Piemonte, il referendum sulla caccia non si fara’

| 3 maggio 2012 | 14 Comments

Piemonte: Sacchetto, il referendum sulla caccia non si fara’

(AGENPARL) – Roma, 03 mag – “Una soluzione di buonsenso che pone fine a 25 anni di burocrazia e battaglie, un’alternativa valida per evitare di spendere oltre 20 milioni di euro di fondi pubblici (cifra necessaria per effettuare il referendum), somma che potrà essere dirottata sul settore sociale. Questo pomeriggio il Consiglio Regionale ha votato a maggioranza un apposito emendamento presentato dall’Assessore Regionale all’Agricoltura, Caccia e Pesca, Claudio Sacchetto, documento che prevede l’abrogazione della Legge regionale 70/1996 e il conseguente decadimento della consulta referendaria”. Lo si legge in un comunicato stampa della Regione Piemonte.
L’Assessore regionale all’Agricoltura, Claudio Sacchetto, si dice soddisfatto del risultato ottenuto per differenti motivazioni: “Innanzitutto per un risparmio di oltre 20 milioni di euro in un periodo economicamente delicatissimo, risorse che potranno essere destinate al settore sociale. In secondo luogo perchè dopo 16 anni dall’approvazione, la Legge Regionale 1996 non è più adeguata ai cambiamenti nel frattempo intercorsi: mutamento delle condizioni in cui si esercita la caccia, cambiamento della fauna, del territorio e delle attività condotte sullo stesso. È necessaria e indispensabile una legge nuova, moderna, che da un lato concepisca la caccia in tutte le sue sfumature (obiettivi, potenzialità, funzionalità per il territorio) e dall’altra allinei la normativa piemontese a quella delle Regioni confinanti, realtà ancora molto lontane dalla nostra. I cacciatori non devono in alcun modo essere additati quale pericolo da contenere, al contrario sono persone per bene, onesti cittadini che possono essere importante risorsa per il territorio svolgendo la loro preziosa attività nel solco delle norme previste dall’Unione Europea e dallo Stato”.
In merito all’esposizione mediatica della tematica venatoria sui principali organi di informazione, l’Assessore aggiunge: “In questi anni, con particolare intensità negli ultimi mesi, sono state diffuse informazioni errate e accuse false, volontariamente distorte. L’abrogazione della legge 70/96 è stata definita una strategia avventata che lascerebbe il Piemonte, in ambito venatorio, in una situazione di vuoto legislativo: tale informazione è errata in quanto fino ad approvazione della nuova legge, vige la normativa nazionale, vale a dire la 157/92. Ancora, l’abrogazione è stata additata quale provvedimento di dubbia legittimità: al contrario la possibilità di far decadere una legge è una possibilità giuridicamente prevista e legittima. Negli ultimi mesi è giunta addirittura l’accusa di voler attentare al regolare processo democratico: riconosciuto e mai messo in discussione il valore dello strumento referendario all’interno della vita democratica, ricordo che la democrazia indiretta, al pari (e non meno) di quella diretta, va tutelata e protetta: dunque, da rappresentante regolarmente eletto dai cittadini, è giusto che possa lavorare e compiere delle scelte. Infine pesanti e gratuite critiche sono giunte affermando la volontà di sovvertire la tutela dell’ambiente: innanzitutto il cacciatore, insieme all’agricoltore, è il primo attento guardiano del territorio. In seconda istanza, non bisogna mai dimenticare che, alla sempre più grave emergenza di danneggiamento delle colture a seguito della eccessiva proliferazione di fauna selvatica, è necessario porre un freno: solo con la sinergia fra mondo venatorio ed agricoltura si può intraprendere un percorso virtuoso e bilanciato. Troppo spesso le accuse sono state mosse da cittadini poco vicini al mondo agricolo, persone non consapevoli del necessario equilibrio sul quale deve basarsi la convivenza tra uomo e animale. Un’ultima considerazione: la stragrande maggioranza dei piemontesi non comprende e continuerà a non comprendere perché una sparuta minoranza, i promotori referendari, continui a voler ad ogni costo far spendere dei soldi inutilmente alla popolazione slegandosi completamente dalla realtà e dalle priorità ad essa legata. Questo obiettivo raggiunto è il risultato di un intenso lavoro operato con il Presidente della Regione Roberto Cota unitamente alla Maggioranza con un fine comune: risparmiare risorse pubbliche per oltre 20 milioni di euro”.

http://www.agenparl.it

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Category: .In Evidenza, Piemonte

Comments (14)

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  1. Traica Roberto scrive:

    Era meglio farlo , lo avrebbero perso e si sarebbero messi il cuore in pace , e non avrebbero rotto più i ………Bhè avete capito  oww

    • Robè,
      se le cose scritte dall’Assessore trovassero puntuale riscontro in sede legislativa, ho ragione di ritenere che la scelta effettuata dalla Regione Piemonte sia quella giusta e non soltanto per i 20 milioni di Euro risparmiati!
      Piuttosto in occasione di CA.PE.TAV. vediamo se si riesce ad organizzare, insieme all’amico Daniele, quella famosa rimpatriata da Enzo Vignaroli a Castiglione del Lago.
      Fammi sapere. Io sono pronto.
      Un caro saluto.
      diego

  2. Dario scrive:

    un’operazione molto rischiosa
    il piemonte rischia di non avere una legge sulla caccia, perché non so se gli fanno valere questa soluzione della 157, e di ritrovarsi comunque il referendum perché quelli faranno ricorso

  3. renzo scrive:

    Non gli conviene fare ricorso perche perderebbero anche quello. 
    Come si legge bene nel documento NON E’ STATO UN ATTACCO ALLA DEMOCRAZIA , semmai il contrario esatto . E sono d’accordo 
    Solo , questi personaggi non si curano affatto dei problemi che stiamo attraversando; loro pensano di poter decidere per gli altri imponendo le loro insulse idee bislacche in fatto di Natura e Animali.

    La gente che caccia così come quelli ben più importanti  che VIVONO nelle e per le  campagne  sono gli unici guardiani validi del nostro territorio.
    La gente deve finalmente capire che NON è il cacciatore il cancro del pianeta , semmai il contrario !
    Loro invece con il loro modo di pensare saranno senza dubbio una grave malattia a lunga andare .

    A questo punto BASTA ONORARE UNA LEGGE CHE GIA’ ESISTE  bella o meno bella che sia .
    BASTEREBBE SEGUIRNE I VARI CAPITOLI E PARAGRAFI … senza troppo pretendere di aggiungere o togliere . ALMENO FINO ALLA COSTRUZIONE DI UNA NUOVA GUIDA NAZIONALE . :-x :-x :-x :-x

    • Caro Renzo,
      dopo aver letto il comunicato stampa dell’Assessore Regionale all’Agricoltura,Caccia e Pesca della Regione Piemonte e il tuo puntuale, saggio, equilibrato commento, mi convinco ancora di più di essere una persona fortunata. Si una persona che ha avuto la fortuna, meno di un mese fa, di poterti stringere calorosamente la mano e considerarti un Caro Amico e come spesso accade, tra amici ci si intende e ciò che tu hai scritto in merito alle decisioni assunte dalla Giunta Piemontese, non fa una piega. Per quanto mi riguarda condivido al 100% le tue valutazioni e una volta tanto, almeno dal mio punto di vista, dovremmo essere tutti d’accordo sulla utilità del provvedimento adottato dalla Regione Piemonte.
      Semmai si volesse esprimere una critica, questa non dovrebbe entrare nel merito delle decisioni assunte, ma, eventualmente, dovrebbe riguardare la tempistica che ha caratterizzato tale decisione, ma..come dice il proverbio, meglio tardi che mai!
      Ti aspetto al CA.PE.TAV., intanto sabato e domenica prossimi, se puoi, guarda la seconda puntata che ho dedicato a EXA perchè ti rivedi insieme al tuo amico e a tua Figlia.
      A presto. Saluti cari.
      diego
       

      • renzo scrive:

        Grazie Diego per le parole che hai espresso. Per la cronaca : non è mio amico ma mio Fratello , anche lui cacciatore . 
         Un abbraccio  

        • Perdonami Renzo, ma un po’ per l’atmosfera chiassosa di Exa e….soprattutto, per l’annite che avanza, non ero riuscito a comprendere l’esatta connotazione della terza persona. Nell’apprendere che si trattava di tuo Fratello e per giunta anche cacciatore, non posso che rallegrarmi ancora di più con te e con lui per la felice scoperta che ho fatto!
          Un nuovo abbraccio.
          diego

  4. andrea ciulli scrive:

    w Cota !

  5. mirco vatteroni scrive:

    Il mondo venatorio avrebbe vinto ancora una volta, ma credo che . di fronte ad una spesa inutile quanto assai costosa in un momento così delicato per l’economia , è stata presa la decisione più giusta : ora la lotta si sposta sui banchi del governo regionale, arbitro, con poteri decisionali,  di una scontro dove potrebbe prevalere  la volonta politica su quella ambientalista e/o venatoria;  fino ad oggi, le proposte per una nuova legge  regionale, sono state  presentate dalla politica , ( pro o anticaccia); adesso intervengano  le associazioni venatorie ( ed altri) a proporre ,e far conoscere ai cacciatori , una proposta di legge che recepisca in toto la legge 157/92 come in tutte le altre regioni del centro nord, riscattandosi dalle meschine figure degli anni passati, recuperando la credibilità perduta.

  6. guido scrive:

    x renzo: certo che gli conviene fare ricorso, perchè l’avevano già vinto! Infatti il referendum la Regione è stata costretta a indirlo. E c’è il rischio che lo vincano di nuovo.
    E poi, non prendiamoci in giro … che nelle nostre campagne noi cacciatori “siamo gli unici guardiani validi” … diciamo che ci divertiamo e basta e vogliamo continuare a DIVERTIRCI anche più di prima !!!! Ammazziamo e ripopoliamo con gli animali che ci interessa cacciare, … non siamo esattamente dei guardiani della natura.
    La Lega Nord, comunque, poteva risparmiarsi la scusa di risparmiare soldi pubblici… non mi sembra che si siano fatti tanti problemi ad intascarsene parecchi !!!! 
    Secondo me questo referendum si doveva fare, e così si vedeva quanti erano d’accordo e quanti no: questa si che sarebbe stata democrazia. 

    • renzo scrive:

       Carissimo Guido

      Vediamo: FARE IL REFERENDUM PER VEDERE QUANTI ERANO PER IL SI QUANTI PER IL NO E QUANTI GLI ASTENUTI NON VOTANTI , sarebbe stato certamente un saggio di democrazia eccellente. si sarebbero comunque buttati al vento per un capriccio 22.000.000 di euro
      Un capriccio ,solo un capriccio isterico da gattare .

      Per quanto riguarda la visione di : sentinelle della natura mi trova in sintonia . Mi dispiace ma non sono d’accordo in toto  con le tue affermazioni. E’ pur vero che pratichiamo questa passione per nostro piacere , altrimenti staremmo a casa a giocare a bocce o a tennis , è vero che ci piace sparare, NON è vero che ci piace distruggere… come pare velatamente trasparire dalle Tue parole ….
      Allora se questo fosse chiudiamo i giochi perche NON MI PIACE PIU’ GIOCARE .
      Quante volte grazie ai cacciatori si sono evitati incendi ?
      Quante volte grazie alle denunce dei cacciatori si è potuto bonificare quella che cominciava ad essere una discarica in un tal luogo ?
       Quante volte i cacciatori si sono riuniti per pulire siti dimenticati dagli stessi sedicenti ambientalisti ?
      Quante volte i cacciatori si sono dimostrati solidali a gravi problemi intervenendo di persona ?
      Ecc.Ecc.

      Spero vivamente , non voglio nemmeno pensarlo, che TU sia uno che gli piace solo uccidere e ripopolare per poterlo fare ancora  ( come tu stesso dici )senza intervenire in qualche modo , anche con piccoli gesti pro Natura , qualunque essi siano .

      Certo che mi diverto ad andare per boschi e campi… e se non trovo nulla e non sparo , mi manca qualcosa . Ma questo, lo sparo e l’abbattimento della preda , è il fine ,non il mezzo .

      Almeno io così la vedo. Mi sento cacciatore perche rispetto l’animale in quanto tale,; dedico il tempo della caccia  a cercare di presentarmi ad esso cercando di  essere in grado di catturarlo, atavicamente, con rispetto e nella maniera e nel numero più etico e serio possibile, si potrebbe dire in punta di piedi .

      La mia , la nostra , è una piccola sfida con noi stessi e con le forze di una Natura che difendiamo a spada tratta proprio perche ce ne dia la possibilità finche potremo .
       Implicito il divertimento, come in tutte le cose fatte dall’uomo in quanto essere; dal cacciare , pescare, giocare, persino lavorare .

      Poi …le mele marce sono in ogni dove …….e non siamo ne io ne Te    

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