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Reggio Emilia: Cacciatori in forte calo

| 5 settembre 2013 | 22 Comments

Reggio Emilia: Doppiette in picchiata, colpa della crisi
Costi ormai proibitivi, norme e burocrazia rendono raro il ricambio generazionale tra vecchi e nuovi cacciatori

cacciatore fucileIn poco più di cinque anni i reggiani con la doppietta in spalla si sono quasi dimezzati. Rispetto ai circa 6.500 cacciatori che nel 2008 hanno rinnovato la licenza, quest’anno arriveranno a fatica a 3.500 circa coloro che il 15 settembre faranno la loro prima uscita.

Un trend generalizzato che dura da una decina di anni facendo registrare un calo medio del 4-5% l’anno. Ma nel 2013, ci hanno detto da Federcaccia e Enalcaccia (due delle cinque associazioni di cacciatori presenti a Reggio), nella nostra provincia si registra un vero e proprio tracollo con una diminuzione del 10% di iscrizioni. Le cause di questa contrazione generalizzata in atto un po’ tutta Italia – escludendo un’improvvisa quanto improbabile conversione alle teorie animaliste – sono dovute a un generale invecchiamento della categoria e al mancato ricambio generazionale a cui si aggiungono, risultando alla fine determinanti, un appesantimento delle norme e dei vincoli per chi detiene armi in casa e costi crescenti.

BUROCRAZIA E CRISI. Le ragioni per Reggio sono anche altre, dicono le due associazioni dei cacciatori. A partire dalle norme regionali in Emilia che disciplinano la caccia e che le doppiette definiscono “oppressive”. E soprattutto, spiegano da Federcaccia e Enalcaccia, «la crisi economica che obbliga a fare delle scelte. Per un pensionato ormai la caccia è diventata un’attività troppo cara, dovendo spendere dai 700- 800 euro per il solo rinnovo della licenza, per visite, bolli e l’assicurazione. A questi costi vanno poi aggiunti quello per il tesserino Atc, senza dimenticare il mantenimento e la cura di armi e cartucce». Infine, concludono da Federcaccia, «la partenza da Reggio di tanti calabresi, che per la crisi dell’edilizia hanno fatto ritorno a casa ha fatto scendere in modo sensibile gli iscritti».

Insomma quello che non sono riusciti a ottenere le proteste degli animalisti e le norme, comprese quelle più restrittive introdotte da poco per la detenzione delle armi in casa, lo stanno facendo l’età e la crisi economica. L’ultima novità per quanto riguarda la detenzione delle armi, è il divieto per chi ha per conviventi persone con problemi di tossicodipendenza o di instabilità fisica, di detenerle nella propria abitazione anche se custodite in un armadio blindato.

Ma i vincoli da soli non bastano a spiegare il calo – anno dopo anno – del numero di cacciatori.

VECCHI E GIOVANI. Molti gli anziani che non riescono più ad ottenere l’idoneità da parte dell’ufficiale sanitario proprio per ragioni di età, mentre i giovani che scelgono di imbracciare un fucile sono sempre meno. Oggi coloro che hanno meno di trent’anni rappresentano a malapena il 3-4% dei cacciatori.

POLEMICHE. Se il numero dei fucili è in calo, i problemi restano gli stessi da anni: danni alle colture, bracconaggio e pallini vaganti nelle vicinanze delle abitazioni. Le doppiette locali che scaricano tutte le colpe su chi arriva dalle altre province, come Massa Carrara, Spezia, Brescia o Bergamo o Rimini. E li accusano di essere loro a fare razzia di qualsiasi cosa. «Senza rispetto per la selvaggina e la proprietà altrui _ si sfogano _ e fanno tabula rasa anche nei giardini o negli orti e alla fine chi paga è tutta la categoria». Lo stesso avviene per i bracconieri, una categoria di cacciatori che resiste ancora e spara incurante dei divieti a cervi, cinghiali, daini, mufloni o caprioli. «La carne _ ci dicono da Federcaccia _ è poi acquistata da persone senza scrupoli e senza alcun controllo sanitario, mentre la selvaggina cacciata in modo regolare viene portata al centro di raccolta e controllata dai veterinari».

Roberto Fontanili

http://gazzettadireggio.gelocal.it

 

 

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La redazione del sito www.ilcacciatore.com, non necessariamente avalla il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti accreditate e/o aventi titolo.
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Category: Emilia Romagna, Generale

Comments (22)

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  1. fedeli massimo scrive:

    meglio così….ci sarà oiù selvaggina x chi rimane! :roll:

  2. laser scrive:

    BLA BLA BLA:…….. :)
    Se non erro, accesso ad atc emiliani costava 250 euro, e vi lamentate e fate recriminazioni???
    Per favore!
    Un solo esempio, una sola constatazione: SIAMO SEMPRE MENO, E CI DIAMO SEMPRE PIU’ FASTIDIO(in quanto sempre troppi in poco spazio) QUALE E’ LA CAUSA, IL PROBLEMA?
    Forse troppi parchi oasi riserve di ogni genere e tipo?
    A voi la risposta.

    • ennio scrive:

      bravo Laser……hai già risposto bene in parte. Il calo  oltre quello fisiologico..è dovuto anche  e in particolare aggiungerei io.., alle tasse sempre  più elevate per gente che dispongono sempre meno e per di più per avere sempre meno selvaggina e meno spazi.
      E’ il gatto che si morde la coda……. gli ATC hanno sempre più richieste di danni  e quindi risparmiano  sulla selvaggina  ogni  anno gli ATC sempre  più in difficoltà,il cacciatore chiamato a pagare sempre di più ha in cambio sempre di meno e  quindi abbandona. ma questo  porta a un calo  sostanzioso  del numero  dei  contribuenti e quindi l’ATC deve  aumentare la quota di iscrizione  …..che a sua volta indurà altri cacciatori(pensionati,cassaintegrati,esodati, ecc)  ad abbandonare….e così via….
      Il territorio sempre di meno….e tu Laser ne sai qualcosa vivendo nelle mie stesse  zone …(vedi il grande proliferare delle “ZONE DI RISPETTO” art.10 bis…che in pratica  pur riportando la scritta “caccia regolamentata” è solo per la caccia al cinghiale da parte dei selecontrollori…..questo causa sfiducia  verso i  cacciatori che non hanno più spazi….nella zona B con l’inizio della caccia al cinghiale in pratica non  è più possibile cacciare ,la zona A è la A…..rimane la zona C dove guarda caso  sono state  istaurate quasi la totalità delle zone di  rispetto con tabelle gialle art.10 bis.

  3. igor radere scrive:

    Due cose:
    1) non vi balena per la testa che molti cacciatori siano stanchi delle rappresaglie mediatiche a cui sono costantemente soggetti con il vostro beneplacido assordante silenzio?
    2) Lo stesso avviene per i bracconieri, una categoria di cacciatori che resiste ancora ………BRACCONIERE è BRACCONIERE. Non mischiate almeno voi SAPIENTONI l’acqua sporca con quella pura, i cacciatori sono altra cosa.
    federcaccia, se la conosci la eviti.

  4. peppol@ scrive:

    pecunia non olet

  5. egisto da monteriggioni scrive:

    Salve, 
    siamo circa 500.000 cacciatori in Italia. Fra 10 anni non arriveremo a 50.000
    Così la prossima specie in estinzione sarà il cacciatore italiano.
    Egisto

  6. Renzo scrive:

    E la colpa a chi vogliamo darla ? Alle AAVV, agli animalisti ? Agli ambientalisti ? A noi stessi ? La colpa è di tutti ! E della mala informazione e della moda dell’ambientalismo di facciata . Poca istruzione = danno al popolo. E’ più facile sballarsi e gettare bottiglie sulla strada, mancare di rispetto al prossimo, pretendere la ragione anche sapendo di avere il torto; salvo poi riempirsi la bocca in nome di un rispetto animale fantomatico ma su cui si guadagna parecchio. Tutto questo e anche molto altro ha le sue conseguenze, compreso l’elevato costo per accedere a certi ATC paradiso.
     Soprattutto la colpa ricade sulla maleducazione tipicamente Italiana, dove tutto è dovuto e nessuno cerca di guardare nelle proprie tasche se è rimasto qualche dovere da compiere …. 

  7. Springer scrive:

    “”…compreso l’elevato costo per accedere a certi ATC paradiso…””
    ___________________________________________________________
    Il costo e’ relativo Renzo… Potrebbe essere esorbitante pagare 50 euro di iscrizione all’ ATC se poi non cacci niente , comer potrebbe essere giusto pagarne 250 in quello che gestisce bene ( Ambiente soprattutto ) dove puoi dire di andare a Caccia con soddisfazione :wink: ….

  8. Renzo scrive:

    Ehhhh va bhe… allora ……nel mio ATC conosco posti dove dovrebbero chiedere 600 euro perche trovi tordi, beccacce, e rosse in quantità…. allora ? 

  9. ennio scrive:

    Renzo….. da noi quest’anno tanti  cacciatori non vedranno  volare nemmeno un capo di stanziale(fagiano…perchè resto non abbiamo starne nè rosse…) posti da beccacce non vi sono……. solo un discreto numero  di  lepri,ma per chi a lepre non è  mai andato come me ,per me la lepre  è come se non fosse tra le speci cacciabile….cosa resta ??? il nulla o quasi….pur pagando oltre la concessione altri 200 euro per il proprio ATC e uno confinante……oltre che mantenere quattro cani….
    Con cordialità.

  10. Renzo scrive:

    E io che ho detto ? Forse non mi sono spiegato ma il costo dell’ATC è TROPPO alto… anche se fosse ATC paradiso. Ho parenti in Ferrara ( lì vicino ) e di lepri e fagiani l’anno scorso in visita ne ho visti alcuni, e belli furbi . Questo non giustifica il costo. Notare : non vado a caccia da quelle parti nè credo ci andrò mai …. :roll:

    • Springer scrive:

      Permettimi di dissentire….
      Ma secondo te se esci e trovi Fagiani e Lepri…gli stessi da dove arrivano…? Considerando che anche nella migliore delle ipotesi le Zone Ripopolamento e cattura funzionino bene, la gran quantita’ ( o comunque una parte ) di questi arriva da acquisti . E questi acquisti come puoi farli se non attraverso quote di iscrizione…? Piu’ paghi e piu’ puoi acquistare ( e sai che io sono uno di quelli contrari al pronta caccia ) . Se pago e trovo ( ovvio non solo all’apertura o immediatamente dopo questa ma per buona parte della stagione ) ho poco da lamentarmi…E’ quando pago ( tanto o poco che sia ) e non trovo nulla che ho da recriminare…. Se non si vuol pagare o pagare poco il sistema c’e’ : si censisce la selvaggina stanziale e si caccia solo una piccola parte di questa in modo da garantirne la sopravvivenza e riproduzione futura senza necessita’ di acquistarne ogni anno di nuova. Ma quanti sono i cacciatori che si assoggetterebbero a cacciare uno o due Fagiani ( o Lepri…o Pernici ) a stagione e magari a non cacciarne nessuno se il numero dei censimenti impone questo…?  :roll:

      • Giacomo scrive:

        Caro Springer se ci fossero gli ambienti adatti ai selvatici e pochi parchi ,oasi, ZPS e chi più ne ha più ne metta,  perche se non sbaglio un ATC non deve solo comprare e buttare il giorno seguente, deve anche curare gli habitat con i soldi dei cacciatori iscritti, allora forse potendosi riversare su altri selvatici cacciabili con il cane come beccaccia, beccaccini ecc. si potrebbe anche lasciare a terra il fagiano per la riproduzione naturale, la pernice no, queslla fa schifo ai gestori ATC. :mrgreen:  Il fatto è che quà non c’è rimasto più niente ma non perchè non c’è selvaggina che nelle altre nazioni abbonda. Il fatto è che non si vuole prendere il toro per le corna e allora fino a che si paga…. ogni anno si aumenta la tariffa e vai con Dios ! Solo che così ci sarà caccia solo per pochi, siamo già agli sgoccioli.  :wink:  :-D  Salutiamo

      • Renzo scrive:

        Springerone.. ti ha risposto Giacomo. Comunque sia aspetto che tu mi chiami per le papere… vengo solo a fotografare , non preoccuparti  :lol: :lol:

        • Giacomo scrive:

          Renzo,  :-D  con quali cartucce gli fai le foto alle papere di Springerone !  :mrgreen:   Salutiamo

      • ennio scrive:

        Voglio in parte dissentire Springer…perchè non tutti gli ATC sono uguali nè gestisti ugualmente…..pensa che nel mio ATC l’anno scorso facendo  bene  i conti  dei costi di acquisto dei fagiani e il loro foraggiamento   ripartito sul numero reale rilasciato in terreno libero ,ogni capo è venuto a costare 75 €  …perchè all’acquisto vengono rilasciati in zone di ambientamento per poi essere catturati di nuovo e rilasciati su  terreno libero….questo per dire che non sempre spendendo tanto si ha tanto  sul terreno…….mi sono spiegato???
        Con cordialità

  11. luigi scrive:

    Un’altra causa della rarefazione della specie è: i giovani, non ci pensano lontanamente, stando così le cose, fanno bene: rarefazione delle specie selvatiche, tempi ristretti e soprattutto territorio inesistente, i luoghi migliori alla caccia sono stati chiusi e non si riapriranno più, come fanno ad andare a caccia? e tolti i giovani ci restano i sessantenni che tra qualche annetto abbandoneranno per sopravvenuta deficienza…fisica. Finirà la manna anche per gli animal-ambientalisti, vorrei vedere poi con chi se la prenderanno.

  12. ross scrive:

    fosse pagare per ripopolamento…
    ma poveri illusi gli atc si pagano per mantenere il carrozzone…
    trombati e negli uffici parenti di trombati…
    più che altro segretarie a randa per spolverare le carte….

  13. Renzo scrive:

     Giacomo, con una Canon 500 EOS dotata di teleobbiettivo ,in posizione sport che sparo fotogrammi e fermo le immagini, almeno ci provo…. non è il mio territorio e nemmeno posso iscrivermi all’atc ,quindi farò— se mi invita —- solo foto . Mica si deve sempre usare solo cartucce… :roll: :lol: :lol: :lol:

  14. tortoioli claudio scrive:

    Vedrete che a breve torneranno a cercarci, incentivando il ritorna a caccia.
    I danni alle coltivazioni diverranno insostenibili. 
    Poi vorrei dire che oltre al problema parchi e zone vietate e costi esagerati degli ATC, ed anche le regole in emilia spingono per la caccia privata che tutti non possono permettersi ovviamente.
    La sinistra sa fare soltanto danni, e il  PD disastri irreparabili saluti da Perugia 

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