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Fidc Brescia denuncia l’immobilismo della politica sulle cacce tradizionali

| 14 settembre 2013 | 4 Comments

CLAMOROSA INIZIATIVA DI FIDC BRESCIA: ACQUISTATE PAGINE SUI QUOTIDIANI PER DENUNCIARE L’IMMOBILISMO DEI RAPPRESENTANTI LOCALI SULLE CACCE TRADIZIONALI

Per il secondo anno consecutivo si apre la stagione venatoria 2013/2014 senza che i 25.000 cacciatori bresciani possano esercitare la tradizionale caccia alla piccola migratoria, soprattutto peppola e fringuello, in deroga alla normativa europea”.

Comincia così la lettera aperta scritta dal presidente della Federcaccia provinciale di Brescia Marco Bruni rivolta ai consiglieri regionali bresciani, ai deputati bresciani e agli europarlamentari delle circoscrizioni orientali e occidentali in merito al problema del prelievo in deroga della peppola e del fringuello e pubblicata a piena pagina oggi, sabato 14 settembre sul “Giornale di Brescia” e “Bresciaoggi” dove ha acquistato appositamente gli spazi per rendere nota a tutti la situazione.

Segue il testo completo della lettera;

FEDERCACCIALettera aperta ai consiglieri regionali bresciani, ai deputati bresciani e agli europarlamentari delle circoscrizioni orientali ed occidentali

Egregio Amministratore,

Per il secondo anno consecutivo si apre la stagione venatoria 2013/2014 senza che i 25.000 cacciatori bresciani possano esercitare la tradizionale caccia alla piccola migratoria, soprattutto peppola e fringuello, in deroga alla normativa europea. La CEE non ha inserito quegli uccelli nell’allegato II delle specie oggetto di caccia ma allo stesso tempo prevede con la direttiva 409 del 1979, ora direttiva 2009/147/CE, che in condizioni rigidamente controllate ed in piccole quantità si possano effettuare prelievi per tutelare le cacce tradizionali.
Per anni la regione Lombardia o con delibera o con legge ha autorizzato questo tipo di prelievo venatorio ma oggi, causa della sentenza di condanna nr C-573/08 da parte della Corte di Giustizia del 15 luglio 2010 non può permettersi di emettere atti amministrativi contrari al parere della Direzione Generale Ambiente pena il rischio di pesanti sanzioni economiche.
Per questi motivi, secondo Federcaccia Brescia in modo corretto ed approfondito, dalla regione Lombardia è stata inviata alla Direzione Ambiente a Bruxelles in data 1 agosto 2013 una bozza di delibera per ottenere un parere preventivo. Nonostante si trattasse di un progetto che avrebbe imposto rigide condizioni ai cacciatori che avessero praticato il prelievo in deroga ancora una volta la Direzione Ambiente, nella persona del direttore Geoges Kremlis ha espresso parere negativo. Il 10 settembre una nuova missione ufficiale a Bruxelles da parte di una delegazione di consiglieri regionali lombardi ha portato il risultato di alcune aperture senza però risolvere le due questioni di fondo contestate da sempre e cioè la richiesta della valutazione di “metodi alternativi” alla caccia per tutelare le tradizioni venatorie e le “valide motivazioni” scientifiche per cui si chiede la deroga.
Sottolineando l’impegno e la determinazione della Regione Lombardia nel provare a trovare una soluzione legalmente e scientificamente sostenibile Federcaccia Brescia crede però che vada rivisto il testo ed il senso della direttiva europea. Solo in questo modo Regione Lombardia avrà maggiori e concrete possibilità di costruire atti concreti e giuridicamente ineccepibili.
Il Parlamento Europeo deve promuovere un aggiornamento delle leggi europee in materia di caccia per tutelare e salvaguardare le nostre cacce tradizionali.
Devono essere tutelati la passione e l’impegno di chi oggi, i cacciatori e solo i cacciatori, conservano dall’abbandono e dall’incuria migliaia di angoli di terra bresciana e lombarda con i propri capanni. Va tutelato l’aspetto socio culturale della pratica venatoria senza dimenticarne il peso economico.
Gli eurodeputati italiani, 35 eletti in Italia nelle sole circoscrizioni del nord devono promuovere questa azione politica se intendono rappresentare a Bruxelles i loro territori. Ma fino ad oggi su questa materia non è stato fatto nulla di concreto che abbia portato ad un progetto di modifica delle leggi comunitarie. Non ci risulta che, ad eccezione di qualche interrogazione, pur importante, sia stato presentato nessun progetto in merito. Nel 2015 è previsto l’aggiornamento degli elenchi specie cacciabili e non, ma ci risulta che su questo argomento sia calma piatta!

Vogliono gli onorevoli eurodeputati impegnarsi fattivamente? Vogliono mettere in condizione le Regioni, Lombardia e Veneto in testa di poter effettuare atti legittimi a sostegno delle cacce tradizionali, patrimonio culturale della nostra terra?

In attesa delle elezioni europee che si terranno l’anno prossimo, per le quali si esprime il voto di preferenza, restiamo in attesa di atti concreti.

La Corte di Giustizia lamenta poi che lo Stato Italiano ha una legislazione carente sulla materia. Il 31 luglio è stata approvata la legge Comunitaria “Disposizioni per l’adempimento degli obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione Europea”. All’articolo 26 è stato modificato l’articolo 19 bis della legge nazionale sulla caccia che regola l’esercizio delle deroghe previsto dalla normativa europea. A dicembre 2012 era stato presentato un progetto di modifica dal presidente della Provincia di Brescia on. Daniele Molgora, corretto e moderno nei contenuti, nemmeno preso in considerazione. Sono stati poi presentati in aula due soli emendamenti migliorativi del testo originario a firma del gruppo Lega Nord con l’obiettivo di ottemperare alle richieste della Comunità Europea, ma su 400 votanti solamente 23 hanno votato a favore e 377 hanno votato contro. Su 16 deputati bresciani, solamente uno, Stefano Borghesi della lega Nord ha votato a favore degli emendamenti migliorativi, tutti gli altri hanno votato contro o si sono astenuti. Ad eccezione dell’on. Guido Galperti assente perché convalescente per un importante intervento chirurgico, crediamo che nessuna assenza sia giustificabile!

Questo comunque l’esito del voto dei deputati bresciani:
Alberti Ferdinando M5stelle ASTENUTO
Basilio Tatiana M5stelle ASTENUTO
Bazoli Alfredo PD CONTRARIO
Berlinghieri Marina PD CONTRARIO
Borghesi Stefano Lega Nord FAVOREVOLE
Caparini Davide Lega Nord IN MISSIONE
Cominardi Claudio M5Stelle ASTENUTO
Cominelli Miriam PD CONTRARIO
Galperti Guido PD ASSENTE
Gelmini Mariastella PDL ASSENTE
Gitti Gregorio Scelta Civica CONTRARIO
Lacquaniti Luigi SEL CONTRARIO
Romele Giuseppe PDL ASSENTE
Sberna Mario Scelta Civica CONTRARIO
Sorial Girgis Giorgio M5Stelle ASTENUTO

Il risultato del voto parlamentare è che l’unico interlocutore autorizzato a stabilire la piccola quantità delle specie prelevabili in regime di deroga è l’Istituto Superiore per la protezione e la Ricerca Ambientale (ex Infs ora Ispra). E’ bene ricordare che l’ultima volta che l’allora Infs fornì tale dato risale al lontano 2005: da allora più nulla. L’ emendamento “bresciano” bocciato dal Parlamento prospettava la possibilità, davanti ad un nuovo silenzio dell’Ispra, di ricavare il dato della piccola quantità dalla lettura scientifica internazionale che con cadenza decennale valuta consistenza e salute delle popolazioni delle specie migratorie.
Come se non bastasse il nuovo testo dell’art.19 bis cancella anche qualsiasi ruolo degli osservatori faunistici regionali che invece avrebbero potuto costituire un valido supporto all’Ispra.

Questi deputati non hanno preso in considerazione le esigenze di 25.000 cacciatori bresciani!

Federcaccia Brescia, in difesa di tutti i cacciatori bresciani ha voluto pubblicare questa lettera aperta a tutti gli amministratori bresciani e agli eurodeputati eletti nelle circoscrizioni del Nord. Tra un mese chiederemo, sempre sulle pagine dei quotidiani della nostra provincia, cosa è stato fatto sulla materia caccia dagli onorevoli eurodeputati. In questo modo tutti i cittadini saranno portati a conoscenza di chi difende il mondo venatorio e le tradizioni bresciane.

Il Presidente Provinciale
Marco Bruni

Brescia, 14 settembre 2013

 

 

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COME RICEVIAMO E COSI’ PUBBLICHIAMO

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Category: Federcaccia, Fringuello, Lombardia

Comments (4)

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  1. lugheri' scrive:

    Guarneri aveva gia’ chiarito la situazione. La fusione con l’Associazione Nazionale Uccellatori e Uccellinai invece????????????????

  2. tortoioli claudio scrive:

    Bravissimo Presidente Bruni, io sono un liberocacciatore ma devo dirti veramente complimenti per la determinazione e il preciso richiamo verso la politica.
    Claudio Tortoioli ASSOCIAZIONE AMBIENTALE E VENATORIA NATA LIBERA PERUGIA 

  3. Cacciatore indignato scrive:

    (:-p) (:-p) (:-p) (:-p) (:-p) :roll: :roll:

  4. peppol@ scrive:

    i buoi sono scappati dalla stalla anni fa

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