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Benessere degli animali, l’arcicaccia scrive all’ass. dei Comuni

| 26 agosto 2013 | 3 Comments

Oggetto: Accordo ANCI – Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente “Tutela del benessere degli animali e loro convivenza con i cittadini”

Al Presidente ANCI On. Piero Fassino
Al Presidente ANCI Toscana Dr. Alessandro Cosimi
Al Presidente Regione Toscana Dr. Enrico Rossi

ArcicacciaDa tempo il tema del benessere animale e della convivenza con i cittadini è al centro di un articolato dibattito che, in non pochi casi, ha prodotto in questi anni, un complesso quadro normativo e regolamentare ai vari livelli amministrativi. In particolare molto spesso si sono andate a sovrapporre, anche in termini contraddittori, regolamentazioni di carattere nazionale, regionale e comunale che rischiano di produrre in diverse situazioni contenziosi ed incertezza del diritto per i possessori di animali.
Peraltro, la volontà di stabilire norme di civiltà verso la tutela dei diritti degli animali si è trasformata in una serie di cavillose e spesso inapplicabili norme prescrittive, che mettono a rischio i detentori di animali di incorrere in pesanti sanzioni amministrative e penali.
In particolare ci risulta sia stato sottoscritto, lo scorso 13 giugno, un protocollo di intesa tra ANCI e Federazione Italiana Associazioni Diritti Animali e Ambiente dove si sollecitano i Comuni Italiani ad approvare un Regolamento tipo sul tema in oggetto, che segue un precedente accordo già sottoscritto lo scorso 27 giugno 2012.
Vogliamo in primo luogo evidenziare che l’Associazione animalista firmataria non rappresenta la complessità dei soggetti interessati al problema e che, pertanto, sarebbe stato molto più apprezzabile se da parte dell’ANCI, prima di sottoscrivere tale accordo, vi fosse stata la volontà di sviluppare un confronto largo tra tutti i soggetti coinvolti nell’argomento. Quindi non solo con la componente animalista, ma anche con il mondo ambientalista, del terzo settore, dell’agricoltura, di tutte le categorie produttive che operano in rapporto con gli animali, con la cinofilia ufficiale e l’ENCI che, come il mondo venatorio, sono portatori di legittime istanze rispetto a questo particolare tema. Un confronto così ampio avrebbe sicuramente portato ad una intesa di maggiore qualità, partendo in primo luogo dalla necessità di armonizzare l’intero quadro normativo, attraverso la ridefinizione di regole e competenze ben individuate e di reale applicabilità.
Nel testo in oggetto si ritrovano disposizioni e prescrizioni che, in non pochi casi, vanno oltre il buon senso e lasciano spazio alle più varie interpretazioni. Citiamo a solo titolo esemplificativo la parte che riguarda il trasporto degli animali, ed in particolare dei cani, che determinerà, in caso di applicazione da parte dei Comuni, situazioni di totale impraticabilità per i possessori degli stessi. Rileviamo come tali norme possano addirittura risultare contrastanti con il Codice della Strada e con le disposizioni sanitarie sull’omologazione dei mezzi anche adibiti al trasporto animale. Riportiamo di seguito alcuni passaggi del documento:

- “E’ vietato lasciare animali chiusi in qualsiasi autoveicolo e/o rimorchio o altro mezzo di contenzione…”
- “E’ vietato trasportare o porre animali nel baule dell’autovettura, anche se ferma, quando questo è separato o non è tutt’uno con l’abitacolo; il divieto vale anche se il portellone posteriore è parzialmente aperto o sono stati predisposti areatori.”

In questo caso ad esempio uno o più cani lasciati all’interno di un veicolo, o in esso trasportati, nel quale quale il bagagliaio è separato da una semplice rete (come prevede il Codice della Strada per garantire la sicurezza di marcia) oppure su un furgone o un carrello rimorchio provvisto di certificazione ed omologazione per il trasporto animali con le necessarie prese d’aria ed eventuali areatori e condizionatori, risulterebbe comportamento sanzionabile.

Inoltre, paradossalmente, in una situazione di totale disagio economico e finanziario per i reiterati tagli ai trasferimenti verso i Comuni, per le norme stringenti sul patto di stabilità, per il depauperamento delle funzioni amministrative attribuite ai Comuni, per la difficoltà crescente nel garantire da parte degli stessi di gli indispensabili investimenti per la cura e la manutenzione del proprio patrimonio e della viabilità sulla rete stradale urbana, gli Amministratori si dovrebbero preoccupare di garantire la seguente disposizione:
“Nei punti delle sedi stradali di nuova costruzione o oggetto di rifacimento, dove si rilevi un frequente attraversamento di animali (tutti gli animali??!!), il Comune predispone appositi attraversamenti sotterranei atti a facilitare il passaggio di tali animali e contemporaneamente barriere fisse o mobili anti attraversamento stradale per impedire l’accesso degli stessi sulla carreggiata ed installa apposita cartellonistica per segnalare l’attraversamento di animali”. Con quali risorse pubbliche si potranno garantire simili prescrizioni resta veramente arduo solo immaginarlo, senza contare che la predisposizione di barriere fisse o mobili in prossimità della carreggiata potrebbe generare altre tipologie di problematiche, compresa quella della sicurezza stradale.

Inoltre “E’ vietata su tutto il territorio qualsiasi forma di esposizione, spettacolo di intrattenimento pubblico e privato effettuato con o senza scopo di lucro che contempli, in maniera totale o parziale, l’utilizzo di animali, sia appartenenti a specie domestiche che selvatiche”. Messa così, ad esempio, si decreterebbe di colpo l’eliminazione di tutte le esposizioni canine, anche organizzate dall’Ente Nazionale della Cinofilia Italiana, tutte le prove di lavoro per cani (compresi work, agility, obbedience, ferma, cerca, seguita, ricerca tartufi), mostre feline, fiere zootecniche e le innumerevoli manifestazioni radicate nella storia del nostro territorio che generano attività turistica, occupazione, attività di filiera corta e di sviluppo economico e rurale.

Le uniche deroghe sono inoltre affidate alle sole associazioni animaliste, come se ciò fosse il solo indice di affidabilità e correttezza al quale attenersi.

Dopo aver conosciuto il fallimento della figura del “poliziotto di quartiere”, si istituisce e si promuove, da parte del Comune, la figura del “cane di quartiere”. Su questo punto evitiamo commenti!

Si introduce inoltre la disposizione della “tutela” da parte del Comune di tutti i gatti liberi che vivono sul territorio, senza specificare come ed in quale modo si potranno garantire efficacemente tutte le azioni di vigilanza e di corretta gestione delle colonie feline.

Partendo da questi parziali ma significativi esempi, rimaniamo assolutamente convinti che la strada da percorrere debba essere necessariamente un’altra se non si vuole scadere nel populismo, nella demagogia e nella totale mancanza di certezza del diritto dei parte dei cittadini. E’ per queste le ragioni che veniamo a richiedere con urgenza un incontro per poter meglio evidenziare le nostre preoccupazioni ed esporre le nostre valutazioni sulla problematica, al fine di poter giungere ad un risultato positivo per la tutela del benessere animale che sia il frutto di una reale concertazione tra tutti i soggetti interessati.

Siamo certi che da parte di importanti soggetti come l’ANCI e come la stessa Regione Toscana, che da sempre hanno dimostrato capacità di rappresentanza di tutte le sensibilità presenti nella società, non mancherà la dovuta attenzione alle argomentazioni ed alle proposte di una Associazione, come la nostra, che organizza decine di migliaia di cittadini, accogliendo la richiesta di un urgente incontro.

Distinti saluti

Il Presidente Regionale Arci Caccia Toscana
Fabio Lupi

Il Vicepresidente Nazionale Arci Caccia
Massimo Logi

Comitato Federativo Regionale Toscano
Via G.S. Mercadante 28 • 50144 Firenze • 055368487/368813 • fax 0555270084
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Category: Arcicaccia, Cinofilia

Comments (3)

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  1. Terfiro scrive:

    Vi rendete conto quanti interessi ledono e quanti cittadini colpiscono accordi come questi stipulati con persone irrazionali e deviate come la Brambilla!!.
    Ma chi cavolo sono quelli che li firmano e da chi vengono autorizzati dal momento che lo fanno coinvolgendo tutta la comunità senza prima averla interpellata?
    Il buon senso, il rispetto per tutti ed il peso della vergogna  dove sono finiti?

  2. Renzo scrive:

    Ti rispondo io : non ce ne accorgiamo ma siamo in piena DITTATURA  oww oww

  3. sandro scrive:

    ovviamente normative comunali…. per il trasporto….. quindi, se nel mio coune di residenza sono ok, non è detto che lo sia in tutti i comuni che attraverso, e diventa quindi impossibile adattarsi a tutte le norme diverse di tutti i comuni.

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