Emilia Romagna: Arci Caccia a congresso
Sabato 12 maggio 2012 a San Lazzaro di Savena (Bo) si è svolto il X Congresso Regionale Arci Caccia dell’Emilia Romagna. L’Assise regionale è stata l’ultimo appuntamento dopo una capillare campagna di Congressi di circolo e provinciali. Tema all’ordine del giorno è stata l’analisi dell’attuale situazione socio-economica in relazione all’attività venatoria con il fine di individuare orientamenti e proposte risolutive per l’immediato futuro e per una prospettiva di certezza di diritto per l’attività venatoria in Regione e nel Paese.
La relazione del Presidente Regionale ha evidenziato le difficoltà del mondo del lavoro e dell’occupazione, la diminuzione delle disponibilità economiche personali e famigliari e le conseguenti ripercussioni anche sulla caccia. Il documento introduttivo illustrato dal Presidente regionale, Danilo Treossi, ha insistito sulle diverse opzioni che interesseranno la gestione degli A.T.C. ed ha indicato le opportunità risolutive, ad avviso dell’Arci Caccia, della crisi dell’attività venatoria che tra l’altro si è caratterizzata per la diminuzione del volontariato e del numero dei cacciatori.
La comunicazione ha successivamente evidenziato il danno provocato dalla modifica della L.Q. 157/92 con l’approvazione della “Comunitaria”, la quale ha determinato condizioni per nuove limitazioni sui periodi di caccia e numero delle specie cacciabili nonché una consistente restrizione del numero di capi prelevabili per le specie che spesso subiscono l’aggravante di un prelievo indiscriminato attraverso il turismo venatorio. Il business economico di queste attività è spesso in contrasto con le modifiche ambientali, climatiche, ecc. che segnalano, se ancora ce ne fosse bisogno, che l’allarme sui temi ecologici non è stato raccolto dalla politica.
Il drammatico Terremoto che ha sconvolto la Regione, le sofferenze dei cittadini, i lutti, siano presi in seria considerazione da Governo e Parlamento per cambiare rotta affinchè, nei fatti, si affermi un modello di sviluppo eco-compatibile nel nostro Paese.
A seguire, nell’esame delle problematiche, il relatore ha sottolineato la diminuzione del numero dei cacciatori e la conseguente necessità di ripensare, in Emilia Romagna, l’aspetto strutturale e la relativa gestione. La naturale diminuzione del volontariato partecipante è sottovalutata dai Comitati di Gestione degli Ambiti che, più che preoccuparsi dei problemi dei danni, ambiente e bio-diversità, pensano a come soddisfare gli appetiti ed il consumismo dei cacciatori meno sensibili alla caccia sociale e sostenibile.
La Direzione regionale nel corso del nuovo mandato congressuale si impegnerà affinchè si realizzi compiutamente una caccia compatibile con la consistenza delle specie faunistiche, sostenibile socialmente e impegnata nella gestione ambientale con un occhio di particolare riguardo alla tutela delle produzioni agricole. L’Arci Caccia lavorerà, inoltre, per la pari dignità dell’Associazionismo venatorio ed anche per proposte che vadano verso la sua unità, su basi condivise, rispettose delle varie opzioni venatorie e per allargare le alleanze sulla gestione ambientale a tutte le componenti coinvolte.
Ai lavori del Congresso hanno partecipato le rappresentanze regionali di Cia e Confagricoltura le quali hanno espresso apprezzamento e condivisione sui temi affrontati nonché disponibilità a perseguire nel lavoro di confronto e concertazione che buoni frutti ha portato nella gestione faunistica regionale. Hanno partecipato altresì, ospiti graditi, le rappresentanze venatorie Enalcaccia e Libera Caccia con contributi interessanti sulle dinamiche unitarie nonché la Presidente regionale dell’URCA che ha espresso interesse, nello specifico, sulle tematiche inerenti gli ungulati.
Molto applaudito è stato anche l’intervento della Regione rappresentata dall’Architetto Maria Luisa Bargossi che ha portato il saluto dell’Assessore Tiberio Rabboni e, entrando nel merito, ha evidenziato le peculiarità del lavoro prodotto nella definizione del calendario venatorio regionale dopo i “guai” prodotti dalla “Comunitaria” e dopo le sentenze della Corte Costituzionale sul calendario venatorio dell’Abruzzo e della Liguria che ha chiesto i “calendari venatori” per legge. Difficoltà sono state annunciate, e già prevedibili, per l’attuazione delle “deroghe” per l’assenza delle tanto annunciato “Linee Guida” previste dalla legge e mai emanate dal Governo.
Le considerazioni del Consigliere regionale Mario Mazzotti hanno messo in risalto le difficoltà che investono l’Assemblea Legislativa e la Giunta regionale nella definizione di leggi e regolamenti in un quadro di riferimento normativo incerto e spesso suscettibile di tendenze non sempre obiettive; ha evidenziato il lavoro che l’Arci Caccia ha svolto per il mantenimento di un quadro di riferimento intercategoriale importante.
L’Assemblea, dopo le solenni verifiche di rito previste dallo Statuto, dopo il dibattito aperto e partecipato; ha svolto i suoi compiti istituzionali: ha approvato la Relazione del Presidente, ha eletto il nuovo Direttivo Regionale con l’inserimento di nuove energie e la conferma dei bravi e generosi dirigenti provinciali e di circolo impegnati, senza risparmio di energie, nell’attività culturale, sportiva e di vigilanza (un Grazie sentito dal Congresso ai volontari della vigilanza). Poi con voto unanime è stato eletto il Presidente regionale dell’Arci Caccia nella persona del Signor Danilo Treossi.
L’Assemblea del CSAA ha confermato Roberto Riva Presidente regionale.
I lavori sono stati conclusi dal Presidente nazionale Osvaldo Veneziano, che si è complimentato per la relazione e gli interventi e ha espresso soddisfazione per la capacità dimostrata dai Gruppi dirigenti dell’Emilia Romagna e per essere protagonisti di una politica venatoria riconosciuta dal mondo venatorio, agricolo, dalle istituzioni, dalla società e dal mondo ambientalista non ideologicamente pregiudiziale alla caccia.
http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/emilia-romagna-arci-caccia-a-congresso-13220/
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Comments (10)
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come come! chi l’ha voluta la comunitaria? e più che altro chi l’ha fatta recepire a tutti i costi? con promesse della serie più tempi più specie?
Su Dardo per puoi infamare chi vuoi ma almeno un pò di memoria e coerenza!
Se le aavv cosi`dette riconosciute invece di stare con le mani in mano come fanno dal 92,si fossero inca***te invece che stare zitte e fare scarni commenti a cose fatte, forse quello schifo di comunitaria non passava.
Che ne pensi Fiore?
La Comunitaria l’ha votata e fatta approvare PDL e PD quindi se volevate potevate giocarvela, perchè i numeri senza il PD non c’erano, informati meglio.
e le più grandi aavv stavano in silenzio? forse perchè dire pd o federcaccia o arcicaccia è la stessa identica cosa!!!!
Ci sarebbero tante cose da scrivere per rispondere al solito politichese e alle solite cose trite e ritrite.
Ma una c’erano hanno fatto piu`danno della grandine,ma quelli del PD avrebbero approvato le linee guida?
Via,smo seri!!!!!!
Va bene la comunitaria, ma allora io voglio cacciare come in Francia o in Spagna. Sono o non sono in europa con loro?
Per rispondere a Fiore, mi sembra che le aa.vv. , specialmente la tua, la caccia l’abbia fatta finire, lavorando sempre contro i cacciatori, e quando s’era 3.000.000, 2.800.000, erano iscritti a quella tua a.v. che ha fatto finire la caccia.
Saluto Fiore, non ce l’ho con te, ma con quelli che hanno il prosciutto negli occhi.
addirittura l’arcicaccia fà anche un congresso..pensavo che in emilia romagna fosserro estinti gli ARCI..e messi definitivamente nelle specie protette!!!
a breve non ci sarà neppure federcaccia, basta aspettare…….