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Piemonte, cesio 137 nei cinghiali: nessun pericolo per la salute

| 11 marzo 2013 | 4 Comments

Piemonte, tracce di cesio 137 nei cinghiali: nessun pericolo per la salute

I livelli di contaminazione riscontrati non costituiscono un rischio per la salute pubblica in considerazione dei limitati consumi di carne di cinghiale e di selvaggina”. E’ quanto ha dichiarato il ministro della salute Renato Balduzzi in merito al rinvenimento di tracce di cesio 137 su alcuni cinghiali abbattuti in Val di Sesia. La riunione operativa che si è svolta l’8 marzo scorso ha fornito la mappa con le coordinate precise dei luoghi di tutti gli abbattimenti dei cinghiali risultati contaminati. Si tratta di capi abbattuti dai cacciatori tra il 27 settembre 2012 e il 18 novembre 2012. Di ogni animale si conosce l’età e il peso.

Nel corso della riunione i tecnici dell’Arpa e dell’IZS di Torino hanno ribadito che la radioattività è stata riscontrata in 27 capi ed è stata finora confermata dalle analisi dell’Izs di Foggia, Centro di referenza nazionale per la ricerca della radioattività nel settore zootecnico e veterinario, a cui sono stati inviati finora nove campioni.

Nel quadriennio 2006-2010, sono stati sottoposti a esami di ricerca del Cesio 137 latte, formaggi, acqua, terra e fieno riscontrando livelli non trascurabili di radioattività, anche se ampiamente al di sotto dei limiti di legge, con eccezione dei campioni di terra, che hanno evidenziato picchi elevati a seconda dei punti di prelievo, confermando la contaminazione a “macchia di leopardo” già osservata in altre zone d’Italia al momento dell’incidente di Chernobyl. I valori dei campioni prelevati nel 2011 – solo per latte e formaggi – erano nella norma. Al termine della riunione, si è deciso di procedere al campionamento da parte del NOE di terra ed acqua e da parte del NAS di matrici alimentari (selvaggina, frutti di bosco, funghi, latte e formaggi) da sottoporre ad analisi di laboratorio in Istituti nazionali.

http://www.helpconsumatori.it
 

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Category: Cinghiale, Piemonte

Comments (4)

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  1. Roberto Traica scrive:

    I controlli vanno sempre fatti ,ci mancherebbe ,  ma c’è un chiaro allarmismo creato ad arte ormai da anni da non so chi , lascio a voi l’ardua sentenza . Abbasso la barra di rame  (y)

  2. Springer scrive:

    Si si…sara’ pure un consumo trascurabile …ma per gli altri… Penso a come saranno allegri i cinghialari di quelle zone il cui consumo non e’ trascurabile per niente….  :mrgreen:

  3. fiore scrive:

    analizziamo i cacciatori!!!!  :roll:
     

  4. dardo scrive:

    anche se il cesio non è in quantità rillevante, mentre un corpo si nutre di piccole quantità potrebbe avere un avvelenamento per deposito che magari avviene nel giro di 10, 20 anni, l’unica perplessità mi raggiunge pensando al luogo dove è stata verificata la quantità di cesio, al confine con il nostro paese vi è la Francia la quale ha una notevole quantità di centrali atomiche, e le ha così vicino al nostro confine che se succedesse un incidente saremmo colti in prima persona, mi domando, se un eventuale incidente avvenisse al confine, ci avvertirebbero gli (amici) d’oltalpe? Perchè se noi abbiamo così seminato cesio a macchia di leopardo, quanto ne hanno in francia, austria, polonia, e più ci si avvicina a cernobyl e più la macchia dovrebbe essere estesa……o sbaglio?

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