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Interrogazione parlamentare su Deroghe e risposta

| 31 maggio 2012 | 4 Comments

Rimettiamo copia di una interrogazione parlamentare presentata dall’on. Sandro Brandolini relativamente al problema delle “deroghe” e la risposta del Ministero delle Politiche Agricole.

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ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05302

Commissione assegnataria

Commissione: XIII COMMISSIONE (AGRICOLTURA)

Destinatari

Ministero destinatario:

  • MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
Fasi iter:

MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 13/09/2011

DISCUSSIONE IL 23/05/2012

SVOLTO IL 23/05/2012

CONCLUSO IL 23/05/2012

Atto Camera
Interrogazione a risposta in Commissione 5-05302

presentata da

SANDRO BRANDOLINI

martedì 13 settembre 2011, seduta n.517
BRANDOLINI, CENNI, ZUCCHI, SANI, FIORIO, TRAPPOLINO, AGOSTINI, MARCO CARRA, OLIVERIO, SERVODIO e MARIO PEPE (PD). -

Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali.

Per sapere – premesso che:

  • il verbale dell’incontro svoltosi in data 5 luglio 2010 fra la struttura di missione per le procedure di infrazione ed i servizi della direzione generale ambiente della commissione europea, inviato in data 8 luglio al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ad ISPRA, al Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, alle regioni Abruzzo, Calabria, Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Sardegna, Toscana e Veneto e, per conoscenza, alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero degli affari esteri ed al Rappresentante permanente d’Italia presso l’Unione europea, riporta l’affermazione della direttrice per la «natura, la biodiversità ed i suoli» della Commissione europea, secondo cui «ad avviso della Commissione i pareri rilasciati da ISPRA sui provvedimenti regionali in materia di caccia (in deroga) devono considerarsi obbligatori e che le regioni debbono necessariamente uniformarsi»;la sentenza della Corte di giustizia europea del 15 luglio 2010 ha condannato l’Italia per l’inadeguatezza delle proprie disposizioni rispetto a quanto richiesto dalla «direttiva uccelli»;
    la regione Emilia-Romagna in base all’articolo 3, comma 3, della legge regionale n. 3 del 2007 Disciplina dell’esercizio delle deroghe previste dalla direttiva 2009/147/CE deve adottare i provvedimenti amministrativi che disciplinano la cattura e il prelievo venatorio in regime di deroga obbligatoriamente entro il 31 luglio di ogni anno, pertanto, nel luglio 2011 è stato sottoscritto un documento unitario dalla regione Emilia-Romagna e dalle associazioni regionali degli agricoltori e del mondo venatorio (Confagricoltura, Coldiretti, Cia Emilia-Romagna, Anuu, Enalcaccia, Arcicaccia, Italcaccia, Fidc, Anlc), nel quale si chiede al Governo di emanare a breve le direttive nazionali per la caccia in deroga ed intervenire sull’ISPRA per favorire l’approvazione dei provvedimenti regionali di caccia in deroga senza incomprensibili limitazioni;nonostante in Italia la specie «storno» non corra pericolo di estinzione – così come evidenziato dalle relazioni scientifiche della stessa ISPRA – il nostro è l’unico Paese mediterraneo dell’Unione europea per il quale il Governo nazionale non sia riuscito ad ottenere l’inserimento nell’elenco delle specie cacciabili;
  • in mancanza di una norma di legge che consenta l’abbattimento, negli anni scorsi le regioni sono intervenute con deroghe che rendessero cacciabile la specie nei periodi in cui tale presenza è causa di ingenti danni all’agricoltura;
  • l’ISPRA, dal canto suo, pur favorevole all’inserimento dello storno fra le specie cacciabili, in quanto presente in grande quantità, pone limiti estremamente rigidi e spesso incomprensibili alle deroghe;
  • la mancata emanazione di linee guida per le deroghe da parte del Governo, da tempo richieste con forza dalle regioni, insieme alla possibilità di incorrere in una nuova procedura d’infrazione per via del parere negativo di ISPRA – che potrebbe avere pesanti ripercussioni economiche sull’ente -, ha portato la regione Emilia-Romagna ad emanare una deliberazione che di fatto rende il prelievo di storni di dubbia efficacia circa la prevenzione dei danni agricoli -:
  • quali iniziative urgenti il Governo intenda porre in essere per evitare danni all’agricoltura, già duramente colpita da una consistente caduta dei prezzi, in particolare rispetto:a) all’emanazione immediata delle linee guida per le deroghe;

b) alla necessità di avere un parere definitivo circa il valore da dare al parere di ISPRA nell’adozione delle delibere di deroga, con particolare riguardo al fatto che tale parere vada considerato o meno vincolante;

c) all’inserimento dello storno fra le specie cacciabili. (5-05302)

 

XIII Commissione – Resoconto di mercoledì 23 maggio 2012

 

INTERROGAZIONI

Mercoledì 23 maggio 2012. – Presidenza del vicepresidente Angelo ZUCCHI. – Interviene il sottosegretario di Stato per le politiche agricole, alimentari e forestali, Franco Braga.

La seduta comincia alle 13.40.

5-05302 Brandolini: Interventi in tema di danni all’agricoltura causati dalla fauna selvatica, con particolare riferimento al prelievo venatorio in deroga e all’inserimento dello storno tra le specie cacciabili.

Il sottosegretario Franco BRAGA risponde all’interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 1).

ALLEGATO 1

TESTO DELLA RISPOSTA

L’interrogazione proposta riguarda le linee guida per le deroghe venatorie, la valenza giuridica del parere ISPRA fornito in relazione ai provvedimenti di deroga nonché l’inserimento dello storno tra le specie cacciabili.

In merito alle linee guida per le deroghe venatorie, il Mipaaf ha proposto un emendamento da inserire nel testo della legge Comunitaria 2011 per la modifica dell’articolo 19-bis della legge 157 del 1992 il cui scopo è quello di sanare la procedura di infrazione comunitaria n. 2131 del 2006 con la quale la Commissione ha contestato il sistema di controllo di legittimità delle deroghe al prelievo di specie di avifauna (articolo 9 della direttiva 2009/147/CE) emanato a livello regionale, il quale continua ad essere sostanzialmente inefficace e intempestivo.

Tale provvedimento riguarda la disciplina di tutte le deroghe previste dall’articolo 9 della direttiva comunitaria, che debbono essere adottate con atto amministrativo e con anticipo tale da consentire l’esercizio del potere sostitutivo del Presidente del Consiglio.

L’emendamento in questione, elimina il dettato dell’articolo 42 della legge comunitaria, articolo 3, comma 4-bis, il quale prevedeva l’emanazione di linee guida con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.
Circa il parere fornito dall’Ispra per l’adozione, da parte delle Regioni, delle delibere di deroga evidenzio che, come del resto si evince dalla semplice lettura della normativa di riferimento (legge n. 157 del 1992 e n. 221 del 2002), la sua acquisizione è sicuramente da intendersi obbligatoria, ma non vincolante. Ciò trae conferma, peraltro, anche da una serie di recenti sentenze dei Tribunali Amministrativi Regionali che si sono pronunciati in tal senso in occasione di alcuni ricorsi in materia di deroghe.

Infatti, considerato che ai sensi dell’articolo 7 della legge n. 157 del 1992 tale Istituto è un organo scientifico e tecnico di ricerca e consulenza per lo Stato, le Regioni e le Province, non può di certo sostituire le Amministrazioni nel compimento delle proprie scelte in materia di caccia, ma solo supportarle sotto il profilo squisitamente tecnico.

Peraltro, il parere reso da tale organo sul calendario venatorio potrebbe essere, in linea di principio, anche disatteso dall’Amministrazione regionale la quale, tuttavia, è tenuta ad esprimere le pertinenti motivazioni.

Per ciò che concerne, infine, la questione dell’inserimento dello storno tra le specie cacciabili ricordo che, a seguito dell’ennesima risposta negativa della Commissione Europea, la mia Amministrazione, al fine di predisporre un quadro completo e aggiornato dello status di conservazione di tale specie (la cui mancanza è stata eccepita dalla Commissione europea) ha accordato all’ISPRA, competente organismo tecnico in materia, l’autorizzazione a continuare anche nel 2010 l’attività di studio intrapresa per la realizzazione di un progetto concernente le problematiche gestionali legate allo storno in Italia.

La relazione prodotta da ultimo dall’Istituto suddetto perviene alla conclusione che nel nostro Paese non si riscontrano particolari situazioni critiche riguardo allo stato di conservazione della specie, né rispetto alla situazione ambientale che non appare meno idonea a confronto degli altri Paesi ove è, invece, cacciabile.

Vorrei comunque evidenziare che, in occasione di una riunione indetta dal predetto Dipartimento nello scorso mese di luglio, ove è stato affrontato anche il tema dell’inserimento dello storno tra le specie cacciabili, i rappresentanti comunitari hanno riconfermato la complessità dell’iter per addivenire alla modifica normativa dell’Allegato in questione (per cui viene richiesta una procedura di codecisione) e rappresentato l’opportunità di rivedere in toto gli Allegati della «Direttiva uccelli» alla luce dei dati sullo stato di conservazione delle specie ivi inserite. Tale ipotesi, tuttavia, potrebbe determinare l’inserimento di nuove specie, ma anche l’esclusione di altre, attualmente presenti negli Allegati stessi.

Ciò stante, è evidente che se anche la richiesta italiana fosse considerata ragionevole e condivisibile, come è possibile prevedere, l’iter per ottenere la cacciabilità dello storno non è sicuramente breve. Anche perché dall’approvazione in sede comunitaria consegue la procedura di recepimento dei nuovi elenchi mediante Decreto del Presidente del Consiglio, su proposta della mia Amministrazione e d’intesa con il Ministero dell’ambiente.

 

XIII Commissione – Resoconto di mercoledì 23 maggio 2012

5-05302 Brandolini: Interventi in tema di danni all’agricoltura causati dalla fauna selvatica, con particolare riferimento al prelievo venatorio in deroga e all’inserimento dello storno tra le specie cacciabili.

Sandro BRANDOLINI (PD) replicando, pur ringraziando il Governo per l’ampia e articolata risposta, non può dichiararsi soddisfatto per il tenore della stessa.
Fa presente infatti che, allo stato attuale, la caccia allo storno sarà possibile solo in deroga per quantitativi limitatissimi, mentre tale specie si rende colpevole di ingenti danni alle colture agricole, danni destinati ad aumentare per effetto del mancato abbattimento di esemplari nello scorso anno. Ricorda inoltre che l’anno passato non si è potuto cacciare in deroga lo storno per la mancanza delle prescritte linee guida e che, avvicinandosi l’apertura della nuova stagione di caccia, è probabile che tale mancanza perdurerà anche nell’attuale, visto che le disposizioni preannunciate dal Governo per l’abolizione delle linee guida stesse, che dovranno essere inserite nella nuova legge comunitaria, difficilmente entreranno in vigore in tempo utile.

Ad aggravare ulteriormente il quadro della situazione vi è poi la questione dei pareri dell’ISPRA, che l’istituto si rifiuta di esprimere, adducendo la mancanza dei dati relativi alla quantità di volatili presenti sul territorio nazionale, dimenticando che quando aveva avallato la richiesta di rendere la specie dello storno cacciabile ne aveva accertata la consistenza sui cieli nazionali. Osserva pertanto che se le modifiche normative illustrate dal sottosegretario potrebbero in realtà consentire di superare il problema delle linee guida, potrebbe in ogni caso permanere l’impossibilità ad agire qualora l’ISPRA si dovesse rifiutare di esprimere il parere che, pur non essendo vincolante, è obbligatorio acquisire.

Rivolge pertanto un appello al Governo affinché voglia agire nella direzione di superare tali ostacoli, per evitare gli immani danni che si produrranno al settore agricolo, già duramente provato dalla crisi, perdurando il divieto di caccia di tale specie.

 

 

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Comments (4)

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  1. dardo scrive:

    se gli storni fanno danni ed è riscontrato, basta che quando si può cacciare in deroga gli animal ambientalisti stiano al loro posto senza ricorrere in ricorsi, e questo devono essere i partiti ai quali si appoggiano a tenerli a freno, se volete fare qualcosa, poi se vogliamo cianciare cianciamo….

  2. Ben scrive:

    “Ad aggravare ulteriormente il quadro della situazione vi è poi la questione dei pareri dell’ISPRA, che l’istituto si rifiuta di esprimere, adducendo la mancanza dei dati relativi alla quantità di volatili presenti sul territorio nazionale, dimenticando che quando aveva avallato la richiesta di rendere la specie dello storno cacciabile ne aveva accertata la consistenza sui cieli nazionali. Osserva pertanto che se le modifiche normative illustrate dal sottosegretario potrebbero in realtà consentire di superare il problema delle linee guida, potrebbe in ogni caso permanere l’impossibilità ad agire qualora l’ISPRA si dovesse rifiutare di esprimere il parere che, pur non essendo vincolante, è obbligatorio acquisire.” 8-O 8-O 8-O 8-O 8-O

    • Marco C scrive:

      C 8-O 8-O 8-O Che strapotere possiede questo ISPRA 8-O 8-O 8-O. Ma non sara’ che qualche lobby animalara condiziona qusto istituto????? 8-O 8-O 8-O

      • dardo scrive:

        per Marco C (leva il non sarà) è sicuro che dietro l ‘ispra vi sono lobby animalare si sono insediate come una malattia nel tessuto statale.

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