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Interrorgaz. Brambilla su deroghe e “finanziamento” alle AA.VV. e deroghe

| 11 luglio 2012 | 29 Comments

BRAMBILLA – Al Ministro dell’Economia e delle Finanze;
al Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali;
al Ministro dell’ambiente e della tutela del mare;
al Ministro degli Affari europei.

Interrogazione a risposta scritta

Premesso che:

la Direttiva 79/409/CEE “Uccelli” concernente la conservazione degli uccelli selvatici, è stata la prima direttiva comunitaria in materia di conservazione della natura;
- la predetta , insieme con la c.d. Direttiva Habitat (92/43/CEE), costituisce il cuore della politica comunitaria in materia di conservazione della biodiversità e la base legale su cui si fonda Natura 2000;
- la Direttiva “Uccelli” impone agli Stati membri di adottare un regime generale di protezione delle specie, anche attraverso una serie di divieti relativi a specifiche attività di minaccia diretta o disturbo;
- la predetta Direttiva riconosce la legittimità della caccia per le specie elencate in Allegato II (II/1 in tutti gli Stati membri; II/2 negli Stati menzionati) e fornisce indicazioni per una caccia sostenibile. In particolare, vieta l’uso di metodi di cattura o uccisione di massa o non selettivi, ed in particolare quelli elencati nell’Allegato IV a). Vieta altresì qualsiasi tipo di caccia con i mezzi di trasporto elencati nell’Allegato IV b);
- L’Italia è tra i paesi leader in quanto a richiami e infrazioni sulle Direttive comunitarie Habitat e Uccelli;
- attualmente sono in corso n. 4 procedure ai sensi dell’art. 260 del TFUE (applicazione di sanzioni pecuniarie allo Stato membro che non si sia conformato a una sentenza della Corte di giustizia nella quale viene constatato un inadempimento del predetto Stato),
- le sanzioni previste per i procedimenti in argomento consistono in una somma forfettaria e in una penalità di mora, adeguate alla gravità e alla persistenza dell’inadempimento. Le cifre indicate dalla Commissione per l’Italia ammontano a minimo 8.854.000 euro per la somma forfettaria e oscillano da 10.880 a 652.800 euro al giorno per la penalità di mora;
- la somma forfettaria e la penalità di mora possono essere inflitte cumulativamente, qualora la violazione del diritto dell’Unione sia particolarmente grave e persistente;
- l’art. 9, della direttiva Uccelli autorizza talune deroghe alla disciplina in materia di caccia, in presenza di particolari condizioni, dettagliatamente elencate nel medesimo articolo, e “sempre che non vi siano altre soluzioni soddisfacenti”;
- le contestazioni formulate dalla Commissione europea allo Stato italiano riguardano l’adozione di leggi regionali in materia di “caccia in deroga” in quanto diverse Regioni non hanno rispettato le prescrizioni di cui al citato art.9 della ;
- le leggi regionali della Regione Liguria (legge regionale 5 ottobre 2001, n. 34 , recante: “Attuazione dell’articolo 9 della comunitaria 79/409 del 2 aprile 1979 sulla conservazione degli uccelli selvatici” (BUR Liguria n. 10, del 10 ottobre 2001)], come modificata dalla legge regionale 13 agosto 2002, n. 31 (BUR Liguria n. 12, del 28 agosto 2002)); della Regione Lombardia (legge regionale 30 luglio 2008, n. 24, Disciplina del regime di deroga previsto dall’articolo 9 della 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli selvatici, in attuazione della legge 3 ottobre 2002, n. 221 (Bollettino ufficiale della Regione Lombardia n. 31, Supplemento ordinario del 1° agosto 2008), come modificata per la stagione venatoria 2009/2010, dalla legge regionale della Regione Lombardia 16 settembre 2009, n. 21 (Bollettino ufficiale della Regione Lombardia n. 37, Supplemento ordinario del 18 settembre 2009)); della Regione Veneto
(legge della Regione Veneto 12 agosto 2005, n. 13 (BUR Veneto 16 agosto 2005, n. 77), in applicazione della legge 3 ottobre 2002, n. 221, che integra la legge 11 febbraio 1992, n. 157, in materia di protezione della fauna selvatica e di prelievo venatorio, in attuazione dell’art. 9 della 79/409/CEE) e della Regione Sardegna (legge regionale n. 2 del 13 febbraio 2004 che disciplina il prelievo venatorio in deroga, e i decreti 3/V del 2004 e 8/IV del 2006), hanno determinato una responsabilità in capo all’Italia per violazione del diritto dell’Unione e comportano il pagamento di ingenti sanzioni economiche a carico delle risorse statali;
- la selezione dei periodi aperti all’attività venatoria implica l’incisione di profili propri della tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, che fanno capo alla competenza esclusiva dello Stato, da cui, certamente, lo stesso non può derogare;
- Il recepimento in Italia della Direttiva Uccelli è avvenuto attraverso la Legge n. 157 dell’11 febbraio 1992 recante “Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio” integrata dalla Legge 3 ottobre 2002, n.221;
- L’art.24 c.1 della legge 157/1992 istituisce un fondo alimentato da un’addizionale alla tassa sulla licenza di porto di fucile “anche per uso di caccia”;
- Secondo il c.2 del citato articolo, le disponibilità del fondo sono ripartite entro il 31 marzo di ciascun anno con decreto del Ministro dell’Economia, di concerto con il ministro delle Politiche agricole: il 95 per cento è suddiviso tra le associazioni venatorie riconosciute a livello nazionale – cioè Federcaccia, Arcicaccia, Libera Caccia, Enalcaccia, Italcaccia, Anuu – “in proporzione alla rispettiva, documentata consistenza associativa”; il 4 per cento “per il funzionamento e l’espletamento dei compiti istituzionali del comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale”; l’1 per cento per il pagamento della quota di adesione dello Stato italiano al Consiglio internazionale della caccia e della conservazione della selvaggina;
- I ministeri interessati, nonostante l’esplicita previsione degli arrt.1 e 2 del DpR 118/2000 sui beneficiari di provvidenze di natura economica, non rendono pubblici, in forma facilmente accessibile ai cittadini, dati annuali sull’entità del fondo istituito dall’art. 24 c.1 e in particolare sulla parte suddivisa tra le associazioni venatorie riconosciute;
- Quest’ultima si aggirerebbe intorno ai 4 milioni di euro l’anno;
- Non risulta che la somma percepita venga in alcun modo giustificata né che mai sia stato fatto un dettagliato controllo sugli iscritti, per esempio chiedendo alle associazioni di produrre dichiarazioni delle proprie compagnie assicurative sul numero effettivo delle polizze stipulate nell’anno;
- l’ultimo serio “controllo” di cui si ha memoria risale alla metà degli anni Ottanta, quando l’allora presidente di Italcaccia fu accusato di “aver gonfiato” il numero dei propri iscritti e la vicenda fu oggetto di un procedimento penale e di un’inchiesta amministrativa del ministero dell’Agricoltura;
- risulta che parte di questi fondi sia utilizzata dalle associazioni per pagare il cospicuo apparato burocratico e i non trascurabili emolumenti dei vertici.
- appare quanto mai opportuno, a maggior ragione in tempi di crisi, garantire la trasparenza e l’ottimizzazione della gestione dei fondi pubblici, con un attento monitoraggio delle singole voci di spesa;

Per sapere:

- se non sia obbligo dello Stato membro garantire che qualsiasi intervento riguardante le specie protette sia autorizzato solo in base a decisioni contenenti una motivazione precisa e adeguata riferentesi ai motivi, alle condizioni e alle prescrizioni di cui all’art. 9, nn. 1 e 2, della 79/409;
- se la normativa nazionale applicabile in materia di conservazione degli uccelli selvatici non debba enunciare i criteri di deroga in modo chiaro e preciso;
- quali iniziative intende intraprendere per vigilare affinché la c.d. “caccia in deroga” non rappresenti un espediente per dar vita ad un sistema permanente di caccia, sempre in vigore, stagione venatoria dopo stagione venatoria;
- se non sia quanto mai opportuno e urgente procedere all’adozione di linee guida in materia di avifauna, non solo al fine di ridurre l’incertezza generata dalle singole normative regionali, ma anche allo scopo di evitare che l’erario statale paghi sanzioni per l’adozione, da parte delle Regioni, di normative contrastanti con le disposizioni comunitarie e con i principi di tutela e salvaguardia delle specie;
- con quali risorse intende far fronte al pagamento delle sanzioni;
- quali iniziative intende intraprendere per vigilare affinché la normativa regionale sia conforme al diritto dell’Unione, diminuendo, in tal modo, non solo il numero di contenziosi (che già, di per sé, comportano un impegno di risorse) ma anche il numero di condanne a carico dell’Italia;
- A quanto ammontano le risorse affluite nel fondo di cui al c.1 dell’art.24 della legge 157/1992
nelle ultime cinque annualità per cui sono disponibili i dati;
- A quanto ammontano, nello stesso periodo di tempo, le risorse ripartite tra le associazioni venatorie riconosciute o, a vario titolo, tra altre associazioni venatorie e quante ne abbiano percepite le singole associazioni;
- Se i ministeri competenti abbiano definito, con separati provvedimenti, ulteriori criteri per la ripartizione di queste risorse;
- Se siano stati effettuati periodici controlli sulla “consistenza associativa” delle beneficiarie o se le risorse siano state erogate sulla base di una semplice “autocertificazione” delle associazioni stesse;
- Come siano stati effettuati questi controlli e se siano mai emerse irregolarità o difformità rispetto alle dichiarazioni presentate dalle associazioni;
- Quali controlli siano stati effettuati sull’utilizzazione delle risorse destinate al “funzionamento e all’espletamento dei compiti istituzionali” del Comitato tecnico faunistico-venatorio e se siano emerse irregolarità;
- A quanto ammonta la quota annuale di iscrizione al Consiglio Internazionale della Caccia, se l’1 per cento del fondo sia sufficiente per coprire il costo e, in caso contrario, da quali risorse si attinga per far fronte a questo impegno.
- Se il governo, in considerazione della crisi che attanaglia il Paese e della documentata necessità di contenere la spesa pubblica, non ritenga opportuno un intervento normativo per abolire del tutto il
finanziamento ex art.24 c.1 della legge 157/1992 alle associazioni venatorie nazionali riconosciute, destinando tali risorse a miglior causa, o quantomeno, in nome della tanto invocata trasparenza, per assoggettare le associazioni al controllo della Corte dei conti.

On . Michela Vittoria Brambilla

Scarica: interrogazione caccia Michela Vittoria Brambilla

 

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Per non dimenticare:

 

 

 

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La politica e la caccia…Per non dimenticare:

Ma anche….

 

 

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Category: AAVV, Leggi/Politica

Comments (29)

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  1. Giovanni Aiello scrive:

    Un solo commento mi sovviene nei riguardi di quella la……..ma non lo dico perchè ho ancora un briciolo di educazione………. (dw) (y) (:-p) (:n)  

    • fabio guidi scrive:

      …..sono d’accordo…..ma…..intanto, quella là, fà il suo lavoro, secondo il suo punto di vista.
      Voglio vedere ora come rispondono le varie aavv ! ed anche qualche europarlamentare…….
      e noi intanto ci scanniamo………

  2. Diego sperotto scrive:

    Sempre più dura x noi mi pare…ma le cose devono cambiare orca la rossa

  3. ennio scrive:

    …ehhh sapesse la Michela quante associazione avrei io da elencare per essere assoggettate alla visione della Corte dei Conti !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  4. giannirm scrive:

    Mi sta bene che si tolgano i soldi alle aavv(così smettono di essere tanto ambite da inutili cacciatori di poltrone e privilegi) a patto che ciò avvenga anche per le sigle animaliste, la Brambilla bussa a soldi, gli stanno chiudendo l’Enpa e i tanti canili gestiti.

  5. ennio scrive:

    come ho scritto nell’altro post ….intanto  lei oggi è  stata l’unica a cui il  TG5 ah offerto il  microfono  …….
    Loro parlano…sparlano, dicono….spesso anche baggianate…ma dicono e noi  nulla .pèrchè coloro ci dovrebbe tutelare  non lo fanno.primo perchè non ne sono capaci e secondo perchè l’importante è garantirsi lo stipendio……..essere presenti a qualche manifestazione …come invitati,sguazzare  nelle tavole imbandite….essere ospitati in splendide case di caccia di ottime riserve faunistiche….   ecc…. vergogna a loro e disprezzo a  noi,cominciando da me ,che gli paghiamo la tessera!!!!!!!!!!!!!!

    • Nicola scrive:

      Non solo tg5 anche tg1 e tg2 tutto contro i stipendi dei presidenti delle AAVV tipo presidente FIDC. 83000 euro più rimborsi spesa.Butto la tessera!

      • ennio scrive:

        vedi Nicola ….io già sapevo  quanto percepisce  il nostro presidente…e pertanto anch’io potrei buttare la tessera….ma il fatto è che anche gli altri  non è  che  prendino di  meno…. :wink:
        …allora cosa fare..??? quì collega ,la caccia è così..la politica va così….la giustizia va così….il fisco va così……l’abusivismo trionfa..sulle strade si viaggia senza rispetto del codice stradale……l’inquinamento ambientale sappiamo quanto ce nè…..le sofisticazioni alimentari ce ne sono sempre di più…..gli affiliati alla camorra e mafia  più ne arrestano e più ce ne sono….la delinquenza comune domina in tanti centri e città….gli stranieri fra poco cacciano via noi……e  via chi più ne ha  più ne metta!!! (:n) (:n) (:n) (:n)
        e la Brambilla si preoccupa di quanto sopra, non le è bastato  che lei e altri pari a lei abbiano fatto scendere ilPDL sotto il 20%….lo vogliono far scivolare sotto il 10%.

  6. Peter scrive:

    Ma ancora rompe gli ze……..ei? La caccia è sempre esistita ed esiste in tutto il mondo, solo l’Italia dovrebbe privarsene? E per quale motivo? Per fare un piacere a lei e i quattro animalari che si porta appresso? Ma pensi piuttosto a dare un contributo fattivo per risolvere i problemi di ogni giorno della gente che si deve arrabattare per comprasi quello che quotidianamente deve mettere nello stomaco, piuttosto che esternare aria fritta e strafritta egregia “”"”"lei”"”.

  7. Radere igor scrive:

    http://www.ilcacciatore.com/2012/03/29/intervento-sen-carrara-su-benefici-alle-ass-animaliste/ 

    Spiace, tocca prima a noi sapere dove vi magnate MILIONI  di euri PUBBLICI. Torni ad occuparsi dell’asino, che è meglio. :mrgreen: :mrgreen:

  8. renzo scrive:

    E’ arrivato il momento che “”gli strapagati ” presidenti delle associazioni che elenca la ( EX ) ministra , si diano da fare e si guadagnino lo stipendio rispondendo riga su riga a quelle domande . Lei se lo guadagna ( anche se è TROPPO ) facendo interrogazioni di questa fattura , ora che pensino di fare altrettanto i vari presidenti delle varie associazioni …………………….E UNA VOLTA TANTO DICANO TUTTI LA STESSA VERITA…………. senza guardare prima di parlare di che colore è la tessera che hanno in tasca . Se ne sono capaci

  9. Mauro Proietti scrive:

    A dire il vero una regolata le AAVV la dovrebbero proprio subire, sarei curioso di conoscere i tesserati reali di arci, dei riproduttori o come si chiamano etc etc. Purtroppo però questo non fa che disgregare un mondo venatorio che grazie alla sua dispersione e alle beghe del piffero tra AAVV subisce attacchio che di questo passo lo porteranno almeno alla chiusura in riserva! Provvedere prima che sia tardi.

  10. Dino scrive:

    la Brambilla… guardatela bene … è un animale raro, va tutelata mettiamola nello zoo , nasce una Brambilla ogni tanti milioni di anni, ma delle cose le dice giuste.. troppi soldi a chi effettivamente non fa un tubo, un po come la Brambilla stessa.
    Votatela, adesso che scenderà di nuovo in campo con Berlusconi….. 

  11. Giovanni59 scrive:

    Non’è la brambilla che parla, il pdl ha fatto la sua scelta (già da un pezzo) e l’ex ministro intanto ha fatto enormi passi avanti all’ interno dell’elite del partito; sta tenendo un basso profilo x quello che è il suo carattere, ma sta passando dalle parole hai fatti. Credete sia così facile apparire quasi a reti unificate x quest’altro affondo?? o pensate che sia tutta farina del suo mulino….. eh su!!!!. 8)

    • carlo scrive:

      STRANAMENTE BERLUSCONI SCEGLIE QUESTA GIORNATA PER RICANDIDARSI…….LA BRAMBILLA é UN FENOMENO e DALL’OLIO CONTINUA INDISTURBATO PRENDERE 83000EURO DI STIPENDIO+RIMBORSI SPESE CIRCA “200,000mila EURO,alla faccia dei cacciatori!

  12. fabrizio scrive:

    SONO SOLO GLI ULTIMI COLPI DI CODA DI UN PARTITO (pdl) CHE DOPO AVERE PROMESSO UNA EQUA RIFORMA DELLA 157 HA COMPIUTO UN  IMPROVVISO VOLTAFACCIA POLITICO ED E’ DIVENTATO UN PARTITO ESTREMISTA ANIMALISTA E ANTICACCIA.
    IL PDL HA DELUSO E TRADITO IL SUO ELETTORATO IN GENERALE E NON SOLO I CACCIATORI.
    ALLE ELEZIONI POLITICHE SALDEREMO IL CONTO.

  13. gianni scrive:

    VEDIAMO ANCHE I CONTRIBUTI CHE IL GOVERNO DA ALLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE,I LORO BILANCI E DOVE VANNO A FINIRE TUTTI QUEI SOLDI.QUESTO VALE ANCHE X I PARCHI E LE OASI.

  14. fiore scrive:

    ullalà… e pensare che c’è ancora qualcuno che li rivoterebbe!! povera itaglia!

  15. franc scrive:

    Ma tutte le nostre associazioni venatorie, cosa aspettano a rispondere per le rime a tutte le dichiarazioni false che ha rilasciato ai giornalisti?

    Ha si, lo so…, devono aspettare un mesetto che l’uffico preposto della associazione  valuti il da farsi.
    Francesco Marcazzan 

  16. Mauro Proietti scrive:

    Questa è la miopia dei cacciatori. Ridurre tutto alla brambilla e al Pdl. ok finita la brambilla, finito il Pdl pensate che siano risolti io nostri problemi?? Bisogna andare oltre ragazzi…sopra gli schemi dei partiti e delle AAVV…

    • fiore scrive:

      beh si, io sono per il ritorno alla preistoria, perchè oltre la brambilla e il pdl c’è l’economia poi ci sarà la filosofia, eppoi la religione … e si ripartirà da capo.  Meglio tornare indietro

  17. Giacomo scrive:

    Questo dovrebbe essere il classico caso in cui si è andato a stuzzicare in modo drastico i cani che dormono !! Dico dovrebbe perchè adesso bisogna vedere questi cani di che pasta sono fatti !! Arrabbiatevi maremma maiala !! Che quersto è il momento buono !!!!  :twisted:   Salutiaaamo

  18. tiziano57 scrive:

    MA CARA bRAMBILLA PERCHè NON DICI QUANTI SOLDI PRENDONO LE ASS.ANIMALAMBIENTALISTE (BEN 94) FINORA TROVATE VAGANTI CON I PIù DISPARATI NOMI)che non versano un quattrino allo Stato? Come mai il ministero dell’ambiente non risponde alle molteplici interrogazioni parlamentari orali e scritte richieste dal Sen. Valerio Carrara ? Signora (f) Brambilla ma perchè non ci dice che fine ha fatto quel canile in sua concessione nella zona di Lecco ? Ma signora Brambilla come mai il pesce che la sua famiglia vende e con cui si arricchisce da anni non è considerato un essere vivente da rispettare con tanto riguardo ? Ma una buona volta gli enti di sorveglianza (Guardia di Finanza, Ufficio delle Entrate, ecc.)perchè non vcanno ad nalizzare i bilanci delle ass. animalambientaliste e dei loro Presidenti e da dove arrivano i soldi con cui questi Signori arrivano a parlare in tutte le testate televisive? Ma non è che per sviare la Spending Reviev che non ha toccato la Casta si distragga il popolo accusando invece chi cersa tasse allo Stao non chiedendo nulla in cambio ma solo l’opportunità di esercitare una passione ?

  19. domenico scrive:

    L’unica cosa vera da dire a questa “signora” è di dire all’intero popolo italino quanti soldi versano gli ambientalisti per l’ambiente? Noi cacciatori li versiamo loro vogliono e richiedono allo Stato solo soldi, in questo periodo di VERA CRISI -o- -o- -o- -o- -o- -o- -o- , poi mi parla di EURI che l’Italia paga alla C.E.E. per la caccia, ma “signora BRAMBILLA” forse non sa che i soldi che lo Stato paga è per colpa di voi politici e ve lo siete dimenticati (:n) (:n) (:n) (:n) (:n) (:n) (:n) (:n) (:n) (:n), se il popolo italiano fosse un poco unito andreste tuuti voi politici dal 1992 ad oggi a zappare la terra (se siete capaci)……………………………. 

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