E.Romagna: crepe nei muri e nell’anima
EMILIA e ROMAGNA: CREPE nei MURI e nell’ ANIMA
Per gli Uomini dei Boschi è il momento dei calendari venatici che –mi piace ricordarlo- devono essere pubblicati entro e non oltre il 15 giugno –ndr-. Se chi, come me, ha avuto occasione di dipanare le matasse definite ‘senza virtute né conoscenza’ di quello varato in questi giorni dalla regione dell’ Umbria, è fatale che qualche visitatore anonimo di casa nostra, del quale non se ne conosce neppure il contorno della sua ombra, si soffermi su individualismi preconcetti e preconfezionati perdendo di vista –ahimè- perfino problemi ormai triti e ritriti, come quello della Starna ormai introvabile (se non surrogata dalla ‘gabbiarola’ che vola che è una meraviglia!), e della Tortora (?) il cui prelievo venatico è permesso (?) tuttora fino alla fine di dicembre…Come dire: nel nostro mondo c’ è ancora qualcuno che si sofferma sul dito, invece di preoccuparsi dei dati somatici della luna…
Tuttavia, mi sia concesso per una volta, di non parlare di caccia. Sono ritornato questa notte da quel di Cento, in provincia di Ferrara, dove le crepe nei muri e nell’ anima dei terremotati sono ancora assai evidenti. L’ incubo del terremoto riesce a turbare ancora i sonni di questa indomita gente; basta il passaggio di un camion, un sobbalzo della scrivania per far saltare loro i nervi. E non aiutano certo la popolazione gli allarmistici comunicati della Commissione grandi rischi, corretti a fatica dai sindacati. Passerà. Col tempo passerà, vivadiana! Deve passare!
C’ è chi fra loro ha la casa danneggiata, chi è ospite di amici, chi ha la madre che dorme in furgone non avendo più un tetto sulla testa. Perfino le tende montate in mezzo al giardino di casa innescano inquietanti pensieri…
Ma qui, amici, quando si sono fermati gli orologi su torri e campanili, quando si sono spente le vite degli operai sepolti nelle fabbriche, nessuno si è tirato indietro, anche se le notizie dai paesi erano sconvolgenti ed i minuti, senza linee telefoniche, sembravano ore. Una guerra con la terra che nessuno ha dichiarato. Il lavoro dei soccorritori si è aggiunto a quello delle perizie, dei sopralluoghi dei vigili del fuoco, pareri di tecnici, coccole ai bambini spaventati. Corpo e anima persi fra le crepe e i calcinacci, a guardare i sacrifici di gente per bene, ridotti a rottami dopo le scosse delle 4,04 di quella maledetta domenica.
Come spesso accade in questi frangenti, se ne sono sentite di tutti i colori: chi in TV ha definito la città di Cento con i suoi 35mila abitanti, un paesino di confine, Finale Emilia è divenuta Finale Ligure, Bondeno ha vagato fra tre province diverse. Tra la prima e la seconda scossa, qualche tg ha trasmesso più volte, in maniera quasi ossessiva, immagini di forme di Parmigiano Reggiano che ruzzolavano dagli scaffali, a dimostrazione di quanto sia difficile raccontare con obiettività e distacco un disastro di tali proporzioni: a volte l’ emozione ha il sopravvento e la notizia rischia di farsi prendere la mano.
Anche i cacciatori di tutta Italia, come il resto della popolazione, vogliono essere vicini ai terremotati. Anche quando i riflettori si spegneranno. Fino a che ci sarà un solo sfollato, per gli Uomini dei Boschi l’ emergenza terremoto non sarà finita.
So di ripetere un andante ormai logoro, visto e ascoltato da tutti noi ogni giorno, in radio e in TV. Tuttavia mi piace ricordare ai colleghi visitatori di questo nostro amato e valoroso Sito, che –per tutti coloro che ancora non lo avessero fatto- un SMS inviato al 45500 può portare ai nostri sfortunati conterranei un piccolo grande messaggio di conforto. Facciamolo.
Ve ne saranno grati, non solamente i nostri fratelli emiliano/romagnoli, ma l’ Italia intera.
Sergio Gunnella
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Category: Emilia Romagna, Radio bosco
Comments (4)
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fatto già da tempo l’SMS.. anche di più.
Come ho spalato terra per la mia città un anno fà, liberando quello che c’era da liberare dalla morsa del fango. Qualcosa ho perso, qualcuno ( mia figlia ) mi è stata regalata ancora una volta dalla vita . Sarebbero bastati tre secondi in più e meno forza sua ..ora piangerei disperato. Ringrazio DIO per questo.
Comprendo quindi appieno il terrore che si prova. Sono sicuro però che la Gente Emiliana, saprà rinascere come l’araba fenice; perche ne sono sicuro ?Perche è GENTE FORTE sotto tutti gli aspetti
Io che ho vissuto il terremoto del 1980 nel Salernitano nono grado sella scala Mercalli molto più violento di quello di adesso voglio dare un consiglio a chi vive in questi luoghi della Romagna: bisogna imparare a convivere con il terremoto piano piano ci si abitua altrimenti non si vive più in pace, quando si sente una scossa bisogna non pensarci più di tanto. Un SMS non è niente e neanche due. Un augurio lo voglio fare di cuore a tutte queste persone coraggiose che credo saranno sicuramente capaci di rinascere.
Un cordiale saluto.
gli emiliani sono persone forti e cordiali, e sanno rimboccarsi le maniche, non possono che avere tutta la mia solidarietà. E lo stato potrebbe fare molto di più di quello che sta facendo in caso di calamità dovrebbe mandare i suoi tecnici e svincolare le ganasce burocratiche per far ripartire le fabbriche e ricostruire le case, se ci fossero i giapponesi in italia al comando mezza emilia sarebbe già ricostruita, sono anche gli unici che in caso di crisi i primi a tagliarsi lo stipendio sono i ministri, ma in italy………….
Ieri mio cognato è stato in quei posti a portare aiuti e mi ha detto che la situazione è molto più grave di quanto fanno vedere in televisione. Vi sono interi paesi che debbono essere demiliti e ricostruiti in quanto i fabbricati pur essendo ancora in piedi sono talmente lesionati che è impensabile un loro recuparo.
Sabato prossimo vado con lui a portare aiuti e a rendermi conto di persona della situazione.