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Anuu: apertura stagione venatoria 2013-2014

| 10 settembre 2013 | 4 Comments

ANUULA NOSTRA FORZA VERDE AL VOSTRO SERVIZIO

Le collettività locali, gli Ambiti Territoriali e i Comprensori Alpini di Caccia, le Aziende faunistico-venatorie sono fra gli attori chiave nelle grandi sfide ambientali, tra le quali figura la tutela della biodiversità. Infatti, la percentuale di gran lunga maggiore del territorio agro-silvo-pastorale nazionale – cioè del territorio non urbanizzato, quindi dai caratteri più o meno accentuati di naturalità – viene gestito in regime cosiddetto di “caccia programmata”, cui si aggiunge quello compreso all’interno degli istituti privati di caccia.
Nel quotidiano, la buona applicazione della rete Natura 2000 con i singoli piani di gestione, la sostenibilità del prelievo venatorio con la corretta conduzione del territorio rurale e i miglioramenti e recuperi ambientali, la sostenibilità delle pratiche agro-silvo-pastorali attraverso gli interventi agro-ambientali, la gestione delle specie animali invasive e opportuniste che arrecano danni alle colture e possono comportare rischi di ordine igienico-sanitario, la collaborazione con le Province, le giornate del Verde Pulito nei boschi e sulle sponde dei corsi d’acqua, sono tutte attività di impegno diretto.
Queste realtà, testimonianze dell’attaccamento dei cacciatori ai loro territori, derivano certamente da un impegno di volontariato al servizio delle comunità, ma sono anche risultato delle competenze affidate dal legislatore alle associazioni venatorie. In tal modo, le associazioni dei cacciatori, insieme a quelle degli agricoltori, mettono le proprie conoscenze e capacità a disposizione degli organismi pubblici.
Per valorizzare ancor più questo importante patrimonio di esperienze e di lavoro concreto, l’ANUUMigratoristi ha realizzato questo documento divulgativo destinato a tutti gli operatori dell’informazione, nonché ai Sindaci e ai rappresentanti delle collettività locali affinché si sappia ciò che viene fatto dai cacciatori, a beneficio non soltanto di essi stessi, ma dell’intera società.

L’ANUUMIGRATORISTI

L’ANUUMigratoristi sin dal 1958 assicura la promozione e la difesa della caccia e dei cacciatori presso le autorità. Essa si rapporta con i propri livelli territoriali (regionali e provinciali) e coinvolge nelle proprie attività le associazioni agricole. Aderisce alla FACE Italia che ha il proprio corrispettivo europeo nella FACE di Bruxelles, presso la quale siedono i responsabili delle Associazioni venatorie di tutti i Paesi membri dell’UE.

ANUUMigratoristi opera in particolare nei seguenti settori:

 pareri e contributi su regolamentazioni e legislazione;
 elaborazione di dossier tecnico-scientifici regionali, nazionali ed europei;
 attività nel settore della comunicazione;
 attività di gestione ambientale e territoriale col mondo agricolo;
 relazioni istituzionali con il Governo, il Parlamento, il MIPAF, le Regioni e le Province.

La caccia italiana è anche:

 vita associativa: centinaia fra Ambiti Territoriali di Caccia, Comprensori Alpini, Aziende Faunistico Venatorie e Aziende Agri-Turistico Venatorie quotidianamente al lavoro sul territorio rurale nazionale
 un’organizzazione capillare sul territorio nazionale: circoli e sezioni dei cacciatori in ogni comune, sedi in ogni provincia e regione d’Italia
 un indotto economico e occupazionale di tutto rispetto: circa 40.000 impieghi e centinaia di milioni di Euro di flussi finanziari annuali;
 un’attività di natura popolare: 750.000 cittadini e cittadine con la fedina penale pulita che prestano il proprio operato a titolo volontario, subito dopo la Francia e la Spagna come numero di praticanti nel panorama europeo.

APERTURA 2013: TRA ABBONDANZA E PRUDENZA

La stagione venatoria 2013/2014 è alle porte. L’apertura generale è fissata al 15 settembre, terza domenica del mese, come da legge nazionale n. 157 del 1992: in alcune realtà regionali e soltanto per poche giornate fisse e poche specie di avifauna migratrice, vi sarà un primo avvio l’1 o il 2 del mese. Per contro, in determinate realtà regionali o provinciali l’apertura generale avverrà non prima della fine di settembre o ai primi di ottobre, mentre cacce specifiche e selettive come quella agli Ungulati sono in corso, a mesi alterni e in base a norme di dettaglio, sin da giugno.
Questi scaglionamenti del calendario venatorio in relazione alle regioni e alle forme di caccia, sono dovuti sia alla varietà delle specie attualmente cacciabili in Italia (in totale 36 specie di uccelli e 12 specie di mammiferi, con possibilità di limitazioni a livello locale), che alla multiformità degli habitat (dalle pianure alle zone umide e alle vette alpine) e alle differenze di latitudine e quindi climatiche. Quest’anno, in particolare, lo stato di abbondanza e distribuzione della fauna selvatica può presentare accentuate oscillazioni tra una regione e l’altra pure a causa dell’elevata piovosità che ha contraddistinto i mesi tra marzo e maggio.
L’apertura generale 2013 offre, perciò, un mosaico di situazioni che oscillano tra una confortante abbondanza e una necessaria prudenza.

• L’avifauna stanziale e migratoria

Per i Fasianidi, piccola selvaggina stanziale di pianura e collina – fagiano, starna, pernice rossa – la situazione è variabile. Le piogge primaverili, sempre e comunque utili per ogni specie selvatica per le risorse idriche che mettono a disposizione e per la “spinta” che forniscono alle colture quali fonti di cibo, ove sono state troppo abbondanti e insistenti hanno probabilmente comportato un impatto negativo sull’andamento della riproduzione. Ciò in particolare per la starna, mentre per la sua “cugina”, la pernice rossa, assai più rustica e resistente, legata ad ambienti collinari, il problema non si pone. Il fagiano dal canto suo, la specie di fauna stanziale da penna più conosciuta e ricercata, pare quest’anno non presentare particolari difficoltà, come l’osservazione delle covate e dei giovani reperiti nel corso dell’addestramento dei cani di fine agosto lascerebbe intendere. Per queste tre specie, è pure importante rammentare che importanti stock di popolazione derivano dalle immissioni in libertà di soggetti allevati che vengono attuate dagli ATC in febbraio/marzo e, successivamente, alla fine dell’estate, sia con soggetti destinati alla riproduzione che con soggetti semi-adulti: immissioni interamente finanziate e realizzate dai cacciatori. La pernice sarda, specie endemica dell’isola come recita il suo stesso nome, presenta tutt’oggi popolazioni stabili, di primaria importanza nel panorama naturalistico e venatorio della Sardegna.
In merito agli uccelli migratori, a inizio stagione debbono essere tenuti in considerazione soprattutto gli Anatidi e i Columbidi: ai primi appartengono le anatre e in particolare il germano reale, tra i secondi si annoverano la tortora e il colombaccio. Germano reale e colombaccio sono, senza alcun dubbio, specie in continua, progressiva espansione in Italia come nidificanti, popolazioni cui si sommeranno in autunno i contingenti in migrazione dal nord-est europeo. Il germano reale colonizza ogni tipologia di zona umida, dai fiumi ai laghi passando per stagni, paludi, canali, fossi, cave e lagune costiere; il colombaccio occupa tutte le campagne dalla pianura alla media collina ove esistano sufficienti alberature d’alto fusto e coltivazioni di cereali e girasole. Sono uccelli veramente comuni. La tortora, che in Italia esclusivamente si riproduce per poi lasciarla in settembre andando a svernare in Africa, ha sicuramente risentito negli ultimi decenni dei mutamenti di habitat in molte aree coltivate, tuttavia dove siano ancora presenti le condizioni a lei congeniali costituisce un classico frutto d’apertura. Tra i Limicoli, conviene rammentare il beccaccino, che non si riproduce in Italia ma i cui contingenti provenienti da altri Paesi, formati quasi esclusivamente a inizio stagione dai giovani nati nell’anno, cominciano a popolare risaie e acquitrini sin dalla fine di luglio. La quaglia infine, unico Galliforme migratore, tradizionale fulcro della caccia col cane da ferma di avvio di stagione, pur vivendo una situazione di ampie fluttuazioni delle popolazioni, in diverse regioni del centro-sud potrà costituire attrattiva di rilievo.

• L’avifauna stanziale di montagna

Di rilevante interesse naturalistico e biologico, oltre che venatorio, i Tetraonidi abitanti le Alpi presentano anche quest’anno situazioni difformi: mentre il gallo forcello vive una situazione discreta un po’ ovunque, la pernice bianca attraversa da alcuni anni una fase in generale discendente, benché a livello locale esistano situazioni all’opposto favorevoli. La coturnice alpina staziona in posizione intermedia tra le due citate, risultando più stabile nella parte centro-orientale della catena. Per queste specie, è necessario sottolineare come i piani numerici di prelievo venatorio siano stabiliti dopo attenti censimenti pre e post-riproduttivi cui i cacciatori con i loro ben addestrati cani contribuiscono in maniera fondamentale, fornendo alle Province i dati necessari nella definizione dei piani stessi.

• I mammiferi – La piccola stanziale

La stagione piovosa non ha prodotto sui mammiferi i medesimi impatti che su alcune specie di stanziale da penna.
Nell’insieme, infatti, la lepre, specie maggiormente emblematica, pure quest’anno presenta contingenti di grande interesse, anche nelle pianure dagli estesi appezzamenti coltivati intensivamente, dimostrando di essere il mammifero d’interesse venatorio più adattabile alla variabilità delle condizioni ambientali. Inoltre, dove vi siano piani di prelievo ben commisurati al successo riproduttivo, le popolazioni sono in progressivo incremento.
Il coniglio selvatico è assai meno ubiquitario a causa delle specifiche condizioni ambientali che esige – terreni asciutti e ben drenati, aree incolte o boscate in prossimità di colture cerealicole e di prati stabili – ma ove tali fattori sussistono, in pianura e in collina, le colonie sono sempre numerose o addirittura numerosissime. In diverse aree della Pianura padana centro-occidentale, tale specie è peraltro accompagnata, o è stata addirittura soppiantata, dalla minilepre o silvilago, piccolo Leporide di origine nordamericana dai differenti costumi (ad esempio, non scava tane sotterranee e non vive in colonie) che frequenta i terreni con la vegetazione più fitta e che ha assunto un interesse cinegetico progressivamente più accentuato.

• I mammiferi – Gli Ungulati

Gli Ungulati conservano il loro slancio all’incremento demografico e alla colonizzazione di spazi nuovi.
Sia in ambienti alpini che appenninici capriolo, cervo, daino, muflone e cinghiale sono in espansione. Ormai, in relazione ai territori che le ospitano, le popolazioni italiane di queste specie sono tra le più considerevoli d’Europa. Il cinghiale in particolare sta raggiungendo nelle regioni centro-settentrionali densità non più sostenibili da parte delle attività agricole: i danni si moltiplicano e i cacciatori sono principali attori nel contenimento di questa specie in stretta collaborazione con le Province. Il cervo da parte sua si rivela in diverse aree montuose un problema per il rinnovamento forestale. Il trend in crescita dei sinistri stradali causati da grandi animali nelle zone montane e pedemontane attesta ulteriormente la rilevanza del “fenomeno Ungulati”, che sta trovando una via di proficua gestione grazie ai principi della caccia di selezione appresi e attuati da un numero di cacciatori sempre più elevato. La sana gestione dimostra tutta la sua efficacia anche col camoscio, Bovide caratteristico delle Alpi, che abita comunemente tutta la catena dal confine con la Francia a quello con l’Austria e la Slovenia. Seppur non cacciabile, pure lo stambecco merita di essere rammentato per la notevole salute delle sue popolazioni e la tendenza all’incremento numerico e distributivo.

La diversità dei nostri biotopi,
la molteplicità delle specie selvatiche,
il lavoro dei cacciatori,
faranno dell’apertura, per l’ennesima volta,
un’autentica avventura nel cuore della natura.

Redatto da: “Ufficio coordinamento tutela ambientale, ricerca ornitologica, inanellamento ANUUMigratoristi”

Per informazioni:
ANUUMigratoristi
Via E. Baschenis, 11/C
24122 BERGAMO
Tel. 035 243825 – Fax 035 236925 – e-mail: anuu@anuu.org – web: www.anuu.org

 

 

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Category: Acquatici, ANUU, Beccaccia, Capriolo, Cervo, Cinghiale, Colombaccio, Generale, Lepre, Lupo, Piccola migratoria, Tordi

Comments (4)

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  1. Springer scrive:

     “”…Per queste tre specie, è pure importante rammentare che importanti stock di popolazione derivano dalle immissioni in libertà di soggetti allevati che vengono attuate dagli ATC in febbraio/marzo e, successivamente, alla fine dell’estate, sia con soggetti destinati alla riproduzione che con soggetti semi-adulti: immissioni interamente finanziate e realizzate dai cacciatori…””
    __________________________________________________________
    C’e’ poco da esserne orgogliosi….Capitali dilapidati inutilmente…
    Immettere ogni anno centinaia di migliaia di capi per trovarne si e no un terzo all’apertura della Caccia e di cui non rimane traccia alla chiusura ( ma direi anche molto molto prima di questa )….
    La felicita’ degli allevatori di selvaggina e la macchia nera sulla gestione delle specie di interesse venatorio da parte dei cacciatori….

    • Roberto scrive:

       dalle immissioni in libertà di soggetti allevati che vengono attuate dagli ATC in febbraio/marzo
      —————————————————————————————————-
      :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:  Ma quando mai . Scusa Max , non è per te la mia risposta , ma purtroppo io vedo con occhi e NON tocco con mano . A febb. e Marzo , non è mai successo,   (:n)

  2. Cacciatore indignato scrive:

    Se in questo blog è vietato esprimere la propria indignazione contro le “frescacce” che vengono riportate da associazioni il cui unico interesse sia solo quello di apparire, per ovvi motivi “temporali”(ben noto a tutti i cacciatori) si ottiene solo il risultato di sopprimere lo spirito di osservazione della verità che è dentro tutti noi…Daniele,per cortesia, non ci bannare! Grazie

  3. Giacomo scrive:

    La quaglia infine, unico Galliforme migratore, tradizionale fulcro della caccia col cane da ferma di avvio di stagione, pur vivendo una situazione di ampie fluttuazioni delle popolazioni, in diverse regioni del centro-sud potrà costituire attrattiva di rilievo.
    ———————————————————————————————————-
    Con tutto il rispetto per il vostro impegno a scrivere, ma chiedo venia : attrattiva in che senso ? :-D (scusate ma mentre ci penso mi viene da ridere), che con un bel cannocchiale le possiamo vedere mentre se ne vanno dando spettacolo del loro volo migratore già dai primi di Settembre ? Maremma quagliara. Caccia in Campania : quaglia dalla terza domenica di Settembre quando è già tutto arato e di selvatico quasi più niente, e come se non bastasse nelle aree ZPS, SIC, pSIC caccia alla quaglia e tortora dal 2 al 31 Ottobre.
    BECCACCIA sempre nelle SIC SIC, dal 2 Ottobre 30 Dicembre   :-D e si può cacciare dalle 7 alle 12 perchè la beccaccia a mezzogiorno mangia. :mrgreen:  Cercate in Campania di rivedere il calendario per piacere, abbiate pazienza adesso anche le aree natura 2000 ci si mettono ! E meno male che non le hanno chiamate 3000 o 4000 se no erano uccelli per diabetici   :-?  :wink:  Salutiaaamo  

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oww :wink: :twisted: :roll: :oops: :mrgreen: :lol: :idea: :evil: :cry: :arrow: :?: :-| :-x :-o :-P :-D :-? :) :( :!: 8-O 8) -o- (y) (up) (n) (f) (dw) (:n) (:i) (:-p)


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