Maremma, quando la natura compie le sue scelte
Il responsabile del progetto Migratoria, Fabrizio Fabiano, parla della salvaguardia delle specie “I nidi della Marzaiola danno speranza”
GROSSETO “Quando la natura compie le sue scelte”: così Fabrizio Fabiano, medico con la passione della caccia ma soprattutto amante della natura e suo difensore. Come Luca Bececco con il quale Fabiano condivide le responsabilità del progetto Migratoria, interessante sotto vari aspetti e che ha dato pure grossi risultati nella salvaguardia in Maremma delle rondini (rondoni, balestrucci e vere rondini) e dei loro nidi o dei colombacci.
“Sono solo esempi naturalmente in un periodo – scrive Fabiano – che ci fa raccontare la Maremma come una fiaba”. E aggiunge: “C’era una volta la Maremma, dove la maggior parte dei suoi abitanti gestiva un pezzetto di terra, non solo nei piccoli paesi ma anche in vicinanza dei centri urbani più grandi, nei quali venivano allevate due galline con tre conigli, spesso una coppia di maiali, dove si metteva qualche pomodoro, cipolle, zucchine e patate. Una terra dove si raccoglievano olive per fare l’olio per casa e si andava a ‘respigolare’. E si camminava alla ricerca del radicchio o delle bietole selvatiche. Era questa la vita con prodotti a chilometro zero. E in cielo volavano stormi di rondini che nidificavano nelle case di campagna.
In autunno merli, tordi e beccacce invadevano i boschi che ancora non erano colonizzati dal cinghiale, quello imbastardito per l’immissione di razze dall’ Est Europa. Il lupo era un animale di nicchia e non creava problemi alle greggi, i nostri ruscelli non erano invasi dal gambero killer della Louisiana né dal castorino o nutria. E nella Diaccia Botrona, il padule per eccellenza, una delle aree umide più importanti d’Europa, migliaia di specie di uccelli cercavano i chiari. E parecchi nidificavano.
Era una zona gestita dai cacciatori, con regole precise per il prelievo venatorio e l’ambiente era mantenuto controllando due cose: la regimazione delle acque salmastre e il rinnovo della vegetazione. E l’ecosistema, senza alcun diktat, era rispettato”.
Con il passare degli anni tutto è cambiato. “Nella Diaccia Botrona, tolta ai cacciatori nel 1990, viene enfatizzata la notizia della comparsa dei fenicotteri rosa. E’ vero: una volta era pertinenza dei luoghi salati, dalla Sardegna alla laguna di Orbetello. E’ la conferma che le acque della Diaccia Botrona sono diventate salate, i gamberi si riproducono e arrivano i fenicotteri che mangiano i gamberi. E gli altri? Mancando le erbette di acqua dolce abbandonano l’area. Il fenicottero – aggiunge Fabiano- nella sua bellezza non è altro che l’indicatore biologico di uno sconvolgimento dell’eco sistema.
E questo grazie agli illuminati signori che con il loro ostinato ambientalismo hanno originato tutto ciò. E hanno inventato il ‘Feny Day’ossia, in italomaremmano, il ‘Giorno del Fenicottero’ che altro non è che una festa razzista perchè decreta la fine delle altre specie!”
E la novità che riporta il sorriso? “Una notizia di questi giorni – spiega Fabiano – ben documentata con foto e video. Una Marzaiola (animale acquatico di passo, ndr) che ha nidificato in un lago situato tra il fiume Bruna e il torrente Sovata, nel territorio di Castiglione della Pescaia. Una notizia che ha fatto scalpore nel mondo scientifico e venatorio per l’eccezionalità dell’evento. Che merita due considerazioni: altri uccelli migratori stanno espandendo il loro areale di nidificazione. Per esempio il Colombaccio, divenuto stanziale nella nostra latitudine.
Ecco perchè si deve impedire la cacciabilità nelle preaperture. E poi in Maremma ci sono diverse zone umide, fra queste la Diaccia Botrona, la laguna di Orbetello e il lago di Burano. Ma allora perchè la Marzaiola ha scelto di nidificare a Piatto Lavato, in un lago artificiale?
La risposta è ovvia: questo lago è l’unico, ormai, dove sia stato riproposto un rigoroso ambiente umido con le caratteristiche dei vecchi siti incontaminati maremmani.
Ossia acqua dolce, profondità idonee, colture pertinenti all’ambiente. E pensare che tutto ciò non è stato realizzato da un magnate maremmano o da un ricco possidente ma da un uomo comune, nato cacciatore, con innato il grande amore per gli acquatici e la natura. E noi dobbiamo ringraziarlo”.
g.cap.
CORRIERE DI MAREMMA
Rassegna stampa quotidiana della Provincia di Grosseto
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ragazzi andate sul sito http://www.campagnafisat.it aiutate a mandare e mail e a scrivere su facebook se facciamo quello che abbiamo sempre fatto lottando tutti insieme,si riuscirà a evitare anche questa idiozia,quando l’abbiamo fatto abbiamo sempre vinto facciamoci sentire mi raccomando divulgate questa notizia a tutti
bell’Articolo, nella speranza che non si tratti di un caso isolato e che dopo anni di gestione balorda di pseudo ambientalisti si cominci a affidare la natura a chi veramente la capisce.Il fenicottero rosa!! come in Arno il siluro, e pensare che se chiedi a qualche appassionato della domenica dirà che ci sono esemplari anche di 50 chili e ne è anche soddisfatto!! e intanto il fiume è morto!