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AIW: Sull’annunciata querela del Parco contro Zunino

| 21 aprile 2012 | 3 Comments

SULL’ ANNUNCIATA QUERELA DEL PARCO CONTRO ZUNINO

Se un quotidiano pubblica un articolo dettagliato su di un fatto, ed un lettore ritiene di commentarlo, per di più nell’esercizio della propria legittima attività di Segretario Generale di un’associazione ambientalista riconosciuta dalle autorità (ONLUS e Ministero dell’Ambiente), che per di più nel proprio Statuto ha come scopo il “controllo e una supervisione morale a favore della Natura, sulle attività di gestione degli organismi che amministrano le aree protette”, senza l’utilizzo di aggettivi diffamatori, ma solo parole di critica ad un pubblico organismo che ha mandato di gestire un pubblico patrimonio, non mi pare che venga lesa la normale convivenza civile; e non si capisce di quale reato egli possa essere accusato. Il tutto ai sensi della Costituzione italiana che garantisce la libera espressione delle idee ed il diritto di parola ai cittadini nei limiti di una democratica dialettica tra cittadini e le pubbliche autorità.

In un Paese democratico ognuno è libero, qualora si senta diffamato, di presentare querela contro chi ritiene sia stato il diffamatore; salvo il rischio di dover poi far fronte ad una controquerela per calunnia laddove la supposta diffamazione non dovesse sussistere. Fino a prova contraria siamo ancora un Paese democratico. Alla contestazione di fatti si dovrebbe, caso mai, rispondere con spiegazioni, non con querele.

Se il Presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo ha ritenuto di ravvedere imprecisioni nelle notizie riportate dal quotidiano laziale “Ciociaria Oggi” (ma anche da un altro quotidiano molisano), notizie che il sottoscritto – per l’apparente loro attendibilità che si rivelava da precisi riferimenti – ha ritenuto doveroso commentare, meglio avrebbe fatto a puntualizzare la verità dei fatti e non limitarsi ad un’imprecisa ed affatto puntuale smentita, specie su fatti che per quanto ritenuti ipotetici sono stati comunque acclarati da altre autorità. La gente ha bisogno di una corretta informazione in merito all’Orso bruno marsicano ed alla sempre più sua esigua popolazione (che lo stesso Ente Parco ha confermato). Normale che i cittadini e la scrivente Associazione si preoccupino ed avanzino critiche su una gestione quanto meno poco sensibile alle proposte che gli vengono da un tecnico ed esperto del problema (a suo tempo anche incaricato di alcuni aspetti, seppure le sue proposte non siano poi mai state adottate).

Gli orsi da oltre 100 esemplari presenti nel solo Parco e sue strette vicinanze nel 1970 sono scesi, come recentemente confermato dallo stesso Parco, a forse meno di 40 sparsi in tutta l’Italia centrale e con bassissime capacità riproduttive, come lo stesso Parco ha riconosciuto. Come può il Parco pretendere che i cittadini non si preoccupino, e non si preoccupino le associazioni ambientaliste? Non sarebbe meglio, nei comunicati stampa, anziché sottacere le notizie, dare spiegazioni alla gente, che dalle autorità se le aspetta? Dire semplicemente che alcuni “soloni” non sono attendibili senza spiegare il perché serve solo a seminare dubbi sulla realtà dei fatti. Qui è una guerra tra “soloni” da una parte e “soloni” dall’altra, solo che i soloni che criticano il Parco hanno sempre detto a chiare lettere perché
l’Orso sta rischiando di estinguersi e cosa bisogna e bisognerebbe ancora fare per salvarlo (ed inviando sempre alle autorità i propri commenti). “Solone”, il sottoscritto, che ha fatto parte di commissioni internazionali proprio per i suoi meriti di “studioso, ricercatore e tecnico”, e le cui pubblicazioni scientifiche non solo sono note all’Ente Parco ed al suo Presidente (che non può non saperlo!), ma sono anche presenti nella biblioteca scientifica dello stesso. Gli altri si sono solo limitati a studiare l’animale usufruendo di oltre 13 milioni di euro (cifr. quotidiano La Repubblica), spesi da vari organismi pubblici statali e non. Forse è il caso che qualche autorità si cominci a chiedere come questo danaro sia stato speso, perché l’opinione pubblica ha il diritto di saperlo, visto che (a parte circa un milione di euro privati) si tratta di soldi pubblici.

Al solito, auguriamoci che madre Natura provveda là dove l’uomo non sta riuscendo. Altrimenti sarà poi la storia a stabilire a chi addebitare le colpe per l’estinzione di questo fantastico animale che tanti dicono di amare. Certo è che il sottoscritto e l’associazione che coordina (che vive di volontariato e soldi PRIVATI) non hanno nulla da rimproverarsi: è chi stava e sta al potere che un giorno dovrà dare spiegazioni. Per ora ci piacerebbe solo sapere come sono realmente andati i fatti in merito agli orsi di Acquafondata. Noi quello che abbiamo appreso lo abbiamo divulgato e commentato senza diffamare nessuno. Siamo in attesa che le autorità ci narrino i fatti da loro appurati dopo la notizia apparsa sui quotidiani.

Scrive il Parco nel suo comunicato stampa che “ormai tutti sono diventati esperti, ricercatori e studiosi dell’Orso bruno marsicano”, come a voler asserire che chi scrive non lo sia. Ma, in realtà, chi non lo è, è proprio chi ha firmato il comunicato stampa, mentre il sottoscritto esperto lo è, come è stato ricercatore e studioso (ed oggi conservatore), ed è solo ridicolo che si cerchi di farlo dimenticare ai lettori. Questa sì che potrebbe essere una diffamazione, come certamente la si ravvisa in altri paragrafi del comunicato stampa, anche nei riguardi dell’Associazione che coordino (il cui ufficio legale si riserva di agire per la tutela della sua onorabilità)!

In quanto alle “difficoltà politiche, istituzionali, amministrative, scientifiche e normative” che sta affrontando il Parco, forse è il caso che il Presidente Rossi si chieda il perché, visto che per anni è stato nello suo staff e da cinque alla sua Presidenza.

In quanto all’annuncio di esposto- querela, ricordo al Presidente Rossi, che già un altro direttore agli albori della nascita dell’Associazione Wilderness cercò di fermarne la crescita con l’arma giudiziaria; ma non vi riuscì, e c’è una sentenza a comprovarlo.

Per concludere, auguro al Presidente Rossi di essere riconfermato, visto il suo fine mandato; anche perché di lui non ho un pessimo ricordo come collega di lavoro e come persona – ma solo parzialmente, ricordando il nostro comune passato ed il vissuto di ognuno in quegli uffici che oggi lui presiede.

Murialdo, 20 Aprile 2012

IL SEGRETARIO GENERALE
F.to Franco Zunino

 

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Category: .In Evidenza, Abruzzo, wilderness

Comments (3)

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  1. fiore scrive:

    e ridai con quest’orso!! allora siete fissati, se non ci sta più non ci sta più facciamola finita!!!

    • Giusti Giacomo scrive:

      Perche`Fiore tu sei cosi`sbrigativo?
      Non si tratta dell’estinzione delle cornacchie(magari!) ma dell’orso marsicano.
      E poi dovresti conoscere la luuuuuuuunga storia del parco nazionale d’Abruzzo no?

  2. Giovanni Aiello scrive:

    Carissimo Franco, hai tutta la mia solidarietà. Vedrai che  finirà tutto in una bolla di sapone, non ho mai letto da parte tua commenti diffamatori nei confronti di nessuno. In bocca al lupo e facci sapere. (up)

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