Istria.. dove i cacciatori italiani sono graditissimi
Croazia – Turismo venatorio affare da 3 milioni per l’area istriana
I cacciatori sono soprattutto italiani. Spendono in tre giorni circa 2500 euro, nell’ultimo anno rilasciate 1266 licenze
POLA. Causa la crisi finanziaria che si riflette direttamente sui bilanci familiari, il numero dei villeggianti italiani in Croazia è in calo di addirittura il 10%. Il dato non riguarda però gli italiani dediti al turismo venatorio che al momento non risentono ancora della recessione. Anzi, il loro numero è in aumento, come emerso alla riunione dell’assemblea dell’Unione venatoria regionale.
Nel 2011 ai cacciatori stranieri, leggi italiani, sono state rilasciate 1.266 licenze di caccia, circa 200 in più rispetto all’anno precedente. Il loro costo è di 53 euro. Attenzione, perché si pagano anche le tasse sulle armi, sui cani e il “noleggio” della guida, il numero di cartucce è limitato a 150 per le doppiette e a 25 proiettili per le carabine. Il cacciatore può portare con se al massimo due fucili. Tirando le somme, un giorno di caccia viene a costare sui 150 euro.
Stando alla valutazione dell’Unione il cacciatore italiano annualmente in Istria spende sui 2.500 euro, incluse le spese di vitto e alloggio di 2–3 giorni, quanto in media dura la vacanza venatoria. Facendo un po’ di calcoli, si arriva alla conclusione che questa specifica forma di turismo ogni anno all’Istria fa guadagnare sui 3 milioni di euro, che certamente non sono bruscolini.
I cacciatori italiani sono ospiti graditissimi nei ristoranti e trattorie istriane dove non badano troppo alle spese: mangiano prosciutto, formaggio, tartufi, in genere i piatti della cucina casereccia. E come vino scelgono sempre un prodotto di alta qualità.
La stagione della caccia inizia a ottobre per concludersi in gennaio e i mille e passa cacciatori italiani sono ospiti sempre più ambiti visto che portano risorse finanziarie all’infuori dei mesi estivi.
Per tale motivo le autorità regionali, il settore turistico e l’Unione venatoria stanno studiando strategie per attirare un numero quanto maggiore di turisti italiani, snellendo le pratiche burocratiche e incentivando l’allevamento della selvaggina.
Per completare il quadro della caccia in Istria va detto che i cacciatori sono circa 4.000 associati in 38 società, ognuna delle quali ha la sua riserva.
(p.r.)
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Comments (3)
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Si va bhè,se però cominciano con l’allevamento della selvaggina,tempo due anni e i turisti italiani se li scordano…
ma io credo che già allevino da tempo………
(:n)
Una domanda, per chi avesse la cortesia di darmi informazioni.
io avrei la possibilità di stare da parenti che mi ospiterebbero, in Istria, e ci andrei per cacciare. Ma non ho la più pallida idea di chi contattare, come fare per trovare una riserva, rilavare un’eventuale quota o pagare un permesso giornaliero, non so cosa è da evitare per evitare fergature e inutili spese. Insomma, se finora non mi sono ancora mosso per andare a caccia in istria è perchè non so da che parte cominciare.
chi mi può aiutare? tenete presente che vorrei andare a caccia di beccacce.
grazie e chi mi risponderà o mi darà riferimenti utili ai quali rivolgermi