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PARCHI: valore aggiunto o vincoli d’imperio?

| 6 settembre 2013 | 3 Comments

PARCHI: valore aggiunto o vincoli d’imperio?

wildernessHo fatto anch’io il sindacalista, se non altro come membro interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, e mi ero sempre chiesto (all’epoca) a che servissero i sindacati, che a tutto pensavano meno che a difendere i dipendenti dai soprusi dei propri datori di lavoro. Ora scopro che i sindacalisti si occupano anche dei Parchi, della loro istituzione, si badi bene, non dei loro dipendenti (il che sarebbe logico). I Parchi che sono istituzioni le cui finalità sono o meglio, dovrebbero essere, la conservazione della Natura, ma che invece nel nostro Paese sono divenuti degli inutili carrozzoni per politici trombati e per i loro amici (anche sindacalisti: professioni spesso trampolini di lancio verso la politica, come la storia d’Italia ci insegna). Sì, ora scopro che anche i sindacalisti si battono per i Parchi, che non già posti di lavoro creano, ma li disfano come insegna la storia dei Parchi esistenti. Eppure essi definiscono i Parchi un “valore aggiunto”: valore aggiunto a che? Aggiunto al poltronificio della politica, presumo, visto che per gli abitanti che li subiscono i Parchi sono soprattutto vincoli d’imperio posti sulla testa di cittadini e dei Comuni.

Il Parco visto come “occasione di sviluppo”: una contraddizione in termini! Ma lo sanno cosa significa un Parco, questi sindacalisti? Quali sono le sue finalità? Se si vuole creare un’occasione di sviluppo, bisogna svincolare i territori oggi vincolati, perché solo svincolandoli si può parlare poi di libera iniziativa imprenditoriale per creare sviluppo.

Caso mai la soluzione non è creare un Parco, ma creare delle aree protette limitatamente allo stretto indispensabile. In Italia i Parchi andrebbero ridotti forse anche del 50% (e di numero e di estensione), se li volessimo riportare alle loro vere finalità di conservazione dei patrimoni naturali meritevoli di difesa.

Non è la cattiva gestione dei Parchi che “penalizza” il territorio. E’ proprio la loro esistenza! Che siano i Comuni ed i proprietari privati a stabilire quali territori desiderano siano vincolati, assumano essi stessi i vincoli che vogliono imporsi per salvaguardare ciò che merita di essere salvaguardato, assicurando tutti i diritti di utilizzo e frequentazione da parte dei propri cittadini.

Non lo sanno questi sindacalisti che tutti i miliardi che lo Stato e le Regioni versano per la gestione del Parco d’Abruzzo servono a pagare stipendi a decine di dipendenti inutili (che una buona gestione non avrebbe dovuto mai permettere di assumere!)? Lo sanno che il Parco d’Abruzzo è senza un euro per indennizzare i Comuni dei vincoli sui boschi che il Parco giustamente vorrebbe stabilire (perché in caso contrario i Comuni restano liberi di operare i tagli forestali come meglio credono, perché in caso di veto la legge prevede gli indennizzi; indennizzi che senza soldi non si possono saldare) e per seminare terreni a favore dell’orso, per non dire del pagamento dei danni della fauna? O credono che per fare questo serva necessariamente un Parco? Il carrozzone? Mentre basterebbero invece degli impegni comunali supportati da contributi statali e/o regionali. O forse si vuole il Parco solo per poter imporre degli inutili e vessatori divieti di caccia? O, peggio, per fare di tutto e di più come se il Parco non ci fosse (come d’altronde avviene nella maggior parte dei Parchi italiani) salvo per il divieto di caccia: questo sì tassativo! Un Parco per costringere i Comuni ed i privati ad avanzare continue istanze per ogni piccola iniziativa che riguardi la loro libertà d’agire in casa loro? O invece, si vuole solo un Parco per poter dare degli incarichi di Presidente e Direttore a qualche amico degli amici? Non c’è bisogno di un Parco per sviluppare un territorio. Un Parco è per vincolarlo! E con i vincoli non si è mai creato alcuna forma di sinergia che crei sviluppo, proprio perché una contraddizione in termini. Nessun Comune d’Italia dove esistono Parchi è lieto delle scelte fatte dai loro amministratori. E per saperlo bisogna parlare con la gente, non con i Sindaci che magari hanno ottenuto un posto in Consigli di amministrazione quando non alle Presidenze di questi enti inutili.

Quindi, salviamo gli Ernici, ma salviamoli anche da un Parco!

Murialdo, 5 Settembre 2013

F.to Franco Zunino

Segretario Generale dell’AIW e Consigliere ATC FR1

 

 

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Category: Abruzzo, wilderness

Comments (3)

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  1. Marco C scrive:

    Ci sarebbe da lavorare molto per far capire alle persone comuni che le cose stanno veramente come ha scritto il nostro amico Franco, è una vita che lo vado dicendo in giro ma vengo accusato di essere un cacciatore che vorrebbe distruggere tutto, al contrario, mi piacerebbe che questi territori lasciati a se stessi siano nuovamente valorizzati e gestiti per creare ricchezza piuttosto che essere mangiarisorse pubbliche che in questo momento il nostro paese ne ha davvero bisogno. Purtroppo moltissimi problemi Italiani ricadono sull’inefficenza e ingordigia dei nostri politici.

  2. Giacomo scrive:

    Quello che dice Zunino per quanto riguarda la costituzione di un parco è cosa buona e giusta, non serve fare dei territori a iosa per costituire un parco, ma serve il territorio che effettivamente ha bisogno di essere protetto e se lo dice Zunino che nei parchi c’è stato ce da crederci ad occhi chiusi. Noi queste cose le stiamo dicendo da qualche anno ma si fa orecchi da mercante. Comunque anche ammettendo la caccia nei parchi potrebbe essere un sicuro investimento per mantenerli, pensateci bene.  :-?  :wink:  Salutiamo 

  3. Pietro Pirredda da Arzachena (Sardegna) scrive:

    i parchi in Italia nascono per preservare ciò che è già preservato dai cittadini da sempre perchè tengono a quel posto. poi ogni tanto qualche inventore “dello zucchero a quadretti” vede in tali zone la possibilità di fare un parco perchè vede in esse una possibilità di guadagnare soldi e posizionare vari politici trombati.
    in questo i cacciatori, veri e propri fautori di quell’equilibro, vengono volutamente estromessi……quindi la verità è che i parchi non nascono per preservare nulla
    Dove vi sono i parchi l’eco sistema spesso è messo in ginocchio a causa di troppi animali opportunisti o all’apice della catena alimentare….questi squilibri in zone bellissime paesagisticamente parlando…..ma non sottoposte a vincoli, non esistono!

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