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Coldiretti- federparchi: accellerare riforma aree protette

| 11 settembre 2013 | 8 Comments

naturaColdiretti- federparchi, “accelera” la riforma delle aree protette

Con il 10 per cento del Paese che ricade in aree protette è urgente procedere alla riforma dei Parchi, coniugando le esigenze di tutela dell’ambiente con la possibilità di garantire un adeguato sviluppo economico grazie alle 871 zone naturali oggi censite. E’ quanto affermano Coldiretti e Federparchi nel commentare positivamente la scelta del Governo di accelerare l’iter della legge di riforma sulle aree naturali protette, recuperando il disegno di legge presentato nella passata legislatura dal Senatore D’Alì e approvato all’unanimità dalla Commissione Ambiente del Senato.

Lo scioglimento anticipato delle camere aveva bloccato la prosecuzione del percorso. Iter che riprenderà dopodomani, mercoledì 11 settembre, in Senato, dove verrà votata la procedura d’urgenza per la riforma della legge 394/1991. La modifica della Legge quadro sulle aree naturali protette, a vent’anni dalla sua approvazione – sottolineano Coldiretti e Federparchi – è importante in particolare per quanto riguarda il riconoscimento del ruolo degli agricoltori nei consigli di amministrazione dei parchi, a testimonianza di un ruolo ormai maturo dell’agricoltura per il presidio territoriale e la valorizzazione della biodiversità e la decisione di accelerarne l’iter ha solo connotati positivi. In questo periodo di enorme difficoltà per il Paese e per la politica – continuano Coldiretti e Federparchi -, si decide infatti di dare priorità a un passaggio legislativo che per i parchi è un autentico spartiacque.

Ciò consentirà un’ulteriore approfondita valutazione sull’attuale stesura sia in Senato sia alla Camera, dando la possibilità di portare ulteriori contributi al testo della legge. I parchi e le aree protette rappresentando oggi una risorsa importante per il Paese, a cominciare dalle opportunità che offre a livello turistico. Secondo un’analisi Coldiretti su dati Ecotour, nel 2012 il turismo naturale ha fatto segnare un record di 101 milioni 799 mila presenze in parchi e aree protette nel 2012, in aumento del 2 per cento, per un fatturato vicino agli 11 miliardi di euro.

http://www.ladeadellacaccia.it

 

 

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Category: Curiosità

Comments (8)

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  1. Pietro Pirredda da Arzachena (Sardegna) scrive:

    I parchi in Italia non servirebbero. L’Italia Stessa è già di per se un parco e la legge 341/91 naqque per impedire ai cacciatori di entrarvi e addirittura di detenere legittimamente armi in abitazioni ricadenti in tali territori.
    I parchi in fine nascono per percepire danari da dividere con chi i parchi li amministra (gli inventori dello zucchero a quadretti)! A questa voce ora, con la modifica di tale legge verrà inserita la categoria degli agricoltori……..Intanto nei parchi, spesso vi sono più specie opportunistiche di altri luoghi dove icacciatori fanno il proprio dovere.

  2. Springer scrive:

    Ma gli agricoltori sono nostri ” amici ” quindi poi faranno entrare anche noi…
    O no…?  :mrgreen:

  3. Giacomo scrive:

    Secondo un’analisi Coldiretti su dati Ecotour, nel 2012 il turismo naturale ha fatto segnare un record di 101 milioni 799 mila presenze in parchi e aree protette nel 2012, in aumento del 2 per cento, per un fatturato vicino agli 11 miliardi di euro.

    Per dindirindina quanti soldi entrano con il turismo ambientale mi piacerebbe sapere chi sono questi dell’Ecotur che hanno riscontrato questi dati e come li hanno accertati. Io comunque direi di accertare anche la spese di tutte le aree protette che teniamo in Italia in special modo quelle che a occhio di esperto ambientalista come i cacciatori, non sembra che proteggono qualcosa ma può darsi anche che sbaglio. Se riformate questa legge io credo che bisognerebbe tagliare quella parte ove ci sono divieti che non esistono ne in cielo ne in terra. In particolare l’estensione stessa dei parchi, riperimetrando quei luoghi escludendoli, ove da proteggere non c’è proprio niente ne per la fauna ne per la flora, anzi se si tratta di fauna questa ( come i cinghiali, caprioli e ungulati vari )  si sta riproducendo in modo eccessivo tanto da essere causa in primis di danni all’agricoltura facendo piangere gli stessi agricoltori e
    che poi si devono risarcire anche con i soldi dei cittadini che di tasse già ne paghiamo
     fin troppe, facendo piangere anche noi.  In secondo luogo ma non per importanza ci sarebbero le aree contigue : già in Piemonte se non sbaglio si stanno muovendo da qualche giorno in questa direzione e spero che lo si capisca e si riformi questa parte della 394 ove prevede che le aree contigue per la caccia sono riservate ai soli residenti e non si capisce il perche. Tanto per fare un esempio l’area contigua del parco del Cilento citato come ATC 2, prevede per questa annata di caccia secondo la valutazione di incidenza ( VI ) l’ammissione in detta area di ben 9000 mila cacciatori residenti, sapete quanti sono gli iscritti ? Sono circa 3563 dati riscontrabili dal sito CampaniaCaccia. Ora, se la matematica non è un’opinione ci sarebbe spazio per fare accedere circa 6000 mila cacciatori non residenti in queste aree. E allora io mi domando e dico : perché questi residenti devono avere tanto spazio a disposizione mentre gli altri dell’ATC SA 1 non hanno più territorio cacciabile ? Lo dico solo per far rendere conto ave fosse utile a chi dovrà modificare URGENTEMENTE questa legge sui parchi in modo che possa meditare sul vecchio per fare un nuovo più equilibrato. Salòutiamo

  4. Giacomo scrive:

    Chiedo venia volevo dire,  Salutiamo  :-D   :wink: 

  5. laser scrive:

    Bella la vita, socializzare i costi e privatizzare i guadagni.
    Evviva gli  prenditori agricoli, dopo gli ambientalisti con loro nei parchi siamo appostoooooo…..

  6. ennio scrive:

    bravo laser…io mi domando …ma questi dati snoccialati in questo post sono  noti alle Agenzia delle entrate???…risultano dalle dichiarazioni dei  redditi?????…. pongo queste domande perchè  io ero a conoscenza di ben altri dati…..che forse non tutti i cittadini conoscono ..anzi direi pochi.Ad esempio nelle Marche per circa 27/28 mila ettari di aree protette  dal ’95 ad oggi sono stati elargiti circa 68 000 000 di euro ( sessantotto milioni di euro !!!)….questi dati i  cittadini li conoscono?? mi riferisco  a tutti coloro che pagano le tasse.Stiamonece certi che se la Coldiretti spinge per entrare ..significa che c’è da pappare.

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