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Anuu: Note sul passo nel primo trimestre

| 3 maggio 2012 | 6 Comments

Dopo un mese di febbraio, che sarà ricordato per il grande freddo e la neve che ha coperto tutta la penisola con un evento che non si vedeva dal 1956, si pensava che l’inizio di primavera fosse più gradevole.
Le temperature sono state sotto-zero per tanti giorni come oltre mezzo secolo fa. Un’anomalia per un fenomeno che si ripete ogni 20-30 anni e sempre con la stessa dinamica. Venti vorticosi da est, neve abbondante anche in pianura e gelo. Questo fenomeno si è manifestato nel 1929, nel 1956 e nel 1985. Solo verso la metà di febbraio si è indebolito l’afflusso di aria gelida proveniente da nord-est lasciando l’Italia lentamente e ritornando alla normalità.
Dopo il grande freddo la primavera arriva in anticipo con un clima al di sopra delle medie stagionali che vanno a compensare, anche nelle statistiche, l’ondata di gelo. Un anticiclone che prima stazionava in mezzo all’Oceano Atlantico e che per la sua posizione aveva favorito l’ingresso di aria fredda dalla Siberia, in questo periodo dell’anno si è spostato verso il Mediterraneo favorendo così una massa di aria calda che dal Nordafrica ha invaso la penisola italiana. Ciò ha determinato un’anomalia termica portando le temperature al di sopra dei venti gradi centigradi. Una rovesciata della situazione.
In questo modo la primavera è iniziata con il sole luminoso e alto nel cielo, aria gradevole e dolce. Il mese di marzo termina come il più caldo dal 1989 con le temperature al di sopra della media di 2,5 gradi grazie alle elevate massime stagionali. Aprile, invece, inizia con una primavera congelata nel giorno di Pasqua regalandoci un inizio del mese gelido, arrivato quasi a tradimento dopo l’illusione di un’estate vicina. Insomma fino al 22 aprile la nostra atmosfera rimane instabile, comandata da un vasto sistema depressionario che abbraccia tutta l’Europa. Cominciano le piogge e nemmeno un solo giorno di sole fa pensare che è primavera. Si succedono impulsi perturbati da sud-ovest che girano in senso antiorario attorno a questa vasta depressione mentre la migrazione in alcune zone si muove velocemente.
Le specie transahariane cominciano a risalire e, nelle zone naturali adatte, si possono vedere in modo molto disomogeneo. All’Osservatorio Ornitologico di Arosio della FEIN i primi transahariani cominciano a notarsi il 10 aprile con l’inanellamento del primo Prispolone, seguito da quello di un Luì verde il giorno 16 e dalla Balia nera in data 19 aprile.
I Tordi bottacci (il primo esemplare in migrazione pre-nuziale è stato inanellato il 23 aprile), sono passati velocemente su tutto il territorio, lasciando una flebile scia d’individui ancora nella seconda decade di aprile, molte specie come ad esempio Codirosso, Luì grosso, Cutrettola, Upupa, Rondine compreso il Rondone, ed alcuni trampolieri cominciano a notarsi con un leggero ritardo su tutto il territorio a parte le poche eccezioni.
Le stazioni ornitologiche unitamente ai segnalatori sparsi sul territorio italiano parlano di segnali di migrazione non molto entusiasmante anche se nei luoghi naturali più congeniali dove è attiva la pratica dell’inanellamento, a sforzo costante e continuo, la presenza dei migratori si fa notare.
Tra ritardi ed anticipi comunque ad aprile le specie stanno passando o arrivando per raggiungere i siti di nidificazione. Va comunque considerato che per quanto riguarda l’Osservatorio Ornitologico di Arosio della FEIN il primo trimestre dell’anno non è stato affatto negativo tanto che sono state analizzate ed inanellati ben 139 soggetti per 13 specie diverse su una media annuale relativamente all’ultimo quinquennio di 132 soggetti analizzati per 16 specie.
Un discreto inizio se si considera ancora che questo primo trimestre si posiziona al terzo posto negli ultimi cinque anni dietro al 2008 con 217 soggetti analizzati per 21 specie e al 2009 con 160 soggetti appartenenti a 13 specie.
Sebbene le temperature di questi ultimi giorni, prima dell’anniversario del 25 aprile, siano ancora basse e le piogge la facciano da padrone ci si augura che i migratori abbiano migliore fortuna e possano arrivare nei loro territori di nidificazione per dare vita alle nuove generazioni, futuro di ogni specie. (redatto 25.04.12) W.S.

http://www.anuu.org

 

Category: .In Evidenza, ANUU

Comments (6)

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  1. Argo scrive:

    Ma se il primo esemplare di Tordo bottaccio in migrazione pre nunziale si è inanellato nella terza decade di Aprile, come fa l’ISPRA a giustificare la i KC di tale specie alla prima decade di Gennaio ??? Tirano ad indovinare, o certe tesi le leggono nell’oroscopo ?

    Argo 

  2. andrea ciulli scrive:

    fai un salto a bologna e ti rendi conto di che gente c’è……………
    tesi di laurea sul luì e poi ti mettono a gestire gli ungulati alpini o master sul cinghiale e ti mettono a gestire le starne sulla Sila………ma dove si vuole andare ? 

  3. Bagnolesi Giovanni Roberto scrive:

    Chi si laureava ai tempi del 68 otteneva l’ambito riconoscimento non per la conoscenza della materia ma per la collocazione politica. Mandateli via.

  4. laser scrive:

    Bene ragazzi, dopo questa notizia(dati) dopo quella in cui si evidenziava la riduzione elevata della specie passero, nonostante sia stata vietata la caccia da anni, ora il “CARO” governo di tecnici??? di nonno monti, ci chiede di segnalargli, gentilmente, sprechi di risorse pubbliche, UN INVITO A NOZZE, NON VI SEMBRA?

    Forza ragazzi iniziamo la lista:  

  5. Giacomo scrive:

    Certo che l’Anuu fe un lavoro encomiabile analizzando il passo dei mogratori con le catture e l’inanellamento, ma io credo che come dati per una caccia sostenibile non siano sufficienti anche perchè fatti in un solo e ristretto territorio. Quello che bisogna fare a mio avviso e come leggo anche sul giornalino IL CaCCIATORE di Fidc e dare adito al rilevamento dati dei nostri tesserini caccia, da dove sicuramente si possono rilevare dati sul tutto il territorio nazionale ed in quantità tali da fare degli opportuni e reali studi sia sul prelevamento sia sul passo dei migratori in special modo, per una reale e sana gestione venatoria, in quanto per questi ultimi a differenza della stanziale sul nostro territorio sono di passaggio anche se alcune specie sostano per brevi periodi. Tutte le Regioni e non solo alcune visto che il tesserino è regionale devono fare in modo che questi dati vengano letti e poi mandati a chi di dovere per essere oggetto di programmazione e indagine conoscitiva. Sappiamo già che la caccia non è la colpevole della diminuzione di alcune specie di migratori e stanziali per cui queste informazioni sicuramente saranno prese per uno studio dell’incremento faunistico allorquando ci potrà essere un confronto proporzionale a un miglioramento ambientale e degli habitat di sopravvivenza. Avanti dunque con una organizzazione per la lettura annuale dei tesserini e rilevamento dei dati. :wink: :lol: Salutiamo      

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