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Piemonte: Referendum, un ricco carniere per le banche

| 18 aprile 2012 | 9 Comments

REGIONE PIEMONTE – Referendum sulla caccia: si profila un ricco “carniere” per le banche.

In merito alla notizia stampa che ha annunciato che il Presidente Cota per pagare i costi del referendum chiederà un mutuo di circa 20 milioni di euro, il Presidente Nazionale dell’ARCI Caccia Osvaldo Veneziano ha dichiarato:

“Siamo al colmo del ridicolo ma non c’è di cosa ridere. Purtroppo a soffrire ed a piangere toccherà ai cittadini del Piemonte che saranno “predati” da ulteriori tasse , accise, imposte per il teatrino referendario in corso.

I politici piemontesi, che in televisione si sbracciano per rappresentarsi servitori disinteressati, impegnati per il bene comune, “numi” tutelari degli interessi dei cittadini, dei più deboli, hanno voluto far svolgere, per negligenza o malafede poco importa, un referendum sulla caccia vecchio di 25 anni.

Per colpa del menefreghismo e/o della incapacità dei “politicanti” in Consiglio Regionale non è arrivata alcuna proposta di legge, neppure minima, che si proponesse di interpretare e risolvere nel rispetto della migliore cultura venatoria espressa dai cacciatori piemontesi i quesiti referendari relativi ad una legge che non c’è più ed era in essere nel lontano 1987. E pensare che si siede in Consiglio Regionale eletti e pagati, sia governatori, sia assessori, sia consiglieri con un compito ben preciso: fare e disfare “leggi”. Questo dovrebbe essere il lavoro quotidiano per il quale si sono proposti nella campagna elettorale!

“E ora anche la beffa finale per i cittadini” – prosegue Veneziano – “Non bastassero i soldi spesi per indennità, vitalizi, i politici dalla “litigiosità onerosa” a carico dei contribuenti “in primis”, quelli della maggioranza regionale hanno, di contro, ritrovato accordo ed intesa per accendere un mutuo di circa 20 milioni di euro che sarà una ulteriore ipoteca nella vita di uomini e donne “comuni mortali”. Perché non chiedere con un referendum ai disoccupati, ai pensionati, ai lavoratori, a donne e uomini che fanno “la spesa” se sono d’accordo a spendere per un referendum di caccia? La crisi la stanno pagando gli italiani e, in Piemonte, si aumenta il debito pubblico, con un ennesimo mutuo distribuito tra la presente e le future generazioni per una inutile “ginnastica” referendaria.

A godersi il referendum saranno probabilmente le banche che concederanno il “mutuo”, oneri ed interessi a carico della Regione cioè dei contribuenti. Ma tanto ormai pare che la solidarietà di moda al Nord sia quella verso gli istituti di credito!

Non andremo a votare a giugno e non voteremo quei “signoroni” della politica piemontese corresponsabili di questa “spesuccia” referendaria.

Non vogliono fare i legislatori? Salvino la faccia: il mutuo lo paghino dai loro bilanci personali, così forse comprenderanno cosa significa avere una rata che scade ad ogni fine mese. Altro che oro, gioielli e diamanti…..”

Roma, 18 aprile 2012

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Category: .In Evidenza, Arcicaccia, Piemonte

Comments (9)

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  1. fedeli massimo scrive:

    (f)che coraggio…… (:n)

  2. giannirm scrive:

    I piemontesi invece di chiedere alle banche li dovrebbero chiedere “ar Giggione de Roma” ed alla sua fondazione (f) .
    Qua non si conosce più la vergogna, si apre bocca e si dà fiato :oops:

  3. dardo scrive:

    certo sig Veneziano sono tutte cose vere quelle che Lei sottolinea, ma in quel che scrive ci vedo molta preoccupazione da parte sua, forse teme un effetto domino in caso il referendum avesse esito distruttivo per l’arte venatoria? si perchè è così che funziona in italia, se un referendum funziona a favore degli animalisti presto si spalmerà anche alle altre regioni. Ma le devo dire che voi associazioni venatorie dovete fare un mea culpa se siamo arrivati al capolinea, non ci avete difeso mai dagli attacchi degli animalisti, anzi volevate concordati, patti…..patti con il diavolo che ci vuole morti se ne possono fare? quando dovevate agire, quando era ancora possibile avete oziato portandoci alla rovina, poi Lei che critica tanto la politica non crede di farne parte? sbaglio o sul logo vi è scritto i compagni della natura? Siete dentro la politica fino al collo voi e la feder, comprendo bene che il porto lo fa il marinaio e se voi avete la colpa di non averci difeso, noi abbiamo la colpa di aver continuato a pagare la vostra assicurazione ed aver contunuato a foraggiarvi……….ma credo che a molti gli si siano aperti gli occhi, tardi ma hanno capito, comunque care aavv presto finirà e voi verrete assorbiti da qualche partito, mentre noi rimarremmo traviati da un ipocrisia perpetrata da gente politica quale siete. oww oww oww oww oww oww oww oww oww oww oww oww oww oww oww oww oww oww oww  

  4. sololasipe scrive:

    …da quale pulpito vien la predica..!!!! (:n)  (:n) (:-p) 

  5. lucas scrive:

    Passerà e sarà solo l’inizio della fine. Ma è anche un bene che accada. Tanto andare avanti così non aveva più senso.

  6. alessandro cannas scrive:

    Interpretare i quesiti referendari,significa dare la vittoria a tovolino alle associazioni ambientaliste.
    Svilendo il diritto al voto e all’ASTENZIONE  di PARI dignita.
    Il Referendum l’hanno voluto gli animalisti.non il mondo venatorio e ne la Regione Piemonte.
    Gia’ e’ successo in passato quanto si celebrarono tanti referendum contro la caccia TUTTI vinti dal mondo venatorio.Ma persi a TAVOLINO concedendogli 157,con il principio della mediazione e dell’intepretazione di altre sensibilita’.Tanto per ricordare NON sentirono il problema caccia in Italia oltre il 60% degli Italiani.

  7. francesco cattani scrive:

    Ma che faccia di bronzo,25 anni zitto insieme ai suoi compagni di merende e tavoli zoppi,e adesso fa la morale all’attuale governatore e agli assessoori piemontesi che si sono ritrovati questo regalo ammuffito nei casseti della Regione e del TAR accusandoli di non aver provveduto in quattro giorni a fare una legge che accogliesse i quesiti referendari,perchè solo cosi si poteva evitare il referendum. E ora non va bene neanche se per pafare le spese vive del referendum Cota accende un mutuo con una banca,forse era meglio aumentare qualche tassa che è rimasta al minimo?Siete solo e sempre dei demagoghi e state alimentando l’antipolitica.

  8. andrea ciulli scrive:

    poveraccio, mi fa pena……….

  9. Peter scrive:

    Egregio sig. Veneziano avrebbe fatto meglio a tacere, adesso che il cosidetto “citriolo” serpeggia e fluttua nell’aria si accorge del danno? Non avete mai voluto ascoltare i cacciatori e anzichè comportarvi da “sindacato” avete sempre fatto e continuate imperterriti a fare i politicanti; cosa pretendeva che gli animalari stendessero il tappeto sotto i piedi? Vede sig. Osvaldo non si fanno mai patti col diavolo e voi li avete sempre fatti; ora le conseguenze chi li paga? “Pantalone” ovviamente; 20 milioni di euro costa questo referendum, sia che vingano i si, sia che vingano i no od anche che non si arrivi al quorum; doveva essere contrastato a tutti i costi; poveri cittadini piemontesi, in tempi di crisi come questo buttare i soldi così è veramente da criminali. La Regione ovviamente si è completamente disinteressata alla cosa, quanto sarebbe bastato cambiare qua e la in qualche modo la legge regionale, il referendum sarebnbe stato “caput”. Se per puro caso vincessereo i si, ci si rende conto o no di quale “effetto domino” potrebbe avere in tutta Italia? Spero vivamente che il popolo piemontese non si faccia prendere per il naso da certi imbonitori spendaccioni e vagabondi e che i cittadini disertino in massa le urne e diano una sonora lezione ad una classe ambientalista-animalara di tipo talebano e a quella classe politica che tutto fa meno che gli interessi del popolo.

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