Sicilia: esperienza ci consiglia: riflettere
NON SAPPIAMO LEGGERE, NE’ SCRIVERE. NELLA NOSTRA IGNORANZA, ESPERIENZA CI CONSIGLIA: RIFLETTERE
Da ieri dei siti internet di altre associazioni venatorie diffondono un comunicato dal titolo: “PARERE FAVOREVOLE DELL’ISPRA”. La notizia di cui sopra, si riferisce al parere che l’ISPRA ha reso sulla bozza di calendario venatorio diffusa qualche tempo prima dalle stesse associazioni e da un circolo locale di altra associazione venatoria nazionale di cui intendiamo stendere un velo pietoso.
Si leggeva in un primo comunicato che il parere favorevole dell’ISPRA riguardava la preapertura a coniglio e colombaccio al primo settembre e la chiusura del colombaccio al 10 febbraio. Oggi, però, il comunicato è stato cambiato e si precisa che il parere favorevole dell’ISPRA riguarda solo la preapertura al coniglio all’1 settembre e la chiusura al colombaccio il 10 febbraio.
Il titolo è però rimasto lo stesso: “Parere Favorevole dell’ISPRA”. Ci siamo quindi chiesti, sentendo voci di corridoio, ma questo parere favorevole riguarda solo queste due specie? E le altre? E l’apertura della caccia al colombaccio quando sarebbe?
Stranamente, in questo comunicato, il testo del parere dell’ISPRA non viene pubblicato, a differenza della bozza di calendario venatorio e del testo di un emendamento che, a parere dei firmatari, dovrebbero risolvere i problemi della caccia in Sicilia. Infine, le stesse associazioni rimproverano le altre Associazioni venatorie di “boicottare e denigrare” la bozza di calendario venatorio attraverso comunicati e lettere inviate alle armerie.
A questo punto, nella generale confusione, siamo riusciti a “sbirciare” il Parere dell’ISPRA, lo abbiamo letto ed abbiamo convenuto che questo parere era tutt’altro che “favorevole”.
Nel dubbio di non sapere leggere, abbiamo sottoposto il parere ad interpreti della lingua italiana e ad operatori del diritto, i quali ci hanno riassunto così la sostanza del documento:
1) l’ISPRA è SFAVOREVOLE all’apertura della caccia al COLOMBACCIO l’1 settembre e raccomanda di aprirla all’1 OTTOBRE;
2) l’ISPRA è SFAVOREVOLE all’apertura della QUAGLIA l’1 settembre e raccomanda di aprirla l’1 OTTOBRE;
3) l’ISPRA è SFAVOREVOLE alla caccia del COMBATTENTE e della MORETTA, che dovrebbero essere sospese;
4) l’ISPRA è SFAVOREVOLE alla caccia alla LEPRE, che dovrebbe essere chiusa;
5) l’ISPRA è SFAVOREVOLE all’addestramento dei cani per il mese di agosto;
6) l’ISPRA è SFAVOREVOLE alla chiusura della caccia alla BECCACCIA al 31 gennaio e raccomanda la chiusura al 31 dicembre;
7) l’ISPRA è SFAVOREVOLE alla chiusura della caccia ai tordi ed alla cesena a fine gennaio;
l’ISPRA raccomanda che la preapertura della TORTORA deve essere limitata a TRE GIORNATE nel mese di settembre;
9) l’ISPRA raccomanda LIMITAZIONI DI CARNIERE ulteriori per Tortora e Allodola.
10) l’ISPRA è SFAVOREVOLE alla caccia del FAGIANO nelle aziende faunistico-venatorie.
Quanto a SIC e ZPS, riportiamo testualmente quanto raccomandato dall’ISPRA in questo parere: “Si ritiene vada considerata l’opportunità di sottoporre a valutazione di incidenza non solo gli strumenti di pianificazione faunistico-venatoria, ma anche i calendari regionali attraverso una concertazione con i competenti uffici regionali. Inoltre la valutazione di incidenza della caccia sulla conservazione di ciascuno dei siti della Rete Natura 2000 dovrebbe essere effettuata, sito per sito, avendo a riferimento il relativo formulario o il piano di gestione se approvato”.
L’ISPRA, evidentemente, parte dal presupposto che il Piano sia stato approvato, e tuttavia raccomanda le valutazioni di incidenza. Ciò che è una semplice raccomandazione per l’ISPRA, però, pare che sia invece una “fissazione” per il TAR DI PALERMO, che con due SENTENZE consecutive (una già confermata dal CGA con ulteriore condanna alle spese per l’Amministrazione) ha HA ANNULLATO I CALENDARI VENATORI 2009/2010 E 2010/2011 nella parte in cui consentivano la caccia nella Rete Natura 2000 SENZA VALUTAZIONE DI INCIDENZA (in assenza di piano, il calendario va sottoposto a valutazione di incidenza).
Ora, pur non sapendo leggere e scrivere, ci rendiamo conto che QUESTO PARERE TUTTO E’ TRANNE CHE FAVOREVOLE, a meno che il favore dell’ISPRA non si riferisca ai dieci giorni di caccia al colombaccio a febbraio; ma non poteva farne a meno, visto che ha concesso lo stesso favore ad altre Regioni d’Italia.
Sappiamo pure che IL PARERE ISPRA è obbligatorio ma NON VINCOLANTE e quindi siamo certi che, mettendo finalmente da parte le suggestioni dei proclami trionfalistici, il neo Assessore Aiello saprà motivare, con il supporto di inoppugnabili argomentazioni scientifiche, scelte diverse da quelle raccomandate dall’ISPRA, periodi di caccia più lunghi e carnieri stagionali più ragionevoli; ci dicono che basterebbe fare riferimento ai c.d. key concepts approvati dalla C.E. ed alla “Guida alla disciplina della caccia nell’ambito della direttiva 79/409/CE”, da cui la Guida ISPRA dovrebbe trarre spunto, per ottenere limiti meno rigorosi all’attività venatoria anche per specie come quaglia, beccaccia e colombaccio.
Siamo infine certi che l’Assemblea Regionale, tenuto conto delle raccomandazioni dell’ISPRA e della costante giurisprudenza del TAR, saprà orientarsi correttamente nelle scelte legislative di emergenza per consentirci di andare a caccia senza patemi d’animo. Perché di questo si tratta, di un’emergenza di cui i cacciatori e le associazioni non hanno colpa, ma con cui debbono confrontarsi per trovare una soluzione ragionevole. Diversamente si rischia di prendere per i fondelli una categoria fatta di persone oneste, che chiedono solo di praticare la loro passione con pari dignità rispetto al resto dei cacciatori italiani; diversamente si rischia che qualche organizzazione locale, per incrementare il numero dei propri tesserati, darà seguito ai proclami che vengono diffusi con messaggi ingannevoli, creando aspettative che si dissolveranno, inesorabilmente, con le piogge di fine agosto sotto la mannaia del TAR palermitano.
Vorremmo un calendario venatorio più libertario e più dignitoso di quello “raccomandato” dall’ISPRA, ma allo stesso tempo giuridicamente inattaccabile; ci dicono che l’art. 18 della Legge 157/1992 sulla caccia è stato modificato dalla c.d. Comunitaria e che la caccia alle diverse specie deve essere vietata nei periodi di nidificazione, di riproduzione, di ritorno ai luoghi di nidificazione e di dipendenza dei piccoli.
Per contrastare le farneticazioni dell’ISPRA occorrerà quindi dimostrare, con un valido supporto scientifico, che periodi di caccia più ampi sono compatibili con le esigenze di tutela, altrimenti gli ambientalisti avranno gioco facile nei Tribunali. Abbiamo avuto diversi incontri con l’Assessore e con Deputati regionali, partecipando la nostra ragionevole opinione sulla caccia e ricevendo assicurazioni che ogni sforzo sarà indirizzato verso una soluzione che sia quanto più possibile immune da impugnative; in questo senso ci auguriamo che l’emendamento di emergenza sulla caccia sia il più snello possibile e prenda atto delle nostre perplessità.
Non possiamo farci intimidire da facili suggestioni, poiché, come sempre, i fatti danno ragione a chi ragiona e non a chi si propone come il “salvatore della patria” senza neppure avere idea di che cosa va parlando. Ci piacerebbe avere un calendario che consente la caccia in primavera e, perché no, anche tutto l’anno, ma sappiamo bene che, nel proporre un simile provvedimento, rischieremmo di non andarci più a caccia.
Siamo realistici, dunque, e andiamo avanti senza farneticare, alzando il tono di voce quando occorre, perché se permettiamo a chicchessia di proporre soluzioni irragionevoli alla fine pagheremmo tutti.
Viva la caccia!
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