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Piemonte: un passo avanti nella giusta direzione

| 4 maggio 2012 | 8 Comments

Piemonte, la regione cancella il referendum.
il comitato per il no: “un passo avanti nella giusta direzione”

Importante aver compreso che si trattava di un grave spreco di denaro pubblico e di un voto inutile perché la consultazione si rivolgeva al passato e non riguardava specie a rischio estinzione.

Ora il nostro impegno sarà rivolto ad ottenere una nuova legge, moderna e in linea con i principi della caccia sostenibile.

Il Comitato per il No al Referendum – composto da Federcaccia, Enalcaccia, Libera Caccia Anuu Migratoristi, Arci Caccia, Italcaccia, Cic, CNCN, Assoarmieri, ConArmi, Fitav, Fidasc – apprezza lo sforzo fatto dalla Regione Piemonte di non dar luogo al referendum parzialmente abrogativo della legge regionale sulla caccia 70/96 previsto per il prossimo 3 giugno, evitando così l’enorme spreco di denaro pubblico voluto dal comitato promotore. Auspica che ora prevalga il buon senso nel mondo ambientalista, ovvero una linea moderata di confronto, e che vengano evitati inutili e altrettanto dispendiosi ricorsi.

Deve essere chiaro per tutti che da questo momento chi vorrà perseguire la via del referendum si prenderà la responsabilità dei costi diretti e indiretti che ricadranno sui cittadini piemontesi.

Il referendum, lo ricordiamo ancora una volta, avrebbe comportato la spesa di oltre 20 milioni di euro per una consultazione inutile, anacronistica, che difficilmente avrebbe raggiunto il quorum e in ogni caso priva di reale significato, basata su motivazioni ideologiche e che non rispondeva a nessuna reale preoccupazione ambientale.

Basti pensare che nessuna delle 25 specie di cui si voleva chiudere la caccia rientra nell’elenco di quelle a rischio estinzione.

Augurandosi che nulla intervenga a modificare la decisione della Regione, il Comitato per il No al Referendum ringrazia le Istituzioni piemontesi per la loro scelta coraggiosa e si rende da subito disponibile per collaborare con loro nel formulare la nuova legge regionale, che in linea con i principi della Legge nazionale sulla caccia 157/92 consentirà agli appassionati piemontesi una pratica venatoria in linea con i moderni criteri di caccia sostenibile e nel rispetto di quanto previsto dall’Unione Europea.

Il Comitato per il no al Referendum

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COME RICEVIAMO E COSI’ PUBBLICHIAMO

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Category: .In Evidenza, Piemonte

Comments (8)

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  1. mirco vatteroni scrive:

    E adesso datevi da fare, ma “alla grande”,affinchè il Piemonte abbia una legge che rispetti quella nazionale, che, sebbene è da ritoccare, rispecchia in gran parte le richieste del mondo venatorio, agricolo ed ambientale; speriamo che , in vista delle consultazioni amministrative del 6/7 maggio p.v. questa non sia “una trappola” per i cacciatori. ebbene aspetteremo con fiducia la nuova legge ; ricordo che il 18 giugno è in programma una conferenza tra le regioni del centro nord per delineare un programma unico su un importante materia venatoria quali le deroghe, come prevede la stessa 157/92.
    I cacciatori dovranno essere uniti per salvaguardare tutti i tipi di attività, in caso contrario ci ritroveremo al punto di partenza.

  2. Bekea scrive:

    Da veneto mi sento di criticare questo comunicato di queste AV piemontesi. .   ” Auspica che ora prevalga il buon senso nel mondo ambientalista  ” ma , porca zozza, questi vi fanno un referendun contro la caccia e voi pretendete che questi talebani abbiano il buon senso. Avete il calendario ventorio regionale più restrittivo di tutta Italia e ancora state a trattare con questi integralisti. Avete l’opportunità che il Consiglio regionale abroghi questa legge capestro, e adotti la 157 e cosa fate voi AV, parlate di buon senso. Mi dispiace per i cacciatori piemontesi, ma da questi comunicati si capisce che non vi meritate di meglio, ossia andare a caccia come nelle altre Regioni in Italia, visto chi vi rappresenta.  

    • Caro Bekea,
      “avere paura dei ricorsi è come rinunciare passivamente alla difesa dei propri diritti, dei propri interessi”.
      E’ quanto ho dichiarato la settimana scorsa durante la mia trasmissione televisiva Le Nuove Stagioni, a commento di un comunicato stampa diffuso da una A.V. sulla proposta di calendario venatorio 2012-2013. Per cui non posso che condividere la tua posizione. Confidare nel buon senso di un certo mondo ambientalista per vedere risolti i problemi della caccia è pura utopia. A brigante, due briganti, si dice da noi e i briganti, nell’esercizio delle loro “funzioni”, non mi risulta abbiano mai fatto ricorso al “buon senso”.
      Cordialmente.
      diego

  3. emilio scrive:

    E’ bene ricordare che nella scorsa annata il , senza ragione alcuna, il calendario venatorio del Piemonte era già stato mutilato in particolare nella specie colombaccio (specie tutt’altro che in diminuzione) ritardandone la caccia al 1° OTTOBRE ( !) altre rididuzioni hanno interessato i turdidi e i germani. Sono pertanto scettico che vi sia miglioramenti in fututo, tantopiù che tutto quello che si è perso non si mai più ricuperato….In ogni modo speremu ben..!

  4. Federico scrive:

    Per Emilio applicando la 157 come nelle altre regioni i problemi finiranno,vi ritroverete delle specie che prima non avevate,basta che la regione piemonte si adegui come nelle altre regioni e arrivato il momento buono.

    • emilio scrive:

      per federico: che le sue parole siano vengelo !!
      Per la verità io, ch esercito la caccia in Piemonte dal 1950 (!) sono sempre più scettico che (Es) vengano ripristinati gli appo stamenti fissi, l’uso dei richiami vivi per non parlare poi dell’aumento
      di specie cacciabili…..(l’unico anatide concesso è il germano..!)
      Mi scuso per il mio modo di vedere il futuro, ma …….
      In bocca al Lupo !!!!!

  5. mirco vatteroni scrive:

    giusto! è arrivato il momento buono; la Lega, in “debito di ossigeno” potrebbe accontentare il mondo venatorio ed adeguarsi alle leggi  di tutte  le regioni del centro nord, dove sia destra ( lombardia, veneto ) che sinistra (Liguria, Toscana, Emilia Romagna , Umbria, Marche) applicano più o meno la legge nazionale , sebbene con quanche problema sulla questione deroghe, ma che presto verranno risolte.
    Alla faccia di un referendum alquanto ridicolo nelle sue pretese di fronte ad una situazione economica che sta attraversando il Paese, e che avrebbe  aumentato il tasso disoccupazionale ed economico di una regione ricca di storia , di cultura e di tradizione turistica e venatoria.
    Le associazioni venatorie , gli agricoltori ed il mondo ambientalista più ragionevole ,vigilino affinchè anche i cacciatori piemontesi abbiano una legge  adeguata alle proprie tradizioni; è impossibile rivedere calendari venatori come quelli degli ultimi anni dove anche i comitati di gestione degli A.T.C.  hanno le loro colpe, IN PARTICOLAR MODO NEI CONFRONTI DEI CACCIATORI MIGRATORISTI.

  6. Scusate vado fuori argomento

    Andate sul sito del governo http://www.governo.it,da poco hanno aperto una sezione dove uno può esprimere su quali possono essere gli sprechi e le spesi inutili,lo so e inutile ma scriviamo anche noi qualcosa(fino ad ora sono arrivati oltre 40.000 opinioni fonti dai tg).Andate in basso a destra delle schermo troverete scritto SPENDING REVIEW e subito dopo vi uscirà a destra dello schermo all’ultima parola sotto troverete esprimi un’opinione.Bombardiamoli anche noi di messaggi!!!(gia sappiamo quali sono gli sprechi,parchi,comunità montane,province,ecc).

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