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Club Le Torri: Umbria, apertura 2013

| 20 settembre 2013 | 1 Comment

club Le TorriNonostante la pessima gestione della fauna cacciabile da parte degli ATC dell’Umbria che in poco più di dieci anni hanno sperperato oltre 30 milioni di €uro, nonostante lo scellerato ricorso ad allevatici, sia da parte di sezioni cacciatori, sia da parte degli enti, ci sentiamo soddisfatti per la buona volontà e prudenza dimostrata dai cacciatori umbri sul “campo”.
È triste constatare che è mancata tanta selvaggina stanziale, è mancata la selvaggina migratoria, è mancato il territorio per la maggior parte arato e con “divieto di caccia”, è manata l’allegria di buoni carnieri e di conseguenza sono mancati gli entusiastici “in bocca al lupo”
È sacrosanto e vero che gli ATC dell’Umbria, dal 2000 ad oggi, hanno amministrato oltre 30 milioni di €uro, ma al risultato dei fatti l’autentica selvaggina/selvatica stanziale, che un tempo era massicciamente presente sul territorio umbro, è praticamente scomparsa. A conti fatti dal 1990 ad oggi, ogni anno, mancano dai carnieri dei cacciatori oltre 300.000 capi tra lepri, fagiani, pernici, starne e minilepri l’anno, nonostante la gran quantità di danaro a disposizione degli ATC, l’aumento delle tasse a carico dei cacciatori, la riduzione dei tempi venatori, la diminuzione di specie cacciabili, l’aumento dei territori sottratti dai parchi alla caccia ed altre fantastiche preclusioni.
Paradossalmente manca all’economia dell’Umbria ogni anno, un prodotto interno netto (PIN) che si aggira intorno a 9 milioni di €uro (considerando i prezzi di mercato degli stessi animali d’allevamento), a dimostrazione che la politica dell’odio ignora la migliore ricchezza spontanea e lo stesso indotto che ruota intorno alle attività venatoria e cinofila.
La politica “bambocciona”, è bene ricordarlo, ha dimenticato il valore della volontà popolare lungi dai risultati del referendum del ’90, laddove il 73,3 % degli umbri disertò le urne e ben il 40% dei votanti si manifestò favorevole alla caccia. Eppure quella Legge 968/77 oggetto del referendum, venne “archiviata” con l’approvazione in Parlamento della Legge 157/92, imponendo restrizioni e balzelli al popolo venatorio e gravi difficoltà economiche a tutte le attività del settore.
Aprendo persino scenari, vedi Legge 394/91, alla parcomania ed alla privatizzazione del territorio, che ormai anche in Umbria copre quasi il 55% del territorio agrosilvopastorale.
In sostanza dal 1990 ad oggi, i cacciatori sono passati da 70.000 a meno di 30.000 a causa delle leggi “capestro” e, purtroppo, della mancanza di selvaggina/selvatica stanziale, degli insulsi divieti di storno e fringuello, della imbecillità dei soggetti “tecnici” scelti dalla politica ad “onor” di tessera.
Il nostro Club, nonostante gli scellerati atti persecutori, continuerà a combattere per riscoprire il valore della cultura onnivora ed ancor di più, l’apporto economico in favore di tutta la società che proviene dagli animali che vivono allo stato selvatico che, è bene ricordarlo, riescono a curarsi con le essenze .

Mario Bartoccini – portavoce Club Cacciatori “Le Torri”.

CLUB CACCIATORI “LE TORRI” S. SISTO / Comunicato alla stampa –

 

 

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Category: Club le Torri, Umbria

Comments (1)

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  1. tortoioli claudio scrive:

    Caro Mario, il popolo negli ultimi 40 anni è retrocesso in tutto ed anche nella nostra amata ed irrinunciabile passione dell’arte venatoria.
    A volte rifletto, da piccolo vedevo mio padre restato orfano a 4 anni, quindi come puoi immaginare molto povero e nella sua semplicità, con tanti sacrifici è riuscito a migliorarsi e fare una casa per i sui figli.
    Oggi i ceti popolari nascono e finiscono tali e quali, se va bene riescono ad avere una casa popolare, se un marocchino non lo precede nella miseria.
    Parlano tanto di sostenere il turismo, fino a 20 anni fa una famiglia di operai andava in vacanza 2 settimane, adesso forse 3, 4 giorni di più non c’e la fa.
    Oggi tantissime famiglie pur avendo un lavoro non arrivano a fine mese, potrei continuare ancora , ma cerco di finire.
    Oggi registriamo il più grande fallimento che la storia politica Italiana ricorda.
    Questo fallimento si chiama sinistra,  il disastro completo degli ultimi 20 anni non è della destra, il suo elettorato sta bene anzi molto bene, ma ancora una volta del PD con il governo Prodi Veltroni.
    Il rapporto di cambio dalla lira all’euro, rappresenta uno dei più grandi errori della sinistra, forse, IO PENSO VOLUTAMENTE PER RIPORTARE IL POPOLO nella difficoltà, nell’incertezza, nel bisogno.
    Infatti come vediamo, la sinistra torna a vincere,  crisi, miseria e l’astensionismo li fa vincere.
    Nella caccia siamo tornati come 60 anni fa, soltanto pochi possono veramente divertirsi, senza problemi e vessazioni.
    Tutti i problemi che incontriamo vengono da sinistra, costruiti ad arte anno dopo anno, vedete come è finita con il calendario nel Lazio, bene questa è un’altra mina vagante .
    Io farei un bel movimento contro l’euro per la sovranità nazionale e il ritorno alla lira, e alla salvaguardia delle tradizioni più autentiche.
    Il 10% è assicurato due consiglieri regionali, pensaci caro Mario un fraterno e caloroso abbraccio,  e sempre un in bocca al lupo,  a te e tutti i  carissimi soci Claudio
     
     
     

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