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Riflessioni in una vacanza estiva

| 2 settembre 2013 | 5 Comments

Riflessioni in una vacanza estiva.
di Lara Leporatti Presidente CPAS Lastra a Signa (FI)

Lara Leporatti - Presidente CPA di Lastra a Signa

Lara Leporatti – Presidente CPA di Lastra a Signa

Quando si possiedono tanti animali e non si ha posto o persona fidata a cui lasciarli nel periodo delle vacanze, si sceglie necessariamente una vacanza tranquilla, al mare o in montagna, meglio ancora se in una piccola casa accogliente con un po’ di giardino. In questo periodo si dimenticano le tribolazioni della quotidianità. Ci si alza presto il mattino, non per esigenze di lavoro, ma per godere della nascita di un nuovo giorno; con la fortuna magari di passeggiare su una spiaggia bianca con i propri cani, come mi capita qui a Rosignano Solvay, dove da quest’anno il comune ha dato il permesso di portare i cani sulla spiaggia, pur al guinzaglio e con le opportune attrezzature per raccogliere ciò che sappiamo. La spiaggia è ora popolata da numerosi Filippini che stazionano con tende e teli, pronti per una nuova giornata di lavoro. Si vedono anche alcuni ragazzi assonnati, forse reduci da una notte di eccessi. Si incontrano i frequentatori mattinieri della spiaggia; chi cammina conversando sottovoce con amiche o amici, quasi il non voler disturbare la quiete del momento. E poi uomini e donne che corrono da soli, discretamente, senza la smania di voler apparire, l’esser notati a tutti i costi come fanno i presunti atleti del mezzogiorno. Pescatori improvvisati e pescatori assidui del posto che mostrando il prezioso bottino di pochi pesci, frutto di una nottata di pesca, affermano soddisfatti: “Oggi è una giornata buona”. Ci si saluta con un buongiorno delicato, magari scambiando qualche parola sulla mattinata fresca o sull’aria pungente, facendo previsioni per il tempo e la calura della giornata… E si incontrano tante persone con i loro cani. A quest’ora non si infastidisce nessuno e l’obbligo del guinzaglio rimane solo un’inascoltato consiglio. I cani si annusano curiosi, se sono ben disposti fanno lunghe corse, forse competono tra loro, chissà…Ce ne sono di tutti i tipi e di tutte le razze, dal bassotto al meticcio di taglia media; non c’è cane che ringhia, tutti si rispettano, pure loro mentalmente sono in vacanza. E trovi anche tanti cani da caccia. Osservo loro e scruto i proprietari, cercando di intuire se gli uni e gli altri siano cacciatori. Da qualche giorno poi è iniziato il conto alla rovescia per l’apertura della caccia, tanto desiderata da noi cacciatori e altrettanto osteggiata dai nostri avversari; c’è febbre nell’aria, già le prime lagnanze su internet, i consueti articoli sui giornali, i tanti divieti e le specie cacciabili ancora diminuite. Ogni tanto qualche parola di speranza… giusto per darci un contentino o forse solo per sfinirci con tanta simpatia. Tutti gli anni i divieti sembrano aumentare. Il mondo ora, stupidamente, pare odi la caccia, anche costretto dai titoloni in prima pagina; migliaia di specie animali sterminate dai cacciatori. Tromboni mediatici mal’auguranti decretano la morte di centinaia di persone… tutti impallinati, comprese donne e bambini. Si pretende da noi la sicurezza assoluta; guai morir d’infarto con lo schioppo in spalla. Farebbe notizia lo schioppo e non l’infarto! Ma basterebbe aprire il giornale per rendersi conto che purtroppo le persone muoiono, tutti i giorni, e per i motivi più diversi, qualche volta inutilmente e stupidamente …. nessuno si domanda quanti sono gli annegati durante la stagione estiva? Forse due o trecento. E le morti in montagna? Ancora due o trecento o forse più… alpinisti “esperti” che poi alla fine tanto esperti non erano! Ma a loro è concesso il morir per passione. L’elenco, aimè, potrebbe continuare per un bel po’….Si muore è vero, si muore in casa, sul lavoro, sulla strada, cercando funghi o pescando in riva al fiume, ballando in discoteca o giocando a calcio, persino giocando a briscola! Ma questa è la vita, e non serve costituire associazioni…. “vittime di questo o di quello”…. per scongiurare o esorcizzare la morte. Ma in fondo, la gente comune odia veramente la caccia come vogliono farci credere? Sono domande che mi sono posta proprio passeggiando tutta sola con i miei bracchi, in paese o sul lungo mare. E proprio i cani mi aiutano a trovar le risposte. I cani, soprattutto quelli da caccia, in questo caso i miei bracchi; polarizzano l’attenzione della gente, e i più curiosi paiono proprio i bambini; di certo loro non sono prevenuti nei confronti della caccia. Forse lo sguardo sereno del bracco, come un antico filosofo Greco, cattura la loro attenzione, e chiedono interessati ai genitori a quale razza appartenga. Ho ascoltato varie risposte, alcune intelligenti altre strampalate. Chi li scambia per segugi, altri per cani da cinghiale e quando non sanno cosa rispondere dicono semplicemente sono “cani da caccia”, oppure, per chi ha una discreta conoscenza delle razze, sono descritti sommariamente come “cani da ferma”. Quasi sempre mi viene chiesto se sia possibile accarezzarli e poi, incuriositi, mi fanno domande sulla caccia, sul tipo di caccia che praticano, e quando affermo che sono cacciatrice e con loro caccio fagiani, alcuni di loro guardano i genitori con fare interrogativo. “Sono uccelli colorati con la coda lunga” ha pure risposto una mamma, … compiaciuta ha poi aggiunto: “Questo è il cane che aveva il nonno da piccolo in quella foto sul camino”. Non ho ancora trovato una mamma o un papà che mi abbia tacciata o inveito contro la mia figura di cacciatrice. Qualcuno mi ha chiesto anche se poteva far loro una foto in compagnia del cane, meravigliandosi della loro ubbidienza al comando”seduto”. Queste passeggiate mi danno modo di incontrare la gente e parlare di caccia, della mia passione, dei miei cani, del loro addestramento e di tutto quel mondo nascosto che i cacciatori ben conoscono ma che colpevolmente non sanno mostrare; dall’attenzione verso gli animali alla salvaguardia del loro ambiente. Ho modo di mostrare il vero volto del cacciatore, interessato alla gestione, alla conoscenza delle specie, alle dinamiche di accrescimento delle popolazioni, cercando di scolorire quell’etichetta di sparatori sanguinari che la moda animalista ci ha appiccicato ormai da tempo, arrivando persino al perfido paragone con Pacciani, mostro di Firenze. Grazie alla possibilità di portare i cani a passeggio o notato che alcuni bar si sono attrezzati offrendo “l’apericena” pure per loro, altri invece preparano una ciotola d’acqua con un cartello raffigurante un cane e la scritta “Bar”. Non credo affatto che tale atteggiamento sia solo frutto di marketing visto che gli animali godono di accettazione e di privilegi anche negli esercizi pubblici. Si vedono molti cacciatori in giro per il paese durante le vacanze con i loro cani, Breton, Springer, Kurzaar, Setter Inglesi, Pointer o Draathar, persino Segugi, notoriamente testardi, camminano davanti ai loro padroni sfoggiando una camminata educata, …scattando magari all’inseguimento di un’incauto gatto, il tutto condito da una cagnara dal latrato baritonale. Si ha tempo per tutto in vacanza, soprattutto si ha tempo per la riflessione. La mia di riflessione inizia raccogliendo un quotidiano spiegazzato, dimenticato da chissachì su di una panchina. Guardo la data, è di alcuni giorni fa. Le mie bracche si accucciano vicino, il sole ormai caldo stimola una piccola sosta, ne approfitto per scorrere alcune notizie. Scarto subito la prima pagina, la politica dell’ultimo periodo mi fa correre il rischio di prendermi l’orticaria. Passo oltre. Trovo un’interessante articolo sul cibo “Vegan”. Sono due pagine ben scritte, dove il giornalista dando sfoggio di notevole virtuosismo letterario, esalta sapori, qualità organolettiche e nutrizionali di questo moderno alimento. Leggo interessata ma non condizionata. Non sono un’estimatrice di questo cibo….al Setan contrappongo volentieri la bistecca fiorentina o un’astice con pomodorini freschi di stagione. E’ una moda dilagante che ha trovato numerosi proseliti in poco tempo; forse ossessionati dalle eccessive calorie che i cibi antichi sanno fornire e, all’insegna “dell’abbasso la ciccia”, tutto quanto di nuovo è proposto ha il sapore di una conquista. Abbandono la lettura e richiamate all’ordine le bracche mi avvio per la spesa quotidiana, le solite cose, pane latte, una bistecca o un pesce da cucinare in modo veloce per mezzogiorno…con l’idea in testa di visitare un negozio dove si vendono prodotti “Vegan” e… tante illusioni. Entro in macelleria, c’è coda al bancone, si prende il numerino. Di certo, penso, tutta questa gente non ha letto l’articolo del giornale. Mi servono la mia bistecca e cambio negozio. Entro nel negozio dove si vendono prodotti “Vegan”….non c’è coda…non serve il numerino. La commessa sorridente mi propone un’aiuto. Con il mio miglior sorriso di circostanza rifiuto dicendomi “curiosante” tra le novità Vegane. Qui trovo di tutto, dalla carne di “seitan” all’”alga Kombu”, dal “tofu” prodotto dalla cagliatura del latte di soia ad altre diavolerie culinarie che disorienta chi non ha almeno un parente UFO. Prodotti “biologici” tanto perfetti nelle forme e nella distribuzione dei colori che fanno pensare ad un miracolo del Santissimo. M’informo seduta stante sul “Biologico”. Wikipedia mi soccorre; “L’agricoltura biologica è un tipo di agricoltura che sfrutta la naturale fertilità del terreno favorendola con interventi limitati, promuove la biodiversità dell’ambiente in cui opera e limita o esclude l’utilizzo dei prodotti di sintesi e degli OGM” Eppure avrei scommesso che la frutta biologica avesse le sembianze di quelle piccole mele tutte puntinate, spesso con l’ospite nel torsolo, che raccoglievo durante le uscite di caccia settembrine. Proseguo la mia visita ispettiva nel reparto vini. Qui un vistoso cartello posto tra le bottiglie, annuncia al mondo dei fedeli che il contenuto di quelle bottiglie “Non contiene Solfiti” … la mia faccia perplessa attira l’attenzione della solerte commessa, la quale mi rassicura sull’assenza del sale solforoso. Mi prendo una bottiglia e mi leggo tutto quanto scritto sull’etichetta. Sotto il codice a barre, in piccolissimo leggo”Contiene solfiti”. Vado dalla commessa con la faccia di chi ha appena vinto al superenalotto e le mostro l’etichetta….arrossisce come un gamberone ben cotto e si scusa a nome del proprietario e di tutta la numerosa famiglia. Rinuncio felice alla conversione; rimarrò felicemente carnivora. Ora vado dal fornaio a prendere il pane, biologico perché fatto di farina, lievitato con il lievito madre e cotto in un normalissimo forno a legna. Felice di rimanere con le mie vecchie convinzioni alimentari, cerco di estendere quanto ho imparato oggi sulla sensibilità della gente alle proposte propinate per scopi commerciali e non terapeutici. Ci sta che anche molta gente che odia la caccia e i suoi nembrotti, non conosca neppure un piccolo rudimento di tale pratica ma sia semplicemente condizionato da una pubblicità martellante sul tema. A dimostrazione di tanto, è notizia di poche ore fa che un’Eurodeputato italiano, sia riuscito a convincere la Commissione Europea che si occupa di selvaggina a vietare l’abbattimento dei famigerati “piccioni torraioli”…da noi meglio conosciuti come serbatoi volanti di salmonella. Esultano gli animalisti, magari alle esultanze aderiscono pure ignari cittadini, che non conoscendo il pericolo per la loro salute, i disagi creati al mondo agricolo e ai monumenti nazionali di interesse turistico….vedono solo il dito che indica la luna.

Lara Leporatti
Presidente CPAS Lastra a Signa (FI)

 

 

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Comments (5)

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  1. Renzo scrive:

    Anche a me capita tutti i santi giorni che qualche bambino con mamma o papà compiacente mi chieda se è possibile accarezzare il mio Breton .E lui, il cane , gode delle coccole impreviste , come se delle mie non ne avesse abbastanza. Un vero ruffiano . E quelle mamme e quei papà, sono anticaccia per sentito dire; ma lo sono davvero ? Comincio da tempo ad avere seri dubbi.
    Un gran bel leggere, uno spaccato di verità che vorrei fosse divulgata a pioggia anche al di fuori di questo portale . Grande Lara . :wink: :wink:

  2. luigi da sorrento scrive:

    FORSE  NON VOLENDO LA SPLENDIDA SGNORA LARA HA MESSO NERO SU BIANCO I PENSIERI E LE RIFLESSIONI,FORSE SEMPLICI, ANZI  PROFONDE DI NOI GENTE SEMPLICE CHE VA IN CAMPAGNA DIETRO ALLA CODA DI UN CANE…CON LE NOSTRE CONVINZIONI ATAVICHE FRUTTO DI UN MONDO,QUELLO DELLA CACCIA, CHE FORSE E’ RIMASTO QUELLO DI UN TEMPO, PERLOMENO COME SENSAZIONI ED EMOZIONI E COME MODO DI INTENDERE ILMONDO RURALE….RICORDO IL SORRISO DI MIO PADRE QUANDO TORNAVA A CASA CON DUE O TRE QUAGLIE TROVATE SULLE NOSTRE COLLINE..E’ IDENTICO AL MIO QUANDO INCARNIERO LA PRIMA BECCACCIA DELLA STAGIONE CHE CON UN GESTO CHE MI E’ SEMPRE VENUTO SPONTANEO OFFRO AL CIELO….QUESTO SIAMO…GLI ULTIMI ROMANTICI  CHE L’OPINIONE PUBBLICA SI INTESTARDISCE A DEFINIRE CRUDELI…SBAGLIANDO DI GROSSO!!!

  3. franc scrive:

    Lara è sempre un piacere leggerti e … rileggerti per la paura di aver perso qualche passaggio.

  4. Bekea scrive:

    Brava Lara, ho letto tutto l’articolo, conoscendo, te e i tuoi meravigliosi bracchi italiani,ti faccio i complimenti perchè mi ritrovo in tutto quello che hai affermato.
     
     

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