Toscana: Arcicaccia chiede un confronto sulla caccia
NON PIU’ RINVIABILE UN CONFRONTO SUI NUOVI ASSETTI ISTITUZIONALI. LA CACCIA RISCHIA LA PARALISI
Egregio Assessore, Ill.mi Consiglieri,
in questi giorni il processo di rivisitazione dell’assetto istituzionale del Paese sta rapidamente procedendo verso una profonda modificazione del ruolo, della struttura e delle funzioni delle Province. Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del D.L. 95 del 06/07/2012 (noto come Decreto per la spending review) si inizia a delineare il futuro delle autonomie locali prevedendo, tra l’altro, l’accorpamento delle Province in base a criteri che a breve il Governo determinerà. Tale Decreto dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni e, al netto di eventuali modifiche che potranno giungere dal lavoro delle Camere, appare ormai con chiarezza estrema che le Province così come le abbiamo conosciute fino ad oggi, non esisteranno più.
In questo Decreto vengono definiti le materie in cui le nuove “macro – province” avranno ancora delle funzioni (ad es. ambiente, trasporto pubblico locale, strade provinciali, ecc.). L’agricoltura e la caccia non rientreranno più nelle funzioni amministrative provinciali.
Inoltre si stabilisce che gli unici organi delle nuove province potranno essere il Presidente ed il Consiglio, eliminando completamente il ruolo degli Assessori.
Infine, quando andrà a regime la riforma completa (alle scadenze naturali dei mandati elettorali) le Provincie si trasformeranno addirittura in Enti di secondo grado.
Questa riforma avviene in un periodo delicato per la caccia e la gestione faunistica (approvazione dei Piani Faunistico – Venatori Provinciali, emergenza danni alle colture agricole, ecc.) e vi è il rischio di rendere ancor più complesso il governo della materia avendo la Toscana una normativa molto incentrata sulla delega di competenze alle Province.
La scomparsa delle figure degli Assessori Provinciali farà mancare un riferimentio politico sul territorio che, nel settore caccia, ha sempre avuto una funzione di indirizzo e raccordo importantissima.
Le Province, inoltre, hanno rappresentato una dimensione territoriale sostanzialmente ottimale per il governo della gestione faunistico – venatoria che necessita allo stesso tempo una visione di programmazione di ampia scala e una profonda attenzione alle dinamiche locali.
Venendo meno il ruolo delle Province (ancorché accorpate) in questa materia dovremmo, gioco forza, ridisegnare un nuovo modello amministrativo in cui ci sarà da definire il ruolo della Regione, quello dei Comuni o delle Unioni dei Comuni (ove esistono) e soprattutto quello degli ATC. Se, come dicevamo, le Province hanno rappresentato un buon equilibrio tra programmazione di ampia scala ed aspetti locali, come ricomporre questo bilanciamento? Come impegnare al meglio le risorse professionali, vivaddio, ampiamente presenti negli uffici caccia delle nostre (quasi ex) Province? Come risuddividere le risorse economiche destinate al settore?
Riteniamo che ormai sia giunto il momento di affrontare di petto la questione, non essendovi più spazi per rinvii o tentennamenti. Forse una riflessione poteva essere già stata fatta, come varie volte nel recente passato abbiamo sollecitato. Ma ormai è chiaro che, se vogliamo evitare un caos istituzionale e di governo della materia “gestione faunistico venatoria”, di tempo ne rimane poco, pur essendo sufficiente a portare a termine un buon lavoro di confronto e di approfondimento che possa determinare una riforma non solo condivisa ma anche innovativa e funzionale.
La nostra Associazione, quindi, sollecitando nuovamente l’apertura di un confronto su questo tema, non può che mettersi a disposizione per dare il proprio contributo costruttivo.
Il Presidente
Arci Caccia Toscana
Fabio Lupi
http://www.arcicacciatoscana.it/
Allegato: Toscana_Lettera_Salvadori_riforma_province
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Category: Arcicaccia, Toscana
Comments (7)
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ridisegnare un nuovo modello amministrativo in cui ci sarà da definire il ruolo della Regione, quello dei Comuni o delle Unioni dei Comuni (ove esistono) e soprattutto quello degli ATC.
Salutiamo
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E’ molto semplice : gli ATC devono diventare comunali ! In quei comuni che non si vogliono interessare di caccia il territorio resterà zona libera senza pagare un Euro e la legge di gestione sarà quella dello Stato attualmente 157/92. Si eviteranno così anche le frontiere regionali e la tassa al posto di darla alla regione si pagherà direttamente al comune dove si vuole andare a caccia in qualsiasi regione. Tipo le autogestite che si fecero con la legge 968. Semplice no !
Come andrà a finire è chiaro a tutti, la gestione della fauna farà riferimento all’unico ente riconosciuto dallo stato e cioè l’ispra, visto che gl’organi amministrativi e gestionali delle province verranno aboliti, ( parlo di caccia ) la logica conseguenza sarà il riferimento allo stato, se in tutti questi anni si fosse pensato ad avviare uno studio a livello provinciale della fauna selvatica che fosse portato avanti da cacciatori e ambientalisti seri, oggi il problema non si porrebbe, ma con i se e i ma si va poco lontano!! come di consueto verrà affidata la stesura dei piani faunistici a persone che nulla sanno in materia e verranno strattonati dai vari agricoltori, animalisti, cacciatori ect ect per poi fare come sempre non quello che realmente serve ma solo ed esclusivamente quello che conviene e quello che tira di più l’avrà vinta e addio buonsenso.
Secondo me non cambierà niente gli atc resteranno tali con gli stessi confini, anche se due-tre provincie dovessero unirsi per raggiungere la soglia minima di abitanti che dice Monti, perchè una cosa è ridurre gli sprechi dell’Amministrazione un’altra sono gli atc che sono stati formati seguendo un tot di kmquadrati procapite, comunque anchessi vanno sfoltiti facendo una struttura standard con tot personale ricco di professionalità, non dev’essere un poltronificio.
L’Ispra non può essere impiegata nella gestione finchè non raggiungerà l’autonomia dalla politica animalambientalista, deve essere superpartes ed in questo momento non lo è perchè viene tirata per la giacca da troppi personaggi.
Un unico ufficio caccia Regionale lo vedo bene, però deve potenziarsi con professionalità adatte (tecnici faunistici, forestali, veterinai ecc) e raschiando il barile nelle Amministrazioni ce nè eccome a fare mansioni non proprie, solo tecnici non politici…questa la vedo dura, questi li butti fuori dalla porta rientrano dalla finestra.
ma quale immobilismo ?
bene che tolgano le province che non fanno niente e gli assessori sempre tirati per la giacca da tutti !
la competenze torna alla regione che legifera, non è possibile avere in toscana 8 regolamenti provinciali per la selezione, per iol cinghiale e per i capanni fissi che poi vengono derogati da 19 atc ? ma dove siamo ?
un solo regolamento regionale per cinghiale, selezione e capanni ……
via quindi a casa 40 tecnici che poppano soldi ai cacciatori e non capiscono nulla di caccia.
sì alla gestione derogata ai comuni con cacciatori che lavorano sul posto !
inizia una nuova fase e i cacciatori sono pronti per questo.
la p.a. con ferie, permessi sindacali ed altro ci ha portato alla rovina !
In linea di massima sono daccordo con te Andrea, credo che la competenza caccia possa passere direttamente alle regioni con probabile revisione degli ambiti, per ora comunque le previsioni valgono come quelle del mago telma. Sono convinto che l’abolizioni delle piccole provincie potrebbe essere un’occasione per migliorare le condizioni del mondo venatorio, sta a noi e soltanto a noi cogliere questa opportunità, l’importante, e mi rivolgo soprattutto all’ Arci, è focaliziare il bene dei cacciatori senza farci tirare la giacchetta dalle varie correnti politiche, non è più tempo per i compromessi, non c’è più nulla da barattare.
secondo il mio pensiero gli ambiti dovrebbero avere gli attuali confini provinciali e verranno così ridotti da 19 a 10.
ATC MS, ATC LU, ATC PT, ATC PO, ATC FI, ATC AR, ATC SI, ATC GR- ATC LI, ATC PI.
SEMPLICE NO!
dovranno comunicare ai cacciatori l’avvenuta ammissione
che, con il conseguente pagamento della quota di iscrizione, andranno a sostituire timbri e timbretti inutili e dispendiosi.
l’accorpamento degli A.T.C. dovrà essere evidentemente potenziato, individuando quei personaggi capaci di svolgere quelle attività gestionali
ai fini agro-venatori ed ambientali, presentando ai soci entro e non oltre il 31 di marzo di ogni anno il bilancio di gestione.
Naturalmente agli A.T.C. andranno quei contributi delle (ex)) province.
Paolo Rossi di Poggibonsi và a occuparsi della riserva ripopolamento e cattura di Montepulciano,Pienza,San Quirico…..vernicia tabelle,si occupa di nocivi,dialoga con i proprietari dei campi,presenza giornaliera sul campo……..
A mio modesto parere non và ……….