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Piemonte: il Tar accoglie il ricorso degli animalisti

| 13 settembre 2013 | 10 Comments

TarOrdinanza del Tar
In Piemonte sospesa la caccia

Accolto il ricorso di Lac e Pro Natura per mancanza del Piano faunistico venatorio regionale; mancata effettuazione della valutazione d’incidenza ambientale; difetto di motivazione a superamento dei rilievi espressi dall’Ispra per la protezione di numerose specie

Con Ordinanza depositata in data odierna, il Tar del Piemonte ha accolto tutti i rilievi avanzati dalle associazioni Lac (Lega per l’Abolizione della Caccia) e Pro Natura ed ha sospeso il calendario venatorio 2013-2014 nonché tutti gli atti ad esso collegati.
Tra questi anche i provvedimenti riguardanti la caccia di selezione agli ungulati, la caccia della tipica fauna alpina, i criteri di ammissione dei cacciatori, i periodi di prelievo alle specie migratrici.
Da oggi, dunque, la caccia è ferma in tutto il Piemonte e tutti i fucili dovranno restare appesi al chiodo.
L’apertura generale prevista per il 29 settembre 2013 è cancellata.
«I cacciatori piemontesi sono invitati a sostituire il permesso di caccia con il tesserino dei funghi» ha commentato qualcuno.
Queste, secondo il comunicato della Lac, le motivazioni all’origine del ricorso che sono state tutte accolte dai Giudici:
- mancanza del Piano faunistico venatorio regionale;
- mancata effettuazione della valutazione d’incidenza ambientale;
- difetto di motivazione a superamento dei rilievi espressi dall’Ispra per la protezione di numerose specie.

«La mancanza della legge regionale abrogata lo scorso anno al solo scopo di impedire il referendum regionale ha sicuramente giocato un ruolo determinante», ha dichiarato il Presidente della Sezione Piemonte della Lac Roberto Piana secondo il quale la Regione avrebbe peccato di incapacità, superficialità e mancanza di rispetto delle regole poste a tutela della fauna selvatica.
In altri termini, dito puntato contro la gestione regionale dell’attività venatoria, ovvero i provvedimenti dell’Assessorato al ramo diretto da Sacchetto. La Lac lo vorrebbe licenziare, mentre la Regione è invitata a ripensare a tutta la politica di tutela della fauna selvatica.
Intanto, domani alle 15, in Piazza Indipendenza a Firenze manifestazione nazionale contro la caccia, promossa dalla Lac.

Tratto da http://vglobale.it

Allegato: Sentenza del Tar

 

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Category: Piemonte

Comments (10)

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  1. Springer scrive:

    “”….ed ha sospeso il calendario venatorio 2013-2014 nonché tutti gli atti ad esso collegati…””
    ________________________________________________________________
    Ale’…  :(

  2. Ghibli scrive:

    sarebbe ora che i tecnici che hanno redatto il calendario venatorio vengano licenziati dal presidente regionale
    mi sa che a redigere tali atti siano tecnici animalisti ed ambientalisti  che fanno apposta a scrivere le norme in maniera da poterle far contestare :twisted:

  3. claudio ge scrive:

    Dato che si sapeva non avrebbero dovuto aumentare il tesserino e prendere i liguri (ovvero i loro soldi) già da gennaio… Caccia programmata :mrgreen: :mrgreen:

  4. Giovanni59 scrive:

    …adesso tocca alla Sardegna… :(

  5. lucas scrive:

    Non si può più andare a caccia in queste condizioni.

  6. Marcello Lentini scrive:

    Alla luce di quanto sta accadendo, non abbiamo ancora capito che gli animalari per queste azioni sono preparati, e noi? noi NO!. Vogliamo capirlo che anche per la stesura di un calendario dobbiamo prevedere tutte le azioni contrari come quando un analista informatico mette giù un flow chart dove tutte le azioni contrari hanno una soluzione logica. Ma per avere una preparazioni simile le persone che stillano il calendario dovrebbero frequentare dei corsi tipo “Metodologia per la progettazione di un sistema informatico”, senza una preparazione simile saremo sempre in balia degli animalari e del tar.
    Pace e bene. :wink:

  7. Dacks scrive:

    :(
    :evil:
    :evil:
    :evil:
    E’ diventato impossibile andare a caccia, qui i signori ambientalisti hanno a che fare, come dice giustamente Marcello, con delle persone poco preparate. La Regione ha nuovamente sbagliato porgendo il fianco agli animalari. Ridicolo oltretutto hanno anche l’aumento della tassa regionale. Anche noi cacciatori con le nostre associazioni non siamo capaci, a differenza degli animalari, di farci sentire. Loro domenica hanno indetto una manifestazione in piazza a Torino e  noi cosa?????????????? 

  8. tonyhunter80 scrive:

    e mi lamentavo della puglia? abbiamo un legislatore d’oro, rispetto al vostro.. poi ho letto il calendario.. credo sia il più restrittivo d’italia… ma a quando una legge nazionale che vieti queste differenze tra le varie regioni e che renda gli italiani tutti figli di una stessa legge? non so se sia possibile stravolgere in un calendario venatorio quello che la 157 sancisce… ma come mai non viene rispettato un solo punto per le parti a favore del cacciatore( dicasi giornate a scelta  per esempio), mentre non viene toccato un solo punto per la parte che ci penalizza? ( esempio depenalizzazione di alcuni reati) ammazzare un fagiano in periodo di divieto vuol dire essere paragonato ad un rapitore? ma in che paese viviamo….

  9. valentino carbone scrive:

    colleghi piemontesi attuate la protesta delle polizze private(come stiamo facendo noi in campania)perchè la colpa e anche delle aa.vv riconosciute,organizzatevi sul web e territorio parlando con chi non ha internet e sta su fb,questo e rivolto anche alle altre regioni che ci sono problemi gravi……liberiamocene di alcuni personaggi che hanno distrutto la caccia……

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