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presa di posizione di Veneziano su Rai, incendi dolosi e caccia

| 11 settembre 2013 | 15 Comments

Arci caccia: incendi dolosi per favorire la caccia? I dati del corpo forestale dello stato smentiscono la Rai.

Il Presidente Nazionale dell’Arci Caccia, Osvaldo Veneziano, scrive al Direttore Generale della Rai ed al Presidente della Commissione Parlamentare per l’Indirizzo Generale e la Vigilanza dei Servizi Radiotelevisivi

Veneziano Osvaldo“Come purtroppo accade puntualmente in concomitanza con l’apertura della nuova stagione venatoria, anche quest’anno non ho potuto che notare con estremo rammarico come il messaggio che si vorrebbe far passare a tutti i costi, addirittura mediante l’ausilio dei mass media nazionali, è che invero la categoria dei cacciatori sia da intendersi come una rappresentanza di “delinquenti legalizzati”, la cui condotta non solo, a dire di alcuni, andrebbe equiparata a quella di comuni bracconieri o di sadici “stragisti”, ma addirittura a quella di spietati ed abili speculatori disposti persino a bruciare interi ettari di bosco per interessi economici legati all’attività venatoria.

Tralasciando di commentare in questa sede tutta quella moltitudine di articoli e di servizi giornalistici nei quali viene data voce solamente alle associazioni contrarie alla caccia (senza peraltro mai intervistare anche un solo cacciatore!) e non si hanno neppure remore nel riportare dichiarazioni dal contenuto al limite della diffamazione, ciò che invece voglio oggi contestare vivamente nella mia qualità di Presidente Nazionale dell’Arci Caccia, è quanto riportato dalla giornalista della RAI, Lidia Scognamiglio, nel corso del servizio andato in onda alle ore 20:51 durante il TG2 del 21/08/2013, atteso che la palese disinformazione in esso contenuta è stata divulgata mediante l’utilizzo di un servizio pubblico che, proprio in quanto tale, dovrebbe invece garantire la sola divulgazione di notizie di pubblico interesse e soprattutto di informazioni doverosamente accertate in precedenza.

Faccio riferimento, più in particolare, a quella parte del servizio giornalistico nella quale la stessa giornalista, commentando l’avvenuto arresto di un presunto piromane nel territorio della provincia di Isernia, ha dichiarato che “solo in cinque casi su cento dietro un caso del genere si nasconde infatti una vera patologia….le cause sono spesso legate invece ad interessi economici come l’utilizzo alternativo di quel terreno per l’edilizia, il pascolo, la caccia…”.

Ebbene, premesso che a tutt’oggi rimane ancora ignota la fonte presso cui si sarebbe servita la dott.ssa Scognamiglio per acquisire informazioni circa gli incendi dolosi ed i relativi dati statistici citati nel proprio servizio, una siffatta notizia, proprio in quanto manifestamente infondata, non solo rende evidente ancora una volta l’inefficienza di quegli uffici che, nell’ambito dell’informazione pubblica, dovrebbero invece adempiere doverosamente il loro compito di garanzia e di tutela riguardo la genuinità delle notizie divulgate, ma ancor di più l’abuso che, di un servizio pubblico come quello della RAI, viene troppo spesso perpetrato per interessi personali che nulla hanno a che vedere con quelli pubblici, e, come in questo caso, a danno di una categoria di onesti cittadini come quella dei cacciatori.

Se prendiamo in esame il contenuto del servizio giornalistico, è evidente infatti il taglio indubbiamente strumentale e denigratorio nei confronti dell’attività venatoria, che la giornalista Lidia Scognamiglio ha voluto dare al proprio operato nella parte in cui ha inteso evidenziare tra le prime cause che spingono i piromani ad appiccare gli incendi, anche quella di presunti interessi economici legati alla caccia.

Premesso che resta estremamente difficile comprendere in che modo un incendio doloso potrebbe anche solo lontanamente favorire economicamente la caccia, atteso che non solo un disastro di tale portata arrecherebbe ingenti danni anche alla fauna selvatica e quindi alla stessa attività venatoria, ma ai sensi dell’art. 10 della Legge–Quadro in materia di incendi boschivi (L. n. 353/2000) la caccia è comunque vietata per dieci anni proprio su quelle aree che siano state interessate da un incendio, ad ogni modo i dati raccolti dal Corpo Forestale dello Stato a partire dall’anno 2000 e sino a tutto il 2011 relativamente agli incendi boschivi, smentiscono categoricamente quanto affermato dalla summenzionata giornalista.

Basta prendere in esame, infatti, le informazioni dettagliatamente riportate all’interno dell’ultimo elaborato redatto nell’anno 2011 ad opera proprio del Corpo Forestale dello Stato, per avere assoluta contezza del fatto che ben altre sono invero le cause che spingono i piromani ad appiccare gli incendi.

Secondo l’indagine statistica illustrata all’interno del suddetto elaborato, risulta infatti che nell’intero periodo che va dall’anno 2000 all’anno 2011 sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria solo 10 persone per incendi boschivi causati da fatti presuntamene riconducibili a questioni di caccia e di bracconaggio, così come nello stesso arco temporale sono stati effettuati solo 3 arresti per presunte questioni legate al bracconaggio o disputa sui territori di caccia, mentre né alcuna denuncia né tanto meno alcun arresto è stato operato nell’anno 2011 per questioni riconducibili in qualche modo alla caccia.

Di contro, dall’esame dei medesimi dati informativi, risulta invece che nello stesso periodo temporale, su un totale di 149 arresti, 44 hanno riguardato questioni legate a fenomeni di disagio personale, emotivo e sociale, e ben 12 hanno interessato addetti alle attività di spegnimento per l’ottenimento di vantaggi diretti o per accrescere il proprio ruolo.

Ebbene, considerato che il servizio giornalistico andato in onda nel corso dell’edizione serale del TG2 del 21/08/2013 riguardava per l’appunto l’arresto di un ausiliario del servizio anti incendi colto nel fatto di lanciare un innesco incendiario, è lecito chiedersi come mai questa zelante giornalista abbia voluto forzatamente sottolineare una presunta ed irreale connessione tra gli incendi dolosi e l’attività venatoria, anziché soffermarsi su tutta quella cospicua casistica di atti di piromania risultati essere stati commessi proprio da ausiliari del servizio anti incendi.

E ciò nonostante il fatto che gli stessi dati statistici raccolti dal Corpo Forestale dello Stato abbiano invero evidenziato come nell’arco di undici anni gli incendi commessi per cause legate proprio a questa categoria di soggetti (gli ausiliari del servizio anti incendi, per l’appunto) siano risultati essere ben quattro volte superiori a quelli causati da fatti riconducibili a questioni di caccia e bracconaggio.

Evidentemente, però, quello che interessava al momento, con l’imminente sopraggiungere di una nuova stagione venatoria, era la volontà di “confezionare” un servizio giornalistico che riportando dati ed informazioni del tutto errate, divulgasse il “messaggio” neanche troppo subliminale che “caccia” è sinonimo di “crimine”.

Alla luce di ciò non posso esimermi dal denunciare a chi di dovere questo ennesimo episodio di “mala informazione” e di “strumentalizzazione” del servizio pubblico per fini ed interessi personali, atteso che con la messa in onda del servizio giornalistico oggi contestato si sono divulgate informazioni assolutamente inveritiere ed infondate, le quali non hanno fatto altro che contribuire a quell’attività calunniosa e denigratoria che ormai da anni imperversa ingiustamente a danno della caccia e di tutti coloro che la praticano.

Per tali motivi, non volendo più soprassedere a fatti di tal genere, nella mia qualità di Presidente Nazionale dell’Arci Caccia, oltre che di onesto cacciatore, diffido la RAI dal diffondere ancora notizie false e tendenziose nei confronti della categoria che rappresento e della quale faccio orgogliosamente parte, facendo presente di aver comunque dato espresso mandato ai miei legali di fiducia, Avv. Alessandro Ippoliti e Avv. Antonello Meuti, affinché valutino l’opportunità di procedere anche per le vie legali”.

Roma, 11 settembre 2013

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ARCI CACCIA NAZIONALE
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Category: Arcicaccia, Generale

Comments (15)

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  1. Peter scrive:

    Anche se non ho la tessera dell’Arci, questa volta l’Osvaldone nazionale si è incazzato, quantdo è troppo è troppo davvero.

  2. Carmine Sanzari Coordinatore Provinciale SVI (BN) scrive:

    Bene, Come ha fatto Lo SVI immediatamente. Digitare il link di cui innanzi
    http://www.sindacatovenatorioitaliano.com/?p=820

  3. Renzo scrive:

    E’ altrettanto bene metterci in testa che se offesi gratuitamente con parole o epiteti che ormai vanno di moda , basta chiamare un avvocato qualsiasi e sporgere querela . Se si è apostrofati, magari in pubblico, es. un bar mentre si fa colazione , anche sommessamente da terzi,e l’offesa ci riguarda  personalmente , non dobbiamo avere remore . Si denuncia e basta …. poi vedremo come andrà a finire  :twisted:

  4. Renzo scrive:

    Aggiungo : non ditemi che non vi è mai capitato, anche fosse il vicino di casa … ha chiuso !  Si riaprirà davanti al giudice .  :evil: :evil: :evil:

  5. Springer scrive:

    E bhe’ era ora….Bisogna rispondere duramente a queste campagne di disinformazione di massa….

  6. Springer scrive:

    “”risulta invece che nello stesso periodo temporale, su un totale di 149 arresti, 44 hanno riguardato questioni legate a fenomeni di disagio personale, emotivo e sociale, e ben 12 hanno interessato addetti alle attività di spegnimento …””
    ____________________________________________________________
    44 + 12 =  56
    Ne mancano all’appello 93 . Sarebbe interessante sapere a che categorie appartengono…
    Magari ai frequentatori ” verdi ” che accendono un fuocherello per il picnic in mezzo alla natura che tanto amano e tanto proteggono dalle brame dei cacciatori cattivi… :wink:

    • Renzo scrive:

      Guarda, all’appello dei 93 puoi togliere DUE accertati accenditori anticaccia  che hanno dato fuoco ad un monte perche lì si trovavano palchi per colombi .Non voglio pensare che gli altri 91 ci siano di mezzo loro, sarebbe troppo … anche se nulla è impossibile  oww oww oww oww

      • Springer scrive:

        Il ” grande vecchio ” diceva : A pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina…e a ben pensarci riguardo al parallelo incendi boschivi = cacciatori non e’ poi cosi’ astruso pensar male anche ( non solo ma anche ) di loro… :wink:

      • claudio ge scrive:

        ti riferivi a Pegli qualche anno fà vero? i BASTARDI non ne hanno parlato anche se sono morti 2 cavalli e ancora un pò un Cristiano ci lascia la ghirba…
        I giornalisti, insieme ai politici sono la vera causa della rovina dell’itaglia
        Grazie osvaldo
        P.S. domani vedo Corradi ciao oww oww oww

  7. laser scrive:

    EVVIVA!!!! qualcuno finalmente si è svegliatooooo…
    Attendiamo gli altri e soprattutto i risultati.
    Grazie.

  8. Ciro scrive:

    Ma perché invece di fare questi comunicati sul web non si cerca un intervista da mandare sul tg nazionale o magari al tg5 per schiarire un po le menti della gente comune? Io penso che qui a leggere sono per la maggior parte cacciatori……quindi

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