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AIW: Orso e caccia, risposta ad “orso and friends”

| 16 settembre 2013 | 2 Comments

wildernessOrso e caccia: risposta ad “orso and friends”

Scopriamo solo ora che i “soliti noti” che vogliono a tutti i costi un Parco sui Monti Ernici (difatti lo vogliono anche in contrasto alla legge 157 la quale vieta che nel Lazio altri territori siano così vincolati, avendo ampiamente superato il 30% chiuso alla caccia), sono gli “amici” dell’orso “Orso and Friends”: peccato che, però, al nostro contrario, non abbiano avuto il coraggio di firmarsi con tanto di nome e cognome; mentre noi risultiamo da loro citati addirittura nel titolo dell’articolo apparso su Ciociaria Oggi dello scorso mercoledì 11 settembre. Ma di questo siamo onorati e non già offesi; offesa è per noi il dover rispondere a persone che si rendono anonime dietro sigle più o meno fantasiose, “specialiste” nel disinformare l’opinione pubblica e nell’arrogarsi il diritto di parlare, solo loro, a favore dell’orso marsicano in quanto “amici” (ma amici di che?).
Forse per il fatto che, pur di poterlo osservare, organizzano escursioni per accompagnare gente a disturbarlo nei suoi recessi più intimi, che noi propugniamo, invece, siano assolutamente riservati all’Orso e chiusi anche a tutti (troppi!) supposti suoi amici, che si credono in diritto di farlo solo perché sono solo animalisti anticaccia, sempre, comunque e “a prescindere”. Siamo certi che tra le due categorie di uomini, gli orsi, se potessero parlare e decidere, sceglierebbero “Orso and Friends” e non già Vivoli e Zunino? La logica ci porta a pensare che sceglierebbero noi. Intanto, negli ultimi quaranta anni, non c’è un episodio accertato, uno soltanto, di abbattimento di orso riconducibile ai cacciatori, in tal caso bracconieri, in Ciociaria e, se così non è, si dica come e quando sarebbe avvenuto.
Quindi, i cacciatori ciociari hanno dimostrato concretamente di essere amici dell’orso, pur tra tante infamie a loro carico da parte degli anticaccia salottieri e “a prescindere”.
E, poi, gli orsi vogliono quiete e solitudine, specie in primavera ed in estate, quando di cacciatori in giro per le montagne non si incontrano, ma di turisti cosiddetti “amici” se ne incontrano a bizzeffe, come quelli di “Orso and friends”.
I cervi ed i caprioli sono scomparsi dai Monti Ernici e Cantari ben centinaia di anni or sono, e non certo per opera dei cacciatori sportivi. Ed oggi che stanno ritornando, saranno ben presto talmente tanti da dover richiedere l’intervento dei cacciatori per ridurne il numero, come sta avvenendo in TUTTA Italia, onde limitare i danni che essi arrecano all’agricoltura, alle foreste ed anche all’orso stesso (un esempio è palese nel vicino Parco d’Abruzzo, dove essi stanno competendo anche con l’altrettanto raro Camoscio: tesi non di Vivoli e Zunino, ma di qualificati studiosi della fauna).
Sul valore dei Parchi come iniziative di sviluppo sociale (si noti bene: una contraddizione in termini per qualsiasi area protetta!), ribadiamo che la prova dei fatti non sta nei dati diffusi dagli enti parco (parti in causa e pro domo loro) ma nell’opposizione ai Parchi da parte di TUTTE le popolazioni locali che hanno subito e stanno subendo i vincoli d’imperio: se fosse vero il contrario, come sostengono gli “amici” dell’orso, ci dovrebbe essere un sommovimento popolare a loro favore ed alla creazione di altri (come i Monti Ernici). Guarda caso, i sommovimenti ci sono, ma tutti contro i Parchi.
Dimostrino essi il contrario, ed otterranno il tanto desiderato Parco degli Ernici!
Sono sempre e solo i soggetti interessati a vario titolo che parlano bene dei Parchi e dei loro successi socio-economici: mai le popolazioni locali (!). Ricordiamo agli “amici” che anche le più ferree dittature le autorità sono sempre solerti a dimostrare e vantare il loro successo, mentre, guarda caso, il popolo soffre e briga per abbatterle!
Per fare economia con il turismo non c’è bisogno di Parchi! Basta guardare le Alpi !
Il successo popolare delle nostre idee e proposte è già dimostrato dal fatto che mentre le Aree Wilderness che proponiamo stanno sempre più aumentando, essi non riescono a convincere i Comuni a richiedere il vincolo di Parco tanto desiderato. Ci sarà pure una ragione per questo: la facciano propria, anziché mistificare i fatti cercando di far credere una verità che non esiste. Abbiano il coraggio di dire che le loro idee sono minoritarie e perdenti, e che è il loro odio contro i cittadini cacciatori, pastori ed allevatori (le loro stesse radici!) a spingerli a richiedere sempre nuovi Parchi, in fondo per ottenere solo un divieto di caccia e magari, un ben remunerato “seggiolino” per qualche loro coordinatore o ispiratore che si mantiene nell’anonimato.
In quanto alle menzogne sulle responsabilità dell’ATC FR1 per la caccia nella zona contigua del Parco, sarebbe il caso che essi si informassero meglio su leggi e regolamenti, prima di parlare, come di consueto, a vanvera, per evitare, magari, di andare direttamente a rispondere ad una querela per diffamazione. Ciò a prescindere dal fatto che la caccia al cinghiale, sia esse in battuta o con limiere, effettuata da cittadini locali o stranieri, debba considerarsi un aiuto alla sopravvivenza dell’orso, e non una minaccia (!). Meraviglia, pertanto, il fatto che anziché richiederla per salvare il maggior competitore alimentare dell’orso, essi ne richiedano il blocco o la forte limitazione: una posizione che possiamo definire schizofrenica e/o pura espressione di odio sociale verso una categoria di cittadini: i cacciatori.
Sui giochini riguardanti le inutili, se non ridicole, piantumazioni di mele di cui gli “amici” si vantano, possiamo solo dire non è di questi alberi che l’orso ha bisogno – sebbene inventariati col GPS (sai che glie ne frega all’orso!), peraltro quasi tutti là rinsecchiti e morti e, comunque, assolutamente inutili ai suoi bisogni alimentari -, bensì di pecore e campi di mais.
Dio salvi l’orso da coloro che dicono di essere suoi “friends”, visti i risultati ottenuti per anni con il loro professare bieco, ottuso e solo ideologico animalismo anticaccia; purtroppo, ahinoi, spesso ascoltato da chi era preposto alla gestione ed alla salvaguardia del plantigrade; il quale, oggi, per i loro fantasiosi vaniloqui, è già in via di estinzione (!).

Frosinone, 15 Settembre 2013

F.to Franco Zunino – Segretario Generale dell’AIW e componente Consiglio Direttivo dell’ATC FR1
F.to Dott. Edmondo Vivoli – Presidente dell’ATC FR1

 

 

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Category: Lazio, wilderness

Comments (2)

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  1. dardo scrive:

    romania 5000 euro per abbattere un orso portare via carni e pelli, mantengono i numeri sostenibili per l’ambiente e con i proventi degli abbattimenti migliorano l’ambiente, italia solo protezione e divieti, paese triste che presto insorgerà……

  2. Renzo scrive:

    In Italia ormai è presto fatto : mettere in giro la voce che si vuol “”proteggere” l’animaletto , qualunque sia la sua specie e le istituzioni avvallano ogni tuo desiderio. Non controllano nulla, non gli importa se la “”protezione”” comporta sedie su cui guadagnare lauti stipendi ; basta poi diramare qualche comunicato spocchioso sulla difesa di questo e quell’altro dalla — caccia indiscriminata — e tutto è a posto , appropriarsi di territorio dove mettere tabelle con su scritto PARCO (  e poi costruire abusivamente mostri di cemento o altre amenità ) e con sotto la fatidica scritta DIVIETO DI CACCIA ; far pagare un biglietto allo stolto turista che pare non abbia mai visto da vicino la cavalletta , fornirgli, a pagamento, il panino farcito di salsiccia e senape e poi …. della cavalletta, della marmotta, dell’orso, o della papera a nessuno frega nulla ; basta per i gestori girare tutto il giorno con SUV stracostosi e binocolo al collo ,naturalmente swarovski  :cry: :cry:

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