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Sardegna: la rabbia dei cacciatori

| 18 settembre 2013 | 9 Comments

cacciatore con caneSardegna, sconcerto dopo decisione Tar sospensione calendario

Cagliari, 18 set. – (Adnkronos) – Sconcerto, delusione e rabbia tra i 48mila cacciatori sardi che stamani hanno appreso della decisione del Tar Sardegna di sospendere in via cautelare il calendario venatorio regionale dopo il ricorso delle associazioni ambientaliste, Lac (Lega abolizione caccia), Associazione vittime della caccia ed Earth. Un ricorso dello studio legale Rizzato, Bertuzzo e Tessaro di Vicenza, redatto in 20 pagine, che smonta pezzo per pezzo il calendario venatorio, contestando in primis l’assenza di un piano faunistico venatorio, non e’ stato sottoposto a valutazione di incidenza e al parere preventivo dell’Ispra, L’Istituto superiore per la ricerca ambientale.

Sto valutando l’opportunita’ di esporre una denuncia contro ignoti per capire di chi sono le responsabilita“‘, afferma il consigliere regionale Ignazio Artizzu, presidente provinciale della Federcaccia di Cagliari, perche’ giudici del Tar Sardegna, hanno accertato l’assenza del parere dell’Ispra. Sono circa 48mila i titolari di porto d’arma per la caccia che ora, dopo essersi preparati per la stagione venatoria, pagando le tasse regionali, 25 euro, piu’ le concessioni governative per circa 170 euro, l’assicurazione obbligatoria (minimo 45 euro) ora vedono svanire, a tre giorni dall’apertura generale, fissata per il 22 settembre, l’opportunita’ di poter andare a caccia.

In Sardegna i circa 40mila cacciatori (esclusi quelli che per varie ragioni non vanno a caccia) muovono un indotto di circa 10 milioni di euro a stagione. “Anche per queste ragioni la caccia rappresenta un importante segmento economico”, spiega Artizzu. L’80% delle tasse governative resta in Sardegna, piu’ quella regionale”, con un gettito di circa 7 milioni di euro che incamera la Regione sarda. “A questi si devono aggiungere i costi per l’acquisto di fucili e cartucce, l’indotto per l’abbigliamento, benzina, ristoranti, trasferte, mantenimento cani, quote di iscrizioni alle riserve autogestite.
Un movimento che “non puo’ essere trascutato”, spiega Artizzu, che ha presentato una proposta di legge, “approvata dalla Commissione ambiente, ma non ancora approdata in aula, che metterebbe a riparo il calendario venatorio da ogni ricorso”.

http://www.liberoquotidiano.it

 

 

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Category: Federcaccia, Sardegna

Comments (9)

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  1. Marco Efisio Pisnu scrive:

    Ma quali ignoti Ignazio, sappiamo bene chi sono i responsabili.
    Mep

  2. Pietro Pirredda da Arzachena (Sardegna) scrive:

    Artizzu, rappresentante provinciale della FIdC protesta per ciò che doveva essere fatto e non è stato fatto? Sono d’accordo…….ma lo stesso Artizzu è il consigliere più votato alle ultime elezioni regionali con oltre 11000 voti. Lo stesso Artizzu, ricordo per chi avesse la memoria corta, presentò un disegno di modifica della legge regionale sulla caccia prevedendo un unico atc (autc) non attuabile poichè la legge prevederebbe almeno 2 atc a provincia. Recentemente una sentenza della corte costituzionale ha evidenziato questo punto.
    Artizzu sempre nel disegno di legge prendendo in giro i cacciatori proclamava la chiusura a febbraio per la caccia ai rdi e inseriva nel suo disegno di legge l’utilizzo della munizione spezzata per la caccia ai cinghiali….. 
    Tanto altro ha promesso.
    Una cosa l’ha fatta….la legge regionale 5/2011 dove si inseriva l’utilizzo della canna rigata e inseriva l’istituto della deroga (art.19 bis) per tentare la caccia ai tordi di febbraio….
    Attualmente risulta essere un possessore di Azienda Agrituristico Venatoria (non so se questo sia vero e se sia l’unico proprietario o in coabitaxione con altri)….Lui domenica certo andrà a caccia….di selvaggina “stanziale” all’interno della AATV come da buras del 17/10/2010 in cui si inserì la parola “stanziale” nell’articolo 36 della legge 23/98…..
    Le modifiche ne essarie ed urgenti relative alla 23/98 non sono mai state nemmeno discusse – vedi art. 9 della 23/98 che da 98 prevede l’istituto regionale della fauna selvatica.

    • Pietro Pirredda da Arzachena (Sardegna) scrive:

      Insomma tale persona dovrebbe dimettersi per inadeguatezza e incapacità manifesta .
      Ma non è il solo sia chiaro……ce ne sono circa 80 che siedono in poltrone da circa 12/13 milq euro al mese e dal 1948 si occupano degli accordi politici e di non calpestarsi i piedi a vicenda……mai che pensino al popolo sardo ( parlo di tutti i settori)….
      Qualcuno gli dirà che sarebbe cortese non ricandidarsi nel 2014???

  3. Patrizio Abboni scrive:

    Amici e cacciatori sardi, sono solidale con voi. Scendete in piazza, protestate, datevi da fare, sollecitate le associazioni venatorie a MUOVERSI CONCRETAMENTE per evitare soprusi come questo e, soprattutto, CACCIATE GLI INCOMPETENTI!

    • Pietro Pirredda da Arzachena (Sardegna) scrive:

      Patrizio scendere in piazza non serve a nulla. Ci sono migliori metodi, più silenziosi ed efficaci che riescono ad arrivare lontano.
      Uno l’ho evidenziato: non votare più chi non ha prodotto nulla (per la collettività).
       

  4. Alessandro Federighi scrive:

    Pare che x il momento sia tornato tutto apposto……..aspettiamo ufficiale…….

  5. Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna) scrive:

    Ho appena letto la risposta inviata dall’ISPRA. Sarebbe stato meglio ingoiare un cactus….
    Sta di fatto che gli animalisti stanno collezionando vittorie inaspettate.
    1) Impellente l’avvio dell’IRFS (Istituto Regionale Fauna Selvatica) già previsto dall’art. 9 della Legge Regionale 23/98 (forse hanno avuto poco tempo dal 98 ad oggi per istituirlo???)
    2) Lavorare per stilare il Piano Regionale Faunistico, minimo per questo punto servono 6 mesi, quindi sarebbe meglio mettersi a lavorare da ora.
    3) Censimenti per Pernici, Lepri e Conigli;
    Tutto l’altro è conseguenziale a questi punti perchè per esempio:
    Alla Nota ISPRA relativa ai “key Concept” in loro possesso circa la Pernice Sarda si può non sottostare motivandolo!
    La Motivazione “scientifica” sarebbe dovuta arrivare dall’osservatorio Regionale (appunto IRFS) che certamente avrebbe disatteso le convinzioni dell’ISPRA circa lo stato di maturazione dei piccoli delle seconde covate a cui poi dovrebbe essere aggiunto lo studio circa l’incremento annuo a seconda delle zone; per esempio avrebbe potuto certificare:”visto lo stato di maturazione dei piccoli delle seconde covate”, constatato inoltre lo stato del piumaggio, ecc, ecc, si ritiene che la caccia a tale specie possa essere già praticata a partire dal 15 settembre.
    Insomma siamo indietro anni luce perchè se è vero che per certe altre specie si possono prendere i dati da altre Regioni, per la Pernice Sarda e Lepre Sarda, sicuramente le altre Regioni non ci possono aiutare.
    Speriamo che qualcuno capisca finalmente che ad oggi ulteriori ricorsi potrebbero fioccare in qualsiasi momento della stagione, rischiando di bloccare la caccia per mesi, visto il mancato adeguamento alla 157 e la mancanza di dati e documenti necessari (vedi PFV Regionale).
     

  6. Pietro Pirredda - Arzachena (Sardegna) scrive:

    L’ispra poi nel testo inviato alla Regione cita l’utilizzo di munizionamento di piombo nocivo sia nelle cartucce a pallini che in quelle a palla per armi a canna liscia e rigata. Per gli ungulati poi raccomanda un rapido e totale passaggio dalla munizione di piombo ad altre alternative in commercio e di facile reperibilità (cito testualmente (caratterizzate da prestazioni balistiche e costi simili a quelle tradizionali)….
    Tale processo favorirebbe poi l’uso esclusivo delle armi a canna rigata per la caccia al cinghiale, d’altra parte questa soluzione comporterebbe vantaggi anche in termini di sicurezza durante l’esercizio venatorio……. 

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