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Perche???

| 24 settembre 2013 | 40 Comments

cacciatore tramontoProverò a cimentarmi, per una volta, in ragioneria, che non sento particolarmente come materia “mia”, in quanto in matematica sono sempre stato scarsino. Infatti la mia indole mi porta più a dare importanza al lato spirituale dell’uomo. Ma non posso comunque ed ovviamente ignorare e sottovalutare l’importanza di quello “materiale”.
A fronte di una grave crisi economico/sociale, ormai quasi decennale, c’è una passione che coinvolge ed anima più di settecentomila italiani la quale, pur potendola esercitare “sul campo” in sostanza pochi giorni l’anno, muove interessi economici costanti e consistenti, nell’ambito della creazione e vendita di prodotti tecnici calzaturieri e di abbigliamento, spesso di alto livello, automobilistici, nel senso più ampio possibile, dalla vendita, alla manutenzione, al rifornimento di carburanti di veicoli di vario genere, in quello assicurativo, veterinario, dell’allevamento di varie specie animali e canine, di cui, per quest’ultimo settore, siamo tra i migliori al mondo, come certificano le esposizioni e le prove cinofile, della produzione di mangimi di vario genere, della ristorazione e dei bar, della produzione di cartucce ed armi sportive, di cui vantiamo, per queste ultime, il “top” della qualità a livello mondiale, del sostentamento di innumerevoli persone che operano nell’ambito burocratico, privato e statale, con rilevanti tasse indirette ed indirette e contributi vari. E sicuramente dimenticherò altro.
Tutto questo comparto non chiede e non spera praticamente mai in un aiutino della Comunità Europea, o comunque pubblico, ma vive e si sostiene solo e soltanto grazie al contributo volontario di centinaia di migliaia di persone per bene, che esercitano i più svariati lavori e professioni, di ogni colore politico, di vario sentimento religioso, di livello di istruzione diverso, che si riconoscono però tutti con il termine di “cacciatori”. Anzi, io direi di “anche cacciatori”, perché sono ovviamente non solo quello ma molto altro ancora ed, in genere, un “molto altro” positivo.
Credo che si possa ritenere che quei settecentomila, per essere prudenti, italiani, spendano in media, per la loro passione, di tasca loro, e contenti di farlo, mille euro l’anno cadauno, per un totale di settecentomilioni di euro.
Ebbene, a fronte di un sistema generale lavorativo e sociale in difficoltà enormi, un settore come quello della “caccia e dintorni” che, nonostante tutto, resiste e persiste, invece di essere quantomeno rispettato se non per le innumerevoli implicazioni di carattere umano, per l’arido aspetto economico, è continuamente mortificato, persino criminalizzato ed utilizzato come “capro espiatorio” o di paravento per nascondere vere ed enormi colpe di “altri”, per ciò che concerne la mancata conservazione e protezione ambientale, che non sarà certo l’attività venatoria a minare in alcun modo, come ci insegna la storia e ci confermano autorevoli ed attuali studi scientifici.
Un settore troppo spesso affossato da una politica miope, magari ignorante in materia, “furba” ed arrogante, che sottovaluta, oppure peggio, cavalca allegramente, le teorie insensate, quando non proprio paradossali, della nuova religione fondamentalista animalista o quelle di un ambientalismo nostrano, che si è dimostrato spesso autorereferenziale, sterile, non in grado di raggiunge gli obbiettivi che dice di prefiggersi, la cui azione pare, a volte, fermarsi all’affissione di tabelle con il divieto di caccia sui confini di vasti territori che non risultano poi molto diversi, o migliori, di quelli circostanti, privi di quei cartelli.
Lungi da me il voler essere esterofilo ma ormai il mondo è diventato piccolo, si viaggia realmente, per molti motivi, oppure solo navigando in internet e pertanto si apprende come viene considerato il cittadino “cacciatore” ed il comparto “caccia e dintorni” in TUTTA l’Europa ed anche molto lontano dall’Europa e non si può fare a meno di rimanere quantomeno perplessi, verificando l’estrema considerazione di cui godono quegli appassionati e quel settore al di fuori dall’Italia.
Tant’è che gruppi economici italiani molto importanti, che qui pare snobbino la “caccia e dintorni”, all’estero investono milioni di euro proprio in aziende o società che operano in quel settore.
Sarà gran parte del “mondo” che sbaglia? Oppure “noi”?
Come sempre e da sempre, ai posteri l’ardua sentenza.
Con la speranza, presuntuosa, che queste poche righe possano attivare qualche “PERCHE’??” o fornire spunti di riflessione in chi ha responsabilità di gestione della Res Publica, invio un caloroso in bocca al lupo a tutti i miei connazionali anche cacciatori ed un cordiale saluto a tutte le persone di buon senso.

Ezio Cardinale, pres. prov. arci caccia – Cuneo

 

 

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Comments (40)

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  1. Renzo scrive:

    ………si sostiene solo e soltanto grazie al contributo volontario di centinaia di migliaia di persone per bene, che esercitano i più svariati lavori e professioni, di ogni colore politico, di vario sentimento religioso,……….
    ————————————————————————————————————–
    E’ tutto vero e quello che mi colpisce di più è la frase che ho evidenziato, soprattutto le parole che ho messo in neretto. Per questo mi inalbero e non poco quando ,commentando anche altri articoli, si legge ,sempre , la tipica frase che più o meno recita così : ci vedremo alle elezioni —oppure — non voterò più PD o PDL perche ci hanno preso in giro . Quindi, quale colore politico ci dovrebbe essere perche si possa essere rispettati come cittadini perbene ? La caccia non dovrebbe nemmeno sentirla la parola  politica, e la politica non dovrebbe occuparsi di caccia ( se non per far rispettare la Legge ) o, per meglio dire , dovrebbe occuparsene come risorsa per questo Paese, come lo è in Tutto il Pianeta ! Dovrebbe relegare nel dimenticatoio personaggi che per poter stare attaccati alla “”casta “” ne inventano di tutti i colori e, sia da una parte che dall’altra, sono sempre pronti a fare promesse che già sanno saranno deluse . E’ stato detto che la civiltà di un popolo si vede da come tratta gli animali… dimenticando , per guadagno personale, come viene trattato lo stesso  Popolo a cui si rivolge . Anzi, non dimenticando, ma sapendolo bene e fregandosene allegramente ,il che è peggio; è sorta di criminalità organizzata . Caro Amico, non è ilMondo che sbaglia, siamo noi che diamo troppa importanza alle scaramucce senza fare muro per combattere la battaglia finale … e VINCERLA ! Se non per il nostro bene ,quanto per le generazioni future, che altrimenti si troveranno obbligate a vivere sotto la minaccia di una religione fondamentalista distruttiva . Bravo !  

  2. Ezio scrive:

    Inviata al “Sole24Ore”….anche se non la pubblicherà mai…ovvio. :(

  3. Alessandro Federighi scrive:

    Che aggiungere altro, il tuo articolo e’ di una semplicita’ estrema,ma ormai nel ns paese,tutto cio’che e’ normale,semplice,lineare,chiaro,e’ diventato RARO!!!!!!!!!!noi stiamo lottando ,ormai da anni, contro tutto e tutti,ma purtroppo non ad armi pari,la demagogia, la disonesta’ intellettuale, regna nel ns stato,anche dove la razionalita’ e le norme certe,dovrebbero essere garantite a tutti i cittadini……..siamo una minoranza nn tutelata,come tutte le altre minoranze,anche piu’ strane di noi nelle abitudini  ,siamo cittadini con una fedina penale cristallina, che paga e fa ‘ girare milioni di euro , eppure siamo vessati e bistrattati in tutti i sensi,,,,,,,,,,,nn so’ come andra’ a finire,ci stanno portando allo sfinimento,ti viene voglia di mollare e mandare tutti al diavolo,ma poi leggi 2 righe di un amico che ,si sfoga a nome di tutti,e allora riparti sollevato,  sognando un periodo migliore  , dove la normalità ritorni a regnare!!!!!bravo Ezio!!!!!!

  4. Giacomo scrive:

    Anche con la cessione della Telecom dovremmo chiederci, l’ennesimo perchè ? Io al “perche ?” rispondo secondo il mio modesto punto di vista : perche l’Italia non è più degli Italiani, il bel paese purtroppo è stato preso di mira giustamente da tutti ! A chi non piacerebbe il paese della cuccagna ? E ho detto tutto mi sembra. Grazie Ezietto ! Sempre a dare fiato alla tromba della carica, come d’altra parte cerchiamo nel nostro piccolo di fare tutti noi che ci impegnamo a scrivere sui Blog, speriamo che i pochi Italiani rimasti quelli che hanno ancora amor di popolo diano ascolto al tuo magistrale intervento. :wink:  Un cordiale salutiamo  

  5. fiore scrive:

    Grande Ezio!!! ma visto che i media non fanno altro che propagandare disinformazione sulla nostra passione sarà difficile e pubblichino una verità come quella che hai espresso in questa lettera, mi sà che a forza di giocare con la disinformazione di massa la cosa gli sia scappata di mano è oggi se arriva qualcuno che dice la verità viene clamorosamente frainteso. Pur essendo in un epoca dove la comunicazione viaggia su tutte le linee sono riusciti a creare un branco d’ignoranti!! non era facile…..
    ps. forse c’era una predisposizione di base.

  6. tortoioli claudio scrive:

    Complimenti Ezio, batti e ribatti sempre nel giusto prima o poi vinceremo e avremo il nostro meritato riscatto, saluti Claudio Perugia 

  7. gabriele scrive:

    Bravo Ezio,
    Come al solito sei chiaro e logico.
    Stamane alla radio setivo che la ns produzione industriale, dal 2007 ad oggi è calata del 20%.
    Ieri la terza carica dello stato ha disquisito per un’ore sul fatto di volersi far chiamare Ministra invece che Ministro come se fossero questi i problemi del nostro Paese.
    Siamo nelle mani di questi “incapaci capaci di tutto”.
    Incapaci di fare alcun bene, bravissimi a distruggere qualunque cosa sia sana e serva a questo paese.
    Le imprese italiane fuggono all’estero e trovano ambienti più favorevoli all’impresa. Svizzera, Austria,inghilterra, Iralanda,Croazia,Serbia, Montenegro e potrei andare avanti con l’elenco fino a lasciar fuori solo l’italia.
    Credo che in Italia ci siano davvero fior di imprenditori e una classe di lavoratori veramente eccellente, forgiati proprio da un sistema assolutamente selettivo ma c’è un limite.
    Nessuno riesce a resistere oltre a questi incapaci buoni a tutto.
    Lo stesso vale per la caccia come per qualsiasi altra cosa.
    Stanno distruggendo il Paese.

    • Peter scrive:

      Si, lo stanno distruggendo questo Paese Gabriele, ma spetta a noi mandarli a coltivare l’orticello una volta per tutte. Discutendo in giro si ascoltano lamentele da tutte le parti e ci si accorge che la gente ha i cosidetti talmente pieni che sono prossimi allo scoppio, tuttavia, chissà perchè, veleggia una apatia in giro da far paura, come se la rassegnazione si fosse ormai impadronita degli animi. Booooooooooooooooooo………………………….Che Dio ci aiuti veramente a questo punto.

  8. Springer scrive:

    Un complimento a quanto scritto da Ezio e’ d’obbligo… Tutto giusto tutto vero tutto sensato… Ma vorrei fare un pizzico di autocritica interna propedeutica a dar risposta al suo : Perche’ ?..
    Perche’ siamo bistrattati..? Perche’ nessuno prende le nostre parti…? Perche’ quando parli di Caccia a chi cacciatore non e’ la maggior parte delle volte senti sempre la solita frase : poveri animali,  capendo da quello che dice ( o non dice ) che non ne sa un bel nulla di cosa sia la Caccia , di come sia regolamentata, di quali e quante siano le specie cacciabili , dei periodi in cui cacciarle , di cosa faccia questa per la tutela di Ambiente e Agricoltura , della somma di interessi economici legati a questa ( con relativi posti di lavoro )  etc.etc.etc… ? La risposta e’ semplicissima : PERCHE’ NON LO SA !!! Troppi anni, anzi direi decenni, siamo rimasti chiusi nel nostro mondo fatto di albe e brughiere pensando che bastasse pagare una tassa per esercitare un’attivita’ che la tassa stessa ci autorizzava legalmente a esercitare dimenticando che nell’era della comunicazione dimenticarsi di questo , COMUNICARE , era il peggiore degli errori che potessimo commettere …
    Parli di estero : e’ verissimo quello che asserisci sul fatto che in TUTTO IL RESTO DEL MONDO il cacciatore e’ considerato diversamente che da noi , ma anche li PERCHE’ lo e’ diversamente che da noi ? Perche’ , e parlo di Nazioni che sotto il profilo economico , industriale e di civilizzazione sono al pari se non superiore al nostro ( essere visto, come cacciatore , figura normale in Botswana non e’ come riuscire a esserlo in Francia- Spagna – Inghilterra – Germania – Stati Uniti etc…) , ha sempre , da tempo immemore , comunicato all’esterno i valori positivi , di tradizione , utilita’ socio economica , di tutela ambientale e faunistica ( quest’ultimo aspetto lo riprendero’ piu’ avanti ) legati a quest’ultima… Il buon Pinotti poco prima di lasciarci mi invio’ via mail il progetto per la realizzazione in Italia della Scuola della Terra – dell’Ambiente – della Caccia e delle Tradizioni  . Non se l’era inventato lui.. aveva semplicemente preso spunto da quello realizzato in Spagna nel 1997  nel Castillejo de Robleto nel Comune di SORIA.
    “”…La scuola fondata nel 1997, attrae annualmente oltre 30.000 visitatori ed oltre  10.000 corsisti nei vari Seminari che interessano le materi legate alla tutela del paesaggio , le attività sociali all’aria aperta , la caccia , la cinegetica , l’etologia, la fenologia riproduttiva , la micologia , la veterinaria , le biotecnologie. Ha docenti di primordine, una Convenzione con una Università, una ricchissima biblioteca, ed è possibile seguire lezioni on-line. Ha una foresteria che consente il pernottamento congiunto alla consumazione del vitto. Addirittura è funzionante all’interno della scuola un “Cineforum” per far capire bene, il legame che esiste fra la coltura della caccia e l’arte del cinema. Uno dei dati sorprendenti è quello rappresentato dal fatto, che i cacciatori, sul totale dei frequentatori della scuola raggiunge solo il 55% ! Il resto sono cittadini, non cacciatori , di cui moltissimi giovani.
    L’Istituzione della Scuola in una qualsiasi regione Italiana, sarebbe un’occasione straordinaria per far uscire la caccia Italiana, dallo steccato in cui è rinchiusa. Ad essa può essere collegata in modo operativo la proposta d’istituzione della “Sentinella Ambientale” ( se l’ iniziativa avra’ accoglimento spieghero’ nei dettagli questa “ figura “ ). Occorre interessare all’iniziativa tutti i cittadini , gli amanti della cultura rurale ,i giovani studenti , i cacciatori , i cercatori di funghi , gli escursionisti , etc. etc . Attraverso i siti Internet dedicati e specializzati si possono raggiungere in tutta Italia migliaia e migliaia di appassionati ai piu’ diversi temi fra quelli ricompresi e trattati all’ interno della Scuola .Nella scuola potranno approfondire le caratteristiche della biodiversità , della flora, della fauna, del paesaggio, dei prodotti della terra e del bosco e delle tradizioni. Inoltre anche altre cose saranno poste alla loro attenzione: lo studio delle migrazioni, dell’arte venatoria, della cultura della caccia, gli aggiornamenti legislativi che interessano la gestione del territorio , il metodo dei ripopolamenti di selvaggina, la gestione della Fauna, gli osservatori ornitologici, i roccoli, le brescianelle ,l’architettura “verde” di un appostamento fissodi Caccia , lo studio della topografia dei luoghi rispetto alla caccia ed alle tradizioni in genere. La ricostruzione storica della vita rurale con la esposizione di materiali ed attrezzi antichi . E tantissimo altro e non solo all’ indirizzo della Caccia .Per ciò che riguarda la caccia, è indubbio che il cacciatore moderno deve essere dotato di un’adeguata formazione scientifica e culturale. Infatti nella scuola si dovranno tenere i corsi preparatori per l’ottenimento della Licenza di Caccia .
    Questo lo scriveva anni fa ed e’ rimasto inascoltato… Questa e’ gia’ una risposta al tuo : Perche’ …
    Tornando un passo indietro e poi concludo essendomi dilungato parecchio e parlando di Ambiente e Fauna . Questo glielo scrivevo io a proposito degli Stati Uniti dove , da parte dei cacciatori , l’ essersi impegnati da sempre in favore di questi due essenziali aspetti ha portato i seguenti risultati : “”…sono 550 le Oasi gestite e create spesso dal nulla da cacciatori e ambientalisti assieme . Queste sono poste sulle piu’ importanti rotte migratorie e in alcune , con il benestare degli stessi ambientalisti cooconduttori , si puo’ anche cacciare con regole piu’ restrittive dell’ usuale tenendo conto dell’ importanza del sito…”” 
     Noi abbiamo lasciato questi aspetti vitali per noi  ESCLUSIVAMENTE in mano agli ambientalisti facendo diventare loro i paladini di Fauna e Ambiente e noi quelli che ne usufruivono ( per loro devastavano ) senza dare in cambio nulla… E Questo e’ un’altra risposta al tuo : Perche’….
    Ciao  :wink:

    • Ezio scrive:

      Vero. Tutto.
       
      Ma in questo caso il mio “perchè??” era molto, diciamo così, pratico. In fatti l’ho mandata al “Sole24ore” che mi pareva consono alla domanda ed alla eventuale risposta che ovviamente mai ci sarà.
      Perchè fanno schifo i 700milioni …per tenerci bassi… di euro che muovono i  cacciatori italiani??
      In particolare in questo momento  quando i  “capi” dell’Italia stanno strizzando gli italiani lavoratori di ogni genere come un asciugamano che è caduto in piscina??
      Perchè??
       

      • Springer scrive:

        Ho commentato questa tua frase : “”…pertanto si apprende come viene considerato il cittadino “cacciatore” ed il comparto “caccia e dintorni” in TUTTA l’Europa ed anche molto lontano dall’Europa e non si può fare a meno di rimanere quantomeno perplessi, verificando l’estrema considerazione di cui godono quegli appassionati e quel settore al di fuori dall’Italia…””
        La risposta e’ da ricercarsi in una molteplicita’ di aspetti partendo dal presupposto che la Caccia non e’ popolare perche’ non conosciuta per i motivi da me anzidetti e che non ripeto.Quindi trovano facilmente accoglimento le istanze ambientaliste / animaliste molto presenti nei media ( noi non ci siamo mai ) e mai le nostre . 
        Se poi si guarda al solo aspetto economico  i 700 milioni di euro che questa muove ( stando al ribasso sono d’accordo con te ) in realta’ li tengono in considerazione eccome . Infatti al di la di tutte le rogne che ci capitano ogni stagione , in parte per colpa nostra , per colpa di chi legifera per noi  e per l’ iperattivismo dei movimenti ambientalisti ( ma la colpa e’ loro che fanno il loro sporco mestiere o nostra che gli abbiamo lasciato ” il pallino in mano ” da sempre sull’argomento esaltando di fatto la loro figura e declassando conseguentemente la nostra ? )  la Caccia resta aperta e mai la chiuderanno ben sapendo che ogni anno i 700 milioni li facciamo , nonostante tutto e tutti , muovere ugualmente . La spina , i politici e riferendomi alla Caccia , non la staccheranno mai…Per quanto riguarda le rotture di maroni degli ambientalisti li e’ colpa e dipende solo da tutto quello che non abbiamo fatto PRIMA e da quello che faremo da adesso in poi. Se si capisce che non basta semplicisticamente attaccarsi al fatto ” pago una concessione quindi ho diritto ad esercitare la mia attivita’ ” , cosa di per se non sbagliata ma soprattutto in Italia dopo decenni di ” nostra ” inerzia insufficente dal metterci al riparo dalle ritorsioni ambientaliste , prepariamoci a subire quello che subiamo ogni anno da anni. Se invece capiamo che bisogna fare anche altro , dove per altro c’e’ anche quello scritto da me prima e da piu’ autorevoli di me in precedenti articoli ( Massimo Logi dell’ Arcicaccia e Stefano De Vita ) , allora la battaglia prima o poi la vinciamo noi. Siamo in grave ritardo…ma se si comincia con il piglio giusto e soprattutto SI COMINCIA , ce la possiamo ancora fare.  :wink:
         

        • Ezio scrive:

          Caro Springer, sempre d’accordo ma tu che mi sei sempre parso un “tipo” concreto, o sicuramente più concreto di me che do ancora  parecchia importanza alle albe ed ai tramonti :) non credi che all’estero la questione caccia/soldi sia, alla fine della fiera, la vera “attrattiva”  per chi guida il vapore in quei luoghi??

        • Springer scrive:

          Beh…anche a me piacciono albe tramonti e brughiere ( anche il fiume :-D  ) . In definitiva credo sia il motivo per cui tutti ci alziamo nel cuore della notte : per andare a goderne lo spettacolo e riempirci la mente e il cuore di queste sane emozioni . Non di certo per riempirci il frigo di selvaggina . O almeno , io non vado per quello .
          Poi tornando al binomio Caccia / ” soldi ”  potrei limitarmi a risponderti : perche’ siamo in Italia . Ma dato che mi chiedi in dettaglio quali secondo me sono le cause della differenza fra estero e Italia in tema Caccia / economia bisogna fare una distinzione fra noi e ” l’ estero ” .
          Io non conosco tutte le realta’ estere , pero’ credo che il sistema italiano sia solo italiano . Ne ha gia’ accennato egregiamente Gabriele : la Fauna in Italia e’ patrimonio indisponibile dello Stato .Quindi se lo Stato siamo noi e’ patrimonio collettivo , ma come le cose che sono di tutti in definitiva nessuno se ne sente il vero proprietario . Quindi custode- tutore - valorizzatoresfruttatore ( quest’ultimo nel senso positivo del termine ovviamente ) .
          Non e’ dei proprietari terrieri italiani che non ci prendono una lira , anzi la vedono come una scocciatura e un danno ( a cui noi dobbiamo porre rimedio praticamente , cacciandola , e economicamente , rimborsando percentualmente i danni che questa causa ) .
          Non e’ dei cacciatori che pero’ si sentono in diritto grazie al binomio : pago un’iscrizione a un ATC che compra con i miei soldi selvaggina / pago delle concessioni per esercitare la mia passione , quindi della selvaggina ne posso usufruire ( per alcuni spesso al di fuori delle regole ) . E mi riferisco in particolare alla Stanziale . Regole che puo’ piacere o meno esistono e teoricamente dovrebbero essere rispettate da tutti e non solo da quattro illusi idealisti ligi al dovere .  
          All’estero ( non conosco le modalita’ dell’andare a Caccia di tutto il Mondo ma in molte realta’ sicuramente e’ cosi’ ) e’ patrimonio del proprietario su cui la selvaggina insiste ( e grazie a lui esiste    :wink:   ) quindi di suo sicuro interesse economico perche’ da questo , selvaggina e Caccia , gli derivano entrate supplementari alla sua attivita’ . In Italia solo danni spesso mal rimborsati o rimborsati in ritardo . La differenza , e non e’ poca cosa , sta tutta li .
          Da una parte ( estero ) ci sono interessi di molteplici singoli soggetti, agricoltori ,  che assieme ai cacciatori si spendono pro caccia e cacciatori ; e gia’ questa ” santa alleanza ” non e’ poca cosa . Dall’altra ( Italia ) gli stessi soggetti la vedono e ci vedono come un danno e basta , nella migliore delle ipotesi come una gran scocciatura non derivandogli economicamente un fico secco di nulla e tutto sommato se non esistesse sia una che l’altro non gli darebbe poi cosi’ fastidio . Altro che accordo italiano cacciatori / agricoltori : cosa sentita dire da sempre ma che poi nei fatti non esiste ( e ben lo sappiamo ) .
          Poi c’e’ , dovrebbe esserci , l’ interesse delle aziende armiere italiane  : ma quale vuoi sia il loro interesse quando sai bene che il 90% delle loro vendite e’ rappresentato da quelle estere e solo il 10% provenienti dal mercato interno…?
          Rimane l’interesse dello Stato italiano nel percepire i nostri famosi 700 milioni di euro . Beh…In Italia vien da sorridere pensando a questo sapendo ai miliardi di euro che lo Stato incassa dalle migliaia di tasse e concessioni che gravano sulla collettivita’ : le entrate fiscali ammontano nel 2012 ( anno di crisi ) a 424 miliardi di euro confronto ai quali i nostri 700 milioni o anche miliardo se vogliamo stare larghi , sono poca cosa ( per me o per qualcuno piu’ avveduto dei nostri politici non lo sarebbero ovviamente ) considerando che il nostro non e’ uno Stato virtuoso attento a valorizzare quello che ha . La Fauna e’ sua quindi dovrebbe rientrare in una sua ottica di valorizzazione /  interesse / sfruttamento avveduto ma per chi ha accumulato negli anni il secondo debito pubblico al Mondo ( circa 2000 miliardi di euro ) grazie ai suoi  sperperi ,  che ha distrutto interi comparti produttivi senza porsene il problema mettendo in ginocchio l’intera economia , questo credo sia impossibile dal realizzarsi .
          Quindi tirando le somme : se il ” proprietario ” e’ uno spendaccione poco avveduto sperperatore / non valorizzatore di risorse , gli agricoltori non ci guadagnano un tubo, le Aziende italiane vendono per il 90% all’estero e non in Italia , restiamo solo noi ( assieme a pochissimi altri ) con i nostri sogni fatti di albe e tramonti che in definitiva al ” proprietario ” con le caratteristiche anzidette , interessano poco o nulla….
          Puo’ sembrare un ragionamento semplicistico il mio del tipo i conti della serva , ma credo che li ci sia un gran fondo di verita’ e risposta al tuo perche’…  :wink:

        • Ezio scrive:

          “…considerando che il nostro non e’ uno Stato virtuoso attento a valorizzare quello che ha…”
          Ecco, hai risposto eggregiamente alla mia domanda.

          E poi lo so benissimo che sei un romanticone come tutti noi ma lo faccio apposta …da sempre…. a punzecchiarti, così dai il meglio di te!!  :-D
          In bocca al lupo a te ed a tutti voi, io, questa volta, aspetterò il 23 ottobre, poi,se me lo concederanno, farò la mia apertura.
           

        • Springer scrive:

           
          La mia sara’ Domenica questa…. Non so che apertura sara’ : Previsioni del tempo non belle ( danno pioggia ma chi se ne frega  :-D ) Selvaggina poca…Cacciatori tanti ( tutti quelli che hanno gia’ fatto l’apertura del 15 e hanno un ATC a Pavia saranno , ovviamente , presenti ) …Ma comunque si va con il cuore leggero e pieni di belle speranze…  :-D
          Io ho il mio posticino selvaggio conosciuto da molti ma frequentato da pochi ( almeno Domenica credo, spero ,  solo da me ) abitato da selvatici selvatici e per le sue caratteristiche difficile da affrontare da cani e cacciatori . Ma io e la mia Springer siamo due kamikaze forgiati proprio li e pronti a qualsiasi sacrificio :-D   , quindi spero in una buona apertura in ” solitaria ” … 
          Ricambio ovviamente l’ in bocca al lupo a te e a tutti quelli che prossimamente avranno la loro apertura o andranno a Caccia…  :wink:

        • Alessandro federighi scrive:

          XEzio: dai magari recuperi pure qualche gg a gennaio……………..”cussu sonazzu  cun battazzu in ossu kerede ki sonede”………………..visto che lavoro fai ,indaga x sapere che ti ho scritto!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! :-D :-D :-D :-D …………fortissimo Springer……………a che vai domenica?????io apro con pernici e lepri sarde………….l”essenza della caccia!!!!!!!!!!!!!!!!adiosu!!!!!!!!!!!!!!!!

        • Springer scrive:

          Anatre alla mattina presto ( ma ho visto che passano anche a mattinata inoltrata ) ..poi Fagiani ( selvatici non di lancio  :wink: ) e minilepri.Poi se capita a tiro qualche Colombaccio meglio ancora… :-D
          Lepri li non ce n’e’….

        • Ezio scrive:

          Ale, è già chiaro così!! Grazie ed in bocca al lupo!!! :)

  9. Renzo scrive:

    Caro Springer, mi fa piacere che tu abbia messo in evidenza il progetto del compianto Pinotti, che anche se non partorito dalla sua mente era un progetto che sapeva di sogno. Sì, hai letto bene : sogno . Ed è la parola che per telefono una sera mi presi la briga di dirgli sommessamente , accompagnata dalla frase che lo accompagnò finche restò con noi; e me lo diceva spesso, tutte le volte che ci sentivamo via cornetta – Caro Antonio ,guarda che la medaglia di cartone non serve a  nessuno — Una frase che mi presi la libertà di lanciare lì dopo che mi confidò di sentirsi stanco di combattere contro la gomma cieca e becera. Una frase per la quale mi ringraziò finche il destino ci permise di confrontarci.
    In questo Paese dove tutto luccica di oro finto e la bistecca di un chilo di manzo di prima scelta a qualcuno costa solo due euro, mentre la maggior parte di persone ne immagina solo il sapore ; dove tutto è permesso se appari in TV; dove se solo ti permetti di sgridare il cane, non picchiare ma sgridare , sei un barbaro; dove la fanno da padrone estremismi animalisti, portati avanti per ideologie distanti anni luce dall’intelligenza comune ; dove ,appunto, se sei cacciatore o semplice simpatizzante sei dipinto ( per scopi di partito ) un assassino devastante ; dove vengono appiccati gli incendi per  impedire questa barbara attività chiamata caccia da coloro che la Natura dicono di amarla. Ebbene poco importa sognare scuole di vita e di Natura e di comportamento; basterebbe usare quella parte di cervello che si è dimenticata spenta da troppo , troppo tempo . Combattendo e aggirando con astuzia quella gomma su cui rimbalziamo senza avere risultati decenti ; risultati che salvaguardino almeno la nostra dignità di persone. Il “” per bene “” ce lo metta il lettore, perche Io Tu e GLI ALTRI sappiamo benissimo di esserlo !    :cry:

    • Springer scrive:

      Quello che per altri e’ realta’ per noi e’ un sogno.Ma se gli altri lo hanno realizzato vuol dire che non e’ poi impossibile realizzarlo questo sogno . Forse la differenza ( senza forse ) e’ che ci sono persone in altri Paesi che hanno avuto delle idee e hanno trovato la forza e la collaborazione/ comprensione da parte delle ” autorita’ ”  e all’interno della societa’ per realizzarle. Ma per arrivare a trovare comprensione e collaborazione hanno iniziato PRIMA , molto prima , a seminare in quella direzione e poi hanno raccolto i frutti di tale ” semina ” . Le nostre Associazioni che hanno seminato dal dopoguerra a oggi…? Un tubo di niente e le difficolta’ che accusiamo OGGI  sono il risultato di tanta inerzia e scarsa visione a lungo termine di quella , la caccia , che si fregiano di rappresentare …   :wink:

      • luigi da sorrento scrive:

        SPRINGER HA RAGIONE, IL PERCHE’ SI PUO’ TROVARE NEL SITO ANALOGO A QUESTO DOVE VI E’ L’ARTICOLO SULLA FEDERAZIONE DELLA CACCIA FRANCESE CHE INVITA I NON CACCIATORI AD UNA GIORNATA DI CACCIA CON PRANZO FINALE PER FAR CONOSCERE LA CACCIA…..!!!!!! (:i) (:i) (:i)

  10. gabriele scrive:

    Verissimo Springer

  11. gabriele scrive:

    Ma non solo. Guardate Duck’s unlimited negli Stati Uniti o tante altre associazioni di cacciatori stranieri. Al primo posto nel loro statuto troverai sempre la tutela dell’habitat e della biodiversità.Donazioni, contributi, lasciti esentasse che vengono utilizzati per salvaguardare aree importanti di habitat “rubandole” allo sfruttamento edilizio. Operazioni concrete, reali, che permettono di fare qualcosa di davvero utile ed essere credibili.Safari international è un’altro esempio. Uffici stampa per far conoscere questo tipo di attività e uffici legali con le palle che intervengano tutte le volte che i cacciatori vengono attaccati ingiustamente.
    Formazione.
    Maggior collaborazione con gli agricoltori e tante altre cose che devo essere fatte , devo essere rese pubbliche.
    Possibile che il Corpo forestale nella relazione annuale sugli incendi pubblichi un ringraziamento riconoscendo l’efficacia delle ronde anti incendio dei cacciatori che hanno salvato migliaia di ettari di habitat mentre nell’immaginario comune, grazie alla disinformazione, siamo noi i responsabili?
    Dobbiamo fare di più, pretendere che chi ci rappresenta sia più efficace, essere i primi a segnalare bracconaggio e comportamenti scorretti. Io condivido in pieno il ragionamento di springer e credo che un’apetto che influenza da sempre i comportamenti dei cacciatori nostrani sia l’unicità che ci distingue.
    Il fatto che in Italia gli animali siano patrimonio indisponibile dello stato.
    Questo credo sia l’aspetto che condiziona gli agricoltori che non vedono la caccia come una risorsa (e sono quelli che potrebbero davvero fare molto per l’ambiente) ed anche i cacciatori che a volte hanno comportamenti indifendibili.
     

  12. macc scrive:

    Grande Ezioo.Perchè ????, ITALIA,purtroppo è cambiato tutto,anzi ogni anno è peggio come sapete tutti.Un caloroso abbraccio è un gran salutone .

  13. Piero scrive:

    Mi complimento con Ezio che stavolta ha scelto, non a caso, il giornale della finanza ed economia ” Il Sole 24 ore ” per esprimere con garbo e con molta efficacia il nostro pensiero sulla miopia se non malafede con la quale i nostri governanti mal-trattano la materia venatoria ed il suo ampio settore di influenza economica. Se poi focalizziamo il discorso sulla Regione Piemonte siamo ormai fuori da ogni loghica di buon senso, credibilità, onestà. La mia idea è che è giunto il tempo di FARE UNO SCIOPERO DI TUTTI I CACCIATORI PIEMONTESI, solo così qualche amministratore regionale potrebbe forse darsi una svegliata ed agire tempestivamente sulla gravi carenze normative e legislative che da anni caratterizzano la nostra malgovernata Regione. Riusciremo mai a trovare fra noi cacciatori una unica unità di intenti per difendere la nostra comune passione ? Ci rendiamo conto della forza dirompente che potrebbe scatenare UNO SCIOPER DEI CACCIATORI PIEMONTESI ?  Sarebbe una novità in assoluta MONDIALE…. ed allora i nostri mal-governanti sarebbero costretti a cercarci e venire a miti consigli con le nostre esigenze sia sui tempi, modi, specie cacciabili ed anche sulle tasse che paghiamo  ( tra l’altro quest’anno il tesserino regionale è stato aumentato a 100 Eur ed in compenso abbiamo avuto due settimane in meno di caccia e con la sospensionee/o chiusura dell’attività venatoria sempre pendente come la spada di Damocle; un soffio maldestro e siamo finiti ! )
    L’assessore Sacchetto sulla caccia ha toccato veramente il fondo; non sarebbe ora che desse le dimissioni o che passasse il suo mandato ad altri più capaci e competenti ( e meno arroganti ? )

  14. Springer scrive:

    Riusciremo mai a trovare fra noi cacciatori una unica unità di intenti per difendere la nostra comune passione ?
    _________________________________________________________
    Tu che risposta daresti…?  :roll:

    • Giannirm scrive:

      Semplice, abbandonare questo sistema venatorio e trasformarci in una lobby venatoria, non starò a ripetermi, visto che l’ho scritto da oltre 10 anni su tanti siti venatori di come vedo il cacciatore futuro, visto che ormai ci conosciamo e sappiamo che la caccia per noi è svago e non impegno, bisogna delegare professionisti a lavorare per noi pagandoli profumatamente.

  15. tortoioli claudio scrive:

    Bravo Gabriele, purtroppo quello che dici è l’amara verità non ci resta che combattere fino all’ultimo respiro. Un cordiale saluto claudio Perugia

  16. Marco C scrive:

    Mi permetto di asserire che mediamente 1000 euro per esercitare la nostra passione sono un po pochini, se ognuno veramente conteggia tutti gli esborsi si renderà conto che almeno si superano i 1500 euro. Solo tra assicurazione automobilistica, rifornimenti per recarsi nei siti di caccia e licenza si superano già i 1000 euro. Aggiungo deperimento auto, cambi olio, gomme ed eventuali guasti, mantenimenti cani, costi veterinari, per chi ne ha comprare e mantenere richiami vivi (da noi in umbria per una batteria di almeno 10 richiami vivi occorrono almeno 2000 euro), cartucce, alcuni si esercitano al percorso di caccia con qualche serie di piattelli, l’abbigliamento se veramente tecnico e di qualità costa una tombola, solamente per un paio di scarponi in gorotex occorrono almeno 180 euro, e poi chi è quello che almeno ogni 10 anni non acquista un nuovo fucile senza sbarazzarsi del ferro vecchio di cui siamo affezionati? e questo fa mediamente almeno 150 euro annui ma potrebbero essere molti di più. Sono convinto che per esercitare la nostra passione mettiamo in circolo ben oltre un miliardo di euro. Non so se è un merito o un difetto ma ho una mente matematica a differenza di quella superlativa di Ezio.

    • Ezio scrive:

      Caro Marco, ti ringrazio ma credo che la mia mente sia appena appena normale e questo mi fa ancor più rabbia visto che noto “cose” che chi guida il vapore, che dovrebbe avere una mente superiore, invece non vede…o fa finta di non vedere.
      Per i “conti”, come avrai letto, mi sono tenuto basso, giusto per prudenza… ma come hai detto bene tu, credo che il movimento di denaro nel nostro settore sia molto più alto.

  17. Giovanni59 scrive:

    Perchè (????????)….domandona di facile o di difficilissima risposta a secondo del punto di vista. Molti perchè li hai ben centrati nel paragrafo…Un settore troppo spesso affossato da una politica miope, magari ignorante in materia, “furba” ed arrogante, che sottovaluta, oppure peggio, cavalca allegramente, le teorie insensate, quando non proprio paradossali, della nuova religione fondamentalista animalista o quelle di un ambientalismo nostrano, che si è dimostrato spesso autorereferenziale, sterile, non in grado di raggiunge gli obbiettivi che dice di prefiggersi, la cui azione pare, a volte, fermarsi all’affissione di tabelle con il divieto di caccia sui confini di vasti territori che non risultano poi molto diversi, o migliori, di quelli circostanti, privi di quei cartelli. 
    Ed aggiungo: ed i palii, ed i circhi, e gli allevamenti ,anche loro producono tasse x lo stato, e la sperimentazione?…anche questa vorrebbero abolire da ieri possibilmente, mentre x sostentare i canili lo stato versa più di un miliardo all’anno nelle tasche di “chi” sappiamo. Mi si dirà, ma la politica dei numeri quale è la nostra è sensibile al fatto che i “verdi” sono milioni, però vai a vedere le % che prendono quando VERAMENTE ci si conta, e noti che sono lo 0, qualcosa….ed allora ritorni alla domanda iniziale e sei più confuso di prima. 

  18. *Antonio scrive:

    Veramente interessanti le disquisizioni fatte da voi tutti, non accade molto  spesso di leggere o ascoltare argomentazioni di tale levatura. Complimenti davvero. 
    Al tempo stesso, consentitemi di farvi osservare che in tutti quelle risposte a quel “perchè?” nei nostri confronti, ne manca una: LA PERFIDIA. 
    La ragione del perchè del nostro andare a caccia è racchiusa nei meandri del cuore di ognuno di noi cacciatori.
    Springer, tra l’altro, ha detto una cosa bellissima:…” a me piacciono albe, tramonti e brughiere… non certo per riempirmi il frigorifero di selvaggina”. 
    La ragione di tanta ostinazione nei nostri confronti, non può che generarsi nell’essenza linfatica di gente spregiudicata che, attraverso il proprio impegno nei nostri confronti, è pienamente convinta di riuscire a poter nutrire la propria  “fame” di protagonismo e fanatismo, quella stessa “fame”  che li erge a paladini di quella natura che quasi sempre conoscono per sentito dire o talvolta vista in televisione.  
    Dev’essere proprio vero: non siamo tutti uguali.
    Ciacciatori si nasce, non ci si inventa e non si diventa.
    Non a caso, noi siamo cacciatori, fieri di poterlo essere…semplicemente.
     Un saluto a voi tutti dall’isola d’Ischia ed un in bocca al lupo per una buona stagione di caccia. *Cacciatore a vita.

  19. Ezio scrive:

    Cro Antonio, temo che anche la tua considerazione sia vera.
    Per mia fortuna e spero anche per chi mi sta vicino, non sono mie  la perfidia, l’invidia, la cattiveria ma più di una volta ho dovuto prendere atto che esistono.
    Spesso vengono sfogate del tutto gratuitamente verso i propri consimili.
    Triste la vita di coloro che hanno nel loro animo questi sentimenti.

  20. Renzo scrive:

    Già, ma non solo triste , anche vuota e inutile .
     

    Parla da saggio ad un ignorante ed egli dirà che hai poco senno. Euripide

  21. Argo scrive:

    Perché ? E’ la domanda esistenziale che si pone l’uomo fin dalla notte dei tempi. 
    Ci si domanda perché gli animalisti se la prendano tanto contro il cacciatore accusandolo per comodità di essere il principale responsabile del degrado ambientale che ha devastato il Belpaese. Ad una attenta analisi del sistema animalista, credo che l’unica entità che possa dare risposta scientifica, sia la divisione psichiatria del Servizio Sanitario Nazionale.
    Apparentemente, sembra che il cacciatore sia l’unico soggetto preso di mira dagli animalisti, ma non è così. Il settore della pesca, sportiva e professionale, il circo, il conciatore di pelli, l’allevatore di animali da reddito, che muove ben altre risorse economiche rispetto al cacciatore, il macellaio, il ricercatore scientifico che in laboratorio utilizza cavie per testare nuove medicine e chiunque abbia a che fare con gli animali a vario titolo, vengono presi di mira con tesi quantomeno demenziali. Gli attacchi che riversano gli animalisti a chi fa ricerca scientifica sulle cavie da laboratorio, sono da follia collettiva. Il tutto riportato senza nessun riscontro oggettivo da radio, televisione e carta imbrattata. 
    La vera domanda è: Perché i media riportano le tesi animaliste acriticamente  e senza riscontro ? Semplice, perché non devono rispondere ai loro lettori, se decidi di non comprare un giornale, vedere un canale televisivo o sentirne uno radiofonico, non c’è problema, c’è sempre la vacca dello stato che finanzia il giornalista che trova facile e comodo pubblicare quello che apparentemente fa audience. 
    Troppo bello campare di rendita.
    Caro Ezio, la battaglia del futuro, sarà eliminare il finanziamento pubblico al giornalismo da operetta. Se vali, ti compro e porti a casa la pagnotta, se non vali nulla, c’è sempre la scalinata della chiesa per chiedere l’elemosina.
    Argo.

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