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Caccia, venti anni dopo

| 13 aprile 2012 | 15 Comments

A venti anni dall’entrata in vigore della legge sulla caccia la Rivista “Il Forestale”, periodico ufficiale del Corpo forestale dello Stato, dedica un ampio servizio all’attività venatoria in Italia dopo l’approvazione della legge quadro, riportando gli interventi dei protagonisti tra ricordi, polemiche e sostenitori.

http://foglioverde.com

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Riportiamo un pezzo a firma di Gianluca Bardelli:

La caccia è ricchezza ma necessita di rigore scientifico e certezza delle norme

Il mondo della caccia rappresenta complessivamente un indotto economico di 1 miliardo e 39 milioni di euro. Non poco per un paese come il nostro che sta cercando faticosamente di uscire da una grave crisi finanziaria internazionale. Se si pensa che la manovra finanziaria per il 2011 è stata di 47 miliardi di euro il dato non appare affatto trascurabile. In particolare, legato alla caccia è ovviamente il settore delle armi. L’Italia, infatti, rappresenta il primo produttore europeo di armi sportivo-venatorie riuscendo a coprire il 60% dell’intera offerta comunitaria; con l’80% della produzione esportata, l’Italia è poi considerata il maggiore esportatore nel mondo di armi sportive, commerciali e munizioni. Il comparto produttivo sfiora i 4.000 addetti diretti, mentre l’indotto arriva a un dato complessivo di circa 45mila unità. Il valore economico annuale si attesta intorno ai 2.150 milioni di euro.
La caccia può e deve costituire un importante volano per l’occupazione soprattutto nella gestione del territorio, nella produzione di selvaggina e nella salvaguardia degli ambienti dando vita a nuove, stimolanti professionalità. La particolare congiuntura economica pone il problema di riorganizzare anche la pratica venatoria rendendola più idonea alle mutate condizioni dell’ambiente e della società. Questo deve far riflettere politici, istituzioni e società civile prima di ipotizzare scenari di chiusura o di compressione dell’attività venatoria.
Ma allo stesso tempo non si può neanche pensare di agitare questa carta per pericolose fughe in avanti. Poiché la caccia rientra, al pari di altre, tra le attività di pianificazione e gestione del territorio, essa dev’essere regolata da rigidi principi scientifici e in modo trasparente. Tutto ciò richiede un impegno più responsabile per i cacciatori e per le associazioni che li rappresentano.
In tale senso va dunque interpretata anche la bozza di regolamento riguardante le linee guida alle quali le Regioni dovranno conformarsi nell’esercizio delle deroghe all’attività venatoria previste dalla direttiva comunitaria “uccelli” che è stata da poco licenziata dai competenti uffici del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e del Ministero dell’ambiente della tutela del territorio e del mare.
Tra le motivazioni che hanno determinato la necessità di prevedere l’emanazione di queste linee guida la principale è rappresentata dal frequente contenzioso comunitario che ha più volte visto condannare l’Italia per incompleto e insufficiente recepimento nonché errata attuazione della direttiva comunitaria in conseguenza dei provvedimenti regionali adottati in materia.
Si tratta di un provvedimento che porterà certezza in un campo che, per troppo tempo, ha generato confusioni e disomogeneità e che in particolare consentirà la concreta applicazione del potere di controllo assegnato al Governo.
Spetterà al Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale, al quale compete dare un parere in materia, trovare, nella massima concertazione tra i rappresentanti delle Regioni, delle associazioni venatorie, degli ambientalisti e degli agricoltori, la giusta misura per giungere rapidamente all’adozione di uno strumento giuridico previsto dalla legge e fortemente voluto dall’Unione Europea il quale riporterà il regime eccezionale delle deroghe dall’attuale far west ad un contesto di regole chiare e certe, a vantaggio delle regioni e degli stessi cacciatori.

Gianluca Bardelli,
componente Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale, Mipaaf

 

Leggi il servizio completo “Caccia venti anni dopo”  tratto da Il Forestale n. 67 del 2012.

 

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ATTENZIONE: l’articolo qui riportato è frutto di ricerca ed elaborazione di notizie pubblicate sul web e/o pervenute.
La redazione del sito www.ilcacciatore.com, non necessariamente avalla il pensiero e la validità di quanto pubblicato. Declinando ogni responsabilità su quanto riportato, invitano il lettore a una verifica, presso le fonti accreditate e/o aventi titolo.
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Category: .In Evidenza, Generale

Comments (15)

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  1. Giannirm scrive:

    La caccia venti anni dopo è stata consegnata in mano agli animalambientalisti, è questo solo il succo del discorso, siamo una categoria che con l’indotto arriva ad un valore economico annuale di 2 miliardi e 150 milioni di euro eppure siamo bistrattati da politici e media oltre ai soliti noti, che hanno avuto visibilità e scranni in Parlamento solo per le battaglie anticaccia.
    Invece di premiarci come categoria in attivo, sono oltre venti anni che ci rompono i coglioni.
    La 157 è un compromesso e come tutti i compromessi ha molte pecche, è nata prima dell’entrata dell’Italia in Europa quindi è incompleta in molte parti, sarebbe ora che ci si mettesse mani e si adeguasse con criteri che non siano più minimi.

    • dardo scrive:

      caro Giannirm ricorda che gli animalisti senza federcaccia ed arcicaccia, non sarebbero arrivati a tanto, le aavv che ho elencato ci hanno levato terrerno anno dopo anno dividendoci e frammentandoci, detenendo il potere in atc, e vincolando la caccia della migratoria lasciando margini aperti per la caccia al cinghiale e la stanziale, credo che tutti sappiamo dove stiamo andando, ops, dove ci stanno portando, la convinzione che tutte le cacce hanno pari diritti queste persone non l’hanno, quando (ex presidente feder rosini) oww disse che la caccia non deve essere politica, ma la politica deve guidare la caccia, ebbene allora e da allora, i compromessi ci hanno portato all’estinzione, oramai e questione di qualche anno eppoi …..si caccerà nelle riserve a pagamento, e qualcuno con la giusta tessera sarà graziato di fare qualche abbattimento selettivo, per il resto chi potrà volerà verso nuovi lidi, dove da cacciatore non avrà nessuno che lo accoltellerà alle spalle….. oww oww oww oww oww

  2. beppe scrive:

    ” dando vita a nuove professionalità ” cosa intendono ?
     tecnici faunistici a 50000 euri all’anno che non capiscono nula di caccia ?

  3. luigi scrive:

    Di tutto siu parla al di fuori di una vera riforma della caccia, svincolando il territorio sottrattoci (  parchi ) e ampliando i tempi di caccia: da agosto ( metà agosto ) fino a fine febbraio (  per alcuni selvatici vedi marzaiole fino a fine marzo ). Il resto dell’articolo è solo noia.

  4. Bekea scrive:

    A POSTO SIAMO !!!.  Se queste sono le idee che questo Bardelli vuol far passare come verità, allora questa è  una dichiarazione di guerra alla deroghe e alle Regioni Veneto e Lombardia che le applicano. Ci deve spiegare questo Bardelli, e mostrare le carte di chi  e come vuol regolamentare le deroghe, perchè tutto questo discorso è incentrato solo su un comunicato di bozza fatto dall’ufficio avifauna della fidc. L’inizia dell’articolo esaltava la valenza economica della caccia, questo per addocire la mazzata  riportata in seguito con questa pretesa, che se vogliamo le deroghe dobbiamo fare come vuole qualche sapientino di qualche AV. 

  5. igino scrive:

    Sarebbe bello sapere quanto rende in termini economici alla regione piemonte, che spendera’ 20 milioni per fare il referendum, con quei soldi non poteva assumere dei giovani e inserirli magari in piano di recupero ambientale, fiumi, laghi, boschi, montagne ecc.
    Tutto bello e sacrosanto quello che leggiamo nell’articolo ma quando in giro c’e’ gente che parla
    di caccia al colino della virginia e che ti chiede il referendum e le istituzioni glielo approvano, ma di cosa e con chi vogliamo parlare?   

  6. Peter scrive:

    “”Ma allo stesso tempo non si può neanche pensare di agitare questa carta per pericolose fughe in avanti””
    Ma di quale fughe in avanti si blatera quando con la 157 abbiamo e si continua ad avere unicamente e solamente restrizioni, imposizioni di divieti assurdi, anno dopo anno, tanto che poco ci manca che il territorio diventa tutto un parco e aree protette; ma vedete di fare le persone serie piuttosto. Possibile che non ci si rende conto che il comparto venatorio fra qualche anno scomparirà o sarà solo ed esclusivamente appannaggio di alcuni ricchi sfondati che potranno fare il bello e cattivo tempo? Care associazioni svegliatevi per cercare di salvare il salvabile, se si perde ancora altro tempo in chiacchere unitili possiamo solo suonare il “”de profundis”.

  7. fiore scrive:

    caccia privata in aziende dove si potrà sparre a tutto…. chi più paga meglio caccia così andrà a finire…  ma io come altri avremo già smesso da un pezzo

  8. Giacomo scrive:

    AAA: vendesi doppietta Bernardelli -Roma 6- calcio all’inglese, asta a coda di castoro, grilletto oro possibilità bigrillo, come nuova da collezione, euro 2000.   :-?   (n)  Salutiaaamo 

    • Andrea scrive:

      Ciao volevo avere più informazioni su questa arma….. sarei molto interessato all’acquisto….
      come posso contattarti????????????
       

    • Andrea scrive:

      Ciao volevo avere più informazioni su questa arma….. sarei molto interessato all’acquisto….
      come posso contattarti???????????? Mi farebbe molto piacere avere una risposta :wink:  grazie
       

  9. Giusti Giacomo scrive:

    Cosi`ci hanno ridotto federarci nel 92, da quel maledetto Febbraio siamo andati sempre peggio,e il bello deve ancora arrivare.

    Sig.Bardelli le carte stia tranquillo che non l’agita nessuno,anzi,non sono mai state agitate.,senno`un s’era rfatto questa fine.

  10. lucas scrive:

    Tranquilli che tra poco smetteremo tutti. Pagate tutte le tasse, almeno alle persone normali, non rimarrà niente. La caccia tornerà ad essere un’attività per ricconi spensierati. :mrgreen:

  11. dardo scrive:

    è vero quello che dici lucas, ma lo stato per reintegrare i soldi che verranno a mancare, aggiungerà nuove tasse, perchè si che mancheranno i versamenti annuali, ma mancheranno anche i contributi delle attività che chiuderanno per mancanza di lavoro,…….ho quasi l’impressione che chi governa l’italia sia un sadomasochista spietato, il quale alla tragedia aggiunge tragedia….. qualcuno mi vuole trovare e dire il motivo di un simile comportamento verso i propri cittadini? solo i plantageneti erano così egoisti ed egocentrici nel vessare il popolo….

  12. lucas scrive:

    Secondo me stanno facendo un esperimento di genetica sociale. Dicono: proviamo a togliergli la sanità pubblica lasciandoli in balia del privato e vediamo cosa succede….proviamo a mandarli in pensione a 70 anni, con la metà dello stipendio e vediamo cosa succede…proviamo ad aumentare iva e tasse varie, mettiamo la benzina in aumento continuo e vediamo cosa succede… :mrgreen:
    Sono dei pazzi. E più pazzi ancora siamo noi cittadini che gli permettiamo di farci tutto.
    Abbiamo messo le nostre sorti nelle mani di esponenti di quel capitalismo finanziario che ha creato solo disastri, pensando che risolvano i problemi che essi stessi hanno creato… :lol:
    L’unica soluzione sarebbe fare come l’Islanda. Nazionalizzare le banche, uscire dall’euro e mandare tutti affanculo, ma hanno messo Rigor Monti (come lo chiama Grillo :-D ) proprio per impedire che questo accada.
    Se non cambia nulla prepariamoci a vent’anni di finanziarie di 45 miliardi all’anno. Di soldi per la caccia non ne rimarranno neanche per comprarsi una fionda. :mrgreen:

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