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La Francia dice sì alla caccia al lupo

| 27 settembre 2013 | 3 Comments

La Francia dice sì alla caccia al lupo – Rischio invasione in Piemonte
Sono circa 200 gli animali che vivono sulle Alpi al confine tra i due paesi e cinque branchi si spostano tra le valli francesi e quelle di Susa e Chisone. L’allarme dei pastori del Torinese

Lupo-lunaLa Francia ha deciso: il lupo si potrà cacciare, e le operazioni di prelievo partiranno proprio dalle regioni confinanti con il Piemonte: Rhone Alpes e Paca. Lo ha annunciato il ministro dell’Agricoltura Stéphane Le Foll, durante un convegno, pochi giorni fa nella cittadina di Drome. Il ministro ha spiegato di aver scritto una lettera ai prefetti, con il responsabile del dicastero dell’Ecologia, Philippe Martin, in cui si autorizzano le operazioni di prelievo per i cacciatori addestrati, nei boschi francesi che confinano con la montagna torinese. Ad esempio a ridosso della Val Susa e Val Chisone, ma senza dimenticare la zona delle Alpi Marittime.
L’elevata concentrazione di branchi (si stima la presenza di circa 200 lupi in tutta la Francia) unita ai continui attacchi agli allevamenti di ovini e bovini, ha convinto i francesi a una scelta drastica, per tutelare l’economia montana. Ovviamente la caccia al predatore delle Alpi dovrà rispettare le prescrizioni della direttiva Habitat, essendo il lupo un animale protetto a livello europeo. “Nel 2013, su 24 abbattimenti autorizzati, ne sono stati effettuati solo tre – ha spiegato il ministro – i nostri mezzi non sono sufficienti e per quello chiederemo il supporto dei cacciatori locali”.
Il provvedimento francese avrà delle ripercussioni anche in Piemonte, proprio perché alcuni dei branchi che saranno colpiti, sono quelli definiti “transfrontalieri”. Ce ne sono cinque di questo genere, di cui due nella provincia di Torino: tra
Bardonecchia e Nevache in Val Claree, e tra l’Haute Maurienne e la Val Cenischia, al Moncenisio. Ma occorre citare anche il branco della Valle Ripa, con lupi che si spostano tra Cesana e il Monginevro.
Nella provincia di Torino, altri branchi sono presenti in Val Germanasca, Val Chisone, nel Gran Bosco di Salbertrand e nel parco Orsiera, e dall’estate scorsa anche nelle Valli di Lanzo. Un totale di 2530 lupi, mentre in tutto il Piemonte si è stimata la presenza di circa 40 esemplari. Ma in futuro sarà più difficile monitorarne la presenza: la Regione ha infatti deciso dopo 13 anni di tagliare il progetto di ricerca partito nel 1999.
Intanto sale la protesta tra gli allevatori piemontesi: “Solo quest’anno mi hanno massacrato oltre trenta pecore, non si può più andare avanti – dice sconsolato Silvano Galfione, che ha l’alpeggio in Val Chisone – sono venuti anche in queste ultime due notti”. Secondo gli allevatori non si può permettere ad un predatore simile di riprodursi senza controlli: “La Francia fa bene a permettere la caccia controllata – aggiunge – ma noi pastori non contiamo nulla, i politici sono senza palle, e temono di perdere voti perché il lupo piace ai cittadini, è bello da vedere nelle foto”.
Della stessa opinione Silvia Fiore, con alpeggio a Venaus: “Siamo esasperati, coi tempi che corrono, non possiamo più permetterci di pagare un guardiano notturno per sorvegliare gli animali e contro i branchi non basta un cane da guardia”.
Iniziando la caccia in Francia, i lupi cercheranno un rifugio sicuro nelle vallate piemontesi? La ricercatrice Elisa Avanzinelli tranquillizza gli animi: “Non c’è rischio di invasioni, ma non è abbattendo i lupi che si risolvono i problemi della pastorizia. Solo la prevenzione può tutelare gli allevatori: installando recinzioni elettrificate, non lasciando incustoditi le greggi, e rinforzando la sorveglianza con guardiani e cani”

di FABIO TANZILLI

http://torino.repubblica.it

 

 

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Category: Curiosità, Lupo

Comments (3)

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  1. Springer scrive:

    “”….Un totale di 2530 lupi…””””
    ___________________________________________________
    Mi sa che e’ meglio correggere questo numero….

    Giusto per non ingenerare allarmismo e confusione… :wink:

  2. andrea scrive:

    Ma la ricercatrice che volete che dica ?
    se gli abbatti i lupi smette di lavorare…….e va a fare cosa ?

  3. tortoioli claudio scrive:

    Gli allevatori Piemontesi hanno risolto il problema, mettano al controllo notturno dei propri animali la Sig. Elisa Avanzinelli, queste persone soltanto teoriche e superficiali che ignorano i sacrifici dei propietari di animali.
    I quali svolgono non solo un’attività economica ma sociale producendo carni di grande qualità e meriterebbero di essere ascoltati e non presi in giro da certi burocrati  abituati a vivere sulle spalle di tutti i contribuenti.
    Ancora una volta la Francia come sempre nella storia ci insegna, con razionalità serietà e efficacia come risolvere i problemi in questo caso degli allevatori.
    In Italia sicuramente daranno indennizzi, ( SOLDI PUBBLICI) PER RISARCIRE LE PERDITE  DI CAPI.
    LA SPESA PUBBLICA OVVIAMENTE DILAGA E ANCORA TASSE.
    BUROCRATI E POLITICI IL PRIMO PROBLEMA DEL NOSTRO PAESE VERGOGNA
     
     
     

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