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AIW: sul parco degli Ernici, ultimi fuochi

| 19 settembre 2013 | 4 Comments

sul parco degli Ernici: ultimi fuochi

wildernessI lettori troveranno strano quest’intervento, che risponde ad interventi di critica apparsi su Ciociaria Oggi nei giorni scorsi (17 e 18 settembre), relativi ad un precedente comunicato congiunto Zunino-Vivoli che, però, non è mai apparso sulla stampa. Misteri dell’editoria giornalistica!

Ragion per cui, essendo stato tirato in ballo, pur senza il coraggio di fare il mio nome, mi vedo costretto a chiedere la pubblicazione integrale ai sensi della legge sulla stampa (sperando che serva!), cosa che non è nella mia consuetudine. Mentre mia consuetudini e sottoscrivere con nome e cognome i miei interventi, cosa che non hanno MAI fatto i mie anonimi interlocutori, godendo peraltro di ampio spazio per le loro tesi. Forse i lettori avrebbero il piacere di sapere chi siano le persone che si nascondono dietro alle sigle apparse sulla stampa. Se non per altro, almeno per corretta informazione.

Sul proposto Parco degli Ernici tengo a ribadire (o, meglio, a ribadire) che essi non devono convincere la Wilderness o l’ATC FR1, bensì gli abitanti dei Comuni ed i loro amministratori; perché senza il loro assenso non è possibile istituire alcun Parco (sentenza della Corte Costituzionale).

In merito all’utilità di un Parco per salvare gli individui di Orso marsicano che da decenni frequentano i Monti Ernici (dacché il turismo di massa li ha scacciati dal Parco d’Abruzzo), valga il fatto che dopo i quasi cento anni del Parco d’Abruzzo gli orsi sono giunti sul baratro dell’estinzione; segno che il Parco non li ha salvati, ed anzi, forse è stato motivo della loro drastica riduzione al suo interno (dove la caccia e proibita) e del loro “addomesticamento”. Il fatto stesso che vivano soprattutto fuori dai suoi confini (dove la caccia è invece consentita e non gli ha mai arrecato alcun danno) dovrebbe fare riflettere ambientalisti e politici, anche se non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.

In quanto agli stipendi ed alle pensioni in cui si dilungano gli anonimi interlocutori, si rifletta sul fatto che quarant’anni fa nel Parco era stimata la presenza di circa 100 orsi ed il Parco era egregiamente gestito con 30 dipendenti. Oggi, grazie ai tanti dirigenti e politici che si sono indaffarati “per salvare l’orso”, i dipendenti si dice siano oltre 120 e gli orsi si e no una trentina! Da quello che essi scrivono sembra di capire che per gli Ernici si vuole un “carrozzone” che abbia questa funzione. Non si riescono a tagliare gli enti pubblici esistenti? OK, almeno non se ne costituiscano altri! Le Aree Wilderness che noi proponiamo potrebbero essere la soluzione.
Una protezione democratica e liberale gestita direttamente dai Comuni nel rispetto di tutte le forme di utilizzo delle risorse naturali rinnovabili e dei diritti degli abitanti locali; quei diritti che TUTTI i Parchi d’Italia calpestano con la scusa della difesa di un valore sociale (che però in Italia pagano solo i privati e gli abitanti locali).
Senza ignorare il fatto che quel “tesoro di valori floristici, faunistici, geologici, idrogeologici, storici e paesaggistici” di cui i miei interlocutori parlano non necessitano di un Parco per essere protetti: prova ne sono le Aree Wilderness, il massimo vincolo ambientale esistente al mondo, dove però la caccia può essere consentita. Negare questa cosa è disinformazione!

Il 30% del territorio provinciale chiuso alla caccia ai sensi della legge regionale sulla caccia (17/1995) in Provincia di Frosinone è ampiamente superato se si considerano tutte le aree protette, le Oasi, Zone di Rifugio e Zone di Ripopolamento parimenti chiuse alla caccia, ed anche i paesi e tutte le fasce urbanizzate e stradali dove anche vige il divieto di caccia, come stabilisce la legge, la quale stabilisce che si debbano conteggiare “tutte le aree ove sia comunque vietata l’attività venatoria anche per effetto di altre leggi e disposizioni”. Un calcola che ampiamente supera quel 30% di cui si è detto.

E’ vero, le “leggi ed i regolamenti” possono essere “democraticamente votati” come scrivono gli anonimi interlocutori: ciò non toglie che essi possono anche essere assolutamente illiberali, come stanno a dimostrare tutte le leggi di tutela della Natura approvate nelle più disparate dittature. Noi vogliamo anche agire “a favore del territorio degli Ernici”, ma non contro la volontà popolare dei legittimi proprietari ed abitanti di quei luoghi. Sta tutta qui la nostra diversità.

Murialdo, 19 Settembre 2013
F.to Franco Zunino
Segretario Generale dell’AIW

Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale (ONLUS) – Codice Fiscale: 90003070662 – Segreteria Generale:
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Category: Lazio, wilderness

Comments (4)

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  1. massimo scrive:

    Mi rivolgo a tutte le associazioni venatorie, e organizzazioni agricole di categoria,
    della provincia di Frosinone, sveglia !!!!!!! Facciano quadrato, tolti gli  Monti Ernici
    con il solito e inutile carrozzone dell’ennesimo parco, non ci rimane che cacciare
    nei piazzali delle industrie nella nostra cementata e inquinata provincia.

  2. Giancarlo D'Aniello scrive:

    A nome dell’AIW,  riprendendo l’invito del precedente commentatore, invito tutte le AAVV e le organizzazioni di categoria a contattare l’AIW allo scopo di elaborare una strategia che possa rendere inefficace la paventata minaccia di costituzione del Parco degli Ernic: AREE WILDERNESS al posto del PARCO. I cacciatori si stanno giocando altro territorio libero. E’ il momento di agire, Ora! 
    Avv. Giancarlo D’Aniello Coordinatore Nazionale AIW
     

  3. big hunter scrive:

    Hai pienamente ragione Giancarlo, il problema principale sono proprio le AA VV che ormai sono tornate in letargo, visto che il tesseramento ormai è fatto, forse soltanto le organizzazioni locali di categoria potrebbero smuovere qualcosa visto e considerato che hanno interessi in zona
    Valter Del Pidio

  4. Giancarlo D'Aniello scrive:

    Valter è la BASE che deve svegliarsi dal torpore di un sonno indotto da chi vuole che nullacambi! noi dell’AIW stiamo facendo la nostra parte, ora tocca anche ai cacciatori (he sono poi i diretti interessati).
    Affettuosi saluti.

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