Serve un partito dei cacciatori?
Serve un partito dei cacciatori?
Una forza politica diretta espressione dei cacciatori potrebbe ancor più ghettizzare il mondo venatorio, che dovrebbe invece cercare sistemi sempre più efficaci per dialogare, nella massima compattezza, con tutte le forze politiche.
Basta aprire un giornale o accendere radio o televisore per accorgersene: siamo in piena campagna elettorale e presto oltre 50 milioni di cittadini italiani saranno chiamati a scegliere i propri rappresentanti alla Camera e al Senato, mentre quelli di Lombardia, Molise e Lazio eleggeranno anche i nuovi consiglieri e presidenti regionali.
Si apre così un nuovo capitolo nella vita politica del nostro Paese, dal quale molti cittadini si aspettano grandi cambiamenti. Parliamo di molti e non di tutti, perché non possiamo nasconderci come le vicende politiche degli ultimi anni – dalla crisi feroce che ha investito il nostro Paese agli scandali e vicende giudiziarie legati a sprechi e corruzione – abbiamo allontanato molti degli aventi diritto al voto dalla politica.
Chi vincerà queste elezioni sarà chiamato a legiferare e governare in una congiuntura più che mai cruciale, in cui si decideranno il futuro del nostro Paese, il destino delle giovani generazioni e quello del nostro patrimonio economico, culturale e naturale. Cosa chiedono in questo frangente i cacciatori?
Moltissime cose, come del resto qualsiasi altra categoria di cittadini, e ovviamente ci è impossibile fornire un quadro esaustivo delle diverse aspettative. Oggi più che mai, inoltre, la gestione dell’attività venatoria è legata ad una realtà ben più vasta, a criticità strutturali e a cambiamenti improcrastinabili che riguardano in generale il nostro Paese e ne permeano tutte le realtà, non solo la caccia.
Difficile, allora, comprendere come si possa pensare di innestare nel panorama dei partiti politici italiani uno schieramento che rappresenti unicamente il mondo venatorio. Ancor più difficile – ma forse siamo noi a mancare di fantasia – è comprendere come un “partito dei cacciatori” possa avere successo nel portare avanti le istanze della sua categoria.
L’unica cosa che riusciamo davvero a prefigurarci, con un “partito della caccia”, è invece una maggiore ghettizzazione della stessa. Più volte si è detto come la frammentazione del mondo associazionistico sia, per sua stessa natura, un punto debole del mondo venatorio, al quale le associazioni stanno cercando di ovviare, per presentarsi unite e più forti di fronte alle battaglie più importanti, dialogando con le Istituzioni e con tutti i partiti politici.
La caccia infatti, come ogni altra realtà trasversale, non dovrebbe avere colore politico, almeno per due motivi. Il primo – ne facciamo una questione di opportunità – risiede nell’alta percentuale di insuccesso che questo comporterebbe nel dialogo con la politica. Il rischio, più volte sperimentato in passato, è quello di avere uno schieramento tendenzialmente pro-caccia ed l’altro contro, con conseguente immobilità ed instabilità nella politica venatoria.
Come si diceva, i motivi principali che ci trovano decisamente contrari ad un partito dei cacciatori – ma la nostra è soltanto un’opinione – sono due e il secondo riguarda la presa di coscienza di quanto la questione caccia abbia per gli elettori un’importanza esigua, se paragonata a tutte le altre questioni nazionali, come il lavoro, la sanità, l’istruzione, l’economia ecc… Crediamo, infatti, che anche la maggior parte dei cittadini-cacciatori sceglierà i propri rappresentanti in base alla loro posizione su queste ed altre tematiche, ben più influenti sulla vita del singolo.
Pur rappresentando una grande passione, la caccia non può certo avere lo stesso peso della possibilità o meno di lavorare, andare in pensione, arrivare a fine mese, pagare più o meno tasse, avere accesso ad un buon livello sanitario e di istruzione per i proprio figli o nipoti, solo per citare alcuni aspetti sui quali la politica è chiamata ad esprimersi.
A chi serve dunque un partito dei cacciatori?
Ci auguriamo, piuttosto, che tutto il mondo venatorio, unito, riesca ad interloquire in maniera più efficace con i nostri futuri rappresentanti politici, soprattutto su questioni che, come abbiamo detto più volte, riguardano tutta la società per i loro risvolti ambientali e socio-economici: la gestione e tutela del patrimonio faunistico-ambientale ed un miglioramento del quadro legislativo/normativo, che permetta ai cacciatori, ma anche agli sportivi del settore e alle aziende produttrici, maggiore chiarezza e serenità.
Infatti, se è vero che per il cittadino medio la caccia rappresenta una questione secondaria, è altrettanto vero che in quei Paesi europei dove essa è stata inserita all’interno di una visione sistematica da parte delle Istituzioni, in piena collaborazione con il mondo venatorio, si sono prodotti risultati significativi in termini sia ambientali che economici.
Valeria Bellagamba
Caccia & Tiro
Numero 2 – 2013
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Bellagamba, dall’articolo manca esplicitamente di come ovviare a questa sua interpretazione su un partito di cacciatori. Questa alternativa è quello che stà facendo la Caretta con la discesa in campo di MCR dentro al partito Fratelli d’Italia ( nei manifesti è presente la parola caccia) dove si è candidata. La Caretta oltre ad essere cacciatrice è anche presidente di una AV,la Confavi. Casomai viene da chidersi, il perchè altre AV a livello nazionale non hanno pensato di candidare qualche loro dirigente dentro ad un partito che lo possa sostenere ( attualmente non si ha notizia di candidati di altre AV oltre alla Confavi, visto i nomi dei candidati che seguono la Caretta nella circoscrizione Veneto1 alla camera) .Quindi non serve il partito dei soli cacciatori, ma dei cacciatori eletti in Parlamento, che non siano i soliti politici di mestiere con la licenza di caccia o presidenti di Ass. di tiro,( Rossi, quando mai questo politico ha fatto un comuicato in difesa della caccia o dei cacciatori)
Bekea,la Bellagamba e’ il rovescio della stessa medaglia..La Cristina crede in quello che fa’…. la Valeria invece preferisce l’esatto contrario.
In Sardegna c’è l’on. Artizzu che si candida col partito di fini dal quale proviene, cacciatore e politico conosciuto e da molti anni presente in Regione, ed il suo impegno x la caccia è ampiamente riconosciuto da tutti. E’ questa la strada, quella aperta dalla Caretta e che ancora ci si ostina a NON seguire sperando o elemosinando chissà che cosa dall’eletto di turno.
vada a chiedere a fini il sig. Artizzu chi non ha voluto votare la modifica della 157/92 quando il ministro delle risorse agricole era l’on Alemanno. certo gli risponderà che lui non c’entra nulla per accaparrarsi i voti dei cacciatori sardi, come d’altra parte ha gia fatto tempo fa in Alleanza Nazionale. Baghy
E quello che ha fatto bocchino (un nome un programma) con la comunitaria!!!!!!
certyo che si caro Francesco, ciao Baghy
Fini è invotabile lo so, ma l’Ignazio nostrano è fatto di altra pasta..e lo dimostrerà, magari insieme alla Caretta.
Silvio si sta fregando le mani…lo specchietto per le allodole (fratelli d’italia) è stato messo in campo anche per questo…
fli si presenta con M. Monti, “contro” berlusconi.
La FIDC come qualche altra ha solo lo scopo di non disturbare il manovratore.Quali e dove sono i politici che in maniera trasversale hanno la capacità e la forza di affrontare “” questioni che, come abbiamo detto più volte, riguardano tutta la società per i loro risvolti ambientali e socio-economici: la gestione e tutela del patrimonio faunistico-ambientale ed un miglioramento del quadro legislativo/normativo, che permetta ai cacciatori, ma anche agli sportivi del settore e alle aziende produttrici, maggiore chiarezza e serenità.”" Negli anni hanno avuto deputati e senatori ma la situazione che abbiamo sotto gli occhi è tale che quanto afferma la giornalista ci lascia alquanto contrariati. E’ vero che i problemi che sta vivendo il Paese sono tali e gravi che la caccia sicuramente passa in secondo ordine,ma alla stessa stregua dovrebbero essere evitate le continue prese di posizione che certi ambienti politici con i loro illustri rappresentanti continuano a manifestare contro la caccia e i cacciatori.Se a tutto ciò le AAVV,in modo unitario,facessero intravedere al mondo venatorio,che rappresenta anche una bella fetta di PIL,azioni concrete di contrasto nei confronti di certi ambienti e associazioni forse la voglia di unirci in un partito,che tutti sappiamo quanto potrà rappresentare nell’ambito della legge elettorale attuale, non avrebbe nessuna logica di esistere.
E se invece di andare a votare si rimanesse tutti a casa
anche i nostri famigliari …………..
tanto a chi importa i nostri voti,non contiamo nulla a sentir loro.
un partito dei cacciatori sicuramente non ha senso, ma un partito che sia l’espressione dei valori che sono dietro il mondo della caccia sicuramente si, anche perchè tali valori sono comuni a tante categorie.
Purtroppo nel nostro mondo prevale l’individualismo e l’egoismo (per non parlare dei tanti dirigenti delle associazioni venatorie che da anni non praticano l’attività venatoria e quindi estranei dalle vere problematiche). Tale atteggiamento lo stiamo pagando a caro prezzo
Articolo molto realistico e ancor più condivisibile!!
Non mi venite a dire che andrete a votare solo per l’obbiettivo caccia perchè sennò davvero s’è perso la dimensione e il valore delle questioni, chi ha sempre votato a destra voterà a destra chi ha sempre votato sinistra voterà a sinistra la caccia è una pagliuzza magari per giustificare il proprio voto, anche se credo che nessuno deve giustificare nulla, ognuno è bene che abbia le proprie idee, ma dire che la scelta del voto di pende dalla caccia beh ne perderebbe l’intelligenza e l’onestà intellettuale!!
Fiorello a te un sostanzioso partito dei cacciatori nei palazzi ti farebbe schifo non è vero ? Certo che a pensarci bene hai una bella stima di te stesso come cittadino cacciatore. Spiegaci perchè un voto dato ad un partito che si presenti in tutta Italia ( che non esiste ) ti farebbe perdere l’intelligenza e l’onestà intellettuale. Salutiamo
…voto dato ad un partito dei cacciatori, volevo dire. Risalutiamo
quando avremo capito di barattare i nostri voti per mettere i nosti uomini-cacciatori nella burocrazia Istituzionale in modo da scansare chi realmente comanda e chi scrive normative,saremo a metà dell’opera…la politica purtroppo ha espresso il proprio giudizio con la riforma Orsi…tutti e tutte le aavv avevano adottato la maggioranza di quel momento, e abbiamo visto che razza di risultati sono venuti…
Pur rappresentando una grande passione, la caccia non può certo avere lo stesso peso della possibilità o meno di lavorare, andare in pensione, arrivare a fine mese, pagare più o meno tasse, avere accesso ad un buon livello sanitario e di istruzione per i proprio figli o nipoti, solo per citare alcuni aspetti sui quali la politica è chiamata ad esprimersi.
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E questi sono i punti di vista di chi la caccia non la porterebbe mai ad un livello di civiltà Europeo e a contare nella società come gli altri partiti che governano. Perche si pensa purtroppo che un partito che si chiama partito pingo pallino e non si associa alla parola caccia possa essere un partito che difende il cittadino, mentre quello dei cacciatori no. Ma io mi domando e dico : ammettiamo che il partito dei cacciatori abbia una buona approvazione da parte dei cittadini alle elezioni, tale da avere propri senatori e deputati, si penserebbe che questi quando si è nel palazzo non baderebbero ad altro che alla caccia e non ad aiutare anche il cittadino pensionato, il lavoratore in cassa integrazione, il giovane disoccupato, sanità scuola e tutto il resto ? Ma per carità, ma non fatemi incrippare le meningi per piacere ! Secondo me è proprio il fatto che il cacciatore essendo un cittadino di prim’ordine avendo un certificato di buona condotta come la licenza di caccia che lo sta a dimostrare, andrebbe non solo a migliorare la caccia,l’ambiente e la ruralità, ma sicuramente per la sua indole di onestà e amor di patria combatterebbe contro le millanterie che attualmente stanno distruggendo il nostro bel paese, su questo c’è poco da discutere. A parte il fatto poi che nel difendere la caccia in parlamento può sempre dimostrare che essa rappresenta lo 0,5 del PIL e fa lavorare 900 mila persone, o forse qualcuno vorrebbe mettere in discussione questi dati ? Non si vuole fare tutto per il paese e non si vuole sopratutto cambiare in meglio sia per la gestione del Paese e sia per una componente importante come la caccia, forse perché importante si ma da un altro punto di vista. Tutto il resto per me sono chiacchiere. Aieeeeeh ! Salutiaaamo
io credo che di partiti ce ne siano già tanti,troppi direi ; così tanti che io ho deciso di restare a casa,tanto i problemi della caccia non interessa a nessuno,il lavoro per i miei figli lo promette tutti a parole,la sicurezza dalla malavita,ladri,delinquenti ecc…non riguarda nessuno tant’è che nessuno dei politici ne parla,tanto loro hanno sempre scorte o personale addetto alla sicurezza, il problema di non arrivare a fine mese per pensionati,cassaintegrati,esodati ecc…..loro non riescono a metterlo a fuoco perchè un normale consigliere regionale prende più di 5000 € in su………….
Cara la mia Bellagamba,PIU’ GHETTIZZATI DI COSI’.Se non si fosse presentata la BELLA e BRAVA CARRETTA, NON sarei andato a votare con tutta la mia famiglia,naturalmente.
La mia risposta si potrà leggere domani. Spero che Daniele legga la mia mail.
Un saluto affettuoso a tutti
sig.ra Bellagamba, lei dice che non vi è neccessità di un partito dei cacciatori, che con un partito nostro potremmo avere ancor più restrizzioni…….beh non abbiamo un partito adesso ed a quanto pare a restrizzioni siamo all’avanguardia, poi vi è da tutelare i posti di lavoro di chi è impegnato nel settore caccia, e non meno influente tenere la valuta in italia migliorando le forme di caccia in modo da diminuire il flusso migratorio dei cacciatori in altri paesi, non meno importante coinvolgere in un partito dei cacciatori, pescatori, e chiunque lavori o goda del mondo rurale. Il partito dei cacciatori dovrà difendere tutte queste categorie, essendo direttamente al governo ed essendo vincolato da un voto dato direttamente ai nostri rappresentanti che in caso di mancata attuazzione delle promesse potremmo levarli noi stessi dalle poltrone, cosa che ad oggi non è mai avvenuta. La caccia signorina si è ridotta ed è destinata a ridursi ancora perchè non vi è nessuno che veramente prende a cuore la nostra passione, oppure se lo fa si trova a scontrarsi con molti più membri del proprio partito che appoggiano l’azione animalambientalista rendendo vana qualsiasi opposizione a favore della caccia. Ebbene dico sì fermamente ad un NOSTRO partito, noi che difendiamo il mondo rurale tutto, ed i grossi partiti lo sanno che potremmo emergere come in Francia che lì lo hanno un partito dei cacciatori il quale conserva ancora la possibilità di esercitare cacce tradizzionali e dove essi gestiscono il territorio senza dovere ricorrere a consulenze di ruffiani di partito animalaro con cospiqui introiti, vede qui da noi le aavv servono solo durante il tesseramento ad inglobare quatrini che usano chissà perchè o quale scopo visto che siamo offesi continuamente da chiunque lo voglia fare senza alcuna difesa. Poi lo sa che federcaccia ed arcicaccia hanno già un partito il pd il quale usa queste aavv per rubare qualche voto a quei cacciatori anziani che credono ancora a chi gli porta la tessera a casa. Un partito lo voglio e se possibile con il sig. Costa Giuseppe il quale è appassionato cacciatore, ornitologo ed amante delmmondo rurale una persona che mi ispira fiducia ed una persona a cui fare riferimento ….uno di noi…..
Ci sono parecchie cose che condivido in pieno con Giacomo, ma , visto che ho oltre 55 anni di esperienza di cacciatore e 76 anni di età, ho avuto la possibilità di conoscere uomini politici e cacciatori. I primi, se ottengono i voti per essere eletti, la prima cosa che fanno, é recuperare quanto speso in campagna elettorale, con i dovuti interessi. Poi devono crearsi un “fondo cassa” personale, poi devono pensare a sistemare i parenti, se possibile qualche intimo amico e/o galoppino. Inoltre vorrei precisare che nessuna attività, che non sia prettamente lavorativa, può dare quello che dà il lavoro
(pensione, assistenza sanitari e via discorrendo); quindi non solo la caccia. La Caccia é una passione, é amore per la Natura, é amare veramente gli animali (domestici e selvatici) quindi un Cacciatore non si candiderà mai in nessun partito, perché tradirebbe il suo credo che non é quello di lucrare. Infine mi piace ricordare quello che é successo a chi ha tentato di costruire un partito di cacciatori per i cacciatori: entusiasmo iniziale e poi …. sappiamo tutti benissimo che fine ha fatto. E vogliamo ancora parlare di partito per i cacciatori? fare un bel fuoco di paglia? Quando finalmente capiremo che non é la politica che salverà la Caccia, ma la nostra forza ed unione che condizionerà così i partiti, allora la Caccia potrà essere salvata. Ma temo, ahi me, che ormai é troppo tardi, perché la Caccia é già in irreversibile coma ed é malata di una malattia che non guarisce nel tempo, ma peggiora sempre più. No, non sono un pessimista, ma un realista. Una stretta di mano, Nino
La cosa che mi dà più fastidio è, che quando si parla o si è parlato di partito dei cacciatori, si mette da parte di alcuni o di molti sempre davanti (forse come paravento) il fatto che non ci si riuscirà perche non si raggiungerà il 4%, ostacolando prima di partire e mettersi in gioco. Se una buona volta non si decide di presentarsi alle elezioni in tutta la penisola isole comprese come si può supporre una cosa del genere ? Io vorrei fare un appello ai vari presidenti delle associazioni : perché non vi mettete candidati voi e vi presentate alle elezioni con un partito unico di caccia ambiente e ruralità in tutta Italia ? Con tante persone che si presentano nelle liste come senatori o come deputati addirittura sconosciuti in campo nazionale, che non potranno sicuramente mai raggiungere i voti che prendereste voi facendo affidamento non solo sui cacciatori, ma anche sui famigliari e amici che con il nuovo sicuramente decideranno di cambiare. D’altra parte se dovesse andare male avete sempre la presidenza della propria associazione, o mi sbaglio ? Non sarebbe il caso di provarci una buona volta e ci togliamo il pensiero, almeno per la soddisfazione di dire ci abbiamo provato. In Francia lo hanno atto ed ora hanno un partito che conta.
Salutiamo
Pur rappresentando una grande passione, la caccia non può certo avere lo stesso peso della possibilità o meno di lavorare, andare in pensione, arrivare a fine mese, pagare più o meno tasse, avere accesso ad un buon livello sanitario e di istruzione per i proprio figli o nipoti….
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Gia’….come non condividere pienamente questa considerazione. Quanti di noi si sentirebbero in un momento politico economico disastroso come l’attuale, di dare un voto al partito dei cacciatori pensando esclusivamente a salvaguardare la Caccia ( cosa comunque impossibile se disgiunti dal fare sistema con tutto quello a lei assimilabile , accumulabile, interconnesso )…?
Le priorita’ sono altre oggi e moltissimi voteranno pensando esclusivamente ai problemi quotidiani che vivono, al futuro sempre piu’ incerto dei loro figli, con la speranza qualcosa possa cambiare . Oggi la Caccia pur rappresentando una grossa passione ( solo per i cacciatori ovviamente ) non credo sia in cima alla lista dei desideri o delle cose che preoccupano e fanno passare notti insonni a tanti di noi….
Opinione personale ovviamente….
Springerone,questa faccia della medaglia da parte tua mi ha stupito..Non scordare la Bellagamba,con quel finale,supera la passione, verso il reale problema Italiano,stesso identico indirizzo della Sinistra,invitando alla riflessione di non votare con la licenza in tasca. Successivamente cercare il dialogo con le Istituzioni sulla caccia.
..sto benedetto partito….al tempo, x adesso servono personaggi di indubbia provenienza (meglio se cacciatori) eletti in seno a quanti più partiti possibili, in modo da poter far gruppo quando ce n’è bisogno. La Caretta vi ha aperto la strada…seguitela
Condivido…ma a quanto pare siamo una categoria di sordi, non vogliamo acoltare chi propone e fà cose nuove mai provate prima.Io condivido la starda intrapresa dalla Caretta e sono con lei in lista se la cosa riuscirà vedremo di esportarla in tutta Italia. Ma lo ripeto anche qui, chi non vota in Veneto per questo movimento, può dar il voto al partito Fratelli d’Italia che sostiene questa candidatura e sosterrà un partito con dentro un presidente di una AV che ci difenderà in Parlamento, di questo sono certo.
…ha ci sei anche tu..auguri
Tanta “devozione”, tante parole al vento, tante promesse, tanti imbrogli, tante azioni di bracconaggio codificate da assessori di ventura; tante “riflessioni” offese con atti persecutori; tanto danaro gettato al vento; tanto malgoverno della caccia, dell’ambiente, della biodiversità; tanti quaraquaquà in odore di reminiscenze; troppi incapaci privi di amor proprio a gestire i “sindacati” dei cacciatori.
Se guardiamo in Europa, vediamo il sole splendere su alleanze tra cacciatori, agricoltori, macellai, allevatori di animali da pelliccia e da carne, scienziati, sindacati dei lavoratori! Perché da noi no?
Forse ancora non sappiamo distinguere l’ambiente dalla selvaggina, il valore delle nostre idee dai portatori di squallide faccende. Il diritto dal dovere, l’amore vero per l’onestà dal qualunquismo dei ladroni, etc. etc. = mi fermo!
Servirebbe un MOVIMENTO articolato, ma non basta crederci!
Scusate lo sfogo.
Cordialità … soprattutto alla signora Bellagamba.
COME I NOSTRI CUGINI FRANCESI ABBIAMO BISOGNO DI UN PARTITO POLITICO CHE RAPPRESENTI I CACCIATORI, BASTA PRENDERE SCHIAFFI DAI DIVERSI SCHIERAMENTI POLITICI CHE NON HANNO MANTENUTO LE PROMESSE. SALUTI FRANCESCO DA FOGGIA
Gent.ma sig. Bellagamba, gradirei sapere se ella è figlia o parente del Sig. Bellagamba del Partito Caccia Ambiente. I miei complimenti…
Per chi avesse voglia di leggerla, ecco la mia risposta:
http://www.bighunter.it/Home/Blog/tabid/58/EntryId/341/Chi-ha-fallito-chi-fallira.aspx