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Berlato risponde a Zanoni su uccellagione e richiami vivi

| 8 ottobre 2013 | 6 Comments

l’on. Sergio Berlato risponde ad Andrea Zanoni su uccellagione e richiami vivi

Berlato SergioUmanamente comprensibile il tentativo dell’on. Andrea Zanoni di ricavarsi un po’ di visibilità mediatica continuando a cavalcare la sua battaglia stantìa contro i cacciatori.
Non è però giustificabile il suo tentativo di utilizzare in modo distorto le informazioni per raggiungere il suo obiettivo.
Va chiarito che in Italia l’uccellagione (cattura di uccelli con reti alla quale segue la soppressione dell’animale) è stata completamente abolita da più di quarant’anni.
In Italia la cattura di un contingente estremamente limitato e predeterminato di uccelli appartenenti a sette specie di uccelli selvatici è rigidamente regolamentata dalla legge statale 157/92 in attuazione della Direttiva 2009/147/CE.
Le regioni italiane, in attuazione della legge statale 157/92, autorizzano le province a catturare un numero limitato di uccelli da cedere esclusivamente a fini di richiamo per la caccia da appostamento.
Questa attività può essere svolta solo da impianti di cattura gestiti dalle province attraverso personale autorizzato e valutato idoneo dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), Istituto che autorizza preventivamente sia il numero massimo di impianti di cattura utilizzabili che il numero massimo di uccelli catturabili, suddivisi per ogni singola specie.
La Regione del Veneto, così come le altre regioni italiane, non fa altro che attuare legittimamente una legge statale (l.s. n.157/92) che recepisce una specifica Direttiva comunitaria (2009/147/CE).
L’on. Andrea Zanoni, preso forse da frenesia da campagna elettorale, è libero di fare tutti i convegni che vuole per dare pubblicità alle sue varie interrogazioni che ha presentato alla Commissione europea contro la caccia in Italia.
Ci auguriamo che nel corso dei suoi convegni elettorali l’on. Andrea Zanoni spieghi ai convenuti quali effetti abbiano provocato le sue interrogazioni, oltre a guadagnarsi qualche articolo su qualche giornale.
La cosa certa è che Zanoni non è riuscito a modificare la Direttiva 2009/147/CE, non è riuscito a modificare la l.s. 157/92, non è riuscito a modificare la l.s. 221/2002, non è riuscito a modificare la l.r. 24/2007. L’unica cosa che gli è riuscita è quella di spaventare con le sue minacce alcuni componenti della Giunta e del Consiglio regionale del Veneto i quali, solo all’idea di correre qualche rischio per difendere i cacciatori, hanno preferito battere in ritirata e privare i cacciatori del Veneto della possibilità di usufruire di un diritto, come quello delle caccie in deroga, regolamentato dalle normative statali e regionali vigenti ed esplicitamente previsto dalla vigente Direttiva 2009/147/CE.

on. Sergio Berlato
Deputato italiano al Parlamento europeo

 

 

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Category: Veneto

Comments (6)

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  1. laser scrive:

    Agli elettori l’ardua sentenza….

  2. Bekea scrive:

     Queste dichiarazioni fatte da Berlato sono la verità che molti di noi hanno sempre scritto sui vari forum di caccia. Purtroppo gli animalari seguaci di zanoni non leggeranno mai questo comunicato, sono talmente indottrinati che credono cecamente alle balle mediatiche che questi racconta.

  3. niki scrive:

    Zanoni è come Stival, di CACCIA NON CAPISCONO NULLA.

  4. fiore scrive:

    Molti animali estinti per colpa dei cacciatori»
    Domenica 22 settembre sul Giornale di Vicenza è apparsa una lettera a firma di Ezio Cardinale in cui gli ambientalisti vengono accusati di “diffondere vere e proprie falsità”.
    01/10/2013

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    Domenica 22 settembre sul Giornale di Vicenza è apparsa una lettera a firma di Ezio Cardinale in cui gli ambientalisti vengono accusati di “diffondere vere e proprie falsità”. Si prosegue poi, memori degli slogan di Sergio Berlato, a spiegare che Walt Disney ha rovinato le coscienze del mondo occidentale con i suoi animali che parlano, agiscono e, follia inaccettabile, hanno dei sentimenti. 
    È vero: se si cominciasse a pensare che un animale possa avere dei sentimenti sarebbe più difficile assassinarlo; gli animalisti peraltro trovano assolutamente ovvio ritenere che gli animali pensino ed abbiano sentimenti: tutti gli animali e non solo cani e gatti. 
    Nella lettera si passa poi a sostenere l’idea che la caccia tutto sommato non incide sulla conservazione delle specie, e questa sì è una completa falsità. In Italia la caccia ha portato all’estinzione della lince, del cervo sardo, dell’avvoltoio degli agnelli, mentre orso, stambecco e lupo si sono conservati solo in piccole aree.
    Nel mondo sono scomparsi, esclusivamente a causa della caccia la ritina di Steller (nel 1768, 27 anni dopo essere stata scoperta dagli esploratori), il dodo (1681), il quagga (1878), l’uro (1627), il moa (1773), l’alca gigante (1799) e molti altri. La colomba migratrice era probabilmente l’uccello più diffuso nel Nord America e durante le migrazioni gli enormi stormi oscuravano il sole. La sua distruzione fu operata con fucili, con le reti, a bastonate; se ne esportavano in Europa e venivano date in pasto ai maiali per ingrassarli e anche usate come concime. L’ultima venne uccisa nell’Ohio nel 1900.
    I lettori ricorderanno poi certamente la storia degli ibis eremiti, dei quali al mondo si stima restino meno di 200 (duecento) esemplari, mentre in Europa era estinto. Il progetto “Waldrapp” era riuscito negli anni a ricostituire una piccola popolazione di 20 esemplari in Europa, e sei di questi erano stati avvistati all’aeroporto di Thiene durante la loro migrazione dall’Austria verso la Toscana. Uno è stato abbattuto dai cacciatori in Toscana, uno nel Veneto ed un altro è stato ferito gravemente.
    Se ai giorni nostri si può sperare che una specie non venga estinta dalla caccia, lo si deve solo agli sforzi e alle pressioni dei protezionisti e non certo all’attività dei cacciatori o dei loro rappresentanti politici con la loro “cultura rurale”. 
    —-
    CHI RISPONDE A QUESTA IBIS

    • Bekea scrive:

      Come vedi Fiore, questi sono i miei conterranei anticaccia ignorantoni. A queste lettere rispondo almeno 4 o 5 volte all’anno ( non tutte le mie lettere a questo giornale vengono pubblicate, purtroppo ) e fatalità questi anticaccia scrivono queste scemenze di lettere da inizio settembre fino a gennaio. Finita la stagione venatoria nessuna lettera di protesta contro la caccia, si ritirano dietro la tastiera e non si fanno più sentir fino ad inizio di settembre. Questi sono i paladini dell’ambiente e degli animali che abitano dalle mie parti.

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