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Cambiare la legge che ha cambiato la caccia

| 9 maggio 2012 | 22 Comments

Cambiare la legge che ha cambiato la caccia
Cncn e associazioni aderenti a Face Italia si sono interrogate durante Exa su questo importante tema da cui deriva in gran parte il futuro della caccia in Italia. Tra i messaggi lanciati la necessità di maggiore unità e di cautela su eventuali modifiche.

In occasione del ventennio della legge 157/92, Cncn e le associazioni aderenti a Face Italia (Fidc, Enalcaccia, Anlc e Anuu Migratoristi) hanno indetto a Brescia, nel corso di Exa, un incontro dal titolo emblematico “La legge 157 tra passato, presente e futuro”, per discutere sui temi che hanno fatto di questa legge un punto fermo fondamentale, ma anche sulle necessità di aggiornare gli aspetti che hanno mostrato inadeguatezza o comunque necessità di integrazioni e modifiche.
Ad aprire il meeting è stato l’avv. Innocenzo Gorlani, uno dei padri, sotto il profilo giuridico-tecnico, della legge stessa. Gorlani ne ha ripercorso il tormentato iter politico, ricordando che contemporaneamente veniva portata avanti con grande determinazione da parte del mondo ambientalista la legge-quadro 394/91 sulle aree protette: il percorso delle due leggi-quadro fu oggetto di mediazioni lunghe e tormentate, anche grazie al momento di particolare coesione del movimento ambientalista, politicamente molto appoggiato dalla sinistra, al punto che la legge 394 ebbe di fatto la precedenza, mentre la 157 fu “liberata” mesi dopo, su pressione della Presidenza della Repubblica.
Dopo avere sottolineato i punti forti di cambiamento introdotti dalla 157 (la fauna al centro della legge, il diritto di accesso ai fondi agricoli da parte del cacciatore subordinato all’inserimento delle aree in un territorio definito e gestito come Atc o Ca, le specie cacciabili sensibilmente ridotte nel numero), Gorlani ha accennato ai rischi connessi ad ogni tentativo di modificare la legge: “Non fatevi tentare da cambiamenti o modifiche della legge statale o da interventi attraverso leggi regionali” ha detto chiaramente l’esperto giurista, sottolineando come i più recenti tentativi in tal senso abbiano avuto effetti più che negativi.

Gian Luca Dall’Olio, presidente nazionale della Federcaccia, ha ricordato come, in realtà, non tutto sia andato per il verso giusto nell’attuazione della legge 157: lo Stato, come organo competente, è assente e non può essere sostituito da Ispra o altre figure tecniche, a differenza di quanto avviene in altri Paesi dove esistono organismi tecnici specifici di governo della gestione della caccia. Inoltre la legge comunitaria ha ridotto lo spazio di manovra sui calendari, mettendo in grave difficoltà le Regioni. Il ddl Orsi, che avrebbe dovuto costituire un apporto migliorativo della legge, è stato l’occasione di un nulla di fatto e ha mostrato la debolezza del mondo venatorio.
Dopo avere ammesso che ci sono stati errori da parte delle associazioni venatorie, Dall’Olio ha affermato: “Concordo sul fatto che non ci si debba lasciare tentare da avventati tentativi di modifica, tuttavia sarà necessario intervenire per un vero adeguamento europeo in termini di migliore governance della materia e delle risorse faunistico-venatorie per attuarla. Potremo forse cercare di strappare una decade o una specie in più, ma dobbiamo occuparci anche della aree non ancora ‘gestite’ o non adeguate alla stessa legge 157.
È responsabilità del mondo venatorio che dovrà trovare una maggiore unità, anche con Arcicaccia, per essere più forti tutti insieme, altrimenti rischiamo di essere tutti perdenti, come dimostra anche il calo di iscritti, che credo riguardi non solo la Federcaccia, ma anche le altre associazioni venatorie. È necessaria – ha affermato il presidente Fidc – una maggiore intelligenza e diligenza tra le parti interessate, perché la guerra tra poveri non conviene a nessuno”.

Lamberto Cardia, presidente Enalcaccia, ha ricordato il ruolo decisivo del cacciatore quale figura di tutela dell’ambiente, sottolineando inoltre come il dibattere su quale tra le associazioni venatorie sia la migliore e la rincorsa alle dieci tessere in più facciano ormai parte di una storia passata. “Ormai – ha affermato – è la normativa europea ad influire, è l’Europa che ha sempre più forza e influenza sulla vita di tutti i cittadini, compresi i cacciatori”. Secondo Cardia è necessario agire uniti col mondo agricolo e scegliere rappresentanti che presentino in modo reale e corretto l’esercizio venatorio: “Va bene parlare di modificare la 157/92, ma intanto non possiamo stare fermi, perché stare fermi significa ‘morire’, e solo l’unione di intenti del mondo venatorio potrà rendere il risultato più favorevole ai cacciatori”.

È stata poi la volta di Marco Castellani, presidente di Anuu, che ha sottolineato come le questioni affrontate dal mondo venatorio e legate alla 157 rimangano troppo spesso solo tra gli addetti ai lavori, anziché entrare nel dibattito pubblico. Secondo il presidente Anuu, in ogni caso, attualmente non ci sarebbero i presupposti per una modifica alla normativa, che comunque l’associazione sostiene. Castellani ha poi portato l’accento su altre questioni prioritarie come i calendari venatori, sottolineando l’urgenza di ridurre l’ormai endemico proliferare di ricorsi all’emanazione di ogni legge o norma regionale sulla caccia che invalidano spesso l’intera stagione: “Primo passo è far pagare i ricorsi di tasca propria agli ambientalisti (oggi i costi sono a carico del contribuente, ndr), – ha proposto – ma anche limitare la facoltà di ricorrere indiscriminatamente su tutto, bloccando in alcune regioni l’attività venatoria in attesa di sentenza”. Il presidente Anuu ha infine evidenziato la necessità di tutelare maggiormente l’ambiente nel quale si esercita l’attività venatoria: “Ci stanno massacrando il territorio con le infrastrutture e i parchi. Potremo ritrovarci con la legge più bella del mondo, ma se non avremo il territorio?”.

Alberto Benfatti, dell’Associazione nazionale Libera Caccia, ha criticato l’eccessivo invito alla prudenza emerso dagli interventi precedenti, ricordando che è imminente l’abolizione delle Province e che quindi occorre intervenire tempestivamente in materia di caccia.

È poi stato invitato a intervenire dai presenti Osvaldo Veneziano di Arcicaccia, associazione che non aderisce a Face Italia. Il presidente Arcicaccia ha puntato il dito sulle parti non sviluppate della legge 157, dalla gestione “piena di aree grigie di alcuni Atc”, al mai realizzato ritorno fiscale verso le Regioni, per passare all’abolizione delle Province e agli interrogativi sul futuro di ciò che in tema venatorio è in testa ad esse.

L’interrogativo connesso alla fine delle Province è stato ripreso da Giovanni Ghini, di Cncn, che ha esortato le associazioni a lavorare a soluzioni perché non si verifichi un pericoloso vuoto gestionale. L’avv. Gorlani ha concluso il convegno invitando nuovamente alla prudenza nel proporre cambiamenti, per evitare risposte peggiorative dello status quo.

La tavola rotonda lascia quindi diverse questioni aperte e una consapevolezza generale della difficoltà del mondo venatorio di incidere nella politica senza scatenare contrapposizioni frontali e ideologiche: la 157 è un punto fermo per i principi di gestione che ha introdotto, ma sembra qualcosa di intoccabile in senso migliorativo, mentre il declino delle istituzioni provinciali getta ombre inquietanti sul futuro della gestione concreta del territorio. Ora non resta che rimboccarsi le maniche.

Alex Guzzi

http://www.mondocaccia.it

Category: .In Evidenza, AAVV, Libri/Riviste

Comments (22)

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  1. Bekea scrive:

    “ L’avv. Gorlani ha concluso il convegno invitando nuovamente alla prudenza nel proporre cambiamenti, per evitare risposte peggiorative dello status quo. “———————————————————————-Ma caro avvocato sono 20 anni che subiamo gli effetti nefasti di questa legge,secondo lei non sono ancora maturi i tempi per un adeguamento della 157 alle attuali esigenze del mondo venatorio, e ai mutamenti del territorio utilizzato per la caccia. Cosa dobbiamo aspettare che siano gli anticaccia a formulare le proposte di modifica della 157 ? oww oww oww

  2. luigi scrive:

    Ancora oggi, dopo che la caccia in Italia è finita a causa delle due famigerate leggi ( 157 e 394 ), parlano di impianti legislativi basati sulla 157. Si deve invece ritornare alla caccia di una volta quella regolata dalle vecchie leggi, tanto non c’è più bisogno di evitare il fenomeno del migratorismo venatorio in quanto cacciatori non c’è ne sono rimasti, nè tantomeno è necessario legarlo al proprio territorio ( per cosa? e poi quale territorio, quello dei Parch?, cioè con la 157 si doveva legare il cacciatore al proprio terriotorio e con la 394 ce lo hanno sottratto, come si suol dire cornuti e mazziati!!!) tanto si vive solo di migratoria e per quel poco di migratoria che passa sulla nostra penisola ci troviamo di fronte ai Parchi!!! Per piacere, se volete salvare la caccia in Italia si deve ritornare come era prima della 157. MA QUALE CACCIA CON QUESTE DUE LEGGI DI MER.. SI DEVE SMANTELLARE TUTTO E RITORNARE AL PASSATO, LO DICO PER L’ENNESIMA VOLTA E FINO ALLA NOIA.

  3. Giusti Giacomo scrive:

    Ma ci si rende conto o no in che mani siamo?

    Luigi
    Io non pretendo di tornare al vecchio TU o alla 968,mi basterebbe un po`di giustizia e un avvicinamento all’EU.
    Ma forse per quegli scienziati e`chiedere troppo!

    • dardo scrive:

      caro Giacomo i giochi sono fatti….. adesso devono solo rendere dolce la caramella o passare la vasellina, cosa vuoi che ti dico questi stanno producendo una flotta di bracconieri che non so se rimmarra qualcosa per loro, e spregevole dire così ma nella mia atc è già uno stato di fatto, e secondo te qualcuno fa qualcosa? Le guardie si vedono? tanto che lavorano o non lavorano dalle nostre tasse lo stipendio lo tirano fuori sempre, lo sai come si chiama quell’azione di prelievo di danaro senza lavorare? beh ti ho detto tutto.!!!!! e quanto mi fa incazzare questa cosa!!!!!

  4. Peter scrive:

    Il mondo si è rivoltato come un calzino e ancora questi parlano di 157 e 394. Sono arretrati di almeno 20 anni, non riescono a guardare al di là del loro naso e parlano solo al passato. Ma dico io, se non si è in grado di elaborare piani e strategie migliorative , si guardi almeno come fanno negli altri paesi, vedi Francia, Svizzera, ecc…; il problema vero non sta nel fatto che non si sappia cosa fare, perchè se veramente si vuole le cose si possono risolvere in men che non si dica, purtroppo in questo nostro Paese sono troppi quelli che sono aggrappati alla medesima giacchetta per cui uno la tira da una parte, l’altro dall’altra e l’altro ancora da una parte diversa, risultato? Tante belle parole, bla, bla, bla, bla, ma nulla di fatto, modificare tutto affinchè nulla cambi. La sfiducia ormai è diventata pane quotidiano, è così purtroppo quando non si danno risposte concrete a problemi concreti.

  5. Argo scrive:

    Come al solito….cambiare tutto per non cambiare niente. Mi raccomando, non chiediamo troppo, non si sa mai che gli ambientalisti si indignino. :evil:

    Argo  

  6. adri scrive:

    ho sentito e capito che si dicono solo parole e soltanto parole …e poi che che paura vi è se tolgono le province anzi si diventa piu forti …………ma forse ognuno pensa al suo praticello

  7. pietro dalla sardegna scrive:

    bene le province decadranno e quindi in Sardegna per fortuna non verremo costretti ad applicare la 157/92 per cio’ che riguarda gli ATC!! sarebbero stati usati male per aprire al turismo venatorio e non verremo invasi da persone provenienti dalla penisola! tutto cio’ sia chiaro e’ un discorso giustamente egoistico che nulla centra sulla giusta gestione faunistica che si deve praticare in ogni comune

    • alessandro cannas scrive:

      Piero,ti sfugge una cosa anche sensa provincie gli atc possono esser costituiti usando la gestione regionale. art 9 comma 2. Le regioni a statuto speciale e le province autonome esercitano le funzioni amministrative in materia di caccia in base alle competenze esclusive nei limiti stabiliti dai rispettivi statuti.
      E se vuole la Regione puo’ crearvi anche dei micro atc Comunali.Come stabilito dalla 157.
      Il turismo venatorio porta euri all’isola e foraggia le micro economie locali.
      Ogni economia chiusa che manchi di dinamicita’ economica,ovvero di flusso di denaro nuovo, e’ destinata al fallimento. E non e’ mica che lo Stato puo’ sempre foraggiare gli statuti speciali….

      • Pietro dalla Sardegna scrive:

        Di la verità Alessandro, dal cognome hai sicuramente antenati sardi ma quanto aspettate voi del Lazio affichè vi aprano i cancelli della Sardegna per sparare selvaggina vera e lasciare pochissimi euro ai beceri politici che vedono negli ATC possibilità di sviluppo e turismo fuori dal periodo estivo?
        Siamo indietro di 20 anni rispetto al recepimento degli ATC e non vedo perchè con i tempi della politica non possano trascorrerne altri e venti, impedendo cosi a Laziali, Toscani ecc. di fare come il turista venatorio fa in altri stati facendo razie di tutto ciò che gli passa a tiro?? 
        Vedi il mio è un discorso super egoistico e me ne vanto perchè la Sardegna d oggi ha qualcosa che le altre regioni d’Italia non hanno, cioè un patrimonio faunistico invidiabile. Certo ci vuole gestione rispetto ad oggi che si può fare con comitati comunali a spese zero, senza creare carrozzoni politici (ATC) che ci determinino il cortile dove dobbiamo andare a caccia.
        Gestione intesa come valorizzazione delle specie presenti (pernici-lepri-cinghiali-daini-cervi sardi e mufloni). Gli ultimi tre dell’elenco potrebbero essere oggetto di caccia di selezione da tempo ma li si vedono i non politici sardi. Detto questo spero che come giustamente dici tu non si applichi l’art. 9 della 23/98 o lo si riesca ad applicare favorendo la gestione ed impedendo l’invasione continentale. 

        • alessandro cannas scrive:

          Io non devo aspettare nulla per venirci, ho sempre avuto il tesserino. 
          Piu’ che egoistico il tuo discorso e’ arcaico!
          Come dire; che gli ospedali Laziali e Lombardi son solo a noi riservati e voi nell’isola li restate….
          La vostra autonomia e’ legata al Continente economicamente, sarebbe interessate vedere quanto reggete.Da soli!

        • pietro dalla sardegna scrive:

          Alessandro sempre il solito discorso degli ospedali ecc. ecc.intanto tu continua a venire che ne hai diritto. gli altri che se ne stiano a guardare e caccino i polli nei loro ATC. salutoni

      • Pietro dalla Sardegna scrive:

        Il turismo venatorio in Sardegna lo si faccia nelle aziende a ciò preposte (Azinede Agri-turistico Venatorie) semprechè ve ne sia una regolare…La caccia invece destinata solo ai sardi-

  8. fabrizio scrive:

    la caccia, adesso e’ materia di competenza REGIONALE.  Sparite le province l’ unica soluzione accettabile mi pare quella di un calendario unico regionale SENZA gli inutili calendari provinciali. Un passaggio politico-burocratico in meno che puo’ solo andare a nostro vantaggio.
    Le associazioni venatorie DEVONO MARCIARE UNITE,  ma cercare il pelo nell’ uovo di una “mancata realizzazione” della legge 157, come fanno taluni, e’ semplicemente assurdo, perche’ l’ emergenza vera e’ riformare una legge 157, ed emendarla dalla serie di restrizioni e di vessazioni che non hanno nienye a che vedere con la tutela della fauna selvatica.
    un saluto al popolo cacciatore
                                                                                       Fabrizio
     
     

    • dardo scrive:

      le aavv devono marciare unite? per me devono marcire unite!!!! gli orticelli non li molla nessuno, tutti si lamentano della politica italiana ma nessuno si ribella, iniziamo a fare l’assicurazione privata senza dipendere dalle aavv rinunciamo ai tesserini di piacere impariamo a sacrificarci a favore di ciò che vogliamo e solo allora troveremo riscontro da chi fin d’ora se ne è fregato! viva la Brambilla che ci fotte uno alla volta!

  9. Federico scrive:

    Per tutti i cacciatori d’italia uniamoci tutti aiutiamoci e andiamo a dire che partito è veramente il movimento 5 stelle ditelo in ogni occasione,bar armerie ecc dite che sono anti caccia e anti armi la gente non lo sa non usano tutti internet datevi da fare,lo so che non contano niente pero’ se li tagliamo subito le gambe meglio è,qui alla fine non si parla solo di caccia ma di tutto il comparto armiero,cosa vuoi aspettarti da uno che scrive che chi ha 3 pistole in casa è impossibile che non si spari?ma vi rendete conto che persona è?io spero che gli altri suoi esponenti non siano cosi’ anche perchè non avrebbero successo comunque credete che risolverà i problemi dell’italia?lo vorrei vedere per vedere cosa combina si vergogni e sempre stato una mela marcia,solo l’unione fa la forza

    • ennio scrive:

      come fai ad invitare  tutti i cacciatori italiani all’unione se in questo piccolo dibattito c’è  già un certo Pietro dalla Sardegna che dice ………….ognun per se  e Dio per tutti…………… ormai siamo una massa allo sbarraglio!!!!!!!!!!!

  10. Federico scrive:

    a dimenticavo io non capisco una cosa,perchè grillo nelle piazze non dice mai male dei cacciatori?poi non è mica detto che dal nord al sud tutto il mov.5 stelle sia tutto contro la caccia e le armi?io vorrei sapere se è solo un suo pensiero o anche degli altri suoi esponenti dal nord al sud giusto per capire bene la situazione,perchè in tutti i partiti ci sono i pro e i contro la caccia,sapreste darmi una risposta?

  11. dardo scrive:

    Caro Federico ti voglio rispondere in base a ciò che penso in proposito, i partiti si muovono in base alle esigenze del popolo, ma non per il benessere dello stesso, ma solo per avere voti, i quali fanno si che questo o quel partito si avvicini alla poltroncina per poi legiferare e (guadagnare) a picimento, dimenticati i Berlinguer, Almirante, per citarne qualcuno, gente che credeva in quel che faceva, persone da prima apassionate alla politica eppoi politici, con un credo giusto o sbagliato ma un credo. Nel nostro settore in più di un occasione abbiamo visto politici ammiccarci in modo silenzioso con riunioni insieme ai nostri vertici promettendo mari e monti, poi dopo le elezioni girarci le spalle ed aprire al mondo animalista pubblicamente, (vedi DIPIETRO IDV) CACCIATORE PURE LUI  MA  vivamente contro quando si tratta di politici, gli animalisti hanno il favore dei media, fondi di danaro dove attingere, e grinta per dimostrare in quel che credono, noi cosa abbiamo? le aavv? i nostri sindacati? fanno il loro lavoro? Vi è qualche politico qua e là che è obbiettivo ed ha approfondito la conoscenza sull’arte venatoria, esempio Berlato, Costa Giuseppe, ma noi non gli diamo forza con un partito e se dietro non hanno i numeri si sa….non si ha la forza, quindi per concludere, se la caccia sta finendo non dobbiamo guardare questo o quel partito, vedere se i grillini sono con noi o contro di noi, la domanda è questa, noi crediamo in quello che siamo? e cosa siamo disposti a fare per cambiare la situazione? quando ogni cacciatore o simpatizzante si sarà posto questa domanda allora e solo allora potremmo parlarne. La causa della nostra rovina siamo solo noi…….

  12. Scusate se vado fuori argomento

     Sabato 19 maggio ore 18.00 ci sarà un incontro a pagani(prov.salerno)al centro sociale(via de gasperi) con il presidente provinciale salerno dell’enalcaccia dino torre,con il seguente titolo:LA CACCIA AL BIOVIO;DALLA 157 AD OGGI STORIA-POLITICA-CACCIA-PARTITI E ASSOCIAZIONI PRESENTE E FUTURO.Chi e della zona o e interessato ad andarci fate un passa parola generale e far di tutto per esserci(molto probabilmente ci sarò anch’io)e vediamo che dice o che dicono……!!!(chi ha il navigatore in auto vi porterà direttamente sul posto)
    Notizia presa su un gruppo venatorio campano di fb postato dallo stesso torre.

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