardi.

Nella sopracitata riunione, ci chiese anche di preparare una proposta di calendario venatorio, promettendo che Lei l’avrebbe fatta propria, per presentarla poi ai componenti del CRF. Nonostante la Sua promessa, sappiamo come è andata a finire: la proposta non stata neanche presa in considerazione!
Con la presente, se ne ha facoltà, Le chiediamo almeno di intervenire per modificare l’11 capoverso dell’Art. 12 del calendario venatorio 2013/2014 il quale recita:
“E’ sempre vietato: […] l’utilizzo di munizionamento a pallini di piombo all’interno delle Zone di protezione speciale (ZPS) e delle zone umide (laghi, stagni, paludi e lagune d’acqua dolce, salata, salmastra). E’ vietato altresì sparare, con l’utilizzo di tale munizionamento, in direzione delle stesse zone ad una distanza inferiore a centocinquanta metri”.

Facciamo presente, inoltre, come già evidenziato lo scorso anno, con nostra nota n° 45/12 del 20/08/2012, che tale locuzione non concorda con quanto stabilito dal D.M. n° 184 del 17/10/2007, che prevede il divieto dell’utilizzo dei pallini in piombo solo nelle zone umide situate all’interno delle ZPS.

Lo scorso anno, ritenemmo un errore di trascrizione il divieto di utilizzo di pallini in piombo esteso a tutta l’area delle ZPS, invece nell’incontro avuto a Cagliari tra l’Ufficio Legale della nostra Associazione e alcuni funzionari del Suo Assessorato appurammo invece che si trattava di una precisa scelta dei “Suoi” funzionari.

Si spera che nella prossima riunione del CRF, prevista per il prossimo 22 ottobre Lei possa esercitare la Sua Autorità, per far capire ai funzionari che in nessuna Regione di Italia è previsto il divieto totale dei pallini in piombo all’interno delle ZPS.

Sul punto portiamo all’attenzione Sua e dei Suoi funzionari i risultati di un convegno, tenutosi lo scorso 3 luglio a Bologna, sul tema “Il piombo nelle munizioni: nuove evidenze scientifiche per soluzioni sostenibili” promosso e organizzato dal C.N.C.N. (Comitato Nazionale Caccia e Natura), in collaborazione con Federcaccia e Arcicaccia e con il patrocinio della Regione Emilia Romagna.

I lavori sono iniziati con la presentazione, a cura del dott. Mario Ge, Segretario Generale AFEMS, dello studio di due ricercatori svedesi, Ulf Qvarfort (Swedish Defence Research Agency) e Christer Holmgren (Swedish Environmental Agency), dal titolo “Il piombo nella selvaggina – Studio sulla bioaccessibilità dei frammenti di piombo metallico”.

A seguire c’è stato l’intervento del Prof Angelo Moretto (Università degli studi di Milano) e Piermannuccio Mannucci (Direttore Scientifico, Fondazione IRCCS Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico Milano), i quali hanno presentato il loro studio dal titolo “Piombo nella carne di cacciagione e implicazioni per la salute dell’uomo”.

Orbene questi autorevoli studiosi sono giunti alla conclusione, in piena sintonia con l’EFSA, della non pericolosità per la salute umana della carne di selvaggina cacciata con munizioni di piombo.

Con particolare riferimento alla realtà italiana, i Proff.ri Moretto e Mannucci hanno concluso che non ci sia un rischio di significativo aumento del carico corporeo di piombo per il consumatore italiano di selvaggina cacciata con munizioni di piombo. Sulla base dei dati EFSA, proseguono gli studiosi, è possibile sostenere che il contributo del piombo contenuto nella carne della selvaggina è trascurabile, e anche il caso peggiore calcolato con i dati della dieta italiana prevede un contributo non superiore a quello derivante da altri alimenti di uso comune.

In conclusione, questi studi dimostrano sulla base di incontestabili dati medico-scientifici contrariamente alla posizione assunta dall’ISPRA e fatta propria dai funzionari facenti parte del Suo Assessorato, come sia assolutamente irrilevante per la salute umana la consumazione di selvaggina
cacciata con munizioni di piombo.

Si chiede inoltre il ripristino della giornata di caccia del 1° novembre, assolutamente legittimo in quanto l’art. 18 comma 5 della L. 157, prevede il silenzio venatorio nei giorni di Martedì e Venerdì in quelle Regioni dove si può cacciare per tre giornate, scegliendo sui cinque giorni della settimana, ad eccezione appunto del Martedì e Venerdì.

Se non riuscirà a modificare neanche questo divieto, si paleserebbe ancora una volta l’accanimento verso la nostra categoria e la Sua impossibilità di intervenire.

Certi di un benevolo accoglimento della presente, e in attesa di riscontro ai sensi della L. 241/90, si coglie l’occasione per porgere cordiali saluti.

Il Presidente Regionale
Marco Efisio Pisanu

Allegato: 22 Lettera rich. modifiche Cal. Ven 2013.2014

 

 

 

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Category: CPA, Sardegna

Comments (3)

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  1. Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna) scrive:

    Marco
    le tue richieste sono legittime e condivisibili. Tra l’altro ho seguito il discorso sullo studio del piombo…. L’ispra casualmente non vuole prendere in considerazione questi dati, come i dati relativmigrar date di migrazione pre nuziale di varie specie (tordi in primis).
    Personalmente amplierei la richiesta di modifica, inserendo il ripristino delle effemeridi dell’anno scorso; eliminare il divieto di frequentare la caccia grossa ai 16enni in quanto non è previsto nemmeno nella legge nazionale 157/92.
    chiederei di modificare l’orario di caccia per la beccaccia inserendo la dicitura: da un’ora dopo il sorgere del sole ad un’ora prima del tramonto. In fine, consentire l’uso delle armi a n canna rigata anche fuori dalla battuta in cui si impedirebbe in tal senso la caccia ad altre specie e l’utilizzo mini munizionamento spezzato!! 

  2. Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna) scrive:

    A parte questo tuo giusto intervento devo sottolineare l’ignoranza che perversa in alcuni esponenti del CRF dove tra l’altro alcuni degli esponenti che i teoria potrebbero essere in favore della caccia (vedi associazioni di agricoltori e allevatori) essi risultano invece, secondo me, contrari alla caccia tranne che per quella al cinghiale!!!!
    purtroppo quindi la maggioranza per una migliore gestione dell’attività venatoria in questo senso, è quanto mai lontanissima dal verificarsi 

  3. Marco Efisio Pisanu scrive:

    Ciao Pietro,
    per quanto riguarda la preparazione dei componenti il CRF ti rimando alle nostre precedenti comunicazioni, nella quali senza mezzi termini abbiamo detto che la maggior parte sono ignoranti (nel senso che ignorano…) in materia venatoria, nella penultima abbiamo chiesto addirittura lo scioglimento del CFR. Condivido quanto da te scritto in merito agli orari e per il divieto ai ragazzi inferiori ai  sedici anni nella pratica della caccia grossa, in questo caso (solo in questo) ha detto bene l’Avv. Sciarra. Naturalmente sono d’accordo anche per l’utilizzo della canna rigata.
    Bisogna avere il coraggio di cambiare, altrimenti sarà sempre peggio! 
    Mep 

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